silvio berlusconi cinema loro paolo sorrentino il caimano nanni moretti

IL CAV DEI GIUSTI – SIAMO STATI VIGLIACCHI, ANZI VIGLIACCHISSIMI NEL TRATTARE SILVIO BERLUSCONI AL CINEMA. I DUE FILM PIÙ CORAGGIOSI SU DI LUI, “LORO” DI PAOLO SORRENTINO, CHE TRATTA DELLE “CENE ELEGANTI” E DELLE FESTE IN SARDEGNA, E “IL CAIMANO” DI NANNI MORETTI, CHE TRATTA DELLA DIFFICOLTÀ DI TROVARE UN MODO PER METTERLO IN SCENA, SONO MOLTO INTERESSANTI MA NON COMPLETAMENTE RIUSCITI – MA IL FILM PIÙ BELLO MAI FATTO SU BERLUSCONI E SUL SUO MITO PENSO CHE SIA “BELLUSCONE” DI FRANCO MARESCO… – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

loro-1- paolo sorrentino

Diciamo la verità. Siamo stati vigliacchi, anzi vigliacchissimi nel trattare Silvio Berlusconi al cinema. E, in fondo, i due film più coraggiosi che lo hanno trattato, “Loro” di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, che tratta delle “cene eleganti” e delle feste in Sardegna, “Il caimano” di Nanni Moretti che tratta della difficoltà di trovare un modo o tanti modi per metterlo in scena, sono due film molto interessanti, ma non sempre completamente riusciti.

 

Il primo racconta quello che si può raccontare in un terreno scivoloso, il sesso, le ragazzine, la vecchiaia, l’alito cattivo, la solitudine. Il secondo è frammentario per scelta, e parte davvero quando Nanni stesso intuisce che deve interpretare lui Berlusconi. Ma è troppo tardi.

 

LORO SORRENTINO BERLUSCONI APICELLA SERVILLO

Alla fine le scene più riuscite erano quelle di pura invenzione, l’incontro tra Berlusconi e Ennio Doris, interpretato dallo stesso Servillo, le scopate di Scamarcio nel film di Sorrentino, l’idea dei tanti Berlusconi diversi, tutti credibili, nel film di Moretti.  Ma la delusione rimane.

 

Trovavo ottimo invece il Berlusconi di Paolo Pierobon nella serie “1992”, il tentativo più riuscito di raccontare quegli anni. Capisco che per il cinema non era facile mettere in scena un personaggio così potente e complesso, che la realtà era spesso più forte di qualsiasi fiction, pensiamo solo alla telefonata- vera – tra Saccà, allora direttore di Rai Uno e Berlusconi, ai racconti dei bene informati sulle intercettazioni tra Berlusconi a Confalonieri sulla composizione dei ministeri (saranno stati veri?), che Berlusconi era comunque un produttore potente di cinema italiano, con la Medusa.

IL CAIMANO DI NANNI MORETTI

 

E mettiamo che il nostro cinema è sempre stato così pavido nel raccontare la realtà. Ancora discutiamo sul caso Moro… Alla fine era più divertente vedere le commedie di Neri Parenti dove poteva apparire Maurizio Antonini, il sosia bagaglinesco di Berlusconi, o sentire qualche battuta nei film di Paolo Virzì sul berlusconismo e la nuova destra di governo, che fare finta che le cose andassero come sempre come si vede nei tanti film d’autori del tempo, dove si parla di tutto ma non di politica.

 

 

 

 

IL CAIMANO DI NANNI MORETTI

Ricordo un film tedesco diretto da Jan Henrik Stahlberg, e in parte scritto da Marco Travaglio, “Bye Bye Berlusconi”, una satira grottesca dove si fingeva il rapimento di Berlusconi, che passò a Berlino nel 2006, vinse anche un premio. Non era un capolavoro, ma era un film assolutamente curioso.

 

Il regista non riusciva a capire perché, malgrado il film fosse stato comprato per il mercato italiano, non fosse stato distribuito. Chi te lo ha comprato? Gli chiesi. Un certo Massimo Ferrero alias Viperetta. Tutto chiaro.

 

LORO SORRENTINO BERLUSCONI SERVILLO VERONICA LARIO ELENA SOFIA RICCI

Un altro film spettacolare era un episodio del film diretto da Massimo Ceccherini “La brutta copia”, dove tre evasi da un manicomio, Cecche, Papaleo e Carlo Monni, girano in un’Italia ricoperti di manifesti elettorali di Berlusconi (“meno tasse per tutti”, ecc) con l’idea che Silvio sia un alieno in grado di salvarli dalle loro malattie mentali. Cultissimo.

 

Mai distribuito in sala da Cecchi Gori, che se ne guardava bene di offendere Berlusconi, provai a proporlo al Festival di Venezia come anteprima assoluta. Ma, col governo di destra, non passò. Finì a tarda ora sulle piattaforme. Un paio di volte. Per poi sparire nel nulla da dove l’avevo trovato. Ma l’episodio è clamoroso. Finì per anni nel nulla anche un film di Dino Risi, “La stanza del vescovo” che aveva osato battezzare come Berlusconi il personaggio di marito cornuto che torna dall’Africa senza palle interpretato da Max Turilli, sposato con la bellissima e infedelissimo Ornella Muti.

 

DAL FILM BYE BYE BERLUSCONI

Risi l’aveva fatto per puro spirito goliardico. Chiamiamolo Berlusconi. Bella trovata. Così il film non si riusciva a vedere che a notte fonda. Senza pensare al capolavoro dello spot della famiglia Berlusconi che fa gli auguri di Natale girato, se non sbaglio, da Franco Brusati. Capolavoro assoluto.

 

Ma il film più bello mai fatto su Berlusconi e sul suo mito penso che sia “Belluscone” di Franco Maresco, uno dei più grandi film mai fatti non tanto su di lui, quanto sull’Italia di oggi.

 

loro berlusconi by paolo sorrentino

IL CAIMANO DI NANNI MORETTI

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!