IL CINEMA DEI GIUSTI - DOVE ERAVAMO NEGLI ANNI ’60? CI SIAMO PERSI “MR PEABODY E SHERMAN”, UN CARTONE CON UN CANE PREMIO NOBEL CHE ADOTTA UN BAMBINO. E CHE ORA TORNA AL CINEMA

Marco Giusti per Dagospia

Mr Peabody & Sherman di Rob Minkoff.

Aiuto! Ma dove eravamo negli anni '60? Perché non abbiamo mai visto in tv le avventure di Mr Peabody, il cane occhialuto e sapiente e di suo figlio Sherman, un bambino occhialuto e meno sapiente?

Sapevamo tutto su altri bracchetti più o meno parlanti, come Braccobaldo Bau di Hanna&Barbera, su Droopy di Tex Avery, il più geniale di tutti, su Snoopy di Charles Schultz, ma non sapevamo nulla di Mr Peabody e di Sherman, colonne portanti del "Rocky & Bullwinkle Show" di Jay Ward, e della loro macchina del tempo, la Wabac, già omaggiata dalla saga di Robert Zemeckis, "Ritorno dal futuro", che ne sfruttava parecchio le capacità narrative.

Del resto anche lo scienziato Christopher Lloyd e il suo giovane figlioccio Michael J. Fox avevano gli stessi problemi coi viaggi nel passato. E guai a incontrare se stessi... Ringraziamo quindi questo buffo, tenero, per me troppo moderno "Mr Peabody & Sherman" diretto da Rob Minkoff, il regista di "Il Re Leone", "Stuart Little", scritto con molto rispetto per la serie originale da Craig Wright e prodotto dalla Dreamworks, soprattutto per averci fatto scoprire un cartoon geniale di una tv geniale a cavallo fra gli anni '50 e gli anni '60.

Come nella serie originale, diretta da Ted Key, nata da una costola del "Rocky&Bullwinkle Show", il problema principale è anche qui fare accettare al pubblico che un cane, per quanto sapiente e geniale come Mr Peabody, ha vinto un Nobel e discute col presidente americano di grandi problemi mondiali, possa adottare un bambino vero come figlio.

Questo crea dei fraintendimenti a scuola, "Ma lei è letteralmente un cane?" chiedono a Peabody e lui: "Preferisco... ma lei è un cane letterato?", dove il ragazzino di sette anni e mezzo Sherman cerca di farsi rispettare dai compagni di classe. Per non creare questo tipo di problemi, Peabody ha richiesto a Sherman di non chiamarlo papà, anche se, nel film come nella serie vediamo le buffe prime pagine dei giornali con la frase "Doggy wants to be daddy" e il giudice che affida il trovatello Sherman alle cure del cane genialoide.

Nel film, Mr Peabody ha invitato a casa la famiglia di Penny, una bambina che è stata addirittura morsa da Sherman quando lei lo ha accusato di essere un cane. E ci si aspetta da un momento all'altro l'arrivo della terribile ispettrice che ha preso di punta Sherman e Peabody e pensa di fargli togliere l'affidamento da un giudice. Il problema è che Sherman, per giocare con Penny, le farà fare un giretto sul Wabac, da noi tradotto con Tornaindietro, una macchina del tempo che porterà i nostri eroi, presto inseguiti da Mr Peabody, negli anni della Rivoluzione Francese, poi da Leonardo Da Vinci che sta dipingendo la Gioconda, a Troia mentre Ulisse e Agamennone stanno entrando col cavallo dentro le mura della città.

Tutto questo, per il pubblico americano, non è altro che un rapido ripasso delle grandi serie storiche dei viaggi nel tempo di Mr Peabody e Sherman nei loro cartoon televisivi. Per noi è tutto nuovo, ma il gusto è proprio quello del cartoon americani degli anni '60, trattato con molto rispetto e amore. Ci sono perfino, nell'edizione originale, le voci di Mel Brooks come Albert Einstein e di Stanley Tucci come Leonardo. Non so se il film riceverà da noi la stessa accoglienza che ha avuto in America la scorsa settimana, un buon esordio da 32 milioni di dollari, ma è molto, molto carino. In sala dal 13 marzo.

 

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