chiara gamberale

CHIARA GAMBERALE, MA CHE STAI A DI'? - NELL’INTERVISTA AL "CORRIERE DELLA SERA", AFFERMA DI AVER SEMPRE RIFIUTATO IL “FAMILISMO AMORALE”. PROPRIO LEI, FIGLIA DI VITO, EX AD DI TELECOM - LA SCRITTRICE, COME IN UNA SEDUTA DAL TERAPEUTA, FA L’ELENCO DELLE SUE PENE (“L’ADOLESCENZA AUTOLESIONISTA”, LA CHAT DELLE MAMME "CHE LA FANNO SOFFRIRE”, “LA REALTA’ CHE "LA FA STARE MALE FISICAMENTE”) FINO A TOCCARE IL SUBLIME: "SE SOLO ACCOMPAGNO MIA FIGLIA A SCUOLA, TORNO A CASA INQUINATA" (FATTE 'NA DOCCIA!) - LA MANCANZA DI CREATIVITA’ DOVUTA ALLA MATERNITA’: “ERO ABITUATA AD AVERE SPAZIO E TEMPO PER SCRIVERE SENZA DISTRAZIONI. E POI..."

 

Candida Morvillo per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

chiara gamberale cover libro

Chiara Gamberale scrive stesa a pancia in giù, col computer sul materasso. Intorno, i giocattoli di sua figlia, fuori dalla finestra, un pezzo di Roma che le somiglia poco. Come la protagonista del suo ultimo romanzo (Dimmi di te , Einaudi), si è trasferita nel quartiere Trieste:

 

«Ci vivono i miei genitori che possono aiutarmi con Vita, ma questo quartiere, comodissimo per chi ha bambini, è una metafora. Grava sul mio spirito ricordandomi quello che ho sempre rifiutato: conformismo, familismo amorale, l’impossibilità di un allineamento di testa, cuore e corpo. A volte, mi ci sento sola da morire, a tu per tu con cose che ho rifiutato fin da ragazzina». 

 

Per esempio, quando si è sentita sola? 

«Nella chat delle mamme, arriva il testo della recita di Natale e vedo scritto “combattiamo i problemi del mondo come il surriscaldamento globale, la miseria, la guerra, l’immigrazione”. Scrivo: “Che ne pensate del fatto che l’immigrazione sia fra i problemi del mondo?”.

 

E una serie di mamme rispondono: “No, no, la recita è insindacabile”. E anche: “E quindi alcuni bambini dovrebbero avere le battute più corte?”. Di cose come questa, ho sofferto tanto da avere un’adolescenza autolesionista, come ho raccontato in Una vita sottile. Invece, mi ritrovo che, per crescere  una figlia, non volendo assecondare la tentazione di fare “la famiglia nel bosco”, faccio i conti con una realtà che mi fa stare male fisicamente». 

 

Fisicamente, addirittura? 

«Io percepisco tanto gli esseri umani. Esco e mi arrivano addosso le facce, gli umori, la fatica delle persone. Se solo accompagno Vita a scuola, torno a casa inquinata». 

chiara gamberale

 

Dopo la nascita di Vita, avuta nove anni fa con Gianluca Foglia, Direttore del Polo Contenuti di Feltrinelli, raccontava di un blocco creativo. Possiamo decretarlo superato? 

«Mi è tornata l’energia per un romanzone che mi mancava dai tempi di Le luci nelle case degli altri. La creatività si nutre anche di bellezza e di ispirazione. Io adoro Vita ma ero abituata ad avere spazio e tempo per scrivere senza distrazioni. E per un po’ tutte le mie energie creative erano finite nella costruzione di questa famiglia così originale: siamo io e lei sempre insieme, suo padre vive a Milano, viene a trovarci ogni due settimane; il mio ex marito Emanuele Trevi fa lo zio. Inventarsi una famiglia fuori dal modello della coppia tradizionale e costruita sulla verità psicologica di ciascuno mi ha tolto tantissime energie. Ora che finalmente tutto funziona, sono pronta per un progetto grande». 

 

Cosa può anticipare di questo «progetto grande»? 

«È un romanzo corale, ambientato nel cortile di una scuola elementare: i veri protagonisti sono i genitori, i “bambini grandi”. Negli anni in cui mi sembrava di non scrivere, in realtà, ho osservato tantissimo e tutto quello che ho visto e vissuto è finito lì dentro». 

chiara vito gamberale

 

Da «Una vita sottile» in poi, scritto a 19 anni, ha raccontato soprattutto sentimenti e relazioni. La scrittura «civile» è un falso mito? 

«Se una donna scrive di sentimenti si dice che “fa la calzetta”, se lo fa un uomo “è coraggioso”. Io penso invece che parlare di relazioni, di famiglie, di come ci si ama o ci si lascia sia già un gesto politico. Il mio modo di fare scrittura civile è continuare a rivendicare, attraverso le storie, la libertà di scelta, la complessità, il diritto a forme di vita diverse». 

 

Un libro esplicitamente politico però l’ha scritto. 

« Una passione sinistra , che Feltrinelli ripubblica dal 10 febbraio, con una postfazione di Concita De Gregorio: è l’unica cosa comica che ho fatto e lo considero uno dei miei libri felici. È la storia di un’infedeltà fra un berlusconiano e una sostenitrice del Pd. Metteva in scena l’Italia che cambiava». 

 

(...)

 

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