valter lavitola sigfrido ranucci

FINO A MARZO SCORSO LAVITOLA ERA TRANQUILLO: NESSUNO SOSPETTAVA CHE FOSSE IL MANDANTE DELL’ATTENTATO CONTRO RANUCCI – “DOMANI” RIVELA: “A INCASTRARLO È STATO L’ACUME DEGLI INVESTIGATORI CHE HANNO, FIN DA SUBITO, CONTESTATO LA STRAGE IN MODO DA POTER UTILIZZARE OGNI STRUMENTO, ANCHE I PIÙ INVASIVI, PER RISALIRE AI RESPONSABILI. SI E’ ARRIVATI A LAVITOLA GRAZIE ALL’ESPLORAZIONE DEL CELLULARE DELLA COMPAGNA DI CLESIO TAVARES GOMES, CHE IN RUBRICA AVEVA UN NOMINATIVO: ‘WALTER L’” – “SONO STATI RICOSTRUITI I CONTATTI TRA LAVITOLA E UNA STRETTA COLLABORATRICE DEL CONDUTTORE, FINITA INTERCETTATA, COSÌ COME IL SUO EX MARITO. TELECAMERE SONO STATE POSIZIONATE DAVANTI ALLE DIMORE DELL’EX FACCENDIERE E DELLA DONNA. COS’È STATO SCOPERTO? È IN QUELLE CONVERSAZIONI CAPTATE DAI CARABINIERI E NELLE CHAT DEI DISPOSITIVI ELETTRONICI SEQUESTRATI A LAVITOLA CHE SI STA CERCANDO IL MOVENTE DELLA BOMBA DAVANTI ALL’ABITAZIONE DI RANUCCI” – PERCHE’ IL BISTROT CEFALÙ” DI LAVITOLA, GESTITO DALLA SOCIETÀ (CEFALÙ SRL), RISULTA DI PROPRIETA’ DUE CITTADINI DI ORIGINE STRANIERA?

Estratto dell’articolo di Enrica Riera e Nello Trocchia per https://www.editorialedomani.it

 

lavitola ranucci

Fino a marzo scorso Valter Lavitola dormiva sonni tranquilli. Nessuno sospettava del suo ruolo come mandante dell’attentato contro «l’amico fraterno», Sigfrido Ranucci. A incastrarlo è stato l’acume investigativo della procura e dei carabinieri che hanno, fin da subito, contestato la strage in modo da poter utilizzare ogni strumento, anche quello più invasivo, per risalire ai responsabili. Strage e non danneggiamento, una strategia che ha portato a risultati inizialmente insperati.

 

GOMES CLESIO TAVARES

Gli inquirenti sono risaliti all’ex faccendiere pluricondannato grazie all’esplorazione del cellulare della compagna del suo tuttofare, Clesio Tavares Gomes, che in rubrica aveva un nominativo: «Walter L».

 

Scoperta avvenuta a maggio, dopo alcuni riferimenti a tale «Valter» nelle conversazioni della coppia impegnata a parlare di affari camerunensi per conto dell’uomo misterioso. La sua identità è stata presto scoperta dai carabinieri. «Dagli accertamenti sulla titolarità di questo numero emerge che, sebbene attualmente intestato alla società “Cefalù Srl” (presso cui Lavitola risulta dipendente dal 2017), esso è stato formalmente intestato a Valter Lavitola dal 25 luglio 2016 al 12 ottobre 2022», si legge negli atti.

 

Oggi Lavitola continua però a dichiararsi estraneo alla vicenda. «Se ha messo lui la bomba l’ho messa anche io», aveva detto a Domani parlando di Gomes e degli elementi emersi. Elementi che in poco tempo, uniti l’uno all’altro, hanno portato i magistrati capitolini a mettere insieme i pezzi e ricostruire le catene di comando.

 

valter lavitola e sigfrido ranucci a cena insieme al ristorante cefalu a roma

GLI ESECUTORI E OSTIA

In particolare, fino a fine marzo, erano stati individuati solo i presunti autori dell’attentato. Esecutori che hanno iniziato a parlare tra loro – non lo avevano ancora fatto davanti ai pm – il 30 marzo, dopo che Massimo Giletti, durante la sua trasmissione, ha diffuso i dettagli dell’auto che si era mossa dall’agro nolano fino a Torvaianica, e cioè fino alla casa di Ranucci.

 

A quel punto i responsabili si sono traditi. Hanno fatto capire di avere un possibile avvocato a disposizione, lo stesso che oggi difende Lavitola, soldi per andare all’estero e anche una pista da indicare in caso di arresto, una storia di droga che porta a Ostia e all’Albania e un ordigno (una «botticella») a scopo puramente intimidatorio «per spaventare» un debitore insolvente.

Gomes Clesio Tavares con Antonio Passariello e Pellegrino DAvino - 22 luglio 2024 tiktok

 

Trovati gli esecutori materiali, in quel periodo, le piste seguite dagli inquirenti giravano attorno ai clan e a uomini del crimine in rapporti con Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis. Alla fine, però, sono stati gli stessi camorristi a prendere le distanze dall’attentato dinamitardo dell’autunno 2025 e l’hanno fatto al telefono e addirittura, come nel caso del pregiudicato Davide Netti, mandando un’email agli inquirenti per “vendersi” i responsabili. «Regalo di Pasqua», l’oggetto della lettera arrivata a Carlo Villani, ora procuratore capo a Velletri dove il caso potrebbe migrare per competenza qualora lunedì cadesse, davanti al Riesame, l’ipotesi dell’aggravante mafiosa.

 

IL SECONDO LIVELLO

Dopodiché gli inquirenti sono arrivati al secondo livello grazie all’auto usata dagli esecutori, intestata all’allora suocero di Clesio Gomes Tavares: il signor Tuorto. Così hanno scoperto il tuttofare di Lavitola, destinatario di un foglio di espulsione e impegnato in affari in Camerun dove ora è rifugiato. Tradotto: sono cambiati tutti i contorni dell’inchiesta, e dalla pista camorristica si è passati a quella sul cerchio amicale del conduttore di Report.

VALTER LAVITOLA E SIGFRIDO RANUCCI

 

I pm hanno ricostruito i contatti tra Lavitola e Ranucci – settantadue in chiaro dal marzo 2024 al luglio 2024 – e quelli tra Lavitola e una stretta collaboratrice del conduttore, finita intercettata, così come il suo ex marito.

 

Telecamere sono state posizionate davanti alle dimore dell’ex faccendiere e della donna per «verificare gli spostamenti delle persone nonché monitorare incontri con soggetti di particolare interesse investigativo». Cos’è stato scoperto? Tutte le bocche sono cucite. Ma è in quelle conversazioni captate dai carabinieri e nelle chat dei dispositivi elettronici sequestrati a Lavitola che si sta cercando il movente della bomba davanti all’abitazione del giornalista di Rai 3. Perché «l’amico» di Ranucci, è questa la domanda di chi indaga ma non solo, ha piazzato un ordigno? 

GOMES CLESIO TAVARES

 

Lavitola nega le contestazioni e non pare intenzionato a rispondere neanche ai giornalisti con cui ha inizialmente parlato, mandando, secondo i pm, qualche messaggio in codice. Il faccendiere, indagato a piede libero, continua a trascorrere le sue giornate a Monteverde vecchio, al Bistrot Cefalù, gestito dalla società (Cefalù srl) di cui sono proprietari due cittadini di origine straniera.

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