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IL DIVANO DEI GIUSTI – E’ UNA BUONA SERATA PER VEDERE FILM SUL DIVANO DI CASA. POTETE SCEGLIERE TRA “THE OLD OAK” DI KEN LOACH, E IL BELLISSIMO, SCATENATISSIMO E STILOTISSIMO REVENGE MOVIE “MONKEY MAN” – TORNANO ANCHE “FUGA DA ALCATRAZ” E “KILL BILL VOL. 2” – NELLA NOTTE AVETE “LA SUPPLENTE”. A POCHI GIORNI DALLA PRIMA PROIEZIONE VIENE CENSURATO. LO PROCESSANO A FIRENZE. PER CARMEN VILLANI È L’APOTEOSI. MA DUE ANNI DOPO L’USCITA VIENE CONDANNATA A QUATTRO MESI (CON LA CONDIZIONALE) E A 40 MILA LIRE DI MULTA DALLA MAGISTRATURA FIORENTINA. IN UN’INTERVISTA LA STESSA CARMEN SPIEGA CHE “I MIEI FILM NON SONO SEXY. IL SESSO È PARTE INTEGRANTE DI UNA STORIA CHE APPARTIENE ALLA COMMEDIA BRILLANTE, ALLA COMMEDIA ALL’ITALIANA E DI COSTUME DEGLI ANNI ’60”…  - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

the old oak

E’ una buona serata per vedere film sul divano di casa, a meno che non siate davvero interessati al fracassone “Mortal Kombat II” o a qualche film italiano nuovo, ce ne sono almeno tre, “Illusione” di Francesca Archibugi con Jasmine Trinca, “Antartica – Quasi una fiaba” di Lucia Calamaro con Silvio orlando e Barbara Ronchi, “L’amore sta bene su tutto” di e con Giampaolo Morelli con Claudia Gerini che mena, Max Tortora che canta, Ilenia Pastorelli.

dev patel monkey man. 6

 

Buona serata dove potete scegliere tra una sorta di film testamento di Ken Loach e del suo sceneggiatore, Paul Laverty, “The Old Oak” con Dave Turner, Ebla Mari, Col Tait, Chrissie Robinson, Jen Patterson, Joe Armstrong, su Rai Tre alle 21, 20, tutto dedicato a un vecchio pub nel nord del paese con finale dove si piange, e il bellissimo “Monkey Man” di Dev Patel con Sharlto Copley, Dev Patel, Sobhita Dhulipala, Sikandar Kher, Brahim Chab, Canale 20 alle 21, 10, che molto mi piacque quando uscì.

 

dev patel monkey man. 5

Che bomba! E che botte!, scrissi. Per tutta la prima parte di questo scatenatissimo, stilosissimo “Monkey Man” diretto e interpretato da Dev Patel con una mano rotta negli scontri di taekwondo dove si mena proprio lui con la maschera da scimmia in onore di Hunaman, il dio-scimmia, assistiamo a un crescendo incredibile di ritmo e violenza tra “Kill Bill” e “John Wick 4”, ma decisamente più sentito, quasi mistico.

 

Perché Dev Patel, finissimo attore inglese di origini indiane, lo abbiamo visto in “The Millionaire”, “Sir Gawain e il Cavaliere Verde”, costruisce quello che di fatto è un puro revenge movie come un inno alla purezza del mito di Hanuman, che in Cina è noto come Sun Wukong o lo Scimmiotto. Il dio della giustizia e della forza.

 

dev patel monkey man. 4

 Anche se nella seconda parte, a parte il grande incontro con la comunità trans indiana, che ricuce e riprogetta il Monkey Man di Dev Patel per la lotta finale contro il potere corrotto del paese, ci sono parecchie ripetizioni un po’ inutili, è evidente quello che ha visto un genio del cinema di genere politico come Jordan Peele quando ha salvato il film di Dev Patel dal limbo di Netflix dove sarebbe facilmente morto in mezzo a tanti action-thriller indiani o simil indiani.

 

Peele, con la sua produzione, la Monkeypaw (non sarà un caso…) legata alla distribuzione della Universal, ha comprato il film, ha sostituito la musica di Volker Bertelman con quella scatenatissima di Jed Kurzel, ha probabilmente rimontato qualcosa, ha tolto una scena di stupro che lo avrebbe massacrato in sala con un divieto pesante, e ne ha fatto un prodotto alla John Wick, certo, ma dalla forte carica politica contro i poteri sovranisti indiani.

 

dev patel monkey man. 3

Il ragazzo senza nome di Dev Patel, che lotta sul ring con la maschera da scimmia e si fa massacrare per denaro per la gioia del pessimo Tiger, Sharito Copley, pensa solo a come vendicarsi dell’orrendo capo della polizia che ha stuprato e ucciso sua madre sotto i suoi occhi anni prima. Per farlo ha bisogno di entrare nel bordello di lusso dei miliardari e dei potenti del paese. Lì potrà avvicinarsi al mostro che ha ucciso la mamma e vendicarsi.

dev patel monkey man 3

Lo aiutano un buffo guappetto con una gamba sola, Alphonse, interpretato da Pitobash, una bella prostituta, Sobhita Dhulipala, e una clamorosa comunità di trans che ne fanno una macchina perfetta di calci e pugni.

 

Progetto a lungo ideato da Patel, che doveva giralo in India e ha poi dovuto farlo in indonesia per il Covid, girato con pochi mezzi, al punto che tante riprese sono fatte col telefonino, con infiniti incidenti sul set, dita e mano rotte dello stesso protagonista-regista, deve molto al salvataggio di Jordan Peele, che ne ha fatto qualcosa che ne rispetta profondamente il progetto artistico e mistico e solo togliendolo da Netflix lo ha salvato dalla salamoia dove sarebbe sembrato indistinguibile da tanti altri film di botte.

 

Per il resto, Cine 4 alle 21 ha sostituito le commedie sexy con Edwige col primo “Don Camillo” di Julien Duvivier con Gino Cervi, Fernandel, Leda Gloria, Franco Interlenghi, Vera Talchi, Sylvie. Tv2000 alle 21, 10 risponde con “Le lettere di Madre Teresa” diretto da William Riead con Juliet Stevenson, Rutger Hauer, Max Von Sydow, Priya Darshini, Kranti Redkar.

 

moll flanders

 Magari è meglio (ma ha critiche tremende, uffa…) l’horror sudafricano col gruppetto sull’isola deserta “The Breed – La razza del male” di Nicholas Mastandrea con Michelle Rodriguez, Eric Lively, Oliver Hudson, Taryn Manning, Hill Harper. La7 Cinema alle 21, 15 propone “Moll Flanders” diretto da Pen Densham, tratto dal celebre romanzo di Daniel De Foe con Robin Wright un po’ freddina come Moll Flanders,, Morgan Freeman come il suo servitore tuttofare, Stockard Channing, Brenda Fricker. Bruttino, ma nemmeno il vecchio “Moll Flanders” di Terence Young con Kim Novak e Richard Johnson era così bello.

 

La5 alle 21, 15 propone “Il mio grosso grasso matrimonio greco 3” diretto da Nia Vardalos con Nia Vardalos, John Corbett, Louis Mandylor, Elena Kampouris, Lainie Kazan, Andrea Martin. Bello, e lo sapete, “Fuga da Acatraz” di Don Siegel con Clint Eastwood, Patrick McGoohan, Robert Blossom, Jack Thibeau, Fred Ward, Paul Benjamin. Quinto e ultimo film che vede Clint lavorare per Don Siegel, il regista che assieme a Sergio Leone lo ha più ispirato.

clint eastwood fuga da alcatraz 1

 

La storia è quella verissima di Frank L, Morris, interpretato da Clint stesso, che, assieme ai fratelli Anglin, Fred Ward e Jack Thibeau, evasero magistralmente da Alcatraz il 12 giugno del 1962. Il film è la ricostruzione fedele, opera dello sceneggiatore Richard Tuggle, che poi dirigerà Clint in “Corda tesa”, della fuga girata proprio ad Alcatraz, che era stata chiusa neanche un anno dopo l’evasione.

uma thurman kill bill 2

Su Cielo alle 21, 20 ritorna “Kill Bill, vol. 2” di Quentin Tarantino con Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen, Sonny Chiba, Vivica A. Fox. Magari vi rivedete pure “The Amazing Spider-man” di Marc Webb con Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Martin Sheen, Sally Field, C. Thomas Howell. Erano carini allora Andrew Garfield e Emma Stone. Lei non era ancora la star impegnata da festival di oggi. Vediamo cosa ne scrissi allora. Ecco… Scordatevi lo sguardo triste di Tobey MacGuire, le atmosfere cupe di Sam Raimi, l'amore sofferente di Kirsten Dunst e perfino uno sceneggiatore di lusso come Michael Chabon.

 

the amazing spider man 5

 A cinquanta anni precisi dalla nascita fumettistica del supereroe ideato da Stan Lee, la nuova avventura dell'Uomo Ragno, "The Amazing Spider Man", girato da Marc Webb su un copione di James Vanderbilt, Alvin Sargent e Steve Kloves, azzera i tre film precedenti e ricomincia tutto da capo con un occhio alla nuova campagna presidenziale di Obama, il boom dei film giovanilistici al femminile come "Twilight", un nuovo logo acchiappone e perfino il nuovo orgoglio della classe operaia americana pronta a risorgere dalla grande crisi economica.  Saranno infatti loro, gli operai di New York, in un finale anti-Marchionne, a spianare il cammino a Spider Man nella sua lotta per la salvezza della città e per il recupero di un orgoglio cittadino.

 

the amazing spider man 2

Se il primo "Spider Man", si ritrovò a dover affrontare il disastro del dopo 11 settembre, visto che il film era stato girato nel 2010, in una New York dove Spider Man si muoveva proprio in mezzo alle Torri Gemelle, simbolo delle città, ma uscì nel 2012, cioè dopo l'attentato, il nuovo "Spider Man" prova a ri-raccontare le avventure di un Peter Parker del 2012, l'ottimo Andrew Garfield, che si muove in una New York distante dieci anni dall'11 settembre, non ancora uscita dalla crisi economica e pronta a affrontare il quarto e ultimo anno di Obama presidente.

 

the amazing spider man 3

Questo rende lo Spider Man di Garfield e Webb molto più realistico e vulnerabile di quello di MacGuire e Raimi, meno superoere insomma, ma anche più motivato e cosciente nella sua volontà di rivincita sul mondo. E, soprattutto, meno solo e disperato dello Spider Man del secondo episodio, cioé quello scritto da Michael Chabon

 

. Al punto che ha una forte e seria storia d'amore con Gwen Stacy, personaggio già visto nel terzo episodio e là interpretato da Bryce Dallas Howard, mentre qui è la più volitiva Emma Stone, vera eroina e coprotagonista del film. E al punto che proprio la città e la sua classe operaia, malgrado le tante sofferenze, gli verranno in aiuto nella guerra contro il lucertolone Lizard che progetta di fare esplodere tutta New York.

 

the amazing spider man 4

Rimane l'ombra del quarto episodio della serie, che proprio Raimi doveva girare con Bryce Dallas Howard come Gwen e Dylan Baker come Lizard/ Curt Connors. L'idea di Raimi era quella di metterci in mezzo anche altri cattivi, come John Malkovich e Anne Hathaway, che finirà poi nel nuovo "The Dark Knight". Proprio per gli attriti tra produzione e regia per la costruzione del copione, e forse anche per il desiderio della Marvel di rinnovare personaggi e pubblico, si è arrivati a questa nuova soluzione.

the amazing spider man 1

 Il reboot, appunto, un nuovo inizio della saga, affidata al giovane Marc Webb, che aveva girato il giovanilistico "(500) giorni insieme", e in gran parte ricostruito su brandelli della sceneggiatura del quarto episodio mischiati con una rilettura del primo "Spider Man". Stan Lee benedice il tutto con un buffo cammeo come già fece nel primo "Spider Man".

 

Webb, grazie anche alla coppia di protagonisti, Andrew Garfield e Emma Stone, gia' supestar mondiali, punta molto sulla costruzione dei due personaggi e sulla loro storia d'amore, intessendola con la lenta trasformazione di Peter Parker in Spider Man. Non ci sono i tanti nuovi cattivi desiderati da Raimi, ma il solo Dottor Connors, interpretato dal notevole attore gallese Rhys Ifans, che diventerà con una mutazione da laboratorio il lucertolone Lizard.

the november man

 

Passiamo alla seconda serata con un grande cappa e spada a colori del tempo, “Il tulipano nero” diretto da Christian-Jaque con Alain Delon, Virna Lisi, Dawn Addams, Akim Tamiroff, Francis Blanche, José Jospe, Canale 27 alle 22, 50. Tv8 alle 23, lancia il thriller “The November Man” di Roger Donaldson con Pierce Brosnan, Luke Bracey, Olga Kurylenko, Will Patton, Caterina Scorsone.

 

the dead dont die apre cannes 2019

Rai4 alle 23, 05 propone un altro thriller sulla narcotica di Toulouse, “Overdose” di Olivier Marchal con Sofia Essaïdi, Assaad Bouab, Alberto Ammann, Nicolas Cazalé, Nassim Lyes, Naima Rodric. Mediaset Italia 2 alle 23, 05 ripropone gli zombacci divertenti di Jim Jarmusch in “I morti non muoiono” con Adam Driver, Chloë Sevigny, Bill Murray, Tilda Swinton, Selena Gomez, Steve Buscemi.

 

La7 Cinema alle 23, 25 passa il kolossal mongolo/russo/kazako dedicato a Gengis Khan, “Mongol” diretto vent’anni fa da Sergei Bodrov con Tadanobu Asano, Khulan Chuluun, Sung Hong Lei. Italia 1 alle 0, 15 passa il fantascientifico coreano “The Clone – La chiave per l’immortalità” di Yong-Joo Lee con Park Bo-gum, Gong Yoo, Jang Young-Nam, Woo-jin Jo, Daniel Joey Albright, Andreas Fronk.

casey affleck every breathe you take

 

Tv8 alle 0, 55 segnala il thriller con psichiatra che mette in pericolo tutta la famiglia “Every Breath You Take”, diretto da Vaughn Stein con Casey Affleck, Michelle Monaghan, Sam Claflin, , Emily Alyn Lind, India Eisley. Critiche pessime. Cine 34 all’1, 05 propone la commedia sexy “La supplente” di Guido Leoni con Carmen Villani, Dayle Haddon, Eligio Zamara, Gisela Hahn. Era passato in censura nel 1975, ma a pochi giorni dalla prima proiezione viene censurato. Lo processano a Firenze.

 

carmen villani la supplente

Ne esce solo nel febbraio del 1976, ma il film incassa 1 miliardo 676 mila lire. Più di “La divina creatura”, “La liceale”, “La moglie vergine”. Per Carmen è l’apoteosi. Ma due anni dopo l’uscita viene condannata a quattro mesi (con la condizionale) e a 40 mila lire di multa dalla magistratura fiorentina (“Il Messaggero”, 13 maggio 1977).

 

 In un’intervista (Il Messaggero”, 22 ottobre 1975) la stessa Carmen spiega che “i miei film non sono sexy. Il sesso è parte integrante di una storia che appartiene alla commedia brillante, alla commedia all’italiana e di costume degli anni ’60”. Rai 1 all’1, 15 propone il bellissimo “Il vento e il leone”, film-manifesto del cinema storico-avventuroso grintoso di John Milius con un grande Sean Connery, Candice Bergen, Brian Keith, John Huston, Geoffrey Lewis.

le streghe di eastwick 1

Su Cielo all’1, 25 occhio al notevole “‘71” di Yann Demange con Jack O'Connell, Paul Anderson, Richard Dormer, Sean Harris, Charlie Murphy, dove un soldato inglese rimane isolato negli scontri di Belfast e cerca di ritornare alla sua base con mille difficoltà. Su Iris alle 2, 10 avete “Le streghe di Eastwick” diretto da George Miller, tratto da un romanzo di John Updike con Jack Nicholson nei panni del diavolo che si insinua tra le tre streghe Michelle Pfeiffer, Cher e Susan Sarandon. La produzione, cioè Jon Peters, cercò in tutti i modi di eliminare George Miller e di rendergli la vita difficile, ma il regista aveva Jack Nicholson dalla sua parte.

 

miliardi

Rai 2 alle 2, 45 propone l’opera prima del padovano Carlo Mazzacurati, prodotta da Nanni Moretti, “Notte italiana” con Marco Messeri, Tino Carraro, Mario Adorf, Giulia Boschi, Roberto Citran. Fu un esordio importante con un padrino importante. La cinefilia padovana del tempo aveva un ruolo nel panorama italiano. Mazzacurati era molto amico del padrino dei cinefili di allora, l’ingegner Piero Tortolina, collezionatista di film prima dell’arrivo di cassette e blue ray.

 

Cine 34 alle 2, 50 passa “Miliardi”, thriller di Carlo Vanzina con Carol Alt, Lauren Hutton, Billy Zane, Jean Sorel, Alexandra Paul. Andrebbe rivisto. Come va rivisto “Massacro al Grande Canyon” diretto da Stanley Corbett alias Sergio Corbucci e Albert Band alias Alfredo Antonini, con James Mitchum, Milla Sannoner, George Ardisson, Burt Nelson, Giacomo Rossi Stuart. Primo spaghetti western interamente italiano.

james mitchum massacro al grande canyon

 

Come visto di censura (n. 3118) precede anche Jim il primo di Bergonzelli (n. 3247) e Per un pugno di dollari di Leone (n. 3252). È anche il primo western girato da Corbucci, anche se, in questo caso, si ritrova a mettere a posto un film non iniziato da lui. Aveva proposto a Turi Vasile della Ultra Film il suo primo vero western, “Minnesota Clay”, da girare in Spagna, quando lo stesso Vasile lo manda in Jugoslavia a rimettere a posto questo film. “Lo aveva iniziato Albert Band, un italoamericano che parlava bene anche l’italiano”, raccontava Turi Vasile, “ma dopo le prime settimane mi accorsi che era incapace di girare un film.

 

massacro al grande canyon

Così chiamammo Franco Giraldi come aiuto regista, che a sua volta portò Sergio Corbucci, che poi finirà il film. Lo girammo in un villaggio western in Jugoslavia che usavano i tedeschi per i loro primi western.” Più o meno è la storia che raccontava anche Corbucci: “Mi recai in Jugoslavia dove una troupe americana finanziata in parte da capitali italiani, si era trovata negli impicci perché il regista, un americano intellettuale e mezzo pazzo, non ci capiva più niente. Ultimai quel film, mi divertii come un pazzo a fare muovere i cavalli, gli indiani, le pistole, e mi convinsi sempre di più che quella del western era una strada buona”.

 

massacro al grande canyon

Sono quindi le prove generali per lo spaghetti corbucciano, anche se sui titoli di testa si legge che è “un film di Albert Band”, cioè l’italo americano Alfredo Antonini che aveva fatto l’aiuto in America a John Huston, aveva girato un suo western nel 1956 e aveva poi deciso di portare il western in Europa. Il primo film che aveva prodotto era stato Duello nel Texas nel 1963. Anche Giorgio Ardisson lo ricorda come il primo western italiano, girato a Batia San Salvatore. “Il peccato fu che non venne bene al montaggio.

massacro al grande canyon

C’erano degli errori, ad esempio si vedevano i buoni che si sparavano tra loro invece che sui cattivi. Se fosse riuscito meglio sarebbe stato un grosso successo, perché era il primo western girato in Italia”. Vasile ricordava che James Mitchum lo portò Albert Band. E gli fece fare anche Gli uomini dal passo pesante, che venne girato nel nuovo villaggio western della Elios nell’estate del 1963. Ardisson ricorda che James Mitchum era un attore discreto, somigliava molto al padre, ma per il produttore non funzionava, lo considerava un po’ legnoso.

 

massacro al grande canyon

“Io facevo il cattivo, avevamo girato già varie scene, quando il produttore mi chiese se ero pronto a sostituirlo come protagonista. Significava che avremmo dovuto rigirare molte scene da capo. Ma è veramente brutto sostituire un altro attore e dissi che avrei preferito di no. Scelsero di andare avanti e ne fui contento”. Ma ci sono altri attori americani, come Eduardo Cianelli, che fa il padre di Ardisson. E Burt Nelson, attivo sia nel cinema che nei telefilm. È stato lui a portare al cinema Reg Park. Questo è il suo unico spaghetti.

 

LA TORRE DEL PIACERE 2

Rete 4 alle 4, 25 passa un bel film di Claude Autant Lara, “La traversata di Parigi” con tre star del cinema francese, Jean Gabin, Bourvil e Louis de Funès. Chiudo con due film ormai lontani, “Nel blu dipinto di blu - Volare”, quasi musicarello diretto da Piero Tellini, sceneggiato da Ettore Scola e Cesare Zavattini con Domenico Modugno, Giovanna Ralli, Vittorio De Sica, Ida Galli, Franco Migliacci l’autore di Volare, Riccardo Garrone, Carlo Taranto, Gino Buzzanca, Rai Movie alle 5, e “La torre del piacere” di Abel Gance con Pierre Brasseur, Silvana Pampanini, Paul Guers, Michel Bouquet, Iris alle 5, 40.

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