alessandro barbano antonio angelucci manolo lanaro francesco gaetano caltagirone

VIDEO! “NON ROMPERE I COGLIONI!”; “FATTI I CAZZI TUOI E VATTENE AFFANCULO” - A ESERCITARE LA NUOVA EGEMONIA CULTURALE DELLO SPUTAZZO (CONTRO UN GIORNALISTA DEL “FATTO”) E’ IL MAGGIORE EDITORE DELLA DESTRA ITALIANA, ANTONIO ANGELUCCI – PINO CORRIAS: “E' LA MALAVITA DELLA POLITICA ORDINARIA IN CUI LA PREPOTENZA PROPRIETARIA DIVENTA CONTAGIOSA. L’ALTRO GIORNO GAETANO CALTAGIRONE, IN ARTE CALTARICCONE (DAGOSPIA DIXIT), HA CACCIATO IN MALO MODO ALESSANDRO BARBANO, DIRETTORE DEL MESSAGGERO, CHE AVEVA ASSUNTO 28 GIORNI PRIMA. MOTIVO? NON ESSERSI SOTTOMESSO ALLA PRETESA DI GIORGIA MELONI CHE VOLEVA UNA INTERVISTA ADDOMESTICATA. IL CONTRARIO DEL…” - VIDEO

 

Pino Corrias per il Fatto Quotidiano - Estratti

 

Cazzo, culo, coglione!

 

angelucci insulta il giornalista del fatto

A esercitare libertà d’eloquio in nome della nuova egemonia culturale dello sputazzo non è per una volta Vannacci il generale della Decima. Non è Bandecchi, il pugile di Terni. Non è nemmeno Vincenzo De Luca, il pittoresco governatore della Campania.

 

Ma è il maggiore editore della destra italiana, Antonio Angelucci, quello coi baffetti e la Ferrari, membro a buon diritto della Commissione Cultura della Camera, e involontariamente della Commissione Stracciaroli della Nazione, che ha finalmente rilasciato la sua prima intervista a un bravo cronista del Fatto.

 

Alla prima domanda ha risposto: “Non rompere i coglioni!”. Alla seconda: “Fatti i cazzi tuoi!”.Alla terza: “Hai rotto il cazzo, vattene affanculo”.

 

Alle successive si è messo di mezzo uno dei suoi numerosi bodyguard che alle parole del suo boss ci ha aggiunto un paio di leggeri spintoni: “Non costringetemi a buttarvi a terra”, ha detto al cronista e al suo operatore, dimostrando di essere di gran lunga il più educato, forse anche il più colto, della comitiva Angelucci.

antonio angelucci 2 ricevimento quirinale 2 giugno 2024 foto lapresse

 

Sembra una scena di malavita e lo è. La malavita della politica ordinaria sempre più frequentata da questi trafficanti di parolacce, improperi, minacce – “Angelucci è simpatico a tutti, è l’onorevole più ricco del Parlamento”, dicono i suoi colleghi, succhiandosi le guance, beati loro – così simpatico e carico di contante da essere diventato il maggior produttore di cultura e di informazione che la destra si merita a sua immagine.

antonio angelucci 1

 

Famoso per le fuoriserie che guida. Per le feste che organizza. Per il suo personale record di assenteismo dalle aule di Montecitorio, che non lo fanno minimamente arrossire per lo stipendio che da quattro legislature, 15 anni, incassa senza fiatare. Ma che a forza di sghignazzi della plebaglia politica e giornalistica che lo circonda, fanno status, fanno curriculum.

 

antonio angelucci 2

La sua storia sembra inventata.

 

Da ex portantino d’ospedale con la licenza media in tasca, a re delle cliniche private e residenze per anziani.

 

Poi case, palazzi, ville, la carriera politica con Berlusconi, Salvini, Meloni, una intera corte di servitori bipartisan, quelli più sensibili alla grana, Denis Verdini, Matteo Renzi, Massimo D’Alema, Marcello Dell’Utri.

 

(…) La prepotenza proprietaria diventa contagiosa. L’altro giorno Gaetanto Caltagirone, in arte Caltariccone (Dagospia dixit) palazzinaro di lungo corso, editore di Messag gero, Mattino e Gazzettino, ha cacciato in malo modo Alessandro Barbano, direttore del Messaggero, che aveva assunto 28 giorni prima.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

Motivo? Non essersi sottomesso alla pretesa di Giorgia Meloni e del suo staff che volevano domande e risposte scritte e revisionate, cioè una intervista addomesticata e senza temi scomodi. Il contrario del giornalismo rispettabile.

 

(...) Siamo diventati Mompracen, l’isola dei pirati. Ma più ancora l’isola dello sputazzo.

 

La naturale conseguenza di una intossicazione della politica, dell ’etica, della mediocre educazione, che dura da una trentina d’anni, il vero lascito di Berlusconi, che la gran parte dei politologi ammira, al netto delle bugie, delle frodi, delle inchieste, della corruzione, della mafia, delle mignotte, “perché in fondo era un gran simpatico”.

alessandro barbano foto di bacco

 

Esattamente quanto l’Angelucci, i suoi soldi, i suoi “cazzo!”, “culo!”, “coglione!” ringhiati in piazza, a dirci lo sprofondo in cui ci siamo cacciati.

francesco gaetano caltagirone antonio angelucci 3la ferrari di antonio angelucci

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