CIAK, MI GIRA! - MENTRE INFURIA LA BATTAGLIA EPOCALE ALL’INTERNO DI QUELLA CHE DOVEVA ESSERE LA NUOVA EGEMONIA CULTURALE DELLA DESTRA AL GOVERNO, IL PUBBLICO ITALIANO STA ANDANDO IN MASSA A VEDERE "IL DIAVOLO VESTE PRADA 2": CHE IERI HA INCASSATO 3 MILIONI DI EURO, PORTANDO AL CINEMA 377 MILA SPETTATORI IN 658 SALE, PER UN TOTALE, IN 4 GIORNI, DI 11 MILIONI DI EURO. PARECCHO, EH? - IERI, “MICHAEL” HA INCASSATO 1.3 MILIONI DI EURO. “SUPER MARIO GALAXY IL FILM” 101 MILA EURO...
Marco Giusti per Dagospia
Mentre infuria la battaglia epocale all’interno di quella che doveva essere la nuova egemonia culturale della destra al governo, cioè tra i due vecchi paladini del “Foglio” Giuli e Buttafuoco alla Biennale d’Arte, uno Ministro della Cultura, dopo Sangiuliano buonanima, e l’altro Presidente della Biennale, che avrà il suo centro ideale i prossimi giorni, e vediamo cosa vorrà dire questo per la Biennale in generale e per la Biennale cinema di settembre, il pubblico italiano in massa sta ancora andando a vedere “Il Diavolo veste Prada 2” di David Frankel con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci, e a piangere sul giornalismo di moda cartaceo di vent’anni fa.
michael il biopic di michael jackson 11
Vi dico subito che “Il Diavolo veste Prada 2” ha incassato ancora 3 milioni di euro nella giornata di ieri, per la precisione € 3.101.094, come se i soldi in Italia ci fossero ancora, portando al cinema 377.678 spettatori in 658 sale, per un totale, da mercoledi, cioè in 4 giorni, di € 11.354.824. Parecchio, eh? Nel suo primo giorno internazionale, con i 32 milioni di dollari incassati venerdì in America, arriva a 114 milioni di dollari globali. Ma con sabato e domenica a quanto arriverà?
Probabilmente più di 200 milioni. Unico neo il boicottaggio in Cina perché l’unico personaggio asiatico, l’assistente della protagonista, Chi Choun, è presentato come bassetta e cicciotta. Seguita però a andare benissimo anche “Michael” di Antoine Fuqua, il santino-biopic voluto dal manager e dalla famiglia della star defunta, che venerdì in America ha incassati altri 14 milioni di dollari, per un totale di 144 e un globale di 424. “Michael” va benissimo anche da noi, al secondo posto ha incassato ieri la bella cifra di € 1.350.032, con 163.446 spettatori in 617 sale, per un totale di € 12.207.492.
michael il biopic di michael jackson 9
Il totale degli spettatori che hanno visto in Italia “Michael” è di 1.496.267, centomila in più di quelli che hanno visto “Il Diavolo veste Prada”. Ovviamente, dopo, c’è il vuoto. Al terzo posto, infatti, “Super Mario Galaxy Il Film” incassa € 101.885, con 13.326 spettatori in 284 sale e un totale di € 13.885.048. Quarto l’horror “Lee Cronin – La mummia” con € 59.720, 7.207 spettatori in 181 sale, un totale di € 1.628.939.
Il campione italiano della settimana lunga è “Nel tepore del ballo”, 61° film di Pupi Avati, 86 anni, con Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana De Sio e Lina Sastri. Inutile chiedersi possibile che non ci fosse un film più accattivante per il pubblico? Magari un film con qualche comico che porta in sala il pubblico più cafone… “Nel tepore del ballo” incassa comunque ieri € 46.134, con 6.757 spettatori in 216 sale, un totale di € 107.843. E’ andato bene si chiederà il pubblico?
Dipende da quanto costa. Penso che un minimo di 5-6 milioni di euro sia costato… e ne ha incassato 107 mila. Ma il suo funzionamento, alla fine, è di far fronte, anche in maniera fittizia, alla forza dei colossi americani. Di essere cioè sacrificabile. Alla fine non credo che sia proprio un bene per Pupi Avati anche se è il solo modo, presumo, per farsi produrre un film a 86 anni. I film di Pupi Avati, mi disse tanti anni fa Beppe Cereda, che è stato uno dei più importanti produttori di cinema per la Rai e pure per Mediaset, si fanno perché costano poco, rispettano i tempi, fanno il loro.
Un buon prodotto medio per il pubblico meno giovane. Ma la mancanza di titoli, la crisi voluta da Giuli e Sangiuliano, costringe il film di Avati al ruolo assurdo di argine ai filmoni americani. Sesto posto per il film turco politico che ha vinto il Festival di Berlino, “Yellow Letters” di Ilker Çata, € 28.080, 4.164 spettatori un totale di € 62.328. Segue “The Drama” con Zendaya e Robert Pattinson, € 23.664, 3.016 spettatori, un totale di € 5.120.617.
La commedia inglese “Pecore sotto copertura” di Kyle Balda con Hugh Jackman è ottava con € 22.022, 3.094 spettatori, un totale di € 46.153 e nono il violento fantascientifico ma non troppo “The Long Walk – La lunga marcia” di Francis Lawrence tratto da Stephen King, € 20.239, 2.485 spettatori, un totale di € 266.527. Al decimo posto “Il figlio del deserto”, avventuroso francese con € 14.261, 2.055 spettatori, un totale di € 215.329. al 17° posto vedo il giapponese “Kokuho – Il maestro di kabuki” con € 5.038, 751 spettatori, e al 18° il cinese “Resurrection” di Bi Gan con € 4.868, 731 spettatori.





