TONI BASSI - FALLITA LA SOCIETÀ IMMOBILIARE DEI VIP: TRA GLI AZIONISTI DIVERSI CALCIATORI TRA CUI IL BOMBER DEL VERONA, MONTOLIVO, ZACCARDO, FREY E BIANCHI OLTRE ALL’EX SENATORE AN SAIA

Roberta Polese per ‘corriere.it'

Ottobre 2010 - ottobre 2013: una parabola «stellare» che è durata tre anni, e che è finita al fallimento. Questa è la vicenda, del tutto inedita, che riguarda Maurizio Saia, candidato sindaco di Padova, socio della «Proprestige srl», con sede a Padova in via Martiri della Libertà, e che ha come soci fior fior di calciatori famosi: da Luca Toni a Riccardo Montolivo, da Cristian Zaccardo a Bosko Jankovic, da Sebastian Frey a Igor Budan.

Una società fallita a ottobre scorso con sentenza del giudice Maria Antonia Maiolino (lo scorso 7 marzo c'è stato l'esame dello stato passivo), e che nel corso dei tre anni è finita anche in un fascicolo in procura per un contenzioso tra i soci. Stando alla visura camerale l'oggetto sociale della srl, che ha per amministratore unico il padovano Fabio Viero, riguardava l'acquisto, la costruzione, la vendita, locazione e ristrutturazione di beni immobili a destinazione alberghiera, civile e industriale, commerciale, turistico-ricreativa, sportiva, oltre che lo sfruttamento, negli impianti, delle energie rinnovabili.

Insomma la Proprestige avrebbe dovuto acquisire e costruire alberghi e strutture ricettive per riammodernarle e poi rivenderle o gestirle. Le cose non sono andate bene, la squadra di vip che fa parte della compagine sociale ha perso un bel po' di quattrini. Non si sa quanti perchè al registro imprese, almeno quello on line, non appare alcun bilancio depositato. Saia ammette: «Ci ho perso un bel po', avevo messo a disposizione anche parte del personale del mio entourage ma gli affari non sempre vanno come vogliamo e questo è andato decisamente storto».

Bocche cucite sullo stato passivo anche da parte del curatore fallimentare Michele Antonucci, che ora ha il compito di tutelare i creditori, raccogliere tutti i dati contabili e sottoporli a giudizio del giudice. Già qualche anno fa due soci calciatori si erano lamentati presentando in procura un esposto in cui si raccontavano le vicende legate a una compravendita di un albergo in Austria, un aspetto sul quale, a loro parere, non sarebbe stata fatta abbastanza chiarezza da parte degli amministratori della Proprestige (Saia è tra i soci di maggioranza, ma non amministratore).

Il fascicolo, che aveva impegnato anche il lavoro della Guardia di Finanza di Padova, era stato curato dal sostituto procuratore Roberto d'Angelo, e poi è stato trasferito ad un collega per via di un'inchiesta più corposa al quale l'esposto sarebbe stato allegato all'epoca.

«Sono passati anni e non ci è giunta alcuna comunicazione - dice Saia - evidentemente la vicenda si è conclusa in una bolla di sapone». Quello che si sa con certezza è quello che sta accadendo ora: la squadra di calciatori, che probabilmente, come spesso accade, diversificano gli investimenti anche in business come questo, si è trovata con un pugno di mosche, se non addirittura con molti debiti. Ma non sono i soli.

Ci sono altri padovani soci coinvolti in questo fallimento: si tratta di Ugo Antonio Barchesi, che aveva partecipato al capitale sociale con il 18%, l'amministratore delegato Fabio Viero 4,7%), il padovano Adriano Trevisan (21%). Saia aveva partecipato con il 14%). Poi ci sono altri soci meno conosciuti: la Più srl, che ha sede in via Martiri della Libertà 9 (dove ha sede anche uno studio di Barchesi) e Ignazia Modafferi, di origine calabrese. E gli altri calciatori, oltre a quelli già citati (tutti tra il 2 e il 10% delle quote), ovvero Rolando Bianchi e Alex Manninger.

«Non era il momento giusto di fare un investimento simile, non è colpa di nessuno», dice Saia. Conosceva i soci? «Non tutti, noi politici mica possiamo fare il test del dna a ogni persona che sta in affari con noi, e poi ho un pool di commercialisti che fa questo lavoro. Io sono una persona pulita, mi fido dei miei collaboratori che sono persone perbene, è giusto si sappia che io guadagnavo molto di più prima di fare politica, e che non voglio fare il sindaco per arricchirmi, sono una persona trasparente, ho la coscienza pulita».

 

 

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