natalia aspesi anna wintour

WINTOUR IS COMING – NATALIA ASPESI E LE SCUSE FARLOCCHE DELLA DIRETTRICE DI VOGUE PER IL POCO SPAZIO DATO  AGLI AFROAMERICANI: “LA SCINTILLA DEL PENTIMENTO È STATA L’USCITA DI THE CHIFFON TRENCHES, LE MEMORIE DI ANDRÉ LEON TALLEY, DIRETTORE CREATIVO DI VOGUE SINO A QUALCHE TEMPESTA CON LA SIGNORA. LEI HA VOLTATO LA FRITTATA. CATTIVA PARE CON TUTTI, SI È PRESA SOLO LA COLPA MASSIMA DI OGGI, QUELLA DI EVENTUALI NEGLIGENZE VERSO GLI AFROAMERICANI"

 

 

Natalia Aspesi per “la Repubblica”

 

andre leon talley anna wintour

Crudele come la Contessa Dracula, imperscrutabile come l’idolo atzeco Atlatonin, temuta come Fredegonda regina dei Franchi, osannata come la dea Kali, era impensabile che sarebbe arrivato un giorno in cui lei, Anna Wintour, marmorizzata dietro gli enormi occhiali neri, avrebbe chiesto scusa: non a tutto il mondo da lei tiranneggiato con indifferenza glaciale, ma a una parte di esso, quello infuocato degli afroamericani e della folla dei loro fratelli di altro colore, soprattutto bianchi.

 

Mentre i dipendenti di Vogue America si aggiravano curvi e rassegnati nella redazione di New York cercando di scansare la direttrice e le sue furie, identiche, dicono, a quelle di Miranda Priestley di Il diavolo veste Prada, negli Stati Uniti e poi quasi ovunque, succedeva di tutto.

 

Natalia Aspesi

Un uomo di colore veniva soffocato e ammazzato da un poliziotto bianco, altri neri venivano uccisi da altri poliziotti bianchi, bianchi e neri si ribellavano, riempiendo le città di manifestazioni che mandavano in bestia il presidente che - fosse per lui - avrebbe mandato l’esercito a far fuori tutti; il mensile Bazaar, rivale di Vogue veniva affidato a una direttrice di colore; intanto si battevano il petto, dimettendosi, il direttore bianco del lieto Bon Appetit, per aver borbottato al personale di colore, e molti altri bianchi dell’editoria.

 

La scintilla del pentimento della Wintour è stata l’uscita di The Chiffon Trenches, le memorie di André Leon Talley, direttore creativo di Vogue sino a qualche tempesta con la signora. È vero che oggi chiunque scriva un libro trova un editore, ma se ogni persona in rotta col superiore ne facesse una storia?

anna wintour

 

Però Talley è un’altra cosa: definito con una certa approssimazione una leggenda, alle nostre sfilate soggioga tutti con il suo fastoso abbigliamento tipo Hailé Selassié. Credo che non ci sia nessun adepto della moda a non avere già in casa anche in Italia il suo libro. Ma cosa può aver indotto questa lady inglese che per decenni, e pure ora a 71 anni, ha imposto alle sue seguaci un aspetto senza sorriso, secco e lussuoso, a scusarsi? Appunto il momento, la coincidenza tra la morte di George Floyd e le rivelazioni dell’astuto Talley: il tutto esacerbato dal drammatico momento in cui versa il mondo della moda.

 

Andre Leon Talley - The chiffon trenches a Memoir

Talley ha rivelato cose già sussurrate da altre vittime, ma mai malvagiamente documentate: «Impossibile lavorare con lei. Incapace di umana gentilezza. Non più di 8 minuti per ogni riunione di redazione, se no c’è tempesta». E poi il fatto che l’ha obbligato ad andare in una clinica a dimagrire, che lo pagava una miseria e che c’è tantissima gente che ha lavorato per lei soffrendo di gravi ferite emotive.

 

Poteva far finta di niente come sempre, la lady che per 38 anni ha regnato su Vogue America, su Vogue mondiale, su tutta la moda, dalla alta alla bassissima? Non adesso, e infatti ha come si dice voltato la frittata: cattiva pare con tutti, si è presa solo la colpa massima di oggi, quella di eventuali negligenze verso gli afroamericani.

andre leon talley 2

 

Quindi ecco: «Voglio esprimere la mia vicinanza a chiunque stia attraversando disperazione, dolore e rabbia. E voglio dirlo specialmente agli afroamericani della mia redazione. So che Vogue non ha trovato modo di dare spazio agli afroamericani. Abbiamo commesso errori anche pubblicando immagini e storie che potevano essere crudeli e intolleranti. Mi assumo la piena responsabilità»

 

andre leon talley anna wintour

Non si è dimessa, non è stata licenziata, almeno per ora: anzi il suo addio è stato smentito dall’editore. Ma il suo trono non è più quello del pavone provvisto di Ko-i-nur, né lo sarà se eventualmente qualcuno la sostituirà. La moda italiana spendeva milioni per fare pubblicità sul nobile mensile e poi si riteneva massimamente fortunata se la signora la nobilitava apparendo alle sfilate anche se solo per pochi minuti, sfingea, con tutti i fotografi ai suoi piedi. Se lei indossava un loro capo se ne vendevano centinaia di copie:l’immenso potere le consentiva di non ricambiare anche solo con un cenno tutto il denaro che arrivava al giornale da tutti i Paesi, e soprattutto dal nostro.

andre leon talley e anna wintour 2

 

Ma le cose cambiano. La moda sta cercando un’altra strada di diffusione, che non sia più l’impero Wintour, ma un modo più semplice, diretto: gli influencer, i giornali on line dall’immenso pubblico. E altro che sta ancora studiando.

 

Costanza Ignazzi per "www.ilmessaggero.it"

 

 

ANNA WINTOUR

L'élite della moda nell'occhio del ciclone Black Lives Matter: il movimento avviato dopo la morte di George Floyd non accenna a fermarsi e niente e nessuno sembra poter restare immune. Nemmeno Vogue e la sua eterna direttrice Anna Wintour, istituzioni del mondo della moda che hanno ispirato film, libri e svariate leggende, sono state risparmiate dall'onda soprattutto visto che, secondo le notizie circolate in rete, le cose nel dorato mondo della rivista più glamour andavano - per le persone di colore - molto peggio che ne "Il Diavolo veste Prada". 

 

anna wintour con anthony weiner e ivanka trump

È stato Diet Prada, l'account più temuto del settore, a raccogliere storie di ordinaria discriminazione avvenute proprio tra le quattro mura di Vogue: storie di stipendi al ribasso, orari di lavoro infiniti, nepotismo, bullismo da parte dei colleghi bianchi e molto altro. Shelby Ivey Christie, media planner a Vogue nel 2016, ha definito il suo impiego nella rivista più importante del settore «la più impegnativa e squallida della vita», tanto per dirne una.

 

trinidad samira nasr 4

E la super direttrice è stata costretta a fare mea culpa con una lettera interna divulgata da Page Six: «Mi rivolgo specialmente ai membri neri del nostro team. Posso solo immaginare cosa stiate passando in questi giorni (...) Voglio dire in maniera chiara - ha scritto - che so che Vogue non ha fatto abbastanza per promuovere e dare spazio a giornalisti, scrittori, fotografi, designer e creativi neri.

 

leandra medine 5

Noi stessi abbiamo fatto degli errori pubblicando immagini o storie che possono essere risultate dolorose o intolleranti. Mi prendo la piena responsabilità di questi errori». Un dietrofront in piena regola: necessario se si pensa che, come scrive The Cut, in tutta la storia della rivista solo un fotografo nero è stato l'autore di una copertina, e sono solo 21 le donne nere che vi sono state ritratte. Il lasso di tempo ci cui parliamo? 127 anni.

 

trinidad samira nasr 2

A "rimediare" ci stanno pensando i social con l'hashtag #Voguechallenge: così Twitter e Instagram immaginano le copertine che sarebbero potute essere. Qualcuno si lancia su un ipotetico Vogue Africa, magazine che per il momento non esiste ma di cui si parla da tempo.

 

Basterà? Sembra di no visto che un altro grande nome del fashion system è stata travolta dalle polemiche e obbligata a fare un passo indietro che nessuno si aspettava: Leandra Medine, creatrice dello storico blog Man Repeller, è finita nel mirino del #Blm per aver licenziato due impiegati di colore all'inizio della pandemia.

LA REGINA ELISABETTA E ANNA WINTOUR

 

E dopo un momento di riflessione, ha ammesso di aver sbagliato e lasciato le redini del sito da milioni di clic al suo staff. Una conquista arriva invece dalle parti di Harper's Bazaar: la giornalista di origini libanesi e di Trinidad Samira Nasr è stata nominata nuova direttrice. 

 

trinidad samira nasr

leandra medineleandra medine chiara ferragnileandra medineleandra medine 2

anna wintour 23anna wintour 30andre talley con karl lagerfeld e tommy hilfigerandre leon talley 1andre leon talley 3anna wintour e rihannabill nighy e anna wintour 5anna wintour, kate middleton e caroline rushanna wintouranna wintourandre leon talley e anna wintour 1

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