IL COMPLESSO DEL PRIMO MAGGIO: ELIO E LE STORIE TESE SI FANNO BEFFE DEL CONCERTONE

1. LA NUOVA CANZONE DI ELIO E LE STORIE TESE
http://youtu.be/dCOho3CRp6A

2. VIDEO "CENSURATO" DEL CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO 1991 (DA MAI DIRE TV): http://youtu.be/KoTiRgzsaYs

 

Paolo Giordano per "Il Giornale"

Insomma un argomento perfetto per Elio e Le Storie Tese. Il Concerto del Primo Maggio. Dopotutto è uno degli ultimi riti collettivi della musica cosiddetta di «sinistra», ossia libera, alternativa e indipendente di diritto. Inattaccabile per definizione. Quindi attaccabilissima a patto di accettare tutte le reprimende del caso, ossia quelle di essere capitalisti, fascisti, sfascisti o persino nemici della buona musica.

In ogni caso, nell'ipotesi riassuntiva, quella globalmente più infamante, berlusconiani tout court . Dunque oggi arriva il nuovo singolo di Elio e Le Storie Tese che si intitola Complesso del Primo Maggio e anticipa il disco di inediti che uscirà tra meno di un mese e, giusto per non fare omaggi magniloquenti, cita il White album dei Beatles intitolandosi
L'album biango. Loro, si sa, non badano a spese e prendono di mira chiunque, da John Holmes alla malasanità della Terra dei Cachi fino alla critica, agli artisti e ai discografici sbeffeggiati nella Canzone mononota presentata all'ultimo Festival.

Mancava solo il rituale di Piazza San Giovanni, quello che da oltre vent'anni celebra la cosiddetta triplice sindacale (Cgil, Cisl e Uil) con un dispiego di artisti che non devono neppure essere allineati ma proprio schierati: contro il centrodestra. «Il concertone del Primo maggio genera complessi del Primo maggio che suonano al concertone del Primo maggio. Le implicazioni artistiche di questo fenomeno sono altalenanti» canta Elio con il suo tipico nonsense che però ha sempre un senso: sbeffeggiare i luoghi comuni.

E così tutta la canzone, che è presentata come singolo ma sembra avere poche possibilità radiofoniche, risulta essere la radiografia di quanto tanti, tantissimi pensano quando si sintonizzano su Raitre nel pomeriggio del Primo Maggio davanti al complesso che «in genere si esibisce con la chitarra acustica scordata calante che la gente che balla a torso nudo neanche la sente»: Bregovic e la musica balcanica «ci hanno rotto i coglioni». Tranchant, vero.

Cantando il guaglione del centro sociale «con il poliziotto che lo vuole acchiappare», e«mentre all'improvviso parte una canzone tipo Van de Sfroos », Elio arriva alla ragione sociale del Concertone: «Prima di cantare una canzo­ne "balcanosa" ricordati di fare una cosa:lanciare un'invettiva ai danni del capitalismo (...) perché è ora di dire basta con il lavoro che sfrutta tutti, devono capire che hanno rotto le balle i padroni».

E attenzione: «Complessi più importanti tipo Negramaro e Jovanotti sappiate che siete i pesci grossi e prima si esibiscono gli avannotti».In poche parole un divertissement coraggioso che sbricola tanti luoghi comuni e che mette Elio nella posizione di chi può permettersi di criticare un evento cui peraltro spesso ha partecipato.

E non sempre senza intoppi. Ad esempio nel 1991 una loro canzone è stata bellamente censurata a metà perché duran­te l'esibizione era spuntato un testo (non previsto in scaletta) che attaccava tutto l'arco costituzionale, da Longo a Manca a Nicolazzi a Remo Gaspari fino all'invito di cantare in coro «Ti amo Andreotti».

In fondo, il Complesso del Primo Maggio è un'evoluzione di quell'episodio e probabilmente solo Elio e Le Storie Tese hanno la credibilità artistica di poterla cantare. Certo, se la cantassero anche al prossimo Concertone sarebbe l'apoteosi dissacrante. Chissà. Di sicuro è un segnale importante. E ora vediamo chi avrà il coraggio di accusare anche
Elio.

 

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