massimo fini lavazza caffe nino manfredi

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI -  IN UNA LEZIONE DI STORIA IMPARTITA DALLE PAGINE DEL “FATTO QUOTIDIANO”, MASSIMO FINI SCRIVE CHE “GLI AMERICANI SONO ‘INCOLTI IN TUTTO CULTURALMENTE’ E PERSINO GEOGRAFICAMENTE”. COSTRUZIONE SGANGHERATA. NELL’ARTICOLO COMPAIONO ANCHE “DA CAVOUR IN SU O IN GIÙ” E “DA PASOLINI IN SU O IN GIÙ”. FINI DEVE AVER VISTO TROPPE VOLTE NINO MANFREDI NEGLI SPOT DEL CAFFÈ LAVAZZA: “PIÙ LO MANDI GIÙ, PIÙ TI TIRA SU”

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

 

indro montanelli alla fondazione del giornale

Montanelli. Nel celebrare i 52 anni dalla fondazione del Giornale, di cui oggi è il direttore editoriale, Vittorio Feltri incappa in qualche peccato veniale. Scrive «il Corriere della Sera», mettendo in corsivo un articolo determinativo che, nella testata per cui lavorò a lungo, non è mai esistito.

 

Poi specifica che nel 1974, al momento di fondare Il Giornale, Indro Montanelli «era stato per quarant’anni la firma più prestigiosa» del quotidiano di via Solferino. In realtà, considerato che il grande giornalista scrisse il suo primo articolo per il Corriere nel 1938 e che dopo il 3 settembre 1943 la sua firma scomparve, per riapparire solo il 25 maggio 1945, nel 1974, essendosi dimesso nel 1973, egli aveva totalizzato 33 anni di anzianità aziendale, non 40.

 

vittorio feltri

Da ultimo, Feltri cita, tra i collaboratori di prestigio arruolati da Montanelli, lo storico e filosofo «Jean-François Ravel», il quale, diversamente dal compositore del Boléro, si chiamava però «Revel». [25 giugno 2026]

 

Icona. Nel suo editoriale di prima pagina, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, parla di «Pedro Sánchez, icona della sinistra di casa nostra subentrata a Zapatero». Quindi la sinistra di casa nostra è subentrata all’ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero? No? Allora bisognava scrivere: «Pedro Sánchez, icona, subentrata a Zapatero, della sinistra di casa nostra». [28 maggio 2026]

 

sara gandolfi

Sebbene. Incipit di Sara Gandolfi sul Corriere della Sera: «La Colombia vira a destra. La vittoria di misura alle presidenziali dell’avvocato filo-trumpiano Abelardo de la Espriella, con il 49,7% dei voti, contro il 48,7% del rivale Iván Cepeda, segna la fine del primo governo di sinistra del Paese e rafforza il blocco dei leader ultra-conservatori in America latina.

 

Sebbene il risultato ieri sera non era stato ancora convalidato ufficialmente, il fronte della Nuova Destra globale è corso a complimentarsi con “El Tigre”». Si consiglia ripasso della grammatica. «Sebbene» introduce una proposizione concessiva, pertanto richiedeva il congiuntivo, non l’indicativo. Forma corretta: «Sebbene il risultato ieri sera non fosse stato ancora convalidato ufficialmente». [23 giugno 2026]

 

shehbaz sharif e jd vance ai colloqui per la pace tra usa e iran in svizzera foto lapresse

Orfana. An. Man. (Angela Manganaro) sul sito del Sole 24 Ore riferisce circa la tribolata firma dell’accordo di pace tra Iran e Stati Uniti: «Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha prima fatto riferimento in un post su X a una cerimonia e poi ha cancellato il post. Questo nonostante fino a ieri i media statunitensi riportavano che una cerimonia per la firma ci sarebbe stata». Ecco un’altra orfana del congiuntivo. «Riportassero», Manganaro, «riportassero». [18 giugno 2026]

 

Insaputa. Titolo da Open: «Francia, due bimbi di 2 e 4 anni muoiono chiusi in auto nel giorno più caldo di sempre. La procura: “La pista principale è il picco di calore”». Quindi muoiono di caldo e l’indiziato principale è il calore, chi l’avrebbe mai detto? Sommario: «La tragedia a Carpentras, nel sud del Paese.

la verita' trump minaccia vance

 

I piccoli sarebbero rimasti nell’abitacolo parcheggiato in garage di rientro dalla spesa della madre, a sua insaputa». Quindi la madre ha parcheggiato in garage l’abitacolo, non l’auto, e lo ha fatto a propria insaputa. O sarà rientrata a propria insaputa dalla spesa? [22 giugno 2026]

 

Iran. Titolo dalla Verità: «Vance tratta con l’Iran, Trump lo minaccia». Anfibologico. Sembra che il presidente americano minacci il suo vice, in quanto il pronome «lo» può riferirsi sia all’Iran sia a Vance.

 

marta serafini

La regola secondo cui il pronome riprende automaticamente il complemento più vicino non esiste. A parità di battute, il titolo «Mentre Trump minaccia l’Iran, Vance tratta» avrebbe evitato qualsiasi ambiguità. [22 giugno 2026]

 

Vittime. Marta Serafini, inviata del Corriere della Sera in Israele: «Sono le 19.30 di venerdì, quando l’auto su cui viaggiano Sam, Fahed, la madre Dania, la nonna Feryal e il fratello di 11 anni si muove nella zona di Tal Rumeida, a sud della città di Hebron. È la zona H2, una delle più calde della West Bank dove, in totale, il mese scorso secondo l’Onu più di 1.000 palestinesi sono stati uccisi dall’inizio della guerra, di cui almeno 240 bambini, e che quest’anno si sono registrate 49 vittime». Urge traduttore. [7 giugno 2026]

 

massimo fini

Leder. Tommaso Manni sul Tempo: «Il leder dei 5 stelle Giuseppe Conte». Non «lader», per fortuna. [10 giugno 2026]

 

Storia. In una lezione di storia impartita dalle pagine del Fatto Quotidiano, Massimo Fini scrive che «gli americani sono incolti in tutto culturalmente e persino geograficamente».

 

Costruzione sgangherata: bastava «sono incolti sotto ogni profilo». Fini prosegue, riferendosi a Xi Jinping: «Xi afferma di aver letto Petrarca, Marx e Dante, il padre della lingua italiana con robuste iniezioni del linguaggio meridionale sotto il regno dell’illuminato Federico II di Svevia».

 

nino manfredi spot caffe' lavazza

Altra costruzione sgangherata: sembra che l’autore della Divina Commedia sia vissuto sotto il regno dell’illuminato Federico II di Svevia, il quale invece morì 15 anni prima della nascita di Dante Alighieri. Nell’articolo compaiono anche «da Cavour in su o in giù» e «da Pasolini in su o in giù». Fini deve aver visto troppe volte Nino Manfredi negli spot del caffè Lavazza: «Più lo mandi giù, più ti tira su». [20 maggio 2026]

 

Gerusalemme. Gabriella Cerami sulla Repubblica parla dell’«assalto dell’esercito di Tel Aviv contro le imbarcazioni» della Global Sumud Flotilla. Ma la capitale d’Israele non è Tel Aviv, bensì Gerusalemme, dove ha sede anche il governo, dal quale si presume che prendano ordini i militari. [21 maggio 2026]

 

Simmetria. Paolo Mieli recensisce sul Corriere della Sera il nuovo libro di Angelo Panebianco, Ordine e disordine nella politica internazionale (Il Mulino): «Gli studiosi di politica, scrive Panebianco, che si interrogano sulle cause del declino e del possibile crollo dell’ordine politico internazionale fino a oggi vigente (“o che si suppone vigesse”), cercano di capire se un nuovo ordine stia sorgendo o se ci attende una lunga fase di disordine, instabilità, caos».

 

paolo mieli

Le due interrogative indirette coordinate dipendono entrambe da «cercano di capire». Però nella prima il verbo è al congiuntivo («stia sorgendo»), nella seconda passa invece all’indicativo («ci attende»). Poiché le due proposizioni sono parallele, il cambio di modo verbale risulta poco giustificato.

 

Per coerenza sintattica sarebbe stata preferibile, specie nelle pagine culturali, un’armonica simmetria: «Cercano di capire se un nuovo ordine stia sorgendo o se ci attenda una lunga fase di disordine, instabilità, caos». [23 giugno 2026]

 

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