bob dylan

BOB DYLAN SA SEMPRE COME FARSI AMARE - GLI SPETTACOLI IN ITALIA DELL'85ENNE "MENESTRELLO DEL ROCK" SARANNO COMPLETAMENTE "PHONE FREE" - GLI SPETTATORI DOVRANNO METTERE IL PROPRIO CELLULARE IN UNA CUSTODIA CHE IMPEDISCE DI ESTRARLO E UTILIZZARLO: CHI VERRÀ BECCATO A SPIPPOLARE IL TELEFONO, SARA' CACCIATO – I FAN DOVRANNO STAMPARE IL PROPRIO BIGLIETTO E PAGARE DA BERE O DA MANGIARE CON CONTANTI O CARTA (NON SI POTRÀ UTILIZZARE APPLE O GOOGLE PAY) – E NELLO SPETTACOLO, DYLAN ESEGUE SOLO CANZONI SCONOSCIUTE, O HIT RIARRANGIATE PER IMPEDIRE IL RICONOSCIMENTO O L'EFFETTO "KARAOKE"

1 - BOB DYLAN VIETA I CELLULARI AL PALAEUR, TELEFONI SIGILLATI IN UNA CUSTODIA: “STAMPATE IL BIGLIETTO”

Estratto dell’articolo di Giulia Marziali per www.repubblica.it

 

bob dylan

Niente foto ricordo, niente video da pubblicare su Instagram, nessun messaggio su WhatsApp. E neppure Apple o Google Pay per comprare qualcosa da bere. Per assistere al concerto di Bob Dylan al Palazzo dello Sport di Roma, giovedì 5 novembre alle 21, bisognerà tornare per una sera alle vecchie abitudini.

 

[…] A ricordarlo ai fan è una mail arrivata nelle ultime ore, con le istruzioni da seguire per partecipare allo spettacolo del cantautore americano: telefoni sigillati all'ingresso, nessun dispositivo di registrazione e una raccomandazione che suona quasi d'altri tempi: portarsi il biglietto stampato e qualche contante.

 

[…] Dylan, 85 anni, è da tempo uno dei più convinti sostenitori dei concerti senza cellulari. Ma adesso, a pochi giorni dal suo ritorno nella Capitale, arrivano le indicazioni pratiche. “Il concerto di Bob Dylan a Roma il prossimo 5 novembre sarà un'esperienza senza l'utilizzo di telefoni”, si legge nella comunicazione inviata agli spettatori. […]

 

bob dylan

 All'ingresso verrà inserito in una custodia Yondr, una sorta di sacchetto con una chiusura di sicurezza che impedisce di estrarre e utilizzare il dispositivo. La custodia resterà nelle mani del proprietario per tutta la serata e sarà sbloccata al termine del concerto.

 

Chi avrà bisogno di telefonare o controllare un messaggio potrà farlo, ma dovrà raggiungere un'area dedicata all'interno del palazzetto, dove sarà possibile aprire la custodia. Prima di tornare ad ascoltare Dylan, però, bisognerà sigillarla nuovamente. E per chi pensa di aggirare le regole, gli organizzatori sono categorici: “Chi utilizzerà il cellulare durante lo spettacolo sarà accompagnato fuori dalla venue”

 

bob dylan

[…] Per il pubblico romano di Dylan, peraltro, non sarà nemmeno una prima volta. Già il 9 luglio 2023, all'Auditorium Parco della Musica, il cantautore aveva imposto il divieto di utilizzare i cellulari.

 

La filosofia è quella di vivere il concerto anziché guardarlo attraverso uno schermo. Una richiesta che, nell'epoca delle storie Instagram e dei video su TikTok, può sembrare quasi rivoluzionaria. Giovedì sera al Palaeur il pubblico potrà ascoltare il premio Nobel senza notifiche e senza la tentazione di registrare ogni canzone. Il ricordo, questa volta, bisognerà portarselo a casa senza l'aiuto della galleria fotografica.

 

2 - BOB DYLAN, IL RITORNO DEL POETA MISTERIOSO

Estratto dell’articolo di Andrea Laffranchi per il “Corriere della Sera”

 

Bob Dylan

L’ unicità dell’esperienza. La non ripetibilità dell’evento. Il mondo digitale e la viralità social hanno messo in discussione i valori fondanti dei concerti. Bob Dylan non ci sta. Il cantautore premio Nobel era ieri al Dome, la nuova arena di Milano, per la prima delle tre date italiane del suo «Lights of Autumn Tour» che prosegue con altri due appuntamenti, giovedì 5 a Roma e sabato 7 a Bologna.

 

[…] Gli smartphone sono vietati. […]  Dylan ha replicato l’idea del tour precedente, passato dagli Arcimboldi di Milano nel 2023, perché «crediamo che crei un’esperienza migliore per tutti. I nostri occhi si aprono un po’ di più e i nostri sensi sono leggermente più acuti quando perdiamo la stampella tecnologica a cui ci siamo abituati». […]

 

bob dylan

Anche perché gli schermi sono banditi anche sul palco: la produzione non prevede ledwall per grafiche e video. Nemmeno per le riprese live. Comprensibile a teatro, ma in un’arena così grande chi è oltre la terza fila perde un pezzo dell’esperienza, tutto quello che passa attraverso la vista. La distanza fisica si sente. Dylan arriva sul palco con una felpa nera e il cappuccio tirato su, se ne sta sempre dietro alle tastiere, quasi nascosto, in penombra. Impossibile cogliere una sua espressione. Enigmatico. Nessun gesto, nessuna parola rivolta al pubblico. Scarno.

BOB DYLAN 1

 

Negli anni ha fatto selezione: vai a sentire Dylan perché vuoi sentire Dylan e non le sue canzoni, non c’è nostalgia, non si fa definire dal suo passato e anche la volta che piazza in scaletta un classico come Tangled Up in Blue c’è un arrangiamento che lo fa diventare altro. Crudele. Un’ora e mezza di scaletta che privilegia la produzione degli ultimi 30 anni e una band che ha il gusto del suono analogico e viaggia fra blues e country.

 

Peccato che oltre la vista sia penalizzato anche un altro senso: l’audio è insufficiente a riempire la sala, tanto che dopo i primi pezzi dalle gradinate qualcuno protesta e grida «volume volume». L’assenza di mediazione tecnologica è sfuggita di mano.

 

bob dylan bob dylan bob dylan 2

bob dylan 3bob dylan 1bob dylan fan

bob dylan in moto 2BOB DYLAN 6bob dylan by jerry schatzberg 6BOB DYLAN

 

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)