piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

rivoluzione islamica in iran del 1979 3

DAGOREPORT

L’Iran e le anime belle della sinistra - un tempo filoarabe e pro Rivoluzione islamica, oggi filosioniste (solo rivestite, per congiuntura, di una spruzzatina Propal) e antiislamiche – è un capitolo tutto da raccontare.

 

Queste anime belle erano i grandi maître à penser negli anni Settanta, mentre sono oggi giornaliste, scrittrici e femministe imborsettate Prada. In comune, i primi e le seconde, hanno due cose. La prima è che fanno propaganda, ma a morire ci devono andare sempre gli altri e, per “vincere”, ci devono andare gli uomini; la seconda è che le loro analisi sono sempre sbagliate.

donne iraniane prima della rivoluzione 4

 

Nel 1978 l’intellighenzia di sinistra si schierò a sostegno della “rivoluzione maoista” dei giovani iraniani contro lo Scià Reza Pahlavi, che anni prima, con il sostegno degli americani, aveva deposto il governo liberamente eletto di Mossadeq. La colpa di Mossadeq era stata quella di aver nazionalizzato le società petrolifere: per questo gli Usa intervennero (non per nobili ideali).

 

In un Paese fortemente impoverito, Reza Pahlavi non trovò di meglio che spendere i soldi per le fastosissime celebrazioni per il Bimillenario persiano (celebri i gioielli indossati da Farah Diba). Nell’autunno del ’78, giovani e studenti (molti maschi, pochissime ragazze) scesero in piazza. Lo Scià scagliò contro di essi loro la Savak, la polizia segreta, né più né meno tenera degli attuali cosiddetti Guardiani della Rivoluzione.

rivoluzione khomeinista in iran

 

 

I coraggiosi ragazzi di allora, che sono oggi i vecchi Guardiani della Rivoluzione, combatterono per le strade, come scrisse Michel Foucault, inviato a Teheran dal “Corriere della Sera”, “con le mani nude”. Per trasmettere i loro messaggi si servivano delle musicassette, allora molto moderne, come oggi i social tipo Tik-Tok, Telegram e compagnia.

FAWZIA D EGITTO CON MOHAMMED REZA PAHLAVI SCIA DI PERSIA

 

La sinistra europea e italiana, antiamericana di default, parteggiò, ovviamente, per i giovani della “rivoluzione maoista” dietro ai quali, dalle moschee, soffiavano però mullah e ayatollah che, ben presto si dimostrarono non proprio un modello di democrazia. I morti rimasero per strada, lo Scià scappò, la sinistra celebrò il ritorno in patria, da Parigi (dove c’erano pure i brigatisti) di Khomeini.

 

Fu nominato primo ministro Mehdi Bazargan, iniziarono i processi sommari, Foucault e compagni furono costretti a riconoscere di essersi sbagliati e riconobbero che da allora l’Islam rivoluzionario avrebbe potuto trasformare ogni stato del Golfo in una teocrazia.

 

Quasi cinquant’anni dopo riecco le anime belle della sinistra sempre al fianco dei ragazzi ma questa volta – al di là del travestimento Propal – antislamiche. Sono anni le varie Alessia Piperno, Cecilia Sala, Barbara Stefanelli, in molti casi sotto la protezione dell’Iron Dome di Paolino Mieli, ci inondano su “Corriere” e “Foglio” di articoli, libri, post e podcast sulle rivoluzionarie ragazze iraniane oppresse dal velo e dal regime, pronte a manifestare in reggiseno e (pronte?) alla rivoluzione contro gli oscurantisti rivoluzionari del ’78. In Iran scendono in piazza arrivano i primi morti, si scrive che siamo alla svolta…

CECILIA SALA E DANIELE RAINERI ARRIVANO A CASA

 

L’Europa, inane, fa i soliti proclami. Come promesso, interviene lo zio Sam, nella versione attuale che è quella del dottor Stranamore o, secondo altri, dell’ostaggio nelle mani di Netanyahu grazie agli Epstein files. Arrivano i “nostri”, come il generale Custer con Netanyahu, avamposto sul quale pesa un mandato di arresto.

 

L’intellighenzia progressista, si fa per dire, di nuovo si mobilita: si ristampano libri sulle ragazze iraniane, nuovi articoli, nuovi podcast… già, ma le ragazze iraniane dove sono? In piazza, in Iran, ci sono solo donne velate che inneggiano ai Guardiani della rivoluzione, bruciano bandiere Usa e di Israele e inneggiano ai martiri dell’Islam.

 

ragazza si spoglia all universita?? islamica azad di teheran

Qui l’analisi non torna, come nel ’78. Si predica male e con la morte degli altri. Nel ’78 gli iraniani (maschi), sostenuti dai vari Foucault europei, scesero in piazza e rovesciarono un regime con le musicassette. Oggi le iraniane (femmine), sostenute dalle femministe filosioniste imborsettate Prada, restano attaccate a TikTok, ma in piazza non si vede nessuno. Non partigiani, non resistenti, no attentati.

 

Il dottor Stranamore fa quasi tenerezza. Israele gli ha fatto fare una guerra, gli hanno detto che lì erano tutti contro il regime islamico che stava preparando atomiche dappertutto, che le élite europee erano dalla parte di chi voleva ribellarsi… poi, l’hanno lasciato solo (con le sue portaerei), mentre il socio invade quel che gli pare: Gaza, Cisgiordania, Libano… Così s’incazza un po’ con questi molli europei dalla penna sempre sbagliata e dall’innato cerchiobottismo mielesco.

barbara stefanelli al tempo delle donne

 

Niente paura, l’Europa sta diventando Arcitaliana, sempre con il piede in due scarpe, sempre doppiopesista. In Italia, poi, le cose non sono mai come sembrano. Nella Prima Repubbliche erano chiare: Andreotti e Craxi (ve lo ricordate, dopo Sigonella, il discorso in Parlamento in cui paragonava il desiderio di attentati di Mazzini a quelli dei palestinesi?) erano davvero Propal; Msi era antiPal (e anche Spadolini), ma non sionista.

 

Nella Seconda Repubblica i progressisti, al di là dello slogan “Due popoli, due Stati”, si sono schienati di fronte al globalismo ebraico-americano, mentre la destra meloniana pure. Sola la estrema sinistra e la destra sociale (Casa Pound e dintorni) sono restate apertamente antisioniste e Propal.

 

Il resto è opportunismo, messa in scena. Per cui oggi abbiamo una sinistra fintamente Propal (con la Schlein segretaria) che scrive di rivoluzionarie ragazze islamiche rimaste (fortunatamente!) a casa e una destra filosionista pro zio Sam e filo Zelensky, con i vecchi militanti che, sotto sotto, la pensano al contrario.

 

E il povero dottor Stranamore, che voleva il Nobel per la Pace, è rimasto al soldo del suo socio, bombardando qua e là, non sa nemmeno cosa.

michel foucault

ragazza si spoglia all universita?? islamica azad di teheranBARBARA STEFANELLI - LOVE HARDERALESSIA PIPERNO - AZADIproteste delle donne iraniane contro khamenei ragazza si spoglia all universita?? islamica azad di teheran 2protesta ragazze teheranragazza iranianal arrivo a casa di cecilia sala foto lapresse 7alessia piperno e famiglia con roberto gualtieri 1

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