rai viale mazzini cavallo

ARRIVA IL DIVIETO DI MOLESTIE IN RAI: È LA VOLTA BUONA CHE CHIUDONO VIALE MAZZINI - ‘FISCHI, BATTUTE, APPREZZAMENTI SONO BANDITI’. PAOLA FERRARI: ‘SAPPIAMO COME DIFENDERCI. GLI APPREZZAMENTI NON PER FORZA SONO MOLESTIE, NON RICORDO SITUAZIONI IMBARAZZANTI’ - DEL NOCE METTE LE MANI AVANTI: ‘C’È CHI SALTA ADDOSSO AI DIRIGENTI PER FARE CARRIERA’. A CHI SI RIFERIRÀ? AH, SAPERLO…                                      

 

1- RAI, NO A FISCHI E BATTUTE C' È LA STRETTA ANTIMOLESTIE

Stefania Piras per “il Messaggero

 

Fischi, ammiccamenti, battute, buffetti, e tutto il campionario di apprezzamenti non richiesti. Molestie e discriminazioni finiscono al bando in Rai dove sono state da poco divulgate le Norme di comportamento relative alle molestie nei luoghi di lavoro. Tre paginette dove si cerca di rendere riconoscibili le molestie per poterle meglio denunciare.

 

MARIO ORFEO RADIORAI

Si parla di comportamenti espressi in forma fisica (qualcosa come la ormai immaginatissima mano sul ginocchio di Michael Fallon, ministro della Difesa britannico che si è dovuto dimettere), verbale o non verbale che abbia lo scopo o comunque l' effetto di violare la dignità e la libertà della persona che lo subisce e creare un clima intimidatorio, ostile degradante, umiliante o offensivo. A patto, certo, che il comportamento a connotazione sessuale in questione sia indesiderato, si specifica.

 

SEGNALAZIONE

Il comportamento deve essere indesiderato, si ribadisce, quindi i colleghi dovranno capire al volo quando non è proprio il caso anche perché si fa riferimento a lavoratori terzi, non protagonisti della molestia, che dovranno segnalare a chi di dovere (al proprio superiore scalando gerarchicamente ove il primo sia coinvolto, e quindi alla Commissione Stabile per il Codice Etico) le molestie come sopra descritte.

 

La Rai, si legge inoltre, intende per molestie gravi quelle esercitate per fare pressione in caso di assunzione o in caso di decisioni che riguardino il futuro professionale. Grave poi è considerato quel comportamento che ha l' effetto di creare un ambiente di lavoro intimidatorio. Perché si configuri la molestia non ci deve essere ricatto o minaccia: basta che chi lo subisce dica che non era gradito, anche un singolo atto isolato, non ripetuto.

michael fallon

 

L' ELENCO

E allora vediamo l' elenco approntato dall' azienda a cui il sindacato Usigrai plaude (scrive che non lascia spazio a fraintendimenti). Sono forme di molestia o discriminazione allusioni sessuali, epiteti sessuali o razziali, insulti o commenti denigratori, scherni volgari, minacce, proposte o suoni volgari o d' insulto.

 

E qui entrano in gioco coloro che con un fischio intendono annunciare agli astanti il proprio giudizio estetico sulla collega: i fischi alla Fred Buscaglione non sono dunque più considerati all' unanimità apprezzamenti. Sul suono è evidente il tentativo difficilissimo di circoscrivere l' ambito e visto che l' universo di epiteti, e appunto, suoni e oggetti è così frastagliato viene da chiedersi quanti se ne siano visti e sentiti.

 

L' importante era metterlo nero su bianco, perché con il nuovo codice era necessario dire che esistono tanti, forse troppi epiteti passati dal cassetto imbarazzante a quello offensivo, dai risolini al sopracciglio alzato.

 

IL MESSAGGIO

E nell' elenco il messaggio sottinteso fra le righe è: sappiamo che esiste tutto questo ma ora siamo obbligati a dirvi che qui dentro, siete avvertiti: non si può. E così oltre alle parole si segnalano immagini fotografie e oggetti denigratori o volgari, gesti osceni.

 

MARIO ORFEO MONICA MAGGIONI

Mentre sul piano fisico si parla di contatti fisici indesiderati di qualunque tipo. Chi decide se era indesiderato oppure no? Nel codice si introduce la figura di un/una consigliere/a di fiducia che avrà il principale compito di fornire idoneo supporto alle vittime di molestie anche eventualmente affiancandole nella fase di denuncia. Il sindacato chiede che questa figura sia una donna, la chiamano già Consgiliera, vogliono che sia istituita subito e che sia una figura completamente esterna all' azienda. Vista la novità che riguarderà tutti i dipendenti dell' azienda sarà previsto un corso interno di formazione ad hoc.

 

IL LAVORO

Da viale Mazzini fanno sapere che «il testo è in frutto del lavoro messo in campo negli ultimi sei mesi - su forte input della presidente Monica Maggioni e del Direttore generale Mario Orfeo - dalla Commissione Pari opportunità Rai, presieduta da Mussi Bollini, con la Commissione Pari opportunità Usigrai e la Direzione Risorse umane dell' azienda». La stretta è stata decisa anche dopo il caso di un importante dirigente che rischia una dura sanzione (fino al licenziamento) per aver ripetutamente offeso una collega.

paola ferrari instagram

 

 

2 - MA LE CONDUTTRICI: IN AZIENDA SAPPIAMO COME DIFENDERCI

Marco Castoro per “il Messaggero”

 

I marpioni sono ovunque. In ogni posto di lavoro. Però in Rai le donne sanno come difendersi. Visto che non escono casi e denunce di molestie e avances. Evidentemente i panni sporchi si lavano in casa.

 

«Io sono entrata in Rai come giornalista spiega Paola Ferrari conduttrice di Raisport in redazione eravamo due donne, l' altra era Antonella Clerici, e 50 maschi, quindi le battute, che oggi si definirebbero sessiste, erano all' ordine del giorno.

 

Mai offensive. I colleghi ti commentavano il vestito, la scollatura, era un modo anche per farti un complimento o per far capire che a loro piacevi. Apprezzamenti che solo persone che hanno dentro una bella dose di malizia potrebbero catalogarli come molestie. Addirittura spesso queste battute sono servite per diventare amici. Sinceramente non ricordo situazioni imbarazzanti. I miei ambienti di lavoro erano simili a delle camerate dove al massimo ci si prendeva un po' in giro ma senza che si verificasse mai un episodio spiacevole».

 

annalisa bruchi

LE CONTROMISURE

Annalisa Bruchi, conduttrice di Tabloid e designata come la padrona di casa del nuovo talk di politica e attualità che partirà a gennaio in prima serata su Raidue, ha un suo metodo per scongiurare ogni tentativo di avances: «Come ascolto una battuta un po' fuori luogo la stronco subito, in modo da non incoraggiare l' interlocutore a farne delle altre. Non a caso vengo guardata dai capistruttura come fossi un uomo. Non ho mai visto in 20 anni di Rai uno sguardo malizioso. Fidanzamenti tra colleghi sì, ma avances e molestie mai. Ho cominciato con Minoli e lui era attentissimo ai comportamenti della redazione».

 

«La donna deve avere la sensibilità di capire subito chi ha davanti sottolinea Elisa Isoardi in modo da togliersi dall' imbarazzo un attimo prima ed evitare ogni possibile rischio. Se sei attenta, e in guardia, i segnali ti arrivano e li capisci subito».

Fabrizio Del Noce

Mai un episodio compromettente e chiacchierato nemmeno per Vira Carbone, conduttrice di Raiuno. «In tanti anni nessuno mi ha mai fatto una avance. Al punto che mi è venuto un complesso: che cosa c' è di sbagliato in me? Forse mi vedono troppo algida?».

 

3 - «C' È ANCHE UN' ALTRA REALTÀ: CHI SALTA ADDOSSO AI DIRIGENTI PER FARE CARRIERA»

Marco Castoro per “il Messaggero”

 

«Si parla tanto di molestie che subiscono le donne, ma vi assicuro che spesso sono proprio le donne a saltare addosso agli uomini potenti». A lanciare il sasso è Fabrizio Del Noce, ex direttore di Raiuno e RaiFiction.

Si spieghi.

«Poniamo il caso che la posta in palio sia alta, tipo una conduzione importante, che ti lancia. Può accadere che ci sia una specie di contratto di lavoro. Il problema a quel punto diventa il certificato di garanzia: stiamo insieme prima, con il rischio che poi tu non mantenga la parola, oppure dopo che abbiamo firmato il contratto? E lui che garanzie ha?».

 

Una questione di carriera?

fabrizio del noce con veronica maya e le sue soubrette twittato da la soncini coscia o petto

«Esiste anche un altro caso, quello delle donne che adocchiano chi può concedere il posto e stabiliscono un rapporto duraturo fino al raggiungimento dello scopo. Poi ci sono le voci calunniose, messe in giro in maggior parte proprio dalle donne. Chi non fa carriera, perché al suo posto viene preferita un' altra, passa al contrattacco etichettando la collega come una che è scesa a compromessi».

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