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CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - TITOLO DALLA “VERITÀ”: “SFREGIA LA VETTURA DELLA SUA ’EX MOGLIE A VOLTO COPERTO’, MA IL SACCO VOLA VIA”. QUINDI LA EX MOGLIE SI OSTINA A TENERE IL VOLTO COPERTO E LUI, PER VENDICARSI, LE SFREGIA L’AUTO? NO? ALLORA BISOGNAVA SCRIVERE: “A VOLTO COPERTO SFREGIA LA VETTURA DELLA SUA EX MOGLIE” - GIANLUCA DI FEO SULLA “REPUBBLICA”: “LA PARATA ‘IMPAURITA’ SULLA PIAZZA ROSSA HA MESSO A NUDO LA DEBOLEZZA DELL’ARMATA DEL CREMLINO”. IN EFFETTI SI MOLTIPLICANO ANCHE I CASI DI MATRIOSKE SPAVENTATE CHE CHIEDONO ASILO POLITICO ALL’EUROPA...

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

 

MASSIMO FINI GIOCATORE D'AZZARDO - MEME

Canone. In un articolo controcorrente sulla Resistenza, pubblicato dal Fatto Quotidiano, Massimo Fini narra, a proposito dei partigiani: «Proprio il giorno della Liberazione fecero sfilare, nude e rasate a zero, le ragazze che erano state coi fascisti, o presunti tali o con i nazisti.

 

È proprio questo particolare della rasatura che più fa rabbrividire. Si sa quanta importanza hanno per le donne i capelli e il modo in cui li portano. Non a caso nell’Islam, seguendo la sharia, le donne devono portare il velo e anche da noi, se entrano in chiesa, devono coprire il capo».

 

massimo fini

Si nota che Fini ha poca confidenza con le chiese. Era il vecchio codice di diritto canonico del 1917 a contemplare, al canone 1262, questa usanza (non un obbligo), così riassunta nel 1940 dal cardinale Vincenzo La Puma in Sommario del Codice di Diritto Canonico del 1917: «È desiderabile che le donne siano in chiesa separate dagli uomini, i quali staranno a capo scoperto, le donne modestamente vestite col capo coperto, specie nella Comunione».

 

Ma quel codice, voluto da Pio X nel 1904 e promulgato da Benedetto XV nel 1917, fu abrogato nel 1983 con l’introduzione del nuovo codice, che non menziona in alcun modo il vecchio canone 1262. Fini scrive anche: «Bellini delle Stelle, ingegnere, fece una normale carriera all’Eni e non lo sentì mai citare l’episodio di cui era stato protagonista». Chi non lo «sentì»? Forse «sentii», forma verbale più consona al tono molto autoreferenziale dell’intero racconto finiano. [9 maggio 2026]

gianluca di feo

 

Impaurita. Gianluca Di Feo sulla Repubblica: «La parata impaurita sulla Piazza Rossa ha messo a nudo la debolezza dell’armata del Cremlino». In effetti si moltiplicano anche i casi di matrioske spaventate che chiedono asilo politico all’Europa. [10 maggio 2026]

 

Virgole. Soggiacendo al suo ben noto conflitto permanente con le virgole, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nell’editoriale di prima pagina osserva: «Insomma, il capo dell’ufficio che si occupa delle misure in favore dei condannati, otto anni fa certificava che il presidente della Repubblica non è un passacarte». Il segno di punteggiatura dopo «condannati» separa il soggetto («il capo») dal verbo («certificava»). [30 aprile 2026]

 

marco rubio sito ufficiale

Pontefici. Prosegue infaticabile la riforma onomastica dell’amministrazione Trump varata da Andrea Malaguti, direttore della Stampa, nei suoi editoriali in prima pagina. Dopo aver trasformato Pete Hegseth, segretario alla Guerra, in «Peter Heghseth» (20 aprile), torna a chiamare «Mark Rubio» il segretario di Stato Marco Rubio, come aveva già fatto il 15 febbraio.

 

Essendo figlio di immigrati che lasciarono Cuba per stabilirsi in Florida, Rubio non poteva che mantenere il nome proprio di origine latina. Malaguti trasforma anche Paul Valéry in «Valery». E aggiunge: «Ascoltavo qualche giorno fa all’Unione industriali di Torino, un intervento di Alberto Pirni».

 

la verita' ex moglie a volto coperto

Complimenti per la virgola che separa il verbo dal complemento oggetto. Gli rinnoviamo le felicitazioni anche per quest’altro periodo con segno di punteggiatura ugualmente sbagliato: «L’idea che nell’intervallo onore-timore-buona fama, ci si gioca tutto». Poi, forse sentendosi pronto per aspirare al soglio di Pietro, il direttore della Stampa pontifica: «Abbiamo un valore sociale quando costruiamo ponti. Quando siamo Pontefici», con tanto di maiuscola. [10 maggio 2026]

 

Libri. Nella rubrica La carezza sulla Repubblica, rifacendosi a Mattia Feltri, che nel suo podcast ha parlato del numero di libri pubblicati dai politici italiani, Francesco Merlo elabora una personale statistica: «Renzi che è smodato, ne ha scritti 19. D’Alema forse 15. Veltroni, che però è Veltroni, un genere a sé, ne ha scritti 64.

 

libro di antonio tajani su lagorio

Anche Dario Franceschini è uno scrittore di romanzi (sei), tradotti in francese da Gallimard. Prodi, che è professore, chiama i libri “pubblicazioni”: una quarantina». Alla fine, Merlo cita «Nicola Fratoianni, che non ne ha scritto nessuno. Anche Tajani, nessuno». L’ultima informazione non corrisponde al vero. L’attuale vicepremier e ministro degli Esteri pubblicò nel 1982 il saggio Il Granduca, sottotitolo Lagorio, un socialista Ministro della Difesa (Consult). [4 maggio 2026]

 

Sacco. Titolo dalla Verità: «Sfregia la vettura della sua ex moglie a volto coperto, ma il sacco vola via». Quindi la ex moglie si ostina a tenere il volto coperto e lui, per vendicarsi, le sfregia l’auto? No? Allora bisognava scrivere: «A volto coperto sfregia la vettura della sua ex moglie». Quanto al sacco che vola via, serve un supplemento d’immaginazione. [31 maggio 2026]

 

francesco merlo

Inappellabilità. «L’inappellabilità del Pm finisce alla Consulta» titola Il Sole 24 Ore. Messa così, sembra che sia inappellabile ciò che dice il pubblico ministero. L’articolo di Giovanni Negri spiega invece che la Corte d’appello di Milano ha sollevato una questione di legittimità presso la Corte costituzionale, riguardante uno dei cardini della legge Nordio: «Sotto esame il nuovo articolo 594, comma 2 del Codice di procedura penale che esclude la pubblica accusa dalla possibilità di impugnare i verdetti di assoluzione in tutti i reati a citazione diretta, quelli per i quali non è previsto lo svolgimento dell’udienza preliminare». Discutibile anche l’uso di «verdetti», tipico delle giurie anglosassoni, in luogo di «sentenze». [15 aprile 2026]

 

matteo berrettini

Libero. Titolo dalla Verità: «Pakistano imputato di omicidio libero perché la Grecia ha carceri inumane». Esiste anche l’omicidio coatto? No? Allora bisognava scrivere: «Libero pakistano imputato di omicidio». [5 marzo 2026]

 

Berrettini. Sommario del Corriere della Sera, per un articolo in cui Berrettini parla di Sinner: «Jannik? Alla mia età è impensabile imitarlo». Nella didascalia si legge: «Matteo Berrettini, 35 anni». Per la verità, ne ha 30, essendo nato il 12 aprile 1996. Forse Berrettini non può ugualmente imitare Sinner, però sarebbe bene che il Corriere imitasse un giornale anche nelle pagine sportive. [6 maggio 2026]

pete hegseth sito ufficialeandrea malaguti

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