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IL DIVANO DEI GIUSTI/1 - CHE VEDIAMO STASERA, 1° AGOSTO? IN ONORE DI DAGNINO, CELEBRE PASTICCERIA PALERMITANA CHE RISCHIA DI PERDERE IL SUO STORICO NEGOZIO A ROMA, MI VEDREI, A TROVARLO, “FARFALLON” DI RICCARDO PAZZAGLIA CON FRANCO FRANCHI E CICCIO INGRASSIA, GENIALE PARODIA DI “PAPILLON”.  NON SOLO FRANCO FRANCHI METTE IN SCENA QUI IL SUO PASSATO DI PASTICCERE DI DAGNINO A PALERMO, MA LO FA PROPRIO NELLE CUCINE DEL DAGNINO ROMANO – SU SKY E AMAZON È ARRIVATA LA PRIMA VISIONE DI “GLI OCCHI DEGLI ALTRI” DI ANDREA DE SICA, CHE SI DICE ISPIRATO, MA NON PROPRIO FEDELE, AL DELITTO CASATI STAMPA - VIDEO

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

farfallon

Che vediamo stasera, 1° agosto? In onore di Dagnino, celebre pasticceria palermitana che rischia di perdere il suo storico negozio a Roma, vicino a Piazza Esedra, mi vedrei, a trovarlo, “Farfallon” di Riccardo Pazzaglia con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, geniale parodia di “Papillon”.

 

Non solo Franco Franchi mette in scena qui il suo passato di pasticcere di Dagnino a Palermo, ma lo fa proprio nelle cucine del Dagnino romano. Legatissimo alla pasticceria Franco usava farsi arrivare sul set cannoli su cannoli da offrire a tutta la compagnia. Ma la sua scena di marito tradito e vendicatore girata nella pasticceria rimane un grande momento del cinema di Franco e Ciccio.

 

 

farfallon

A proposito di fatti di sangue, più o meno storici, vedo che Sky e Amazon è arrivata la prima visione di “Gli occhi degli altri” di Andrea De Sica, che lo ha scritto assieme a Silvana Tamma e a Gianni Romoli con Filippo Timi, Jasmine Trinca, Matteo Olivetti.

 

Ricorderete sicuramente il delitto Casati Stampa? Sconvolse l’Italia democristiana e benpensante, ma non così sana e cattolica come si pensava, più di 50 anni fa. Rimane ancora uno dei delitti chiave per capire le tante contraddizioni della nostra borghesia. Sesso, scambismo, il piacere di vedere la propria moglie farsi scopare da un altro. Filmare tutto. E guardare.

 

gli occhi degli altri 3

Con uno strascico che lo svitato conte, detto “Camillino”, non aveva potuto prevedere, cioè la vendita per 1 miliardo e 700 milioni a Silvio Berlusconi della sua Villa San Martino a Arcore.

 

Ma il delitto, vi ricordo, non si svolse ad Arcore, ma nel centro di Roma. A due passi da casa mia. Passo quasi tutti i giorni da via Puccini, alzo gli occhi al cielo al civico numero 9 e cerco di capire dove fosse esattamente l’attico dove si svolse il delitto Casati Stampa. Il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, detto “Camillino” come il gelato lanciato a Carosello da Cocco Bill, la sera del 30 agosto 1970, armato di un fucile Browning calibro 12 prima tirò tre colpi alla bellissima moglie, Anna Fallarino, poi due al giovane amante di lei, Massimo Minorenti, che cercò di rifugiarsi dietro una sedia.

 

anna fallarino casati stampa

Infine si mise la canna del fucile sotto al mento e si sparò l’ultimo colpo. Bang! Il delitto-suicidio non sarebbe stato così clamoroso se dietro alla storia non ci fosse stata una relazione torbida tra Camillino e la bella moglie Anna, ragazza più popolare, che in gioventù leggo aveva fatto perfino delle particine in film di culto come “Totò Tarzan” e “Poveri ma belli”.

 

A Camillo piaceva fotografare, filmare, anche solo guardare la moglie nuda fra le braccia di un altro. Di solito un amante occasionale. Un soldato. O che un altro li guardasse mentre facevano l’amore. Poi lei si legò troppo a questo ragazzo, Massimo Minorenti, decise di lasciare il marito e Camillino si sentì tradito. Non la possedeva più. E sparò.

 

La loro storia era iniziata dieci anni prima, e da subito aveva preso questo aspetto, diciamo, non proprio convenzionale. Con cinquant’anni di ritardo il Delitto Casati Stampa e la tragica storia di Anna e Camillino viene affrontata in un film, appunto “Gli occhi degli altri”, diretto da Andrea De Sica, che si dice ispirato al fatto di cronaca, ma non proprio fedele.

 

gli occhi degli altri

Eppure gli anni, si svolge tra il 1960 e il 1970, e l’età dei protagonisti alla loro morte, 45 lui, 40 lei, 25 il ragazzo, sono più o meno quelli. Si svolge in un’isola, nella villa del Marchese, e non a Via Puccini. Ma il Marchese Casati aveva una villa sull’isola di Zannone che rispecchia un po’ quella che si vede nel film.

 

E le figure dei protagonisti sembrano proprio quelli. Freddo, distaccato, ossessivo il Camillino ribattezzato qui Lelio di Filippo Timi, avvolge con la voce e il suo sguardo ogni inquadratura. Bella, pazza, esibizionista, l’Anna, ribattezzata Elena, di Jasmine Trinca, si presta generosamente alla spudoratezza del suo personaggio..

 

anna fallarino casati stampa 5

Ohibò! Più in ombra il ragazzo, interpretato qui da Matteo Olivetti. Ma da uno sceneggiatore d’esperienza e di grande conoscenza della scena romana degli anni 60 e 70 come Gianni Romoli non ci si poteva certo aspettare un film poco documentato. Andrea De Sica fa qui il suo film più ambizioso, riducendo al minimo la storia dei Casati Stampa, togliendo i collegamenti più ovvii al periodo della Dolce vita e a Via Venuto, vicinissima a Via Puccini, limitandosi in fondo a mettere in scena un amore malato, fra due persone che in fondo si compensano.

 

Spingendo l’ossessione di Camillino/Lelio per la macchina da presa e per la cinepresa, citando l’episodio di Roberto Rossellini in “Rogopag” con il voyeur che proietta il filmato di Rossana Schiaffino sul corpo stesso dell’attrice. De Sica e i suoi cosceneggiatori tolgono qualsiasi sovrastruttura alla storia dei due amanti folli.

 

anna fallarino casati stampa

Pensiamo solo a quanti altri film hanno citato fin dagli anni ’70 il delitto Casati, da “Giuochi particolari” (o “The Voyeur”) di Franco Indovina, girato prima del delitto ma uscito dopo provocandoci un corto circuito già allora, dove Marcello Mastroianni è il marito voyeur che filma la moglie Virna Lisi fra le braccia di un giovane Timothy Dalton, a “Cattivi pensieri” di Ugo Tognazzi dove il marito sogna continuamente la moglie, Edwige Fenech, nuda fra le braccia di un altro. E a quanto quel delitto e la storia della coppia Camillo-Anna siano stati al centro di un interesse morboso da parte del giornalismo italiano e non solo del nostro cinema.

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