giorgia meloni concertone primo maggio

CHI LE CANTERA’ OGGI ALLA MELONI? – GIORGIA MELONI NON NASCONDE LA SUA INSOFFERENZA  PER IL CONCERTONE DEL 1 MAGGIO, SIMBOLO DELLA SINISTRA. NOVE ORE DI MUSICA DAL VIVO, 50 ARTISTI, UNA DIRETTA INCONTROLLABILE E IL TIMORE (QUASI LA CERTEZZA) PER IL GOVERNO CHE SI MATERIALIZZI UN NUOVO CAS0 SANREMO, CON  GLI APPELLI A FAVORE DEI DIRITTI LGBTQ+ E GLI ATTACCHI POLITICI – DA PALAZZO CHIGI CI SAREBBERO STATI CONTATTI CON I DIRIGENTI RAI PER “CONTROLLARE” L'EVENTO MA...  VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

concertone piazza san giovanni

«Le piacerebbe!». Questa la reazione, risentita e sarcastica, quando in Cgil commentano la nota pubblicata ieri da Giorgia Meloni, e quel passaggio in particolare: «Se Maurizio Landini pensa davvero che sia diseducativo lavorare il Primo maggio, allora il concerto la triplice dovrebbe organizzarlo in un altro giorno».

 

Un palco, una diretta televisiva, artisti a ruota libera, voglia di diritti, urla, slogan, applausi, tre canali Rai, tra radio e tv, più Raiplay a disposizione. L'incubo Sanremo agli occhi della premier torna a materializzarsi nel Concertone di piazza San Giovanni, immancabile e tradizionale appuntamento per le sfide al governo e le polemiche politiche.

 

concertone

I sospetti del sindacato sono diventati certezza tra gli organizzatori dopo la risposta della presidente del Consiglio al segretario della Cgil, che aveva liquidato il Consiglio dei ministri convocato nel giorno della Festa dei lavoratori come una scelta inopportuna e di pura propaganda. Una festa, ricordava Landini, che è tornata nel 1947 in Italia, perché era stata abolita dal regime fascista.

 

[…]

 

Esattamente un anno fa, da semplice leader di Fratelli d'Italia, Meloni organizzò una Conferenza programmatica di tre giorni che si concluse il primo maggio 2022 con un concerto, diretto da Beatrice Venezi, dedicato – parole della futura premier – «ai lavoratori e alle lavoratrici non garantiti e non rappresentati dalla triplice sindacale».

 

[…]

 

landini meloni

Vocaboli e ossessioni che ritornano oggi. E che si spiegano anche con la storica insofferenza della destra per il concerto simbolo della sinistra italiana. L'imprevedibilità di cosa verrà detto dal palco di San Giovanni è un tema che Meloni non sottovaluta. Attorno a lei non si nasconde come venga vissuto con un certo fastidio, soprattutto dopo quello che è successo a febbraio, al festival di Sanremo. Gli appelli a favore dei diritti Lgbtq+, gli attacchi del rapper Fedez al viceministro Galeazzo Bignami, il bacio con il cantante Rosa Chemical: la premier se n'è interessata personalmente, criticando l'edizione di quest'anno persino in un colloquio a Palazzo Chigi con l'amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes.

 

 

fedez rosa chemical

Il 25 aprile è appena passato, e solo i doveri di governo hanno imposto a Meloni e ai suoi le celebrazioni di una festa a cui non hanno mai sentito di appartenere. Ora i timori della destra sono tutti rivolti alla line up del concerto di oggi, altro pezzo importante di quell'egemonia che i meloniani vivono come tabù da abbattere.

 

Nove ore di musica dal vivo, circa 50 artisti presentati da Ambra Angiolini e Biggio, una diretta incontrollabile, con piccole pause per i telegiornali e i momenti clou quando di solito lo share è ai massimi. Parleranno anche il fisico e scrittore Carlo Rovelli, il drammaturgo Stefano Massini. Due anni fa fu sempre Fedez a far esplodere un caso, quando denunciò pubblicamente i tentativi della Rai e della Lega di controllare il suo intervento a favore del ddl Zan.

fedez rosa chemical 5

 

[…]

 

Difficile che con un governo così a destra, così orgogliosamente schierato contro la domanda di maggiori diritti per le coppie omosessuali, il concerto non regali qualche dispiacere alla premier. Difficile che non arrivino messaggi contro il precariato, contro il decreto appena approvato, contro l'esaltazione della famiglia tradizionale, contro le leggi sui migranti e anti-Ong, e magari anche contro l'invio delle armi all'Ucraina.

 

A Palazzo Chigi se lo aspettano, tra i partiti della coalizione di governo lo danno per certo. E già sono pronti, irritati al punto giusto. Lucio Malan, capogruppo in Senato di FdI, per esempio: «Con il governo Meloni è cambiata la musica. Probabilmente non quella del concerto di domani, che sembra sia l'unica cosa interessi ai sindacati».

landini meloni

 

[…]

 

A Roma è prevista pioggia. Il centrodestra ci spera. Da quanto confermano fonti di maggioranza, ci sarebbero stati anche contatti con i dirigenti Rai, ma è stato spiegato che non si può fare nulla. Meglio evitare altre accuse di tentata censura. Artisti e cantanti diranno quello che vogliono.

concertone primo maggio 2022

Ultimi Dagoreport

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...