2025divanostream15

IL DIVANO DEI GIUSTI/1 – CHE VEDIAMO IN STREAMING? SU DISNEY+ “DYING FOR SEX”, STRANISSIMA MA AFFASCINANTE SERIE CON UNA STREPITOSA MICHELLE WILLIAMS NEL RUOLO DI MOLLY, MALATA TERMINALE INCURABILE CHE HA SCOPERTO IL SESSO E VUOLE CAPIRNE DI PIÙ, CON SITUAZIONI DA HARD (È TUTTO SOFT, A PARTE IL PISELLO DI UN TIZIO) ABBASTANZA ASSURDE PER UNA SERIE DISNEY - OCCHIO CHE SU AMAZON HANNO APPENA INSERITO IL BERLUSCONI MOVIE CHE NESSUN DISTRIBUTORE HA MAI VOLUTO MOSTRARE NELLE SALE, “LA BRUTTA COPIA”, FILM MALEDETTO DI MASSIMO CECCHERINI DEL 2002. MALEDETTO PERCHÉ… - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

the last of us

Che vediamo stasera? Ho visto su Sky la prima puntata della seconda stagione di “The Last of Us”, attesissima serie ideata, scritta e in parte diretta da Neil Druckmann e Craig Mazin. Vabbé, scenografie perfette, un mare di attori. Ma, francamente, un po’ deludente.

 

L’azione si scalda solo dopo 40 minuti, quando la Ellie di Bella Ramsay e la Abby di Kaitlyn Dever, che diventerà la sua amica del cuore, entrano in contatto con un paio di infetti e decidono di affrontarli col coltello. Pedro Pascal, che interpreta Joel, il protagonista, ciondola un po’ senza senso tutto il tempo col problema di farsi psicanalizzare da Catherine O’Hara. Ma ti pare che l’eroe della storia va a farsi psicanalizzare…

 

the last of us

Questi sceneggiatori non hanno proprio voglia di inventarsi nulla. Inoltre la psicanalista non lo vuole. Joel gli ha ucciso il marito, infettato, ma perché dovrebbe aiutarlo. Occhio, che Pedro mi sembra un po’ invecchiato. Bella Ramsey è in forma, è una specie di Rambo e, almeno nella prima puntata, conta solo lei. Aspettiamo la seconda, però…

 

Intanto mi sono quasi finito su Disney+ “Dying for Sex”, stranissima ma affascinante serie ideata da Kim Rosenstock e Elizabeth Meriwether, quasi interamente scritta e diretta da donne con una strepitosa Michelle Williams nel ruolo di Molly, malata terminale di un cancro all’anca incurabile che da malata ha scoperto il sesso e vuole capirne di più.

 

 

michelle williams dying for sex 5

Dopo aver mollato quel moscione del marito, passa attraverso situazione da hard (è tutto soft, a parte il pisello di un tizio) abbastanza assurda per una serie della Disney. C’è quello che gli piace un bel calcio nelle palle.

 

Quello che si veste da cane e vuole che Molly gli pisci addosso. Quelli che vogliono essere sottomessi e il loro pisello chiuso in una gabbia di fil di ferro (ma è troppo grande e Molly non sa come infilarcelo dentro). Lei sviluppa il desiderio di diventare una dominatrice e prende lezione da una lesbica che ha un negozio di tessuti.

 

L’idea, insomma, è quella di mischiare una situazione drammatica, un cancro alle ossa, con una situazione di ricerca della propria sessualità da commedia. Sempre mediato dalla presenza dell’amica Nikki, Jenny Slate, della protagonista.

 

michelle williams dying for sex 6

Michelle Williams è bravissima nel saper mantenere la giusta distanza da tutto, dramma, commedia, sesso. Anche nelle situazioni più scabrose, ad esempio quando deve pisciare in faccia all’uomo-cane e la madre, la stupenda Sissy Spacek, apre la porta del cesso. Proprio la presenza di Sissy Spacek nella sesta puntata darà senso alla serie, perché vengono fuori i non detti della vita di Molly, una violenza sessuale del compagno della madre a sette anni, una sessualità mai pienamente vissuta.

 

Capisco che possa darvi qualche fastidio già per il titolo, ma è un’ottima serie. E anche piuttosto divertente.

 

dying for sex

Occhio che su Amazon hanno appena inserito il Berlusconi movie che nessun distributore ha mai voluto mostrare nelle sale, “La brutta copia”, film maledetto di Massimo Ceccherini del 2002 con lo stesso Cecche, Carlo Monni, Rocco Papaleo. Maledetto perché Cecche ebbe la buona idea di documentare la campagna di Berlusconi del 1996 “meno tasse per tutti”, ricordate?, inserendo nelle strade piene di manifesti la fuga di tre malati di mente, Cecche, Papaleo e Monni, che pensano che Berlusconi sia un alieno.

 

Ma solo lui è in grado di guarirli e lo vogliono incontrare. Il bello è che quando i tre arriveranno a Arcore, superata una sfilata di olgettine che riescono a concupire facilmente solo pronunciano le frasi storiche di Silvio (“vieni con me, sono un presidente operaio!”), scopriranno che Berlusconi è davvero un extraterrestre, una specie di cervello luminoso, e nominerà proprio loro tre direttori di Rete 4, Italia 1 e Canale 5.

 

la brutta copia di massimo ceccherini 1

Cecchi Gori glielo produsse il film al Cecche, ma quando si trattò di distribuirlo, non ebbe né la voglia né il coraggio. Diciamo. Ufficialmente il film si perse nei disastri produttivi del gruppo Cecchi Gori e poi del fallimento della società, ma mentre, anche se con ritardo, i film diretti quello stesso anno da Sergio Rubini, Paolo Virzì e Vincenzo Salemme, alla fine uscirono, quello del Ceccherini non ha mai visto la luce.

 

 “Cecchi Gori non me lo ha mai fatto uscire”, diceva qualche anno fa il Cecche, che è rimasto ferocemente attaccato al suo film, che riteneva un piccolo capolavoro. Come lo pensavano i suoi attori principali, Carlo Monni e Rocco Papaleo. “Mi è rimasta solo ’sta cassettina marcia in casa... Io lo ritengo un capolavoro. Se lo doveva nascondere allora non me lo doveva far proprio girare”.

 

 

massimo ceccherini in la brutta copia

Anche se non c’è satira pesante o battute volgari, solo il fatto di vedere i tre pazzi di fronte ai suoi manifesti giganti e di sentirli fare commenti sulla grandezza dell’alieno rende il film imperdibile e di grande comicità. Non parliamo poi di quando i tre, per pagarsi il biglietto del treno per Milano, raccattano soldi solo proclamando gli slogan miracolosi di Forza Italia. Capolavoro o meno, è uno dei pochi film che si siano fatti in Italia su Berlusconi e meriterebbe di essere visto non fosse altro che per la sua originalità.

la brutta copia di massimo ceccherini 2michelle williams dying for sex 3la brutta copia di massimo ceccherini 4la brutta copia di massimo ceccherini 3DAL FILM La brutta copiala brutta copiala brutta copia di massimo ceccherini 5dying for sex 8dying for sex 9michelle williams dying for sex 2

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…