LA CANNES DEI GIUSTI - PREPARATE I FAZZOLETTI. GRAN RITORNO DEL MELO: BRAVE RAGAZZE TRAVIATE, PAPPONI CHE SBAGLIANO MA CERCANO IL PERDONO, POLACCHI CHE PREGANO. ALTRO CHE MATARAZZO!

Marco Giusti per Dagospia

Cannes. Preparate i fazzoletti. Grande ritorno del melo e delle storie lacrimevoli di brave ragazze traviate, papponi che sbagliano ma cercano il perdono, polacchi che pregano. Altro che Matarazzo! In questo elegante, ma un po' inutile "The Immigrant" di James Gray, che ripropone in versione quasi da fiction il suo stile sofisticato e sofferto, sperimentato nel ben più memorabile "Two Lovers", spalmandolo nella New York dell'immigrazione polacca negli anni '20, Marion Cotillard, la Santa Maria Goretti preferita del cinema francese piange senza interruzione dall'inizio alla fine.

E quando e' costretta a vendere il suo corpo non la vediamo (quando incassa pero' si'). Se neanche stavolta le danno il premio come migliore attrice a Cannes, dopo che l'anno scorso le hanno fatto perdere pure le gambe, non ce ne liberemo mai. La sua Ewa piange quando, giovane polacca indifesa, con genitori decapitati dai cosacchi ("Guai ai vinti"), arrivata a Ellis Island si deve dividere dall'amata sorella Magda, ammalata di tubercolosi e spedita per sei mesi nell'ospedale dell'isola.

Piange quando i suoi zii non si fanno trovare a attenderla e la polizia la dichiara incapace di provvedere alla propria vita in America e quindi bollata come persona da rispedire subito in Polonia. Piange quando, salvata da Bruno Weiss, sorta di capocomico-pappone, il solito bravissimo Joaquin Phoenix, si rende conto che dovra' lavorare per lui, sia a teatro come attrice che vendendo il suo corpo, se vuole fare uscire la sorellina.

Con l'entrata in scena di Orlando The Magician, un notevole Jeremy Renner in un ruolo insolito per lui, Gray ricrea un po' il triangolo sentimentale della "Strada" (ancora Fellini...) composto da Fortunella-Zampano'-Il Matto. Anche Orlando, ventata di superficiale allegria nel mondo cupo di Ewa, la vuole portare via dal bruto, addirittura in California. Ma Bruno, violento come Zampano', ha un cuore e e', a modo suo, innamorato della ragazza che sfrutta.

Ewa, fra scopate mercenarie e lacrime di dolore, riscoprira' il valore del perdono e della fede cattolica neanche se fosse la protagonista di "Angelo bianco" di Matarazzo o della "Cieca di Sorrento". A parte il gran piacere dei vecchi critici nel ritorno di un genere, il melodramma, ormai poco frequentato dai registi alla moda, purtroppo il film di Gray, che mantiene tutte le sue abituali capacita' di messa in scena e di controllo dei sentimenti degli attori, non vale le atmosfere sospese e più originali dei suoi precedenti lavori.

Joaquin Phoenixn che ha messo su qualche chilo dopo la cura "The Master", non ha chance di vittoria su un Michael Douglas che ritorna al cinema dopo essersi ammalato di cancro con un ruolo estremo come quello di Liberace. Marion Cotillard, che non avrebbe dovuto avere rivali quest'anno, si ritrova invece a combattere con le più giovani, esplosive e forse più meritevoli ragazzine francesi, cioe' con le protagoniste dei film di Ozon e, soprattutto, di Kechiche.

Anche quelle, come lei, piangono e fottono, ma lo fanno in film più' originali. Senza scordare la Berenice Bejo del film di Fahradi. Se non vince stavolta, non sappiamo proprio cosa possano inventarsi per farla piangere e soffrire di più.

 

The Immigrant di James Gray Lowlife the immigrant cannes james gray marion cotillard the immigrant foto dal film the immigrant a cannes jpegMarion Cotillard Marion Cotillard Joaquin KNZ ZO x the immigrant il regista del film james gray in una foto promozionale the immigrant james gray set joaquin phoenix

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO