FEDERICO UMBERTO D’AMATO, EMINENZA NERA DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE, POI INATTESO COLLABORATORE GASTRONOMICO DELL’“ESPRESSO”, NEL SUO LIBRO “MENÙ E DOSSIER” SCODELLA GUSTI (E DEBOLEZZE) DI: ROBERT DE NIRO (‘’A LUI LA TAVOLA IMBANDITA STA COME IL CROCIFISSO AL MISCREDENTE. MA DI CHE SI NUTRE?’’); FELLINI (“SAREBBE FELICE SE LA CARTOMANTE SCEGLIESSE I PIATTI PER LUI”); PANNELLA (“QUANDO NON DIGIUNA IL COSTO DI OGNI PIATTO BASTEREBBE A SFAMARE MOLTI TERZOMONDISTI”); SORDI (“TANTO ROMANESCO A TAVOLA DA SEMBRARE UN CLICHÉ DEI SUO PERSONAGGI”); SPADOLINI (“PER LUI MANGIARE È MEGLIO CHE COMANDARE”); JENNY TAMBURI (“OGNI PIATTO È BUONO PURCHÉ CON UN LEADER, POLITICO POSSIBILMENTE”); TROISI (“A TAVOLA NON DEVE "COMINCIARE DA TRE" MA DALLO ZERO (ASSOLUTO); WOJTYLA (“QUANDO FU ELETTO PAPA, UN VECCHIO CARDINALE CHIEDEVA AI COLLEGHI: 'MA CHI È STO’ CARDINAL BOTTIGLIA?'. GIOVANNI PAOLO II AMA LA BOTTIGLIA MA...”)
Estratto da “Menù e dossier” di Federico Umberto D’Amato, editore Dissipatio-MAGOG (2023) – parte terza
‘’Se volete giungere al cuore di un uomo, la strada più breve passa per lo stomaco”
DE NIRO Roberto, attore: a lui la tavola imbandita sta come il crocifisso al miscredente o la bandiera all’apolide. Ma di che si nutre?
DE SICA Christian, attore: almeno a tavola fa rimpiangere papà Vittorio, che era un gourmet inclito e divertente.
DEMIS Rousseau, cantante: funghi porcini per cominciare e finire.
DI LAZZARO Dalila, attrice: splendida commensale specialmente se c’è mangiar friulano. Ma è anche brava ai fornelli con particolare vocazione alla pasticceria ed inventa dolci di bella riuscita.
DORELLI Johnny, attore: alla francese con Catherine Spaak; spaghetti e birra con Gloria Guida.
ECO Umberto, scrittore: distratto nelle scelte, eppure sapiente di tutto ciò che attiene la vecchia e la nuova cucina.
FABIANI Fabiano, manager di Stato: se siete dispeptici non invitate. Vi farebbe morire di rabbia con il suo appetito sano, aggressivo e per il suo metabolismo che, malgrado quanto mangia, gli consente di conservare una linea forte ma non esplosiva.
FABRIZI Aldo, attore: sette qualità di pasta asciutta, poi frutta. Come vino, il bianco di Monteporzio Catone e il Chianti. È tanta allegria a tavola con lui, purché non si parli di problemi politici.
FALCAO Roberto, calciatore: adora il pesce.
FALK Rossella, attrice: vivaddio, una bella donna di sincero e vogliosissimo appetito.
FANFANI Amintore, politico: forte mangiatore e ottimo buongustaio tosco-calabrese (la madre era calabrese). Condisce con molto sale e con i peperoncini cerasuoli. Mangia con calma e con gusto, come chi sa assaporare i piaceri della vita. È anche buon cuoco e sa preparare molte varianti di “fagioli al fiasco”. Beve Chianti giovane e fresco.
FANFANI Maria Pia: pallida mangiatrice ma formidabile organizzatrice di pranzi: può far scuola al più esperto maître.
FEDE Emilio, dirigente televisivo: in permanente conflitto fra la forchetta e la bilancia. Ama mangiare ma tende a mettere su pancia rischiando di compromettere la sua immagine suadente. La vita sedentaria di direttore del telegiornale gli fece prendere alcuni chili che ha poi dovuto eliminare mediante dieta feroce prima di presentarsi in ‘’Test’’.
FELLINI Federico, regista: mangiatore distratto e indeciso. Sarebbe felice se la cartomante scegliesse i piatti per lui.
FERRERI Marco, regista: stomaco capace e mascelle instancabili. Ma anche gusto sicuro e giusta preferenza per le cucine regionali. Il Marzemino è fra i vini preferiti.
FIORUCCI Elio, creatore di moda: si pone di fronte al cibo con remore igienistiche. Ama i piatti semplici e antichi ma è aperto alle curiosità della nouvelle cuisine.
FRANCO E CICCIO, attori: proprio come sul piccolo o sul grande schermo, semplici, popolari, senza fronzoli. Adorano i latterini, i calamaretti, il pesce povero, alici e sarde.
GALLUCCI Achille, magistrato: un gattone ghiottissimo, che adora il pesce e le frattaglie e poi proprio tutto, ogni cibo, ogni vino. Diceva Virginia Woolf: «Se non si mangia bene non si può pensare bene, amare bene, dormire bene», e noi aggiungiamo «giudicare bene».
ONASSIS Cristina, figlia del predetto: è proprio vero che la fortuna non fa la felicità. Cura la sua permanente melanconia con grandi mangiate: gli uomini la deludono ma il baccalà mantecato alla veneta e la salade niçoise non la tradiscono mai, soprattutto se con una bottiglia di Fiano d’Avellino o di Baron d’L. Il peso aumenta ma meglio che morir di tristezza.
PAJETTA Giancarlo, politico: conversatore brillante e commensale curioso che spizzica nei piatti altrui. Bell’appetito per cose robuste: risotti, cinghiale, carni rosse (e mai pesce). Buon intenditore di vini, ma beve soltanto rosso.
FEDERICO UMBERTO DAMATO - MENU E DOSSIER
PANELLI Paolo, attore: buon appetito e gusti semplici.
PANNELLA Giacinto detto Marco, politico: quando non digiuna mangia raffinato, alla radical-chic come Sciascia. Non fa mai le grandi abbuffate ma il costo di ogni piatto basterebbe a sfamare molti terzomondisti.
PARISE Goffredo, scrittore: inclito buongustaio e assaggiatore di vini.
PATRONI GRIFFI Giuseppe, regista: è regista anche a tavola ove pretende di ordinare per tutti.
PERTINI Sandro, politico: frequenta buoni bistrot a Nizza e cattivi ristoranti a Roma. Gusti semplici: un vermouth, minestrone, vitello, frutta, una grappa, poco vino rosso o leggero. Ma se la cava bene anche ai pranzi ufficiali. Sua grande golosità sono i ravioli magri (con il ripieno composto di borragine, bieta, un po’ di cervella e prescinsöa), nonché la torta verde (la cugina della pasqualina). Ama il gelato di pistacchio e di nocciola. Detesta la cucina americana e, durante il soggiorno negli USA, restò praticamente digiuno. Al ritorno, avvisò che voleva subito, in volo, spaghetti aglio, olio e peperoncino e mandò in crisi l’Alitalia…
PIETRANGELI Nicola, tennista: amatore di antipasti e di arrosti di carne.
PLATINI Michel, calciatore: «Ah, la soupe à l’oignon, ah, le steack-pommes frites».
POZZETTO Renato, attore: commensale divertente, con reazioni gioiosamente bambinesche e ghiotte dinanzi al cibo.
PRODI Romano, manager di Stato: appetito sveglio e allegro, con preferenze per i piatti elaborati, i crostacei, il pesce, la cacciagione, i vini rossa di qualità. Ma sul pesce beve Gavi dei Gavi o Bianchetto del Metauro.
QUINN Anthony, attore: la sua esuberanza è una catastrofe per il ristoratore. In sala provoca il terremoto. Appetito ottimistico da Zorba il greco.
Federico Umberto D'Amato E Paul Bocuse
RABB Maxwell, diplomatico: diversamente dal suo predecessore Gardner, intellettuale inappetente, ecco la più bella e straordinaria forchetta che gli USA abbiano inviato in Italia come ambasciatore.
REZA Pahlavi, imperatore: a differenza di tanti altri ricchi e potenti, ha lasciato sulle grandi tavole italiane il ricordo di un gourmet di incomparabile finezza e cultura gastronomica.
ROSSELLINI Isabella, attrice: come molte sue colleghe ha problemi di linea. Ma, essendo raffinata a tavola, mangia di tutto e in piccole dosi. Beve poco.
SALCE Luciano, attore: gli osti non lo vedono arrivare volentieri, un po’ perché è svogliato mangiatore e un po’ perché è antipatico (o finge di esserlo).
cicciolina pannella a montecitorio
SANDRELLI Stefania, attrice: buongustaia raffinata che mangia lentamente e con attenzione, cogliendo tutte le gioie del palato. Spiccata preferenza per una cucina semplice ed essenziale.
SCALFARI Eugenio, giornalista: ama molto le colazioni di lavoro e le intense conversazioni a tavola. Mangia con stile e con curiosità. Un suo menu ideale potrebbe essere il seguente: caviale, salmone o gamberetti; maccheroncini al forno; sogliola in tutti i modi; insalatine; gelato misto; vino bianco e chiusura con il suo digestivo preferito, l’Enzian, un’insolita acquavite austriaca.
SCHIAFFINO Rosanna, attrice: sano e allegro appetito. Sa tutto sui segreti del pesto genovese.
SCIASCIA Leonardo, scrittore: è un vero buongustaio, come tutti i veri umanisti. Ogni giorno pretende il pesce, che può andare dall’aragosta al pesce azzurro. Non disdegna la pasta se ci sono le fave o le melanzane con cui accompagnarla. Come dessert il millefoglie.
SORDI Alberto, attore: tanto romanesco a tavola da sembrare persino un po’ finto, come un cliché dei suoi personaggi.
SPADOLINI Giovanni, politico: mangia per quel che appare. Quando va sul semplice, tre piatti di maccheroni e due bottiglie di San Pellegrino e succo di limone: se «comandare è meglio che fottere», per lui «mangiare è meglio che comandare». Un pranzo, a caso: piadina, passatelli in brodo di fagiano, risotto allo champagne, gamberi al cognac, brasato al Barolo, zuppa inglese. Conversazione colta ma un po’ soffocante, fitta di citazioni, come gli articoli. Ora è a dieta dimagrante ed è intrattabile.
TAMBURI Jenny, attrice: ogni piatto è buono purché in un tête à tête con un leader (politico possibilmente).
TESTI Fabio, attore: la fama si paga con la fame; la preoccupazione della linea che fa sfiorare l'inedia. Insalate, mozzarelle, pescetto lesso.
TOAF Elia, rabbino di Roma: pranzando con lui si ha la dimostrazione che le regole religiose kasher non mortificano, come taluni credono, la buona tavola. Esempi di suoi pranzi al ristorante: minestrone all'ortolana, pollo al vino rosso, frutta esotica oppure paté dello chef, filetto al pepe verde, torta di amarene. Predilezione per il vino rosso.
TOGNAZZI Ugo, attore-gastronomo: fuori concorso.
TROISI Massimo, attore: per quanto riguarda la tavola non deve "cominciare da tre" ma dallo zero (assoluto). Da buon napoletano si potrebbe almeno salvare con il pesce. Eh, no! perché «ci stanno le spine».
VALENTINO, sarto: piccolo appetito ma notevole buon gusto. Ama cosette sfiziose come i paté, il salmone, il consommé allo Sherry, la polpa di granchio, le insalatine "folli", la frutta esotica. Fra i vini preferiti, il Pinot Franciacorta.
VANONI Ornella, cantante: poco espansiva, molto controllata a tavola, in un rapporto con il cibo che appare più nutrizionista che gustativo.
VERDONE Carlo, attore: ha scritto sul libro d'oro di un ristorante da lui preferito: «Ho magnato che era la fine del mondo e era un sacco bello». Ad ogni tavola porta la sua gioia di vivere, ma anche un gusto colto e preciso nella scelta di cibi e vini.
VERSACE Gianni, creatore di moda: più che per il cibo ama la tavola per la conversazione.
VILLAGGIO Paolo, attore: distratto e casinaro a tavola. Minestrone e bistecca alla fiorentina.
WOJTYLA Karol, papa: quando fu eletto al soglio di San Pietro, un vecchio cardinale della curia, molto sordo e al quanto rimbambito, chiedeva ai colleghi vicini «Ma chi è sto’ cardinal Bottiglia?». Giovanni Paolo Il ama la bottiglia, ma con grande moderazione, così com'è moderato nel cibo: prima colazione abbondante e poi colazione e pranzo leggeri, stile polacco se è solo o con compatrioti, stile italiano-romano se ha ospiti. Da cardinale era una buona ed allegra forchetta e resta lieto ricordo di lui nel bel ristorante delle religiose francesi ‘’Eau Vive’’ e nel ristorante "La Majella" (di fronte al Collegio Polacco) ove troneggia una sua foto con dedica.
ZOFF Dino, calciatore: quando gli riesce abbandona con gioia la dieta sportiva. Ecco un suo menu, a caso: salmone affumicato, spaghetti alle vongole, lumache borgognone, filetto, torta sabbiosa, vino Valpolicella.
Fine terza parte - continua















