ECCO COSA PREVEDE L'ACCORDO, DI 14 PUNTI, CHE USA-IRAN FIRMERANNO A LUCERNA, IN SVIZZERA: FINE DELLA GUERRA SU TUTTI I FRONTI, INCLUSO IL LIBANO, REVOCA DEL BLOCCO NAVALE AMERICANO NELLO STRETTO DI HORMUZ (E, ENTRO TRENTA GIORNI, IL RIPRISTINO DEL TRAFFICO MARITTIMO) - INOLTRE, LA REPUBBLICA ISLAMICA SI IMPEGNA A "NON PRODURRE ARMI NUCLEARI" - GLI STATI UNITI SI IMPEGNANO A DEFINIRE UN PIANO COMPLESSIVO PER LA RICOSTRUZIONE E LO SVILUPPO DELL'IRAN, GARANTENDO UN FINANZIAMENTO MINIMO DI 300 MILIARDI DI DOLLARI" - IL VERO NODO SI CHIAMA NETANYAHU, CHE NON ACCETTA LA PACE CON TEHERAN E POTREBBE FAR SALTARE IL TAVOLO (LEGGI: LIBANO)
BLOOMBERG RIVELA IL TESTO DELL'ACCORDO USA-IRAN, 'NUCLEARE, HORMUZ E SANZIONI'
(ANSA) - ROMA, 17 GIU - La fine della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, la revoca del blocco navale Usa nello Stretto di Hormuz e il ripristino del traffico marittimo da parte di Teheran "ai livelli prebellici" entro trenta giorni, tenendo conto dei tempi necessari per lo sminamento della via marittima. Sono alcuni dei 14 punti chiave dell'accordo tra Usa e Iran, di cui Bloomberg e altri media hanno diffuso una copia.
Il testo dell'accordo prevede inoltre che la Repubblica Islamica "non produrrà mai armi nucleari", mentre "il destino dell'uranio arricchito sarà affrontato in modo adeguato" nell'accordo finale.
DONALD TRUMP - GUERRA ALL'IRAN
Nel frattempo, "Iran e Stati Uniti concordano di mantenere lo status quo: Teheran congela il proprio programma nucleare allo stato attuale, mentre Washington si impegna a non imporre nuove sanzioni contro l'Iran e a non rafforzare il proprio dispositivo militare nella regione".
Da parte loro, gli Stati Uniti si impegnano anche, "insieme ai partner regionali, a definire un piano complessivo - concordato tra le parti - per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell'Iran, garantendo un finanziamento minimo di 300 miliardi di dollari", con un meccanismo di attuazione che dovrà essere messo a punto entro 60 giorni. Previsto, inoltre, anche lo "sblocco dei beni iraniani congelati" e la concessione di "deroghe per le esportazioni di petrolio iraniano". Infine, in seguito alla firma del memorandum, "l'accordo finale sarà approvato mediante una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".
I MEDIATORI DI DOHA E ISLAMABAD GESTIRANNO LO STORICO INCONTRO NEL COMPLESSO PIÙ RISERVATO DELLE ALPI
Estratto dell'articolo di Fabio Tonacci per "la Repubblica"
Dopo la data, venerdì 19 giugno, ora è ufficiale anche la location dove sarà firmato l'accordo tra Iran e Stati Uniti. Il lussuoso resort di Bürgenstock, sul lago di Lucerna. Ci saranno il vice presidente americano J.D.Vance e il capo negoziatore iraniano, Mohammad Ghalibaf. Forse anche Donald Trump, ma la sua presenza non è confermata.
Data e location sono tra le poche certezze di un memorandum di intesa poco chiaro, il cui testo non è stato diffuso. In ogni caso, rappresenta solo il primo passo di una trattativa più lunga, che ha rimandato a una seconda fase i temi più divisivi: il programma nucleare e il destino delle scorte di uranio, quei 441 chili già arricchiti al 60 per cento (al 90 per cento si può fare la bomba) che Trump vuole prelevare dai tunnel di Isfahan e portare fuori dall'Iran, mentre Teheran è disposta a diluire, però nei propri laboratori.
Il punto confermato sia dagli americani sia dalla Repubblica islamica, essendo per entrambi non più procrastinabile, è la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il Wall Street Journal scrive che l'Iran potrà riprendere fin da subito la vendita del greggio perché l'intesa prevede deroghe alle sanzioni sul petrolio.
Trump assicura che lo sblocco dello Stretto avverrà venerdì e che non ci saranno pedaggi o imposte, almeno per i 60 giorni della fase due.
«La revoca del blocco navale contro l'Iran è iniziata», afferma il vice ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Majid Takht-Ravanchi. Servirà comunque un'imponente operazione di sminamento, per la quale si sono offerti diversi Stati europei tra cui l'Italia, prima della ripresa a pieno ritmo del transito delle petroliere. […]
Nonostante la questione nucleare sia stata rimandata alla prossima trattativa («inizierà immediatamente dopo la firma a Lucerna», rivela il governo iraniano), Trump annuncia già quello che ritiene essere il principale risultato del memorandum: «l'Iran non avrà mai un'arma nucleare».
Il tycoon ne intende illustrare personalmente il contenuto entro le prossime 48 ore. «Non solo lo pubblicherò, probabilmente terrò una conferenza stampa e lo leggerò, parola per parola, in modo che la stampa lo riporti accuratamente». Ammette però di stare valutando l'ipotesi di sottoporlo al Congresso per l'approvazione.
Secondo fonti qualificate, la Casa Bianca si è opposta alla richiesta del governo israeliano di poter visionare il testo del memorandum. Israele — riferiscono funzionari della Difesa all'emittente Channel 12 — teme infatti che l'Iran possa sfruttare i 60 giorni per procedere con il programma nucleare e fare progressi verso la costruzione dell'arma nucleare. […]





