CAMBIANO I PIATTI, MA LE FORCHETTE SONO SEMPRE LE STESSE - “REPUBBLICA” INTERVISTA FABIOLO FAZIO CHE A SUA VOLTA INTERVISTA EZIOLO MAURO, IL TUTTO CON LA SUPERVISIONE DI MICHELE SERRA, AUTORE DI “CHE TEMPO CHE FA” E DI SANREMO – ‘’CE LA CANTIAMO, CE LA SUONIAMO E GIÀ CHE CI SIAMO CE LA SCRIVIAMO DA SOLI. MAURO, FAZIO, SERRA... I NOMI CAMBIANO, MA LA REPUBBLICA È SEMPRE QUELLA’’...

Nanni Delbecchi per il "Fatto quotidiano"

Il Festival di Sanremo affidato a Fabio Fazio è stato tra i migliori degli ultimi anni; la direzione artistica di Mauro Pagani ha garantito un livello medio stratosferico rispetto ai precedenti; la coppia di conduttori formata da Fazio stesso e Luciana Littizzetto non è quella novità assoluta di cui si è detto, e tuttavia un prezioso ritorno all'antico (Mondaini-Vianello, Steni-Pandolfi, Valori-Panelli...), di cui si riteneva impossibile la rinascita in un'era in cui tutto quello che passa in televisione nasce e muore nell'isola genetica della tv.

Perché diciamolo: se c'è una cosa insopportabile della televisione italiana, nota origine di tutti i mali del mondo, è questa sua granitica vocazione all'autoreferenzialità, questo suo conflitto d'interessi permanente, questo cantarsela (male) e a suonarsela (peggio) da sola. Ma è davvero solo e soltanto un vizio della tv?

Vediamo. "Rivoluzione Fazio", titola a tutta pagina Repubblica di ieri, parliamo di una lenzuolata d'intervista in cui l'eroe sanremese, lasciati i panni curiali di presentatore, annuncia il ritorno "alla vita normale" e alla famiglia. "Ho parcheggiato la Panda", precisa Fazio, e all'improvviso perfino il loden di Monti pare un cappottone di astrakan.

Anche perché non è una semplice questione di utilitaria, se Thomas Eliot ci perdonasse potremmo parlare addirittura di correlativo oggettivo. Semplice, popolare, normale. È questa la ricetta della rivoluzione fazista: "Anche con Verdi e Wagner siamo riusciti a far parlare tutti, la tv deve interpretare il cambiamento". Giusto. Poi lo stesso Fazio si chiede: "Cosa vuol dire essere generalisti oggi?"

Già, cosa vorrà dire? Fortuna che il nostro uomo ha anche la risposta: "Provare a far passare cose importanti, inaspettate, attraverso un vettore forte, che arriva a tutti". In realtà a noi era sembrato piuttosto il contrario; ossia, che Fazio avesse dato il meglio di sé - perché non c'è dubbio che l'abbia dato - proprio risalendo la corrente e tornando alle sue stesse origini, sostituendo le pose da conduttore politico (ma per favore) e le intemerate a fianco di Saviano con le imitazioni di Mike Bongiorno e di Al Bano e accettando di diventare quello che Mike ha sempre sostenuto che fosse, il suo vero erede. Può essere che ci sbagliamo; ma torniamo al "vettore forte", ossia a Sanremo.

Chi è il capo degli autori (bravissimi) che avrebbero prodotto la "rivoluzione" del Festival secondo Fabio Fazio? Nient'altri che Michele Serra, peraltro capocordata anche di Che tempo che fa. E di quale "grande vettore" Michele Serra è rubrichista e storica firma di punta? Repubblica: la stessa Repubblica a cui Fazio ha concesso la sua rivoluzionaria intervista. Che altro? Domenica sera, oltre alla Panda e alla famiglia, Fazio era tornato a anche a Che tempo che fa e ha intervistato il direttore Ezio Mauro. Direttore di quale giornale? Ancora e sempre Repubblica. Se tu dai un'intervista a me io do un'intervista a te; anche questa, in fondo, è par condicio.

Però. Però, allora, il vizietto di parlare sempre di sé, tra sé e sé, non ce l'ha solo la tv. A quanto pare, anche i grandi cambiamenti dello spirito del tempo, le evoluzioni del gusto e perfino le rivoluzioni, da noi, si fanno in famiglia. Ce la cantiamo, ce la suoniamo e già che ci siamo ce la scriviamo da soli. Mauro, Fazio, Serra... i nomi cambiano, ma la repubblica è sempre quella.

 

FABIO FAZIO EZIO MAURO Ezio Mauro da FazioSANREMO FAZIO E LA LITTIZZETTO VERSIONE FARFALLINA jpegFazio-LittizzettoMICHELE SERRA

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...