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SALVINI HA I SABOTATORI IN CASA – LE INTESE CON LE QUATTRO REGIONI DEL NORD SULLE MATERIE DELL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA, APPROVATE LO SCORSO 13 OTTOBRE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI, NON SONO STATE ANCORA TRASMESSE AL PARLAMENTO PERCHÉ IL TESORO GUIDATO DA GIORGETTI LE STA ANCORA ESAMINANDO PER POTERLE “BOLLINARE” – CALDEROLI SCALPITA, MENTRE IL MINISTRO DELL’ECONOMIA STA BLOCCANDO UN PROVVEDIMENTO BANDIERA PER IL CARROCCIO, CHE SERVIREBBE A DISINNESCARE LE TRAME DEL FRONTE NORDISTA CONTRO SALVINI NELL’IMMINENTE CONGRESSO DELLA LEGA…

Estratto dell’articolo di Giovanni Innamorati per “il manifesto”

 

matteo salvini roberto calderoli

Lega contro Lega. Anzi Lega Nord contro Lega Nord. Un ministro leghista blocca un provvedimento di un altro ministro leghista sull’autonomia differenziata, che servirebbe a disinnescare le trame del fronte nordista contro Salvini nell’imminente congresso. Volendo ironizzare, la si potrebbe raccontare nei suddetti termini.

 

[...] le Intese per la devolution a quattro regioni del nord della competenza esclusiva su quattro materie, approvate nove giorni fa dal consiglio dei ministri, non sono ancora state trasmesse al parlamento perché il Mef (guidato da Giancarlo Giorgetti) le sta ancora esaminando per poterle bollinare.

 

MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Potrebbe apparire normale routine un esame attento dei disegni di legge del governo da parte della ragioneria generale dello Stato, prima della loro trasmissione alle Camere. E tuttavia l’approvazione il 13 ottobre scorso degli otto ddl da parte del consiglio dei ministri era avvenuto in anticipo rispetto alla scadenza dei 45 giorni che dovevano intercorrere dopo il via libera dei consigli regionali di Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.

 

Il ministro Roberto Calderoli aveva esultato: «Manca l’ultimo miglio in Parlamento». In realtà mancava anche il penultimo, appunto il via libera del Mef. Sono trascorsi parecchi giorni e gli uffici di Camera e Senato hanno inutilmente atteso gli otto ddl (quattro devolvono a ciascuna regione la gestione della finanza pubblica in tema di sanità, gli altri quattro devolvono alle regioni le altre tre materie, cioè previdenza complementare, professioni e protezione civile).

 

FONTANA STEFANI CIRIO SALVINI MELONI CALDEROLI BUCCI TAJANI - VIA LIBERA AL PRIMO SCHEMA DI AUTONOMIA

Ieri si è svolto l’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, dove inizierà l’iter parlamentare, ma delle Intese nulla si sapeva e non sono state calendarizzate. Gli otto ddl con le Intese hanno la clausola di invarianza finanziaria per il bilancio dello Stato, uno dei motivi per cui è possibile esaminarli durante la sessione di Bilancio.

 

L’esame della ragioneria rientrerebbe comunque nel normale scrupolo della struttura guidata da Daria Perrotta. Il problema è che dubbi sulla neutralità finanziaria delle Intese erano stati sollevati dall’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) nell’audizione del 30 giugno scorso, quando le Camere esaminarono gli schemi delle Intese.

 

[...]

 

matteo salvini roberto calderoli

Ci sono ottime probabilità che al Mef stiano svolgendo le verifiche che l’Upb aveva sollecitato per chiarire l’effettiva neutralità finanziaria. I dubbi scaturivano dall’osservazione che le Intese delle quattro regioni erano identiche, e quindi lasciavano intendere una carente fase istruttoria. Poi l’Upb è entrato nello specifico con i dubbi sulle diverse Intese per la devoluzione delle quattro materie sottolineando: «Non si può escludere che si producano effetti indiretti di una qualche rilevanza sulla finanza pubblica».

 

matteo salvini giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

Due gli esempi sottolineati, uno riguardante la previdenza complementare e uno, più serio, sulla sanità. «Potrebbero aumentare le sottoscrizioni ai fondi pensione e ai fondi sanitari integrativi oltre i livelli già considerati nei tendenziali di finanza pubblica.

In questo caso, si determinerebbe un effetto negativo sulle entrate erariali, connesso al trattamento fiscale agevolato riconosciuto alle contribuzioni destinate a tali fondi».

 

Più drammatico il rilievo riguardante la sanità: «Vi è il rischio che l’utilizzo di alcuni strumenti, quali la differenziazione delle tariffe o il ricorso ai fondi sanitari integrativi e di previdenza complementare nell’ambito della contrattazione relativa al personale pubblico, possa incidere sugli equilibri tra sistemi regionali.

 

BANDIERE DELLE REGIONI ALLA CAMERA DOPO L APPROVAZIONE DELL AUTONOMIA DIFFERENZIATA

In particolare, tali strumenti se non opportunamente regolati potrebbero favorire un aumento dei prezzi dei servizi e alimentare il drenaggio di risorse umane da altre regioni, innescando forme di competizione interregionale, con possibili effetti negativi sui costi complessivi delle amministrazioni pubbliche». 

matteo salvini giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

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