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CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - TITOLO DAL “CORRIERE DELLA SERA”: “’STRANGOLATA’ A LETTO ‘CON UN CUSCINO’”. DEV’ESSERE STATO BELLO LUNGO - TITOLO DAL SITO DEL “GIORNALE DI SICILIA”: “LIPARI, ‘TURISTA DA GOMMONE’ CADE IN MARE E RIPORTA UN TRAUMA LOMBARE”. DUNQUE, IMMAGINIAMO CHE PER I REDATTORI DEL QUOTIDIANO PALERMITANO ESISTANO ANCHE I TURISTI DA BARCA, DA AUTO, DA TRENO E DA AEREO. O FORSE VOLEVANO SOLO DIRE UN’ALTRA COSA: “TURISTA CADE IN MARE DAL GOMMONE” - TITOLO DALLA “VERITÀ”: “LA BOLDRINI DIFENDE I BAGNI WOKE SENZA PARLARE DEI ‘BISOGNI’ DEI DISABILI”. DATO L’ARGOMENTO, BISOGNINI, PIÙ CHE ALTRO…

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

marco travaglio

 

• Processi. Capoverso iniziale dell’editoriale di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, in prima pagina: «Commuove il sincero sgomento della razza padrona e della stampa al seguito appena uno del giro finisce in galera. Ieri è toccato a Mauro Moretti, l’ex capo di Ferrovie condannato in via definitiva a 5 anni per la strage di Viareggio (32 morti, 130 feriti, un quartiere raso al suolo) dopo 17 anni e 7 gradi di giudizio (uno in Tribunale, tre in Appello e tre in Cassazione)». Commuove anche la sincera abnegazione di Travaglio nell’esegesi delle decisioni dei magistrati, ma, a voler essere precisi, i gradi di giudizio in Italia sono solo 3, non 7. Glieli rammentiamo.

 

alemanno all'uscita da rebibbia

Primo grado: tribunale. Secondo grado: Corte d’appello. Terzo grado: Cassazione. Quanti processi, dibattimenti e sentenze ci possano essere nei tre gradi (secondo lui 7, nel caso di Moretti) è tutt’altra faccenda. Ultimo capoverso: «Poi uno si meraviglia se tutti, da destra a sinistra, odiano tanto i 5Stelle, quelli del Vaffa ai parlamentari condannati e della Spazzacorrotti per la certezza della pena ai colletti bianchi. Fino all’altroieri li paragonavano a Vannacci.

 

Poi il generale è andato ad accogliere Alemanno all’uscita da Regina Coeli». Notizia doppiamente falsa: Vannacci non è andato ad accogliere Alemanno all’uscita dal carcere e l’ex sindaco di Roma è uscito da Rebibbia, non da Regina Coeli. [27 giugno 2026]

 

robert prevost giovane prete in stile blues brothers

• Cadillac. Sulla prima pagina della Repubblica, Francesco Bei inventa, con un incipit che vorrebbe essere cinematografico, l’uscita dal carcere di Gianni Alemanno e l’abbraccio con Roberto Vannacci (il quale, come appena spiegato, non era affatto lì ad attendere l’ex detenuto): «Avrebbe potuto essere una scena memorabile, alla Blues Brothers, con Elwood-Vannacci che raccoglie il fratello Jake-Alemanno fuori dal penitenziario e lo porta via sulla vecchia Cadillac».

 

francesco bei

Citazione (fasulla) suggestiva, ma quando si ricorre ai classici bisogna essere precisi. Intanto il titolo del celeberrimo film di John Landis, caro anche a Leone XIV, è The Blues Brothers, con l’articolo, non Blues Brothers. Quanto all’auto, non poteva essere una «vecchia Cadillac». Nella scena iniziale Jake, appena uscito dal carcere, chiede a Elwood: «Dov’è la Cadi?».

 

«L’ho cambiata», si sente rispondere. «Hai cambiato la Bluesmobile con questa?», protesta Jake. «No, con un microfono», replica il fratello. La Cadillac era dunque già stata ceduta. A prelevare Jake dal penitenziario è invece la nuova Bluesmobile, una Dodge Monaco del 1974 acquistata a un’asta della polizia. [25 giugno 2026]

 

la bluesmobile di the blues bothers

• Aldilà. Su Domenica del Sole 24 Ore, Armando Torno recensisce La pace della fede (Bur) di Niccolò Cusano: «Il testo diventa ben presto un antesignano del concetto di tolleranza e sarà continuamente ricordato quando si parlerà di dialogo interreligioso: l’opera, d’altra parte, sostiene che aldilà dei riti diversi, esiste una sola verità».

 

Nuove frontiere dell’univerbazione, oltre che dello spirito. (Per il dizionario c’è un unico aldilà, il sostantivo che designa «l’altro mondo, l’oltretomba, la vita ultraterrena». Poi esiste la locuzione prepositiva al di là, da scriversi in tre parole, che sta per «oltre»). [28 giugno 2026]

 

maurizio belpietro

• De. Sommario dal titolone di prima pagina della Repubblica: «Caracas e lo stato de La Guaira in ginocchio». La Guaira non è il titolo di un’opera letteraria, quindi le opzioni erano due: «lo Stato di La Guaira» (la più naturale) oppure «lo Stato La Guaira» (che ricalca la denominazione ufficiale spagnola Estado La Guaira). «Lo Stato de La Guaira» non appartiene né all’una né all’altra lingua. [26 giugno 2026]

 

• Consecutio. «È facile immaginare, che se vincesse la sinistra, la prima cosa che faranno i ricconi sarà traslocare all’estero», preconizza Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nel suo editoriale di prima pagina.

 

armando torno

Tralasciando la consueta virgola messa a sproposito (dopo «immaginare»), il verbo della subordinata, dipendente da «immaginare», richiede di norma il condizionale semplice (o presente) per indicare le conseguenze di un’ipotesi relativa al futuro: «È facile immaginare che, se vincesse la sinistra, la prima cosa che farebbero i ricconi sarebbe traslocare all’estero».

 

Oppure, più semplicemente: «È facile immaginare che, se vincesse la sinistra, i ricconi traslocherebbero all’estero». La forma «se vincesse la sinistra, la prima cosa che faranno i ricconi sarà» mescola un’ipotetica dell’eventualità («se vincesse») con il futuro indicativo («faranno», «sarà») e pertanto risulta incoerente sul piano della consecutio temporum e del periodo ipotetico. [16 giugno 2026]

 

la repubblica stato de la guaira

• Rocambole. Telecronaca della partita Brasile-Giappone su Rai 1. Commento tecnico di Andrea Stramaccioni, allenatore che non allena: «Lo fa nella maniera migliore, cioè facendogli rocambolare il pallone sul piede». Non si può invece dire che Stramaccioni faccia l’opinionista televisivo nella maniera migliore, visto che ignora l’esistenza del verbo carambolare. Speriamo solo che non sia pagato dalla Rai. [29 giugno 2026]

 

• Cuscino. Titolo dal Corriere della Sera: «Strangolata a letto con un cuscino». Dev’essere stato bello lungo. [28 giugno 2026]

 

rocambole

• Scala. Alessandro Sallusti, direttore di Libero, nell’editoriale di prima pagina cita il «Teatro della Scala», ma sbaglia, nonostante il suo quotidiano si pubblichi a Milano, la preposizione articolata: si chiama Teatro alla Scala. [2 luglio 2026]

 

• Gommone. Titolo dal sito del Giornale di Sicilia: «Lipari, turista da gommone cade in mare e riporta un trauma lombare». Dunque, immaginiamo che per i redattori del quotidiano palermitano esistano anche i turisti da barca, da auto, da treno e da aereo. O forse volevano solo dire un’altra cosa: «Turista cade in mare dal gommone». [2 giugno 2026]

 

• Bisogni. Titolo dalla Verità: «La Boldrini difende i bagni woke senza parlare dei bisogni dei disabili». Dato l’argomento, bisognini, più che altro. [24 maggio 2026]

 

• Gender. Francesco Verderami sul Corriere della Sera: «Ma questo è il gioco, al quale Giorgia Meloni non può sottrarsi. Anche se vorrebbe tanto che la competizione con il Campo largo si risolvesse nella sfida lanciatagli dall’ex portavoce di Giuseppe Conte, Rocco Casalino». Il gender dilaga. [24 maggio 2026]

corriere della sera strangolata con un cuscinoalessandro sallustifrancesco verderami

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