LA7 NANI - DOVEVA ESSERE UNA PICCOLA CORAZZATA CONTRO RAI E MEDIASET E INVECE IL CANALE DEL ‘CANARO’ È UNA MITRAGLIATA DI FLOP IN SEQUENZA: SBUCCIATO IL BANANA, TUTTI SOTTO GIU’ PER TERRA: SERENA DANDINI, TAPINA GUZZANTI, LA BIGNARDI E GEPPI CUCCIARI, CAMILLA RAZNOVICH, NUZZI E FORMIGLI - STELLA CADENTE: IL PAREGGIO DI BILANCIO DELLA RETE NON SARÀ PIÙ RAGGIUNTO COME PREVISTO NEL 2013 MA NEL 2014…

Marco Molendini per "il Messaggero"

Effimera tv: c'è voluto lo spazio di una mezza stagione per bruciare le illusioni (o le speranze) di una rete che fino a pochi mesi fa sembrava in grado di sparigliare le carte del triopolio (Rai, Mediaset e Sky). E la cosa peggiore è che la fine delle illusioni (o delle speranze) non è per meriti altrui (gli altri network hanno i loro bei problemi), ma per demerito proprio, con una serie di flop, accompagnati dallo sgonfiamento inatteso ma prevedibile dei talk politici, su cui La7 aveva puntato confidando sul rapporto fra costi (bassi) e ascolti (buoni, a volte alti).

L'elenco potrebbe partire dall'ultimo debutto, quello di Sabina Guzzanti e di Un, due, tre stella, perché il 4,4 di share (risultato discreto per la rete), fa i conti con la tara della curiosità di un ritorno dopo anni d'esilio, ma soprattutto con quello che ha fatto vedere: uno show imbrigliato, dove la conduttrice ha abdicato al suo smalto per lasciare il passo a uno spirito antagonista che ha poco a che fare con uno spettacolo comico o satirico (Sabina può aver talento come attrice, non come opinion leader).

Insomma, è facile intuire che il destino del programma sia quello di seguire lo stesso declino di un'altra delle novità di La7, The show must go off di Serena Dandini, che sabato è sceso sotto il 2 per cento (1,99) con appena 450 mila spettatori, dopo aver debuttato oltre il 4. Siamo ai limiti della sopravvivenza.

Ma c'è da chiedersi come sia stato possibile pensare che lo stesso programma di Raitre potesse reggere a una simile dilatazione (la puntata dura due ore e mezza) e essere mandato in onda di sabato, quando con ogni probabilità il suo pubblico di riferimento non è davanti alla tv.

Un'altra delusione è il ritorno di Daria Bignardi che ha rispolverato il suo talk impolverato, Le invasioni barbariche, inchiodato sul 3 e rotti per cento. Non si può certo dire che abbia sfondato Geppi Cucciari col preserale G'Day: nonostante l'esposizione della conduttrice non si è mosso che di qualche decimale. Il pomeridiano Mamma mia che domenica di Camilla Raznovich ha toccato l'abisso dell'1 per cento di share.

Gli intoccabili, programma di inchiesta di Gianluca Nuzzi, paga forse il noviziato e viaggia sul 3 per cento. Anche il talk di Corrado Formigli, partito da un folgorante 10 per cento, è in ripiegamento in linea con il ridimensionamento dei talk politici. Basta guardare come si sono afflosciati gli share di 8 e 1/2 e del mattutino Omnibus.

Insomma La7, rete che sembrava lanciata verso un luminoso presente, è in crisi. Proprio ieri Giovanni Stella, amministratore delegato Telecom se la è presa con l'Auditel («è intollerabile una maggioranza Rai Mediaset»), ha parlato di «redditività del palinsesto», e annunciato che il pareggio di bilancio della rete non sarà più raggiunto come previsto nel 2013 ma nel 2014.

 

Giovanni StellaSERENA DANDINI SABINA GUZZANTI CORRADO FORMIGLI Camila Raznovich

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...