il divano dei giusti

IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA? BEH, SE VOLETE ANDARE SUL SICURO AVETE SU RAITRE “PER QUALCHE DOLLARO IN PIÙ”, IL SECONDO WESTERN DI SERGIO LEONE CON CLINT EASTWOOD. ANCHE PIÙ BELLO DEL PRIMO – SE VOLETE SPINGERVI PIÙ IN LÀ SU MEDIASET ITALIA 2 AVETE UN GRANDE THRILLER DI LUCIO FULCI, “SETTE NOTE IN NERO”. TARANTINO VOLEVA FARNE UN REMAKE CON BRIDGET FONDA. PECCATO CHE NON LO ABBIA FATTO – RAI4 PASSA IL FILM PIÙ STRACULT DELLA SERATA, “LA BELVA” CON UN FABRIZIO GIFUNI BARBUTISSIMO MA RASATO A ZERO CHE FA IL REDUCE DI MILLE GUERRE CON QUALCHE PROBLEMA DI CAPOCCIA CHE CURA CON PILLOLE SU PILLOLE – IRIS ALLE 23,15 PASSA IL THRILLER EROTICO “SEDUZIONE PERICOLOSA” CON AL PACINO… – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

per qualche dollaro in piu

Che vediamo stasera? Beh, se volete andare sul sicuro avete “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone con Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Gian Maria Volonté, Klaus Kinski, Mario Brega, Rai Tre alle 21,35. Il secondo western di Sergio Leone con Clint Eastwood. Anche più bello del primo. O, almeno così ci sembrò allora, di fronte allo schermo gigante coi faccioni dei nostri eroi.

 

Se li rivediamo oggi, forse si può ancora preferire Per un pugno di dollari, il film, come diceva Mario Brega, fatto con la fame. Ovviamente non ci sono più Papi e Colombo, i due produttori di Per un pugno di dollari, con i quali Leone sta in causa. I due sostengono che il personaggio dello Straniero senza nome è roba loro, viene dal primo film.

 

Leone risponde legandosi a Alberto Grimaldi e alla PEA e mette in piedi questo western per fare un dispetto ai suoi due precedenti produttori, come ha raccontato più volte. Grimaldi si è fatto un nome coi primi piccoli western diretti da Marchent e da Zeglio, ma è pronto a fare un grosso salto di qualità.

 

jesus guzman in per qualche dollaro in piu

“Contattai Sergio Leone appena vidi Per un pugno di dollari.”, ricorda Grimaldi in “Capitani coraggiosi – Produttori italiani 1945-1975”, “Quando ci incontrammo, scoprii che Sergio mi aveva già cercato; voleva che io producessi il primo film della trilogia. Senonché, invece di chiamarmi direttamente, aveva avvicinato Albabiso. Salvatore odiava Sergio e non mi disse nulla.” Crederci del tutto? Mah... a quel tempo non è che Leone fosse molto ben visto dai produttori italiani. Come coproduttori rimangono i tedeschi della Costantin Film (certo, con tutto quello che avevano guadagnato...) ma non c’è un terzo socio spagnolo.

 

clint eastwood per qualche dollaro in piu'

In un primo tempo, ricorda Alvaro Mancori, direttore degli studi della Elios, venne da lui Salvatore Alabiso, socio di Grimaldi a proporgli di girare il film nei suoi studi e di entrare in società con loro con una percentuale.

 

“Avevano perso la coproduzione con la Spagna e io accettai di entrare al 15%. Poi facemmo un preventivo abbastanza ridicolo sui costi di lavorazione. Ma non mi dettero nemmeno quelli. Poi rientrò un coproduttore spagnolo e la cosa finì lì”. Entra infatti Arturo Gonzales dalla Spagna e la ricerca di coproduttori si ferma. Anche perché, oltre agli spagnoli, entrano pesantemente gli americani. “La PEA”, dice Grimaldi, “partecipava per il 60 per cento del budget.

 

Ognuna delle tre società possedeva i diritti di distribuzione sul proprio territorio e una percentuale sullo sfruttamento della pellicola nel resto del mondo. Per quell’occasione la United Artists mi diede un anticipo sulla distribuzione.”

 

lee van cleef klaus kinski per qualche dollaro in piu'

La United Artists, società che deve distribuire il film in tutto il mondo, già in data 5 marzo 1966, secondo “Il Giornale dello Spettacolo”, ha portato 900.000 dollari veri al film. La fame, insomma, è finita, almeno per Leone. Ma è anche il film dove viene riscoperto un caratterista di tanti piccoli e grandi western, Lee Van Cleef, che Leone va a pizzicare in America. Lo trova a pezzi, senza soldi e malconcio. Non gli piace neanche tante, “Fa un po’ barbiere romano”, dirà. Ne farà il colonnello Mortimer. E per Lee Van Cleef fu la salvezza di una carriera e di una vita.

 

 

sette note in nero

Ma se volete spingervi più in là avete un grande thriller di Lucio Fulci, “Sette note in nero”, firmato da Dardano Sacchetti e Roberto Gianviti, ma tratto da un romanzo giallo di Vieri Razzini, del quale, in realtà rimane ben poco, con Jennifer O’Neil, Marc Porel, Jenny Tamburi, Gabriele Ferzetti, Mediaset Italia 2 alle 20,55. Tarantino voleva farne un remake con Bridget Fonda. Peccato che non lo abbia fatto.

 

Rai Storia alle 21,10 passa una bella rarità, “Giovani mariti” diretto da Mauro Bolognini con Isabelle Corey, Antonio Cifariello, Franco Interlenghi, Raf Mattioli, Gérard Blain, Bernadette Lafont, Annamaria Guarneri, scritto da Pasquale Festa Campanile e Pier Paolo Pasolini. Storia di cinque giovani che cambiano una volta sposati. Più serie di quel che pensiate. Vinse il premio per la migliore sceneggiatura a Cannes.

 

 

jennifer o'neill e gianni garko sette note in nero

Tv2000 alle 21,10 propone “La strada per il Paradiso”, opera prima di Mary Agnes Donoghue con Melanie Griffith, Don Johnson, Elijah Wood, Thora Birch, con una giovane coppia alle prese con un terribile lutto che cerca di riprendere interesse alla vita. Canale 20 alle 21, 10 propone l’action “Smokin' Aces” di Joe Carnahan con Jeremy Piven, Ben Affleck, Andy Garcia, Ray Liotta, Alicia Keys.

 

 

sette note in nero 1

 

La7 Cinema alle 21,15 passa uno dei migliori film di Guillermo Del Toro, “La forma dell’acqua” con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Octavia Spencer, Michael Stuhlbarg, favola politica e storia d’amour fou tra una ragazza muta e una sorta di mostro della laguna nera. Vinse quattro Oscar, miglior film, regia, musica e scenografia.

 

Vinse anche il leone d’Oro e piacque molto ai critici più romantici. Anche perché di storia d’amore, seppur bizzarra e bagnata, si tratta. Tutto si svolge durante gli anni della Guerra Fredda, primissimi anni ’60. Elisa Esposito, una strepitosa Sally Hawkins, orfanella di origine italiane dimessa e bruttina, ma soprattutto muta, vive in un appartamentino sopra al cinema Orpheum, dove si proiettano assieme peplum, come The Story of Ruth, e simpatici horror, come Mardi Gras.

jennifer o'neill sette note in nero

 

Accanto a lei abita un cartellonista sfigato, Giles, interpretato da Richard Jenkins, fissato per Audrey Hepburn, i film del passato e innamorato con poche speranze di un giovane barista. Elisa lavora come donna delle pulizie, in coppia con una debordante Zelda di Octavia Spencer, in un segretissimo laboratorio dell'aeronautica, dove si sta studiando un essere misterioso catturato in Sudamerica.

 

La Cosa, cioè l’uomo pesce, interpretato da Doug Jones, è sorvegliato da Strickland, un cattivissimo poliziotto violento e razzista, il grande Michael Shannon, e studiato dal dottor Hoffmeister, Michael Stuhlbarg, ormai immancabile in ogni film, che è in realtà un doppiogiochista russo, diviso tra l'amore per la scienza e il partito.

 

Tra Elisa e l'uomo pesce nasce subito l'amore, contrastato ovviamente dalla guerra tra americani e russi, dalla violenza del momento, ben espressa dal torvo Strickland. A un certo punto, ovviamente, tutti vorranno eliminare il diverso, il mostro. Tutti meno i nostri eroi. Quando in un film metti assieme una creatura mostruosa e una donna, si sa più o meno come vanno a finire le cose.

 

la forma dell'acqua

Canale 27 alle 21,15 propone una bella versione anni’80 di Tarzan, cioè “Greystoke – La leggenda di Tarzan, il signore delle scimmie” diretto da Hugh Hudson con il francese Christopher Lambert, Andie MacDowell al suo esordio (venne doppiata in inglese da Glenn Close perché il suo accento americano del sud era improponibile), Ralph Richardson, che morì sei mesi prima che il film uscisse e a lui il film è dedicato, Ian Holm, James Fox.

 

Le scimmie, che sono degli artisti da circo con tute da scimmie, vennero coreografate da Peter Elliott, il più famoso uomo-gorilla del mondo (quello del Crodino…), e ideate, come tute, da Rick Baker. Il montaggio di Hugh Hudson, tre ore, era troppo lungo. Robert Towne, che aveva scritto un copione di 240 pagine, si sentì tradito dal regista e firmò col nome del suo cane. Solo che la sceneggiatura venne candidata all’Oscar…

 

 

la forma dell'acqua 2

Iris alle 21,15 propone il thriller “Paura” di James Foley con Mark Wahlberg, Reese Witherspoon, William Petersen. Mi sa che non è male. La7 alle 21,15 passa “A 007. Dalla Russia con amore” di Terence Young con Sean Connery, Daniela Bianchi, Pedro Armendariz, Robert Shaw, Lotte Lenya, Bernard Lee, Martin Beswick, Vladek Sheybal, il secondo film di James Bond e, per molti, compreso Sean Connery, ma compresi anche Timothy Dalton e Daniel Craig, il migliore in assoluto.

 

la forma dell'acqua 1

Grazie anche all’incredibile scena in treno con il killer Robert Shaw che vuole uccidere Bond (ci vollero tre settimane per girarla), a Lotte Lenya, la moglie di Bertold Brecht, che ha una lama letale nella punta della scarpa, all’eleganza di Daniela Bianchi. Indossa otto completi di Saville Row da 2.000 dollari l’uno.

 

Questo fu il film che lo lanciò definitivamente. La scena d’amore tra Bond e Tatiana Romanova, la Bianchi allora ventunenne, causarono qualche problema di censura.

 

christopher lambert greystoke – la leggenda di tarzan, il signore delle scimmie

Cine 34 alle 21,15 passa una commedia sexy a episodi che fu un successo clamoroso, “Sessomatto” di Dino Risi con Giancarlo Giannini, Laura Antonelli, Paola Borboni, Alberto Lionello, Duilio Del Prete.

 

Antonelli e Giannini sono favolosi, da subito, sia nell’episodio del cameriere terrone innamorato della bella e fredda padrona che parla francese, sia in quello della famiglia di poveri orrendi che si menano e scopano, con lei che si lancia in battute del tipo “Stai a cacà, amore mio?” o “Però so’ contenta, perché l’omo è omo, ha da menà”. Anche se è poco più di una barzelletta, è grande anche l’episodio del donatore di sperma italiano all’estero che si eccita pensando alla bella suora che losegue in ospedale. E Laura Antonelli trionfa nuda sotto i veli.

 

 

andie macdowell christopher lambert greystoke – la leggenda di tarzan, il signore delle scimmie 2

Rai Due alle 21,20 propone il thriller erotico del tutto sconosciuto “Amore crudele” di tal Nick Lyon con Christian Oliver, Elisabeth Harnois, Bai Ling.

 

Rai4 alle 21,20 passa il film più stracult della serata, “La belva” diretto da Ludovico Di Martino, classe 1992, diplomato al CSC, già regista della serie “Skam”, prodotto da Matteo Rovere e da Warner Bros, uscito solo su Netflix, con un Fabrizio Gifuni barbutissimo ma rasato a zero che fa il reduce di mille guerre con qualche problema di capoccia che cura con pillole su pillole.

 

Tornato a pezzi dal Medio Oriente, dove non ha vissuto bene il disastro di una sua missione, il capitano Leonardo Riva, appunto Gifuni, separato dalla moglie, vive per i figli, quando non si capisce bene chi, gli rapisce la figlioletta boccoluta. E lui parte alla sua ricerca carico di rodimento alla Liam Neeson. Bang! Bang! Si prenderà un coltello in pancia, qualche colpetto qua e là, ma è un eroe di guerra e nulla lo fermerà.

 

Sessomatto

Dietro di lui c’è il vice questore aggiunto Lino Musella, coi baffi alla Eduardo, un figlio più grande senza espressione, la moglie sofferente. Tremendissimo, anche perché lo spettatore capisce subito cosa accadrà nella scena successiva, ma di questi tempi si vede e si digerisce in fretta. Andò benissimo su Netflix. E Gifuni ha le carte in regola per diventare il nostro eroe cazzuto seriale, basta con ruoli altoborghesi da industriale, avvocato, medico, Aldo Moro, Enzo Tortora con o senza pappagallo.

 

Sessomatto

Cielo alle 21,20 passa un vecchio catastrofico molto divertente, “Vulcano – Los Angeles 1997” di Mick Jackson con Tommy Lee Jones, Anne Heche, Don Cheadle, Keith David. E andate sul sicuro con “Ritorno al futuro” di Robert Zemeckis con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Crispin Glover, Italia 1 alle 21,25.

 

Passiamo alla seconda serata con un altro film di Lucio Fulci su Mediaset Italia 2 alle 23, “Il fantasma di Sodoma” con Robert Egon, Luciana Ottaviani, Teresa Razzanti, Alan Johnson, Al Cliver. Considerata da tutti i fan di Fulci il suo film peggiore. Da vedere, quindi…

 

 

Sessomatto

Rai4 alle 23 passa un altro action all’italiana, “Il mio nome è vendetta” diretto dal Cosimo Gomez dell’interessante e stiloso “Brutti e cattivi” e interpretato da Alessandro Gassman in versione Liam Neeson con tanto di figlioletta in pericolo, Ginevra Francesconi, che deve vendicarsi della morte della moglie, la bella Sinja Dieks, e sterminare la banda di calabresi comandata da Remo Girone (“capiscisti”).

 

Assolutamente nulla di nuovo. Gomez perde ogni voglia di stravaganza visiva, il suo primo film finì a Venezia, ma non venne accolto bene, ahimè, e prova a fare un puro film di genere per Netflix. L’algoritmo regna. Gassman è un killer calabrese di un’altra famiglia che si è ritirato con una nuova identità nelle montagne di qualche film commission e vive tranquillo tagliando la legna.

 

fabrizio gifuni la belva

Quando la figlia gli scatta una fotografia affettuosa e la pubblica su qualche social, Don Angelo, che deve vendicare la morte di un figlio ucciso proprio da Gassman, ne ordina la morte immediata. Muoiono però la moglie e il fratello della moglie, simile a Gassman, mentre lui e la figlioletta riescono a scappare. Lì parte il dramma del padre, che deve chiarire chi è alla figlia e deve ovviamente uccidere tutti i nemici. Bang! Bang! Comunque si vede.

 

Su Rai Movie alle 23,10 è l’ora di “Biancaneve” in versione live action, diretta dal curioso Tarsem Singh con Julia Roberts come regina cattiva, Lily Collins come Biancaneve, Armie Hammer, Nathan Lane, Mare Winningham, Michael Lerner.

 

fabrizio gifuni la belva

Iris alle 23, 15 passa il thriller erotico “Seduzione pericolosa” diretto da Harold Becker, scritto da Richard Price con Al Pacino, Ellen Barkin, John Goodman, Michael Rooker. Un serial killer, probabilmente una donna, ha ucciso tre uomini che vengono trovati nudi con un colpo di pistola nella capoccia. Evidentemente sono stati adescati.

 

Al Pacino, in versione poliziotto, indaga e si trova di fronte quella che potrebbe essere la killer. Ma fra i due scatta una strana attrazione…

 

 

MANEATER

Cielo alle 23, 20 propone lo squalo assassino di “Maneater” di Justin Lee con Nicky Whelan, Trace Adkins, Shane West, Jeff Fahey, Deena Bacon, Randall J. Bacon. Tv2000 alle 23, 25 passa il kolossal prodotto da Samuel Bronston e girato in Spagna “55 giorni a Pechino” di Nicholas Ray con Charlton Heston, Ava Gardner, David Niven, Flora Robson, John Ireland, Harry Andrews. Charlton Heston, il protagonista, in una vecchia intervista rilasciata a “Positif” lo distrugge. “Un grosso budget è una condizione sine qua non, ma non era una garanzia di successo.

 

MANEATER

C’era da fare un grande film sulla rivolta dei Boxer, ma non lo abbiamo centrato. Il film era mal preparato, la sceneggiatura mediocre, la distribuzione dei ruoli incoerente, e non era neanche la storia dei Boxer! Bronston avrebbe fatto meglio a occuparsi di più della sceneggiatura. Il suo impero finanziario era all’apogeo.

 

Dopo il trionfo di El Cid sembrava infallibile. Avevano due scenografi eccezionali, Veniero Colasanti e John Moore. Che avevano ricostruito tutta Pechino nei dintorni di Madrid. Una buona parte del décor rimase inutilizzata. Un giorno Orson Welles venne a dirmi ‘Se solamente Bronston mi desse 500.000 dollari e un pezzo di décor, gli farei nel frattempo un piccolo thriller che gli risarcirebbe una parte delle spese.’ Ma non andò.

 

david niven e charlton heston 55 giorni a pechino

Per Ray fu una tragedia. Come sapete ebbe una crisi cardiaca durante la lavorazione, Ava Gardner non fu forse estranea alla cosa, perché gli fece passare quello che più tardi Elizabeth Taylor fece passare a Mankiewicz per Cleopatra. Ray ha girato solo i due terzi del film. Eravamo molto in ritardo. Restavano due o tre grandi scene di dialoghi.

 

E’ Guy Green che le ha realizzate.” Ne parlava male anche Nick Ray, “Ho fatto lo sbaglio tipico del giornalista che dice alla moglie, ‘Cara, ho appena avuto un’offerta da un’agenzia pubblicitaria per diventare il loro capo sceneggiatore. Mi daranno 200.000 dollari all’anno, e questo mi darà l’opportunità di andare nel Connecticut a scrivere il Grande Romanzo Americano. Il film mi dava molto più di 200.000 dollari e pensai: D’accordo, per l’ultima volta rompo il giuramento fatto a me stesso di non fare mai ciò che non voglio fare”.

 

charlton heston 55 giorni a pechino

Durante la lavorazione Ray ebbe una violenta discussione con il produttore che portò, assieme alle follie sul set di Ava Gardner, al suo mezzo infarto. Se Ava Gardner non la smetteva di bere, Ray non la smetteva di giocare a carte e perdere sul set. Un disastro. Alla fine si fece morire prima del previsto il personaggio della Gardner per liberarsene per sempre dal set. Aldo Tonti, il direttore della fotografia, quando vide le scenografie già costruite, disse che non si potevano usare perché non erano state pensate per le riprese.

 

Venne sostituito da Jack Hildyard a pochi giorni dall’inizio delle riprese, Il disastro di questo film, completato da Green e da Andrew Marton, assieme a quello di “La caduta dell’impero romano” distrussero le produzioni di Samuel Bronston. Non esiste una copia buona su disco. Meglio farsi una copia stasera.

 

La7 Cinema alle 23,30 passa un fantascientifico con punte erotiche, “Specie mortale” diretto da Roger Donaldson con Ben Kingsley, Forest Whitaker, Natasha Henstridge, Michael Madsen, Alfred Molina.

 

 

charlton heston, ava gardner e david niven in 55 giorni a pechino

La 7 alle 23,30 passa il bel thriller spionistico “Gorky Park” di Michael Apted scritto benissimo da Dennis Potter, tratto da un romanzone di Martin Cruz Smith, con William Hurt, Lee Marvin, Joanna Pacula, Brian Dennehy, Ian Bannen, Michael Elphick. Funziona ancora benissimo e Lee Marvin è sempre una grande presenza, anche se quando arrivò sul set venne subito trasportato in ospedale a Helsinki perché alcolizzato e non in grado di recitare nulla.

 

Il produttore, Howard W. Koch, cercò di convincere i russi a girarlo a Mosca, nel vero Gorky Park. "Continuavano a dirci 'Non c'è criminalità né corruzione a Mosca”, ricordava Koch. La giovane attrice polacca Joanna Pacula venne suggerita a Koch da Roman Polanski. Al tempo era la sua fidanzata. Il film venne offerto a molti registi, da John Schlesinger a Lindsay Anderson.

 

ava gardner charlton heston 55 giorni a pechino

Cine 34 alle 23,35 propone un altro film stracultissimo come “Cattive inclinazioni”, thriller alla Argento diretto dal Pierfrancesco Campanella già responsabile di due capolavori come “Strepitosamente... flop” e “Bugie rosse”, con un cast da urlo, Eva Robin's, Mirca Viola, Elisabetta Cavallotti, Franco Nero, Florinda Bolkan, Elisabetta Rocchetti, Gianna Paola Scaffidi, Franco Nero, Florinda Bolkan, Alfiero Toppetti.  Sembra che sia terribile, ma assolutamente da vedere.

 

Col caldo i film di mezzanotte sono più popolari. Penso a “Mister Felicità” di Alessandro Siani con Alessandro Siani, Diego Abatantuono, Carla Signoris, Elena Cucci, Cristiana Dell'Anna, Rai 1 a mezzanotte. O lo sfortunato “Adagio” di Stefano Sollima con Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, Adriano Giannini, Valerio Mastandrea, Rai4 alle 0,35.

 

GORKY PARK

Vediamo cosa ne scrissi quando uscì. “La verità è come la coca, non c’è pura”. Sì, valla a trovare la verità in questo film di carabinieri infami, vecchi arnesi della Banda della Magliana che hanno ancora un codice morale e pischelli che si muovono senza pensare troppo alle conseguenze.

 

Vedetela un po’ come volete, ma questo “Adagio”, grande ritorno di Stefano Sollima al genere più amato dei nostri anni ’70, il poliziesco romano, con tanto di omaggio al padre Sergio con lo stesso lettering dei suoi vecchi film, con un plot alla “Milano calibro 9” di Fernando Di Leo, con una Roma inedita tutta costruita sopra e sotto la sopraelevata fantozziana tra San Lorenzo e Pigneto, con le sue precise citazioni del Califfo,

 

valerio mastandrea adriano giannini in adagio

con un cast di attori favolosi e tutti in parte, dai carabinieri infami di Adriano Giannini, Francesco Di Leva e Lorenzo Adorni ai tre vecchi arnesi della Banda, Toni Servillo alias Daytona, Valerio Mastandrea alias Paul Niuman, Pierfrancesco alias Il Cammello, al giovane Manuel di Gianmarco Franchini, è non solo un regalo inaspettato, ma anche un grande film che dovrebbe chiudere un’epoca sia per chi lo fa sia per chi lo vede (“Tutto il resto è noia”) che speriamo i giurati possano apprezzare come lo può apprezzare il pubblico di “Romanzo criminale”, “Gomorra”, “Acab” e “Suburra”.

 

pierfrancesco favino stefano sollima e gianmarco franchini in adagio

Forse il miglior film di Sollima, che lo ha scritto assieme a Stefano Bises e prodotto assieme a Vision e al vecchio amico Lorenzo Mieli. Per questo ritorno a casa dopo le esperienze a Hollywood, Sollima richiama il suo storico direttore della fotografia Paolo Carnera (“Acab”, “Suburra”) e assieme dimostrano che non è affatto vero che non si può fare più il cinema a Roma. Nessuno si muove come loro a raccontare il genere, a impostare e muovere gli attori negli angoli più oscuri della città.

 

pierfrancesco favino in adagio

Il finalone a Stazione Tiburtina potrebbe valere i finali dei film di De Palma. La Roma che brucia, richiamo neroniano, chiude per sempre la possibilità di una fuga dal proprio destino per i personaggi. L’idea, nuova, magari, è quella dei rapporti padri-figli. Manuel è il figlio di Servillo - Daytona, vecchio boss apparentemente in disarmo, ciavatte e occhi nel vuoto. Si mette nei guai e va da Mastandrea, addirittura cieco, anche lui in ciavatte.

 

E lui, Pol Niuman, lo manda da Favino, Il Cammello, mutande e ciavatte, che è quello che sta messo peggio di tutti. Si è fatto undici anni di carcere, ha perso un figlio in un colpo commissionato proprio da Daytona, e è tornato a morire a casa con un cancro terminale. Ma sappiamo da subito che si comporterà da padre come ha detto Pol Niuman. Non si sgarra. A sua volta anche il cattivo carabiniere di Adriano Giannini è un padre affettuoso per i suoi figli.

 

pierfrancesco favino e toni servillo in adagio

Caldo, sudore, sporcizia di una Roma in fiamme invivibile e bellissima, capocciate, zaccagnate impreviste e morale facile da vecchia Roma (“Io sto nel mio mio, ma se mi pestate i piedi…”).

 

Rai Movie alle 0,55 passa un film come “Tootsie” di Sydney Pollack con Dustin Hoffman, Jessica Lange, Teri Garr, Charles Durning. Canale 20 all’1,20 passa un divertente ma cafonissimo “Van Helsing” di Stephen Sommer con Hugh Jackman, Kate Beckinsale, Richard Roxburgh, David Wenham, Silvia Colloca, Will Kemp. Nessuno oggi lo produrrebbe più, almeno per il cinema.

 

gianmarco franchini e pierfrancesco favino in adagio

Rai4 alle 2,35 passa “Falchi”, il film alla Di Leo di Toni D'Angelo con Fortunato Cerlino in coppia con Michele Riondino, Xiaoya Ma, Stefania Sandrelli, Pippo Delbono. Non era male. Va rivisto. Fuori Orario/Rai Tre alle 3 di notte passa il documentario di Jacopo Quadri su Luca Ronconi, “La scuola d’estate. Luca Ronconi a Santa Cristina”.

 

Chiudo con una trashata sexy col mio amico Tuccio Musumeci protagonista, “L’adolescente” diretto da Alfonso Brescia con Daniela Giordano, Tuccio Musumeci, Sonia Viviani, Marcello Martana, Cine 34 alle 3.

francesco di leva in adagioPIERFRANCESCO FAVINO IN ADAGIOTONI SERVILLO IN ADAGIO adriano giannini toni servillo e francesco di leva in adagio

 

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