andrea camilleri

CAMILLERI SONO - RITRATTONE AL VELENO DI PERNA: ''COMUNISTA RANCOROSO CHE SOGNA IL NOBEL. FIGLIO UNICO DI CEPPO FACOLTOSO, LONTANO PARENTE DEI PIRANDELLO, CON CUI LITIGAVANO SULLO ZOLFO. IL SUO PRIMO ROMANZO FU RESPINTO 10 VOLTE E LO PUBBLICò A SUE SPESE. SUL PADRE, FASCISTISSIMO, MODELLò IL COMMISSARIO MONTALBANO, E IL PADRE è L'UNICO FASCISTA CUI RICONOSCE DIGNITà UMANA. LUI DA COMUNISTA FECE IL TIFO PURE PER I CARRI ARMATI IN UNGHERIA…''

Giancarlo Perna per ''la Verità''

 

andrea camilleri

Dietro il letterario commissario Salvo Montalbano, apparentemente burbero, in realtà bonario, trapela spesso il suo autore a parti invertite. Andrea Camilleri, il papà di Montalbano, è infatti apparentemente bonario in realtà rancoroso. I siciliani dicono che due sono i corregionali che ogni giorno si chiedono, «oggi con chi posso litigare?»: i trapanesi e gli agrigentini.

 

Ai secondi, appartiene Camilleri, essendo di Porto Empedocle che di Agrigento è la marina.

Camilleri, per prolificità, è il Georges Simenon (1903-1989) italiano. Come il romanziere belga, ha scritto libri di varia letteratura e creato la serie del commissario Montalbano, cugino se non gemello del commissario Maigret. Diversamente da Simenon, che, nonostante il talento, è stato sottovalutato per tutta la vita, Camilleri gode degli osanna della critica ed è probabilmente sopravalutato. I lettori, equanimi, li adorano entrambi.

L' aspetto curioso, che fa di Camilleri un unicum, è che ha sfondato come scrittore in tarda età. Oggi, a 93 anni, è celeberrimo. Quando ne aveva 70 - nei primi anni Novanta - era ancora autore per pochi intimi.

 

camilleri a che tempo che fa 5

Il primo volume del commissario Montalbano, La forma dell' acqua, è del 1994 con Camilleri che andava per i 69. Il volumetto ebbe successo ma non strepitoso. Ne scrisse un secondo. Idem. Tanto che espresse all' editore, la siciliana Elvira Sellerio, il desiderio di smettere con Montalbano per concentrarsi su opere di maggiore respiro. Pure Simenon, per continuare il parallelo, ebbe con Maigret crisi simili, convinto di potere fare meglio. Sellerio reagì vivacemente: «Montalbano non solo vende bene ma si porta dietro altri lavori tuoi». E fece l' esempio del Birraio di Preston (1995) che, romanzo a sé, aveva scalato le classifiche. «Ecco l' infame ricatto che mi ha costretto ad andare avanti con Montalbano», ha poi commentato, faceto, lo scrittore.

 

VELE AL VENTO

La serie dunque continuò e, al favore del pubblico, si unirono gli elogi dei recensori. Tutti cominciarono a trovare straordinario qualsiasi cosa provenisse da Camilleri.

demolita la casa d'infanzia di camilleri 2

A bearsi fu soprattutto l' intellighenzia di sinistra che lo considerava uno dei suoi. Il Nostro, infatti, è l' incarnazione del comunista. Era già iscritto al Pci nel 1945, a 20 anni, e lì è rimasto. Ha fatto prima il partito a sparire che lui a ricredersi. Anche per questo, Camilleri è dilagato su stampa e tv come accade solo se metti la vela al vento. Alla presentazione di ogni nuovo romanzo, Walter Veltroni è in prima linea, mentre gli altri della compagnia di giro, Nichi Vendola, Paolo Flores d' Arcais, ecc. fanno da contorno.

 

LO SPONSOR SVEDESE

Originale fu giudicato che Camilleri scrivesse i libri metà in italiano e metà in un dialetto inautentico ma sicilianeggiante così da renderlo digeribile pure a Bolzano. Crescendo la sua fama, si sono fatti accostamenti sempre più lusinghieri. Così, questa lingua alla Norma è stata paragonata al grammelot (lombardo di fantasia) di Dario Fo.

 

giancarlo perna

E se tanto mi dà tanto, poiché Fo ottenne il Nobel per la Letteratura (1997), perché non pensare a un bis con Camilleri? Il primo a puntarci, dicono, è lui stesso. I fan club si sono mobilitati, il suo nome è circolato in Svezia e qualcuno ha osservato una stranezza. Quando la Rai trasmise la prima serie degli sceneggiati sul commissario Montalbano, compariva nei titoli di coda un' azienda svedese come sponsor. Ci fu così l' illazione che fosse una captatio benevolentiae e che Camilleri - potentissimo in Rai - facesse, come ai suoi anni fece Fo, pubbliche relazioni con gli scandinavi.

 

Andrea è figlio unico di ceppo facoltoso. I genitori erano titolari in Porto Empedocle di depositi di zolfo confinanti con quelli di lontani parenti. Costoro, erano i Pirandello, avi e discendenti del commediografo, Luigi, anche lui premio Nobel (1934). Tra le due famiglie, da bravi agrigentini livorosi, c' erano attriti.

 

Leggenda racconta che gli zolfi custoditi dai Pirandello subissero diminuzioni mentre di pari passo aumentavano gli zolfi dei Camilleri. I rancori si sono poi tramandati.

Tanto che Andrea e Pierluigi Pirandello, nipote di Luigi, entrambi abitanti a Roma, incontrandosi, erano più inclini al buongiorno-buonasera che a prendere un caffè insieme.

 

CAMILLERI

IL PADRE ALLA MARCIA SU ROMA

Il padre, Giuseppe, era un ispettore portuale. Fu fascistissimo, girava con fez e manganello e partecipò alla marcia su Roma. La futura moglie e mamma di Andrea, Carmela Fragapane, prima di sposarlo lo considerava un poco di buono. Si vide poi, ha raccontato Andrea, che era una pasta d' uomo, tanto che ci modellò Montalbano. Il babbo è il solo fascista cui Camilleri riconosca fattezze umane. Fascista, infatti, è per lui il supremo insulto.

 

Nella categoria rientra chiunque, da Matteo Salvini a Silvio Berlusconi, esuli dalla sua visione comunista. Scampoli delle sue convinzioni: «Sempre stato comunista. Perfino nel 1956, con la repressione in Ungheria. Pensavo che in un mondo diviso in due, i sovietici facevano bene a tenere sotto controllo la propria parte». «Voglio precisare che i gulag non furono campi di sterminio, Solgenitsin, per fare un nome, con i nazisti non sarebbe sopravvissuto».

 

andrea camilleri (4)

SHERIDAN E MAIGRET

Appena adulto, Andrea si trasferì a Roma. Nel 1954, vinse un concorso Rai come regista. Ma non fu assunto perché, così almeno ha detto lui, era comunista. Dopo un paio d' anni, però, prese servizio e restò in Rai mezzo secolo. Contemporaneamente, insegnò regia al Centro sperimentale di Cinematografia e, per 20 anni, all' Accademia Silvio D' Amico. Curò per la tv due serie poliziesche famose: il tenente Sheridan e il commissario Maigret. Carburò invece lentamente la vocazione per la scrittura di cui ha raccontato due curiosità. La prima è che, come Nicolò Machiavelli, non si mette mai al lavoro in pigiama ma elegante. La seconda è che, scrivendo, la temperatura gli passa da 36,5 a 36,9.

 

Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, fu respinto 10 volte e lo pubblicò a sue spese (1978). Camilleri, depresso, cercò conforto in Leonardo Sciascia. Era il suo faro, oltre che della sua provincia, Racalmuto, 40 km da Agrigento, e si conoscevano. All' epoca, Sciascia era parlamentare radicale. Camilleri cominciò a fargli la posta in piazza Montecitorio con un manoscritto.

 

Un giorno, fingendo di passare casualmente, riuscì a bloccarlo. Lo pregò di esaminare il brogliaccio.

MUSSOLINI PIRANDELLO CAMILLERI 9

«Fai con comodo», aggiunse pensando che lo portasse con sé. Sciascia, invece, prese a sfogliarlo, fermo sul selciato, leggendo qua e là.

 

Dopo un paio di minuti, disse: «Nirì (Andrea in siciliano, ndr), lassa stari», e gli restituì il malloppo. Come si sarà inteso, non era un incoraggiamento. Camilleri inghiottì, poiché Sciascia aveva fama di 'ntussicusu, ma il rancore, agrigentinamente, salì alle stelle. Non è difficile trovare, tra le pagine di Camilleri, frecciate dirette al Maestro. Come l' accusa di avere descritto don Mariano, protagonista mafioso del Giorno della Civetta, così da suscitare ammirazione nel lettore. Giudizio politico, che tra siciliani fa male, non letterario.

 

 

nove lauree honoris causa Ma oggi, Camilleri si può permettere molto. Ha all' attivo 100 libri, 30 milioni di copie vendute, traduzioni in 30 lingue. Ha colmato la lacuna della laurea, con 9 honoris causa, e gli è stato dedicato un asteroide come a Shakespeare. Così, ora alza la posta: non la fa più a Sciascia ma al Nobel.

CAMILLERI

Ultimi Dagoreport

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”