putin gergiev

BACCHETTA SPORCA – IL TEAM NAVALNY LE SUONA A GERGIEV: AFFARI LOSCHI E COMPENSI FOLLI, IL TESORO MILIONARIO DEL MAESTRO DI PUTIN - UN’INCHIESTA METTE NERO SU BIANCO QUELLO CHE IL DISSIDENTE SOSTENEVA A PAROLE: VIZI E LUSSI PAGATI CON SOLDI DELLA SUA FONDAZIONE DI BENEFICENZA, SOPRATTUTTO IN ITALIA DOVE POSSIEDE UN PATRIMONIO DI OLTRE 100 MILIONI DI EURO - TERRENI, VILLE, PALAZZI STORICI A VENEZIA E PERFINO UN PARCO GIOCHI A RIMINI. PUTIN FA FINTA DI NON VEDERE, IN RICONOSCENZA DELLA FEDELTÀ DEL SUO UOMO CHIAVE...

Lorenzo Santucci per formiche.net

 

gergiev

Valery Gergiev è il direttore d’orchestra più importante che la Russia può vantare, tanto che Vladimir Putin lo ha nominato anni fa come ambasciatore della cultura russa all’estero. Una volta caduta l’Unione sovietica, Gergiev ha infatti avuto la possibilità di girare il mondo, far conoscere il suo talento che gli ha permesso di essere a capo della celebre orchestra del teatro Mariinsky di San Pietroburgo ma, soprattutto, era l’uomo perfetto per ripulire l’immagine di un Paese che stava lentamente cadendo sotto l’autoritarismo del suo presidente.

 

netrebko gergiev

Tuttavia, i viaggi non si fermavano all’aspetto culturale ma, spesso, erano occasioni per concludere affari loschi. A smascherarlo, una lunga inchiesta del team di Alexei Navalny che, con la pubblicazione di documenti originali, ha ripercorso la storia di Gergiev. Che di professione fa il maestro d’orchestra, è vero, ma è molto di più.

 

Con ordine. Gergiev è innanzitutto uno degli uomini più fidati di Putin, con cui si è presentato la prima volta negli anni Novanta a San Pietroburgo. Ma conoscere lo zar e diventarci amico vuol dire anche presentarsi alla sua cerchia e, quindi, in poco tempo Gergiev è diventato il Maestro del Cremlino nonché un ministro degli Esteri sotto falso nome. Il suo volto doveva essere immediatamente associato alla Russia, distraendo così da quanto accadeva all’interno del Paese o in quelli vicini, con la responsabilità di Mosca.

Putin Gergiev Netrebko

 

È stato così nel concerto organizzato tra le rovine di Palmira, in Siria, per celebrare la cacciata degli estremisti (magistrale il racconto di Mattia Bagnoli in Modello Putin, edito da People), con tanto di medaglia donata dallo zar. Ha portato la bandiera olimpica in apertura dei Giochi. Ha suonato nella Piazza Rossa in occasione dei Mondiali di calcio in Russia di quattro anni fa. Ha organizzato un concerto di beneficenza a Rotterdam, dove ha lavorato per venticinque anni, in ricordo delle vittime del Boeing MH17, abbattuto sopra il Donbass controllato dai filorussi. Ha preso parte a diversi spot elettorali dove il monito è facilmente intuibile: se vuoi rispetto per la Russia, vota Putin.

gergiev

 

 

È come se Gergiev fungesse da parafulmini e dovesse attirare l’attenzione per distogliere quella sull’ex KGB: “Suonerò Ciajkovskij, Shostakovich, Stravinsky, ma non guardare i suoi crimini”, scrivono con ironia i giornalisti del gruppo di Navalny. Il dissidente numero uno in Russia ci era andato giù pesante con Gergiev, definendolo un “bugiardo e ipocrita, che sta pulendo la reputazione del suo presidente, un criminale, per tangenti e compensi folli”.

 

gergiev

Parole a cui l’inchiesta scritta fornisce ulteriore concretezza. Una delle passioni del musicista sono le case, a quanto pare. Ne ha molte, ma fa finta di non averle mai comprate. Come quella a New York, comprata nel 2004 vicino a Central Park e, più precisamente, nel Lincoln Center che dista pochi minuti al Metropolitan Opera dove Gergiev è di casa quando si reca negli Stati Uniti.

 

 

Un appartamento al 56esimo piano, con tre camere da letto, tre bagni, un soggiorno con una bella vista sulla città: in tutto, 165 metri quadri al prezzo di 2,5 milioni di dollari, mai dichiarati. Sì, perché per essere coerente con la propaganda putiniana, avere un bell’appartamento in una delle città più emblematiche dell’Occidente rischia di essere una stonatura non da poco.

 

gergiev

E Putin lo aiuta, in quanto secondo la legge dovrebbe essere licenziato dal suo incarico al teatro Mariinsky e, invece, è ancora lì. Il fatto che ne sia il legittimo proprietario sembra esser fuor di dubbio visti i documenti rilasciati dal team giornalistico che, per avere ulteriore conferma, ha aspettato il direttore d’orchestra fuori la Scala a Milano, dove Gergiev ha diretto La Dama di Picche. Fingendo di chiedergli un autografo, sono stati in grado di confrontare le due firme.

 

 

gergiev

Il giorno dopo è scoppiata la guerra e siccome non ha mai preso le distanze dall’invasione, il sindaco Giuseppe Sala ha deciso di chiudergli la porta della Scala. A Milano ci potrà tornare, anzi, ci dovrà tornare. Qui, secondo quanto scritto nell’inchiesta, Georgiev possiede 800mila metri quadrati di terra: case, terreni e perfino un parco affittato alla città. Ma ha terre e ville in tutta Italia: a Roma, a Massa Lubrense (poco distante da Sorrento), dove possiede 56mila metri quadrati di spazio così come i 5,5 ettari sul promontorio di Napoli, a Rimini, dove nell’hinterland ha un bar (chiuso), un ristorante (lo United Tastes of Hamerica’s), un parco giochi (aperto d’estate), campi da baseball, un camping, oltre a proprietà e proprietà per quasi 30 ettari.

 

Molte di queste proprietà sono frutto di un regalo: l’arpista giapponese Yoko Nagae aveva sposato il conte Renzo Ceschino che, quando passò a miglior vita, le lasciò 190 milioni di dollari. La maggior parte li spese in musica e, in particolar modo, per supportare quel Gergiev che tanto le piaceva. Ha donato soldi per ristrutturare il Mariinsky, ha partecipato all’acquisto di strumenti musicali e preso parte a concerti e tournée del maestro. Quando anche lei morì, quello che il marito le donò passò a Gergiev.

 

Putin Gergiev Nikolsky

A Venezia, il maestro è proprietario delle mura del ristorante Quadri, a piazza San Marco, un crocevia di turisti e non. Eppure nel fare l’imprenditore non c’è alcun male – dipende in che modo, è vero – e pertanto a finire nell’occhio dell’inchiesta giornalistica è un altro edificio. La sua società Commercio Edilizio SLR, che risponde a Gergiev, possiede Palazzo Barbarigo a Venezia, dove il maestro potrebbe andare ad abitare e per questo è in via di ristrutturazione (la ditta era titolare anche di altre sette appartamenti a Milano, venduti per un totale di 47 milioni di euro).

 

Secondo i documenti di cui sono entrati in possesso i giornalisti, Gergiev sarebbe socio al 100% della ditta ma, nei dati che ha fornito, non risulta un cittadino russo bensì olandese – a cui avrebbe anche diritto visto che ci ha vissuto per molti anni ed è stato insignito dell’alta onorificenza dell’Ordine del Leone direttamente dalla regina.

 

Il valore patrimoniale di Gergiev, solo in Italia, ammonta a oltre 100 milioni di euro, ma dichiarati al fisco russo visto che è dal 2017 che ha smesso di farlo. Ovviamente, rientra nell’illegalità non presentare i propri redditi così come illegali sono le operazioni che Gergiev porta avanti a nome della sua fondazione di beneficenza, Gergiev Charitable Foundation. In teoria, questa avrebbe una missione molto nobile in tema artistico – come la promozione della cultura e il supporto dei giovani talenti – e riceve donazioni dalle varie VTB Bank, Russian Railways, Rosseti, Sberbank, ma anche Mastercard, Nestlé e PWC. Negli ultimi quattro anni, nelle casse della fondazione sono entrati oltre 4 miliardi di rubli.

Putin Domingo Gergiev Netrebko

 

Il problema sta nel fatto che con gli utili della fondazione Gergiev soddisfa i suoi vizi, come case dal valore milionario, terreni e conti al ristorante: ben 375mila euro pagati a un pub di Monaco, meno in un ristorante a New York e per una visita medica a Baden-Baden, sempre in Germania, per cui ha speso complessivamente 5mila euro. E poi un altro milione e mezzo di rubli per cognac, whiskey, vodka e champagne, altri 2,5 milioni di rubli per un volo in business class. Ha utilizzato i soldi della fondazione – e non del guadagno che gli spettava – anche per pagare la ristrutturazione e le bollette del suo appartamento. Operazioni che con la beneficenza hanno molto poco a che fare.

VALERY GERGIEV

 

Come giustificare tutto questo? Con l’assenso di Putin, ovvio. Si tratta infatti di quel patto non scritto tra lui e suoi fedelissimi che potrebbe essere riassunto con la semplice formula: “Fa quel che vuoi, purché mi sostieni”. Così ha fatto fino ad oggi anche Valery Gergiev, il più grande maestro d’orchestra russo in circolazione che di fronte all’invasione russa in Ucraina ha scelto la sua musica preferita: il silenzio.

PUTIN GERGIEVValerij Gergiev Teatro MariinskijValery GergievPUTIN GERGIEV

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