IL DIVANO DEI GIUSTI/2 – AVETE PARECCHI BUONI FILM STASERA. COME “TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI”, UN FILM RIUSCITO, FORTEMENTE POLITICO, E CON UNA ROBUSTA SCENEGGIATURA PER NULLA FACILE. E POI VEDERE FRANCES MCDORMAND CHE SI MUOVE COME JOHN WAYNE E TIRA PUGNI AI VILLICI CAFONI E RAZZISTI DI EBBING, MISSOURI, È UNO SPETTACOLO– TROVATE ANCHE LA COMMEDIA DI WOODY ALLEN “CAFÉ SOCIETY”. IL FILM PARTE BENISSIMO, E IN CERTI PUNTI FA PARECCHIO RIDERE, E ALLA FINE È CARUCCIO – NELLA NOTTE ANDREBBE RIVISTO IL BELLISSIMO “VIGILATO SPECIALE”. CARINO ANCHE “LOLA COLT”… - VIDEO
tre manifesti a ebbing, missouri
Marco Giusti per Dagospia
E in chiaro cosa possiamo vedere? Direi che avete parecchi buoni film stasera. Come “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, scritto e diretto da Martin McDonagh con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, Peter Dinklage, LA7 Cinema alle 21, 15. Vinse due Oscar, per Frances McDormand protagonista e per Sam Rockwell non protagonista, trionfò ai Golden Globes 2018, miglior film drammatico, migliore sceneggiatura, migliore attrice protagonista, Frances McDormand, e miglior attore non protagonista, Sam Rockwell.
Ma al di là dei premi, già vedere Frances McDormand che si muove sullo schermo col passo alla John Wayne, ma con la bandana alla Christopher Walken de Il cacciatore, e tira pugni ai villici cafoni e razzisti di Ebbing, Missouri, è uno spettacolo. Mettiamoci anche Woody Harrelson come sceriffo malato e di buon cuore e il tutto diventa quasi irresistibile.
woody harrelson frances mcdormand tre manifesti a ebbing, missouri
E’ anche un film manifesto contro le molestie maschili e a sostegno dei personaggi femminili forti. Però, va detto, è un film riuscito, fortemente politico, e con una robusta sceneggiatura per nulla facile, e già molto piacque a Venezia quando venne lanciato, anche se vinse solo per la migliore sceneggiatura. Mildred Hayes, cioè Frances McDormand, cerca di smuovere il capo della polizia locale, Willoghby, Woody Harrelson, per far luce sull’omicidio e lo stupro di sua figlia Angela rimasti impuniti.
sam rockwell frances mcdormand tre manifesti a ebbing, missouri
Così compra tre cartelloni pubblicitari di una strada di campagna per puntare il dito proprio sulla polizia. Non si metterà contro tanto il capo, che ha un tumore al pancreas e i giorni contati, quanto il suo svitato aiuto Dixon, Sam Rockwell, gay represso con mamma, con fama di torturatore di neri, ma pazzo per “A Venezia… un dicembre rosso shocking” di Nicolas Roeg. L’idea dei manifesti smuoverà però fin troppi interessi nella cittadina di Ebbing, facendo uscire il razzismo di alcuni e l’umanità di altri, come il suo minuscolo spasimante, Peter Dinklage, che la aiuterà nell’impresa.
McDonagh gioca coi suoi personaggi con una giusta dose di commedia sofisticata e di battute esplosive, coinvolgendo nell’orrore della storia le vicende allora attuali di Charlottesville, l’omofobia, la guerra, le matrici del suprematismo bianco, che diventeranno poi ideologia Maga. Frances McDormand, in un ruolo che è stato scritto da McDonagh proprio per lei, domina ogni scena.
peter dinklage frances mcdormand tre manifesti a ebbing, missouri
Se il suo modello è John Wayne, sembra che quello che aveva pensato McDonagh per Sam Rockwell è il Lee Marvin cattivo di L’uomo che uccise Liberty Valance, miscuglio di stupidità e di violenza, che se la vede, appunto, con il probo John Wayne. Ebbing, Missouri è stata in realtà ricostruita a Sylva, North Carolina.
Iris alle 21, 20 passa l’action “Green Zone” diretto nel 2010 da Paul Greengrass, maestro del cinema adrenalinico realistico con Matt Damon ancora lontana da Ulisse e Itaca, Jason Isaacs, Greg Kinnear, Brendan Gleeson, Amy Ryan, Khalid Abdalla. Devo dire che è un grande film sulla guerra in Iraq del 2003, ma anche un film apertamente politico sulla bufala delle armi di distruzione di massa.
Cielo alle 21, 20 propone il giallo di coproduzione e ambientazione nordica (Groenlandia!), ma con attori in gran parte anglofoni, “Il senso di Smilla per la neve” diretto da Bille August, tratto dal romanzo di Peter Hoeg, con Julia Ormond, Gabriel Byrne, Richard Harris, Vanessa Redgrave, Jim Broadbent, Tom Wilkinson, Jens Jørgen Fleischer, Agga Olsen. Così così. Dopo diecimila serie nordiche viste su Netflix non è più accettabili fare gialli nordici con attori americani o inglesi.
Mediaset Italia 2 alle 21 passa l’horror con mostri che ti mangiano uscendo da terra “Tremors” di Ron Underwood con Kevin Bacon, Fred Ward, Finn Carter, Michael Gross, Reba McEntire. Tv2000 alle 21, 10 passa il più ecumenico “L’ottava nota” di François Girard con Dustin Hoffman, Kathy Bates, Josh Lucas, Kevin McHale, Eddie Izzard, Debra Winger, col ragazzino orfano che finisce nel coro diretto da Dustin Hoffman in Texas.
Canale 20 alle 21, 10 propone “Star Trek Beyond” di Justin Lin con Chris Pine, Anton Yelchin, Zachary Quinto, Karl Urban, Zoë Saldana, John Cho. Vi passo la mia dotta scheda del tempo. Quando il terribile Krall mette piede nella USS Enterprises alla ricerca di una macchinetta di guerra aliena alla quale lo stesso capitan Kirk aveva dato poca importanza, Star Trek Beyond, tredicesimo film della saga a 50 anni dall’inizio della serie, diretto con mano veloce da Justin Lin, prende un po’ di corpo e si libera dalla sua principale ossessione.
Quella, cioè, di dover cercare di non tradire il suo essere Star Trek, coi suoi personaggi stereotipati e le loro uniformi, e quella di doversi comunque liberare da tutto lo startrekkume che si trascina dietro, fan compresi. Non è facile muoversi su questo terreno. Come non è facile muoversi con l’ombra dei veri Spock e Kirk sul collo.
Mettiamoci anche che durante la lavorazione è morto Leonard Nimoy, cioè il vero Spock, e così il giovane Spock, Zachary Quinto, mette in scena il rituale della perdita del padre per tutti fan. Allo stesso tempo è morto, in un incidente stradale, anche il giovane Anton Yelchin che interpreta Checkov junior. E infatti a lui e a Nimoy è dedicato il film.
Mettiamoci ancora che J.J.Abrams, regista del film precedente, il riuscitissimo Star Trek Into Darkness, è stato chiamato a dirigere il nuovo Star Wars. Quindi non avrebbe potuto dirigere questo film, che era già scritto dai suoi collaboratori, Roberto Orci, Patrick McKay e John D. Payne.
In un primo tempo, anzi, il film avrebbe dovuto dirigerlo Roberto Orci, ma la Paramount ha poi affidato a Justin Lin, il regista degli ultimi film della saga Fast & Furious la regia mentre la sceneggiatura era già stata passata nelle mani di Simon Pegg, che nel film interpreta Scotty, e di Doug Jung, che sembra non abbiano riprese granché dal trattamento di Orci, puntando sia a una ironia di fondo che a un senso dell’avventura diverso da quello del film precedente.
Questo Star Trek Beyond, insomma, è da considerare un progetto particolare dove si sommano una serie di problematiche e di incognite diverse che non rendono omogenea né la scrittura né la regia. La mano di Justin Lin, ad esempio, la ritroviamo solo nelle grandi scene d’azione, ma non nelle scene di dialogo tra i protagonisti, un po’ ferme per lui.
E l’ironia di Simon Pegg può trasparire solo a tratti nella grande macchina da filmone di fantascienza. Per fortuna, Krall, interpretato da un truccatissimo Idris Elba, è un grande cattivo, feroce quanto basta, e sarà lui a far precipitare la USS Enterprises in un pianeta poco ospitale dove Kirk e Spock avranno i loro problemi a combatterlo per salvare l’Unione. Mai visto un film anti-Brexit come questo…
Su Canale 27 alle 21, 10 trovate invece “Café Society”, una commedia di Woody Allen con Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Blake Lively, Steve Carell, Corey Stoll, Parker Posey. Il film parte benissimo, e in certi punti fa parecchio ridere, alla fine è caruccio, con una poetica e un respiro da raccontino già sentito. Insomma, non è né Blue Jasmine né un ritratto della Hollywood classica come “Ave, Cesare” dei Cohen.
Indeciso, come il suo protagonista, Bobby Dorfman, interpretato da Jesse Eisenberg come un giovane Woody Allen, tra New York e Los Angeles, il film si sposta da una città all’altra mentre regnano ovunque i meravigliosi anni trenta, quelli del jazz e dei gangster cresciuti nelle strade e quella dei divi e dei sogni di Hollywood. Tutto sotto il segno della frase “La vita è una commedia scritta da uno sceneggiatore sadico”.
Bobby, giovane ebreo del Bronx, viene mandato in cerca di fortuna a Los Angeles dallo zio Phil, un quasi irriconoscibile Steve Carell, potente agente di Hollywood. E’ proprio lo zio Phil, per cercare di farlo crescere, a metterlo nelle mani della sua bella segretaria Vonnie, una incantevole Kristen Stewart. Bobby si innamora subito di Vonnie, non sapendo che è l’amante dello zio, sposatissimo. Da parte sua Vonnie, dichiara di avere qualcuno, ma quando viene lasciata da Phil, promette a Bobby di sposarla e andare a vivere a New York con lui.
Non andrà così, perché Phil ci ripensa e le chiede anche lui di sposarlo. E lei lo sposerà, obbligando Bobby a tornare da solo a New York. Lì farà fortuna nel club del suo loschissimo fratello Ben, Corey Stoll, vitalissimo gangster che seguita a mettere i nemici dentro il cemento armato. Bobby si sposerà con la bella Veronica, una statuaria, bellissima, anche se un po’ inespressiva Blake Lively, avrà un figlio, ma poi un giorno tornerà Vonnie…
Si ride, diciamolo subito, perché la famiglia ebrea newyorkese di Bobby è fenomenale, perché il fratello gangster è uno spasso, perché la Hollywood degli anni ’30 di Woody Allen è piena di brio, ma quando la storiellina dell’amore contrastato prende corpo, ma il film perde consistenza e perde il fascino delle citazione del vecchio cinema di Adolphe Menjou e Barbara Stanwyck.
Rai Movie alle 21, 10 si dedica a “American Assassins” di Michael Cuesta, bravissimo regista pubblicitario, con Dylan O'Brien, Michael Keaton, Taylor Kitsch, Sanaa Lathan, Shiva Negar, David Suchet.
dustin hoffman vigilato speciale 5
Passiamo alla seconda serata con la replica del bellissimo "I ragazzi della 56° strada" di Francis Coppola con C. Thomas Hawell, Tom Cruise, Rob Lowe, Leif Garret, Diane Lane. Trovo bellissimo anche “Vigilato speciale” diretto da Ulu Grosbard, tratto dal romanzo di Edward Bunker “No Beast So Fierce”, campione della letteratura dei duri ex-galeotti, con Dustin Hoffman come Max Dembo, il protagonista, che si è fatto 6 anni di prigione, Theresa Russell, Harry Dean Stanton, Gary Busey, Kathy Bates, Rita Taggart.
Doveva essere un piccolo progetto di Dustin Hoffman attore e regista sua, scritto dallo stesso Bunker, ancora in prigione per rapina, assieme a Michael Mann. Dopo pochi giorni Hoffman però capì che la regia non era il lavoro suo. E chiamò a dirigere il film l’amico Ulu Grosbard (che aveva girato con lui il bellissimo “Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me?”), pensando di poterlo controllare. Seee…
dustin hoffman vigilato speciale 3
Grosbard, a sua volta, chiamò a riscrivere il film altri due sceneggiatori, Alvin Sargent, che andò a trovare in carcere Bunker, e Jeffrey Boam. Il lavoro di Mann non venne considerato, ma se ne servì lo stesso Mann per il personaggio di De Niro in “Heat”. Quentin Tarantino, che si era ispirato a Bunker e a questo film per “Le iene”, dove Bunker ha un ruolo, ci ritornò col personaggio di De Niro in “Jackie Brown”.
Hoffman cercò di supervisionare al lavoro di Grosbard un po’ pesantemente. Non solo l’amicizia si ruppe, ma alla fine Dustin Hoffman, che aveva chiesto il director’s cut, partì con una causa contro la Warner Bros che, a detta sua, gli aveva massacrato il film. Bunker compare come attore, è Mickey. Detto questo il film era piuttosto bello e andrebbe rivisto, anche perché, come dice Roger Ebert, "nessun film dove appaiano o Harry Dean Stanton o M. Emmet Walsh può essere sbagliato." E qui ci sono tutti e due.
Rai4 alle 23, 30 passa l’action cinese “Blind War” di Suiqiang Huo con Pingqing Chen, Dao Dao, Waise Lee, Vincent Matile, Andy On. Sembra una bomba. Iris alle 23, 40 propone l’action “Ballistic” diretto da Wych Kaosayananda con Antonio Banderas, Lucy Liu, Gregg Henry, Ray Park, Talisa Soto, Miguel Sandoval. Pare sia piuttosto buono il romantico “Giorni d’estate” di Jessica Swale con una pregevole Gemma Arterton, Gugu Mbatha-Raw, Penelope Wilton, Tom Courtenay, Bernardo Santos.
Torna, Cine 34 all’1, 05, “Femmina” di Giuseppe Ferlito con Monica Guerritore, Roberto Farnesi, Alberto Di Stasio, l’ultimo film erotico della Guerritore. Celebre la scena dove gira nuda per Roma coperta solo da un pelliccione sempre aperto.
La7 Cinema all’1, 25 passa il drammone storico, collaudato a teatro, “Un uomo per tutte le stagioni” diretto da Fred Zinneman, premiato con ben sei Oscar nel 1967, miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura, di Robert Bolt, migliori costumi, fotografia e miglior protagonista, a Paul Scofield come Thomas Moore, uomo di chiesa tutto d’un pezzo che si piegò ai voleri di Enrico VIII che, in fondo, voleva solo divorziare da Caterina d’Aragona e sposare Anna Bolena, Wendy Hiller, Leo McKern, Robert Shaw come Enrico VIII, Orson Welles come il cardinale Wolsey, Susannah York e Vanessa Redgrave come Anna Bolena.
Zinneman, anche produttore, volle come protagonista il poco noto attore teatrale inglese Paul Scofield, che aveva interpretato il testo di Robert Bolt a teatro con grande successo. Scofield, pensando che l’Oscar andasse a Richard Burton per “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, non andò alla cerimonia. Glielo mandarono per posta, ma la statuetta si ruppe nel viaggio. Quando si dice la sfiga. Dopo al cinema fece poco e niente. Il film costò poco, Solo Welles, Susannah York e Paul Scofield presero 10.000 dollari a testa, Robert Shaw 15.000.
Iris all’1, 35 propone “L’ultima tempesta” o “Prospero's Books” di Peter Greenaway con un meraviglioso John Gielgud vecchio e nudo che illumina ogni scena, Michael Clark, Erland Josephson, Michel Blanc, Isabelle Pasco, Tom Bell, Mark Rylance, Ute Lemper. Leggo che Sir John Gielgude aveva tentato di montare più volte “La tempesta” di Shakespeare al cinema.
Aveva contattato Orson Welles, Akira Kurosawa, Ingmar Bergman per la regia, e aveva pensato di offrire il ruolo di Calibano a Welles e Albert Finney. Era in preprazione la versione con Welles regista e Calibano, quando il disastro del “Falstaff” di Welles bloccò anche questo progetto. Alla fin e John Gielguld convinse Peter Greenaway. Carino, Rete 4 alle 2, 15, “Lola Colt” di Siro Marcellini con la mitica Lola Falana, Peter Martell alias Pietro Martellanza, German Cobas, Tom Felleghy.
L’idea era venuto a un giornalista, molto attivo in tv, Lamberto Antonelli. Quando lo intervistai in mensa alla Rai, non se ne ricordava molto bene. La Falana aveva fatto qualche carosello per le calze Omsa. Qui è Lola Gate, una cantante che arriva a Sant’Anna con tutto un gruppo di ballerine e si devono fermare perchè una delle ragazze è malata. Lì Lola scopre che il bandito El Diablo, cioè German Cobos, spadroneggia come vuole.
Con l’aiuto del giovane baldanzoso Red, cioè Peter Martell, faranno fuori il bandito. Piccolissima produzione della Cines Europa, che mette in piedi, contemporaneamente, Quinto: non ammazzare di Klimovsky con Steven Tedd e German Cobos. Ovviamente tutto il film è costruito sulle grazie di Lola Falana, che si esibisce fasciatissima in un completo di pelle nero.
Rete 4 alle 3, 35 passa un vecchio film di René Clair che sarebbe piaciuto ai nostri genitori, “Tutto l’oro del mondo” di René Clair con Bourvil, Alfred Adam, Philippe Noiret, Claude Rich, Colette Castel, Annie Fratellini. Iris alle 3, 45 propone “Somewhere” di Sofia Coppola con Stephen Dorff, Elle Fanning, Benicio Del Toro, Laura Chiatti, Michelle Monaghan, con il protagonista, attore di Hollywood, che bivacca a Hollywood come a Roma portandosi dietro la figlioletta, Elle Fanning, favolosa. Bella la ricostruzione dei Telegatti con V aleria Marini e Nino Frassica. Laura Chiatti ha una battuta.
Bellissimo “El Cid” diretto da Anthony Mann con Charlton Heston che sul set non la smetteva di rimpiangere William Wyler, Sophia Loren che ebbe il nome prima di Heston e la cosa non venne affatto gradita, Raf Vallone, Geneviève Page, Rai Movie alle 5. Chiudo con “L’alba” di Citto Maselli con Nastassja Kinski e Massimo Dapporto, Iris alle 5, 20. Terribile.
TRE MANIFESTI A EBBING
somewhere in queens
TRE MANIFESTI A EBBING
el cid
el cid
el cid 1
somewhere in queens
tutto l'oro del mondo 1
tutto l'oro del mondo 2
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ballistic
lola colt
lola colt
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ballistic
l'ottava nota 2
un uomo per tutte le stagioni
un uomo per tutte le stagioni
un uomo per tutte le stagioni
blind war
dustin hoffman vigilato speciale 1
dustin hoffman vigilato speciale 2
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i ragazzi della 56esima strada
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l'ottava nota 3
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TRE MANIFESTI A EBBING
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matt damon green zone
tremors
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il senso di Smilla per la neve
il senso di Smilla per la neve
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