francesco baccini

“VENDITTI VOLEVA PICCHIARMI, DALLA PRENDEVA PER IL CULO TUTTI, JANNACCI IN MOTORINO MI HA QUASI AMMAZZATO” – FRANCESCO BACCINI LE CANTA A TUTTI - L’ADOLESCENZA TERRIFICANTE ("UN GRASSOTTELLO, CHE SUONA BACH E BEVE CAMOMILLA"), IL SESSO (“HO INIZIATO TARDISSIMO A 21 ANNI; PER QUESTO HO INTRAPRESO LA CARRIERA DI CANTAUTORE”) – L'INCONTRO CON BOWIE, LE SBRONZE DI CARMELO BENE, DE ANDRE’ E I MISTERI DELLA MORTE DI TENCO (“MI DISSE CHE ERA LA PERSONA PIÙ LONTANA DA UN GESTO SIMILE”), FLAVIO BUCCI CHE MANDAVA TUTTI AFFANCULO, L’INNAMORAMENTO PER DOLCENERA A “MUSIC FARM”: “ERA PER L’EFFETTO GALERA. SONO UNO SPIRITO LIBERO…” – VIDEO

 

Alessandro Ferrucci per il Fatto Quotidiano - Estratti

 

 

francesco baccini

 

Sono come Numero Uno di Alan Ford.

 

Barba bianca, lunga, sdentato…

Ci sono cresciuto. Rappresenta la mia infanzia e adolescenza.

 

In adolescenza avrà visto anche altro.

Come ha raccontato Woody Allen, andavamo in edicola, acquistavamo un quotidiano, grande, e dentro ci nascondevamo il giornaletto erotico o porno; (pausa, ci pensa) con il sesso ho iniziato tardissimo.

 

Età?

A 21 anni; per questo ho intrapreso la carriera di cantautore.

 

Quando ha capito l’equazione sesso-musica?

Al liceo non ero il figo della scuola, anzi. Ero grasso e suonavo solo musica classica. Alle feste le ragazzine mi consideravano al pari della tappezzeria, le uniche attenzioni arrivavano perché strappavo delle risate.

 

Quindi?

In terza liceo organizzano un teatrino: salgo sul palco, mi metto al piano, suono Bach e sento la platea in versione avanspettacolo che sussurra “che palle”, “basta”. Dopo di me sale un ragazzo, con chitarra e armonica, niente di che. Le ragazzine erano in delirio. Lì ho capito la strada giusta.

 

francesco baccini 19

(La strada giusta di Francesco Baccini lo ha portato a conquistare la prima posizione in classifica, il “Festivalbar”, dischi d’oro, clamore, successo, storie d’amore, polemiche, censure, una bacchettata dalla Rai per una bestemmia in un reality – “non ci dovevo andare!” – amici, colleghi, miti diventati amici, e colleghi rimasti miti – “il più grande di tutti è stato Jannacci”. A settembre esce il suo disco di inediti e il 19 è sul palco di Piazza del Gesù, a Napoli, per festeggiare i 70 anni di Pino Daniele, in onda su Rai2 il 20 aprile)

 

Insomma, a dieta.

Ho perso venti chili in un anno; poi in quel periodo ho subito un incidente grave, tre interventi all’anca, il dubbio di non poter più camminare bene. E soprattutto è morto mio padre.

 

(...)

francesco baccini 11

Nel curriculum c’è il cabaret.

Grande scuola di vita; (pausa) ci sono molti attori che sul palco sembrano fighissimi, ma una volta scesi sono una tragedia. Conta il copione.

 

Tipo?

Ho fatto della serate con Alessandro Haber, e lui prima di salire sul palco era terrorizzato.

 

Torniamo agli inizi: è stato un camallo.

Per due anni, poi altri quattro da impiegato. Entrato al posto di papà; (ci pensa) i miei genitori erano incredibili sia per il periodo storico che per la condizione sociale.

 

Cioè?

Vivevamo in un quartiere di operai dove la sostanza era la cifra quotidiana, eppure nel 1969 iniziai a studiare il pianoforte e costava carissimo: per pagarmi le lezioni papà lavorava il weekend.

 

 

Il primo “tasto” del Baccini cantante…

Anni dopo, quando di nascosto da mamma ho iniziato a frequentare un locale di Genova con dentro un pianoforte. Lo vedo. Mi siedo. E inizio a cantare i pezzi dei Blues Brothers o di Jesus Christ Superstar.

 

francesco baccini 1

Carmelo Bene?

Una sera ero al pianoforte, suonavo un pezzo, ma di questo pezzo non avevo il titolo e lui sapeva del problema. Si avvicina e all’orecchio mi suggerisce: “Mamma dammi i soldi”. “Eh.. ?”. “Prova”. Era perfetto.

 

Si sbronzava con Carmelo Bene?

Non era per niente astemio. E pure gli altri del locale.

 

E lei?

Bevevo camomilla o la menta.

 

Scherza?

Giuro. Astemio totale.

 

dolcenera baccini

Grassottello, che suona Bach e beve camomilla…

L’età dell’adolescenza è stata terrificante.

 

Il salto.

Quando ho deciso di partire per Milano.

 

(..)

Dormivo in una macchina scassata, compreso un vetro rotto. Una roba allucinante; non avevo neanche i soldi per mangiare.

 

Come si nutriva?

Ho trovato un locale, aveva il pianoforte, mi sono seduto e ho cantato.

 

Semplice.

Il proprietario mi ha offerto un lavoro. E io: “No grazie, non sono da pianobar”. Risultato: andavo a suonare, quando volevo, in cambio di un pasto caldo.

 

francesco baccini 1

La casa discografica, come?

Con le Pagine Gialle: le prendo, cerco gli indirizzi e mi presento; (sorride) mi sono trovato davanti a Mara Maionchi: allora i dirigenti avevano un pianoforte nell’ufficio. Ho suonato. E lei: “Bravo, ma i tuoi brani sono strani. Devi diventare più normale”. “No, non voglio!”

 

Com’era la Maionchi?

Come oggi, solo più magra.

 

In questa storia come entra Caterina Caselli?

Sento alla radio uno dei Pooh che spiega: “Se mandi una cassetta alla CGD magari diventi come noi”. E scopro che la Caselli aveva lanciato un concorso. Così vado da una ragazza che avevo conosciuto al locale, mi chiudo in casa e registro tre pezzi. Poi raggiungo la casa discografica e lascio tutto.

 

Con quale recapito, visto che dormiva in auto?

Grazie a quel locale avevo conosciuto varie ragazze…

PAOLO BELLI BACCINI

 

Timido.

Avevo lasciato il numero di una di loro; proprio lei una mattina mi urla: “Ti cercano dalla CGD”. Sono corso nella sede: eravamo rimasti in quattro per un contratto.

 

Una sorta di talent.

Il nonno di X Factor, peccato che puntavano su un altro, non su di me.

 

Lei, nel frattempo.

Stavo lì e andavo a mangiare in mensa con gli altri impiegati. Mi scambiavano per un fattorino; qualche settimana dopo il presunto vincitore non viene preso a Sanremo, il telefono della mia amica squilla di nuovo: “Fra’, ti stanno cercando!”. Io penso: “Ma se stavo lì!” Mi presento negli uffici, mi portano al trentesimo piano, dalla Caselli, che mi accoglie a braccia aperte come Fantozzi con il direttore Galattico.

 

Le porte del Paradiso.

E annuncia: “Il tuo pezzo, Mamma dammi i soldi, sarà la sigla di Sanremo ’88”. Con un però gigantesco: aprono una tenda e mi mostrano il mio nuovo nome “perché di Francesco ci sono Guccini e De Gregori”. Leggo: Espressione Musica.

 

PAOLO BELLI BACCINI

Bruttino assai.

Lo so, ma che dovevo fare? Ero la sigla di coda, andava in onda dopo il programma di Massarini: alle tre di notte. Non l’ha vista nessuno, a parte Renzo Arbore che mi ha invitato in televisione a Doc.

 

Santo Arbore.

È stato fondamentale, così come Maurizio Costanzo: dopo essere stato al suo Show , c’è stata la svolta.

 

Benefici della fama.

In primis la macchina nuova; (sorride) sono passato dal dormire in auto a diventare conosciuto con incontri incredibili.

 

Anni fa ha raccontato di lei con David Bowie.

Ero fidanzato con una ragazza che lavorava a New York. Spesso ero da solo, lei in ufficio. Così sotto casa scopro un locale, inizio a frequentarlo e una sera sul presto vedo un tizio seduto in un angolo con la chitarra in mano. Lo guardo e penso: è il sosia di Bowie. Ci sediamo insieme, parliamo, scopriamo pure amici in comune di Venezia.

BACCINI PAOLO BELLI

 

Lei sempre ignaro.

Sempre! Fino a quando è salito sul palco e mi sono illuminato dell’errore.

 

Un suo brano ironico s’intitola Antonello Venditti.

Non ha riso tanto, voleva picchiarmi.

 

Un altro è Adriano Celentano.

Mi ha chiamato e invitato nella sua trasmissione Svalutation: un programma folle e straordinario, quasi totalmente improvvisato.

 

Alla Celentano.

francesco baccini

Per una settimana abbiamo provato un balletto di tre minuti. “E il resto?”. “Poi vediamo”.

 

Fabrizio De Andrè.

Sono sul palco per presentare il mio primo disco; in fondo alla sala vedo un tizio: “Assomiglia a De Andrè”. Poi una donna bionda: “Sembra Dori Ghezzi”. Alla fine del concerto li ho trovati in camerino. Era il mio mito; (abbassa la voce) a quel tempo ero fisicamente identico a Luigi Tenco e quando mi ha visto da vicino è sbiancato: “Fumate anche allo stesso modo”.

 

Tenco e De Andrè molto amici.

Sì, e mi ha raccontato di un Tenco molto differente da quello che si crede: allegro, divertente, il figo del gruppo.

 

Del suicidio cosa diceva?

paolo calissano aida yespica francesco baccini

Un mistero, perché lo ha sempre definito la persona più lontana da un gesto simile.

 

Secondo Lino Patruno Tenco è stato ucciso dalla malavita marsigliese per via di una donna.

È una delle voci che giravano.

 

Enzo Jannacci.

Lo contatto perché avevo scritto un pezzo perfetto per lui. Ci incontriamo e percepisco cos’è il genio. Vincenzina e la fabbrica è un capolavoro assoluto.

 

Si è mai fatto visitare dal dottor Jannacci?

No. Però mi ha quasi ammazzato.

 

Come?

Andiamo al ristorante in motorino. “Guido io”. Sembrava un quindicenne: impennava di continuo. Siamo arrivati con me disperato.

francesco baccini

 

Lucio Dalla.

Ci conosciamo alla fine degli anni 80 a un festival. C’erano diecimila persone. Sale sul palco, canta quattro pezzi, finisce, tocca a me, ci incrociamo e mi fa: “Ora sono cazzi tuoi…”

 

Così…

Gli piacevano le sfide. Invece me la cavo, così mi invita ad aprire un altro suo concerto. E siamo diventati amici.

 

Lucio Dalla per lei.

Persona incredibile, amava prendere per il culo tutti; (sorride) andiamo in un paese per visitare una torre antica. Ci apre un contadino, avvertito della presenza di Lucio Dalla. Appena ci vede inizia a urlare: “Lucio, che bello, ho tutti i dischi!”. Peccato che va ad abbracciare uno dei due amici di Dalla, alto un metro e novanta. Lucio immobile e incredulo.

francesco baccini

 

Flavio Bucci.

Ci ho recitato in Credo in un solo padre e già non stava benissimo; personaggio difficile, mandava tutti affanculo, poi si sparava una bottiglia di amaro al giorno, più due o tre pacchetti di sigarette.

 

Riusciva a recitare?

Era immobile, ma quando toccava a lui diventava un altro: bastava lo sguardo; un carisma eccezionale, per questo stavo sul set pure se non mi toccava.

francesco baccini dolcenera

 

(...)

 

Un errore professionale.

Partecipare a Music Farm, ma in quel momento ero a zero per la truffa di un manager.

 

Ha bestemmiato.

Io che non bestemmio mai.

 

Si è innamorato di Dolcenera.

francesco baccini

Era per l’effetto galera. Sono uno spirito libero.

 

Si è riguardato?

Me è matto?

 

Chi è lei?

Uno che nella vita vuole divertirsi. E la musica è l’attività che mi diverte di più.

antonello vendittifrancesco baccini dolcenera

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