LA CANNES DEI GIUSTI - ANCHE SE SOLO IL 9 APRILE THIERRY FRÉMAUX SVELERÀ QUALI FILM VEDREMO NELLA 79° EDIZIONE DI CANNES, GIÀ CONOSCIAMO PARECCHI TITOLI DEI FILM CHE DOVREBBERO ESSERE SICURI, QUALI CHISSÀ SE CE LA FARANNO E QUALI SICURAMENTE NON CI SARANNO - TRA I FILM CHE VENGONO DATI COME SICURI DALLE RIVISTE DI SETTORE ABBIAMO “PAPER TIGER”, DI JAMES GRAY E “BITTER CHRISTMAS” DI PEDRO ALMODOVAR - MOLTO ATTESO, DOPO NOVE ANNI DI ASSENZA, IL RITORNO AL CINEMA DEL DANESE NICOLAS WINDING REFN, CHE SI PRESENTA CON UN CONTURBANTE “HER PRIVATE HELL” - E L’ITALIA? POTREBBE ARRIVARE L’ULTIMO FILM DI NANNI MORETTI, “SUCCEDERÀ QUESTA NOTTE”. SE NON VA A CANNES LO VEDREMO A VENEZIA… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Anche se solo il 9 aprile Thierry Frémaux svelerà quali film vedremo nella 79° edizione di Cannes, già conosciamo parecchi titoli dei film che dovrebbero essere sicuri, quali chissà se ce la faranno e quali sicuramente non ci saranno.
In fondo anche l’anno scorso i due film che si sono apertamente sfidati agli Oscar e nella stagione dei premi non erano passati né da Cannes né da Venezia, parlo di “Sinners” di Ryan Coogler e di “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson. E sappiamo quanto le grandi società americane, rispetto a film da budget elevati, 100, 200 milioni di dollari, ormai non vogliano rischiare le stroncature dei critici europei con successivo flop, come insegna il disastro veneziano di “Joker. Folie à Deux”.
Anche quest’anno già sappiamo che l’attesissimo “The Odyssey” di Christopher Nolan non passerà certo per Cannes e uscirà in tutto il mondo il 16 luglio direttamente in sala. “Dune 3” di Denis Villeneuve non passerà sicuramente per Cannes, e uscirà in sala il 16 dicembre. Magari con un salto a Venezia…
A Venezia ci sarà sicuramente, a sentire Variety, “Digger” di Alejandro Inarritu con Tom Cruise, ma l’ultimo film di Steven Spielberg, “Disclosure” con Emily Blunt lo vedremo probabilmente in sala. Potrebbero essere a Cannes però l’anteprima di “Minions & Monsters”. Buttalo via…
Va detto però che la bellissima competizione di Cannes dell’anno scorso ci ha dato molti dei grandi film che hanno dominato la passata stagione, “Sentimental Value” di Joachim Trier, “Sirat” di Oliver Laxe, “Un semplice incidente” di Jafar Panahi, “L’agente segreto” di Kleber Mendonça Filho. Oltre a darci, assieme a quella di Venezia, la chiave per capire nuove mode e nuovi linguaggi del cinema, pur nella crisi mondiali che stiamo vivendo.
Tra i film che vengono dati come sicuri dalle riviste di settore abbiamo “Paper Tiger”, crime con mafiosi russi e due fratelli protagonisti diretto da James Gray, habitué del festival dai tempi di Harvey Weinstein, con Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller. Sicurissimo “Bitter Christmas”, l’ultimo film di Pedro Almodovar, che è tornato a girare in spagnolo, con Bárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sánchez-Gijón, Victoria Luengo, Patrick Criado, Milena Smit, Quim Gutiérrez.
Leggo che il film segue una troupe pubblicitaria. Una regista che non smette mai di pensare al lavoro, Elsa, che ha perso la madre durante le vacanze di Natale e va a Lanzarote assieme a un’amica, Patricia, cerca di capire cosa le è successo. Ma seguiamo anche lo sceneggiatore e il montatore degli spot pubblicitari.
Molto atteso, dopo nove anni di assenza, il ritorno al cinema del danese Nicolas Winding Refn, che si presenta con un conturbante “Her Private Hell” con Charles Melton e Sophie Thatcher. Già il trailer ci riporta al mondo fatto di sesso e violenza del regista. Potrebbe esserci l’ultimo film di Werner Herzog, “Bucking Fastard” con le sorelle Kate and Rooney Mara come gemelle che abitano un mondo dove non esiste il vero amore.
O il biopic su Rupert Murdoch, “Ink” di Danny Boyle con Guy Pearce, Jack O’Connell e Claire Foy. Di sicuro troveremo la versione giapponese del Cattivo tenente di Abel Ferrara, cioè “Bad Lieutenant: Tokyo” di Takashi Miike in una proiezione a mezzanotte. E il biopic sulla fotografa brasiliana leila Alaoui in Africa, “Lela et la nuit” del brasiliano Fellipe Barbosa.
Attesi anche tre film targati Mubi, “Minotaur,” il nuovo film di Andrey Zvyagintsev, grande regista russo, due volte nominato all’Oscar con “Loveless” e “Leviathan”, “Teenage Sex and Death at Camp Miasma,” di Jane Schoenbrun (“I Saw the Tv Glow”) con Hannah Einbinder e Gillian Anderson, e “1949” di Pawel Pawlikowski, un’altra storia di guerra fredda nell’Est europeo con la beniamina del cinema d’autore europeo Sandra Hüller.
Tornano altri due maestri del cinema d’autore giapponese, Hirokazu Kore-eda con “Sheep in the Box” e Ryusuke Hamaguchi con “All of a Sudden”, girato in Francia, con Virginie Efira e Tao Okamoto. Dalla Romania torna anche Cristian Mungiu con “Fjord,” che vanta una coppia forte come quella formata da Renate Reinsve e Sebastian Stan, già giovane Trump in “The Apprentice”. E l’Italia?
Potrebbe arrivare l’ultimo film di Nanni Moretti, “Succederà questa notte” con Louis Garrel, Jasmine Trinca e Angela Finocchiaro, Elena Lieti, tratto dal romanzo di Eshkol Nievo. Se non va a Cannes lo vedremo a Venezia. Ma non è nominato da Variety. Per questo non è nominato neppure l’ultimo film di Luca Guadagnino, “Artificial”, con Andrew Garfield come Sam Altman, fondatore di Openai, Monica Barbaro, Jason Schwartzman, Mark Rylance, ma penso che finirà a Venezia, come sempre. In tanti anni Guadagnino non è mai andato a Cannes.
Magari possiamo aspettarci qualche giovane outsider, come accadde un anno fa con “Le città di pianura” di Francesco Sossai. Batte bandiera italiana il documentario “Imperium” dell’ucraino Sergej Loznitsa (“I due procuratori”) costruito sulle riprese degli anni’70 fatte da troupe italiane in URSS.
L’Italia sarà sicuramente presente come tema nel film “Roma elastica” di Bertrand Mandico con Marion Cotillard e Noémie Merlant, descritto come un omaggio al nostro cinema, e per il ruolo di protagonista di Alba Rohrwacher, assieme a Vincent Lindon, di “Un bon petit soldat” di Stephane Brizé.
Tra i film francesi, ne troveremo sicuramente una valanga a Cannes, ci saranno anche il film d’apertura, “Venus electrificada” di Pierre Salvadori con Gille Lellouch e Pio Marmai, “!5/18” di Cedric Khan, “Full Phil” di Quentin Dupieux con Woody Harrelson e Kristen Stewart. Molto amato dal pubblico dei festival anche lo spagnolo Rodrigo Sorogoyen con “The Beloved” che vede protagonisti Javier Bardem e Victoria Luengo nei ruoli di padre e figlia.
Lo spagnolo di culto Albert Serra presenta “Out of This World”o della delegazione americana in Russia nel mezzo del conflitto ucraino. Almeno sarà un film che parla di presente e di una guerra che non è ancora finita. L’Austria è presente con due registe, Sandra Wollner con “Everytime;” e la Marie Kreutzer di “Corsage” con “Gentle Monster” con Lea Seydoux e Catherine Deneuve.
Per il Messico ritroviamo, dopo anni di assenza un regista importante e divisivo come Carlos Reygadas, autore di “Japon”, che si vide proprio a Cannes nel 2002, di “Battaglia nel cielo”, “Post Tenebras Lux”, dell’ancor più curioso e autobiografico “Nuestro tiempo”, che si vide a Venezia e divise parecchio pubblico.
Si presenterà quest’anno con “Estela de sombra”, storia di due coppie di giovani pittori che nelle spiagge del Messico infrangono le regole morali, coinvolgendo strane figure e viaggi temporali. Per il Messico ci dovrebbe essere anche “Cábula”, l’ultim film di Lila Avilés, più realistica e tranquilla di Reygadas, che ha presentato negli anni “The Chambermaid” e “Tótem”.
Il belga Lukas Dhont, rgeista di “Girl” e “VClose”, presenta “Coward”, storia di codardia e eroismo di un soldato durante la Prima Guerra Mondiale. Potrebbero arrivare anche due film argentini, “Glaxo” di Benjamín Naishtat e “La Libertad Doble” di Lisandro Alonso. Molto attesi ma non così sicuri anche “On Land and Sea” di Hlynur Pálmason e “You Shall Not Make an Image” di Kaouther Ben Hania, la regista di “La voce di Hind Rajab”.
Aggiungiamo altri titoli possibili, come “The Man I Love”, il film più ricco e americano di Ira Sachs, con Rami Malek, Rebecca Hall, Ebon Moss-Bachrach, ambientato nel mondo artistico newyorkese degli anni ’80. O “Moulin “ diretto da Laszlo Nemes (“Il figlio di Saul”), filmone su un capo partigiano, Jean Moulin, interpretato da Gilles Lellouch che unì la resistenza francese, ma cadde nelle mani del nazista Klaus Barbie, Lars Eidinger.
O “Let Love In” di Felix Van Groeningen, regista di “Otto montagne” con Luca Marinelli e Charlotte Vandermeersch, storia di una crisi sentimentale profonda in una coppia. Se fossero pronti, Cannes non si farà scappare né il nuovo film di Joel Coen, ormai totalmente diviso dal fratello, “Jack of Spades”, gotico ambinetato nella Scozia del 1880 con Josh O’Connor, Frances McDormand e Damian Lewis né “The Long Winter” dell’inglese Andrew Haigh, sceneggiato da Coilm Tobin con Caitríona Balfe, Manuel Garcia-Rulfo, Ebon Moss-Bachrach.
Potrebbero esserci anche l’ultimo film di Anton Corbijn, “Switzerland” con Helen Mirren come Patricia Highsmith inseguita dal suo editore che cerca di farle scrivere un altro Ripley, Olivia Cooke e Alden Ehrenreich. O l’ultimo film di Mike Leigh. Altri film che dovremmo trovare a Cannes saranno “Histoire de la nuit” della francese Léa Mysius, cresciuta a Cannes, ma non ancora arrivata al concorso, con Hafsia Herzi e Benoit Magimel, “Butterfly Jam” di Kantemir Balagov, allievo di Alexander Sokurov, che ha presentato già due volte i suoi film a Un Certain Regard, “Closeness” e il bellissimo “Beanpole”, per il quale vinse il premio per la miglior regia.
Nel nuovo film di Bagalov, il terzo, ci saranno attori internazionali come Barry Keoghan, Riley Keough e Harry Melling insieme all’inedito Talha Akdogan, protagonista nel ruolo di un ragazzo di 15 anni, Pyteh, che in una piccola comunità circassa del New Jersey dove il padre è un cuoco riconosciuto.
Ma Pyteh vuole fare il wrestler professionale e finirà per scontrarsi col padre. Ci saranno molti film diretti da registe, oltre a Léa Mysius, “The Dreamed Adventure” di Valeska Grisebach, “Hot Spot” di Agnieszka Smoczynska, “Las mas dulce” della marocchina Laila Marrakchi, “Oorient Adagio” della palestinese Maha Haj, “The Invite” di Olivia Wilde con. Seth Rogen , Edward Norton e Penelope Cruz.
jack of spades
sheep in the box3
fjord
sheep in the box1
sheep in the box2
venus electrificada 1
orient adagio
the dreamed adventure
histoires de la nuit
la libertad doble
moulin
lela et la nuit
1949
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minotaur
scarlett johannson paper tiger
bucking fastard
odissea di christopher nolan
odissea di christopher nolan
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out of this world












