ARCHEO! È MOLTO DIVERTENTE ANDARE A RILEGGERE OGGI L’INTERVISTA CHE SIGFRIDO RANUCCI RILASCIÒ AL “CORRIERE DELLA SERA” NEL 2024, ALL’USCITA DEL SUO LIBRO “LA SCELTA” (DOVE RACCONTA LE SUE “TROMBATE”, CITAZIONE SUA) – DOMANDA: DIVENTA AMICO DI QUALCHE SUA “VITTIMA”? RISPOSTA: “SPESSO PER LORO SCATTA LA SINDROME DI STOCCOLMA. SI AFFEZIONANO. È SUCCESSO CON LAVITOLA, VERDINI, CORALLO. CERCANO DI FARE AMICIZIA CON ME” – “I PRIMI ANNI ANDAVO IN RAI GIÀ ALLE 5 PER RIVEDERE I TESTI. LO FACCIO ANCORA, ANCHE CINQUE VOLTE. SONO ESIGENTE, DEVO, ANCHE PERCHÉ CI CAPITANO TANTE ‘POLPETTE AVVELENATE’” - LA PRESUNTA TIMIDEZZA, L’ARRIVO IN RAI SU RACCOMANDAZIONE (MA GRAZIE AL TENNIS), IL NOME: “L’HO RIPRESO DAL MIO NONNO PATERNO, I SUOI AVEVANO LA PASSIONE PER WAGNER”
Estratto dell’articolo di di Giovanna Cavalli per il “Corriere della Sera” – 7 febbraio 2024
Nome impegnativo, Sigfrido.
«Ci si aspetta uno alto, biondo e con gli occhi azzurri e invece arrivo io. L’ho ripreso dal mio nonno paterno, i suoi avevano la passione per Wagner. Durante il Ventennio glielo italianizzarono in Sigilfredo, non lo poteva soffrire. Nonna Uliana, quando litigavano, lo chiamava così per farlo arrabbiare. Quando sono nato, andò di persona all’anagrafe per controllare che fosse scritto giusto».
[…] Che voleva fare da grande?
«Il medico. Passione affinata coi nonni pieni di acciacchi. “Tutte queste pasticche che prendo, lo sapranno poi dove devono andare?”, si chiedeva nonno Sigfrido. Mia madre, insegnante, mi faceva imparare a memoria le poesie e ancora oggi in tv parlo a braccio, senza gobbo».
valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro
Era timido.
«Lo sono tuttora. Durante la ricreazione restavo al banco a braccia conserte. A un mio compleanno, per sfuggire agli auguri e ai baci dei parenti, mi rifugiai sotto al tavolo, papà dovette minacciarmi per farmi uscire».
Ha copiato all’esame di maturità.
«Studiavo al liceo scientifico Borromini, c’era pure Agostino Di Bartolomei. Ero in ansia per la prova di matematica. Con altri compagni abbiamo studiato un piano. Con una scusa, qualcuno doveva portare fuori la traccia, consegnarla al bidello, che l’avrebbe data a un insegnante di ripetizioni, che l’avrebbe risolta per noi. Poi il bidello avrebbe infilato il foglietto con la soluzione nei panini al salame della ricreazione».
BOMBA FUORI DALLA CASA DI SIGFRIDO RANUCCI
Funzionò?
«Il bidello cominciò dal fondo e quando arrivò al mio banco le rosette erano finite».
[…] Con le ragazze come se la cavava?
«Mi ero messo in testa che per conquistarle dovevo suonare la chitarra. Ero stonato. Mi esercitavo in spiaggia strimpellando la stessa canzone: Alla fiera dell’Est di Branduardi. La vicina di ombrellone sbottò con mia madre: “Suo figlio è tanto carino, mo però basta, ci ha rotto”».
SIGFRIDO RANUCCI E VALTER LAVITOLA - VIGNETTA BY NATANGELO
Bravo a tennis.
«Specie sottorete. Poi mi sono slogato una spalla sei volte, giocando a calcio e in moto».
Grazie al tennis però entrò in Rai.
«Davo lezioni a una signora che lavorava come segretaria da un pezzo grosso di Viale Mazzini, all’inizio non lo sapevo. Veniva tutti i giorni, la facevo pagare ogni tanto. Allora scrivevo per qualche rivista e per Paese Sera, dove non mi hanno mai pagato, ancora avanzo 5 milioni di lire. “Ti piacerebbe lavorare in tv?”, mi chiese un giorno la mia allieva. “Come no”. Cominciai come assistente al programma a La domenica sul 3, fu utilissimo per imparare tutti i meccanismi di produzione e montaggio».
[…] L’incontro con Milena Gabanelli.
sigfrido ranucci geppi cucciari puntata di splendida cornice del 30 ottobre 2025.
«Mi chiamò da un numero anonimo. “Pronto caro, sono la Milena, ti devo parlare, vorrei che lavorassi con me”». La imita bene. «Andai alquanto intimorito. Mi commissionò la prima inchiesta dell’anno. Era appena esploso lo scandalo Telecom-Pirelli, c’erano di mezzo servizi segreti, Cia. Non ci dormivo la notte. Le mandai un pezzo. Mi richiamò. “Bello, però non ci ho capito niente”. Andò in onda con parecchie modifiche e fece il 14 per cento di share».
Il tassista informatore.
giulia presutti sigfrido ranucci viva la stampa libera
«Ero a Parma, stavo cercando di ricostruire la storia di Tanzi e del crac della Parmalat. Il tassista aveva ascoltato in silenzio le mie telefonate. A un tratto mi disse: “Voi mica avete detto tutto sul tesoro di Tanzi. Pochi giorni prima di essere arrestato, ha portato via dalla sua villa oggetti e opere d’arte per milioni di euro”. “E lei come lo sa?”. “Ero la sua guardia del corpo”. “Si fermi subito e mi racconti tutto”».
E ci credo.
«Mi dice che nella collezione c’erano dei Monet, dei Manet, qualche Van Gogh. Mi metto sulle tracce del tesoro. Interpello tutti i critici d’arte della zona. Finché non ne trovo una che ha davvero visto quei quadri. Trasmetto il servizio, Tanzi smentisce. L’indomani telefona un tizio arrabbiatissimo: un mediatore incaricato di vendere proprio quelle opere. “Per colpa vostra è saltato tutto”. Dovevo decidere se fare lo scoop o avvisare la Guardia di Finanza. Scelsi la seconda. In 48 ore il tesoro fu recuperato, dopo 7 anni».
milena gabanelli sigfrido ranucci puntata di splendida cornice del 30 ottobre 2025
Nel 2017 ha preso il posto di Milena.
«Mi disse: “Ti lascio Report e l’insonnia”. Dormo poco. Dall’una alle 4. I primi anni andavo in Rai già alle 5 per rivedere i testi. Lo faccio ancora, anche cinque volte. Sono esigente, devo, anche perché ci capitano tante “polpette avvelenate”. Credevo lo fosse anche il video di Renzi e Mancini in autogrill. Su quella faccenda il pm ha appena chiesto l’archiviazione per Report».
Le manca?
«Sulla porta della redazione c’è ancora l’etichetta col suo nome, guai a chi la tocca».
A quante querele è arrivato?
«A 178, tra querele e richieste di risarcimento danni, sono il più indagato d’Italia».
Preoccupato?
«Tranquillo, perché sono maniacale nel rispetto di tre principi base del mio lavoro: verità, interesse pubblico e continenza verbale».
E comunque, mal che vada, paga la Rai.
«Insomma. Paga le spese legali. Se perdi una causa per dolo o colpa grave, si rivale su di te».
Diventa amico di qualche sua “vittima”?
«Spesso per loro scatta la sindrome di Stoccolma. Si affezionano. È successo con Lavitola, Verdini, Corallo. Cercano di fare amicizia con me. Quando ho preso la guida di Report, Corallo mi mandò una scatola di cannoli siciliani».
Lei sgarra mai? Parcheggia in doppia fila?
«Solo una volta, il tempo di comprare l’acqua minerale. La signora rimasta bloccata mi riconobbe: “Da lei non me lo aspettavo”».
SIGFRIDO RANUCCI E LA TROMBATA - BREAKING ITALY
sigfrido ranucci splendida cornice
sigfrido ranucci (3)
BOMBA FUORI DALLA CASA DI SIGFRIDO RANUCCI
sigfrido ranucci
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IL CALCIO IN TV - SIGFRIDO RANUCCI - VIGNETTA BY GIANNELLI
SIGFRIDO RANUCCI IN COMMISSIONE ANTIMAFIA - FOTO LAPRESSE
paolo corsini sigfrido ranucci commissione vigilanza rai foto lapresse
sigfrido ranucci - comitato del no al referendum sulla giustizia
sigfrido ranucci (3)
sigfrido ranucci imbavagliato - illustrazione del fatto quotidiano
sigfrido ranucci con la redazione di report
SIGFRIDO RANUCCI


