“FILOROSSO DI MONTELEONE È LA RAI CHE CANCELLA L’IDEA DI SERVIZIO PUBBLICO” – ALDO GRASSO: “È IL PIÙ EVIDENTE INNESTO DI UN MODULO RETEQUATTRISTA DENTRO RAI3: UN TRAPIANTO CHE FINISCE PER CANCELLARE L’IDENTITÀ DELLA RETE. I TEMI SI ACCAVALLANO E SI INTERROMPONO SENZA CHE NESSUNO VENGA CONCLUSO. PIÙ CHE UN FILO ROSSO, FINISCE PER ESSERE UN GOMITOLO - DAL PUNTO DI VISTA DRAMMATURGICO, MONTELEONE OCCUPA TUTTO IL CAMPO, RELEGANDO ADELE GROSSI AL RUOLO DI SPALLA. E SE FOSSE LEI LA PRESENZA PIÙ INTERESSANTE? A GIUDICARE DAI PRECEDENTI E ATTUALI FLOP, MONTELEONE ASSOMIGLIA AD ANDREA PIRLO ALLENATORE. LA DIFFERENZA È CHE PIRLO NON È STATO CONFERMATO…"
Aldo Grasso per corriere.it - Estratti
Proviamo a piantare qualche «paletto» per capire dove collocare una trasmissione come «Filorosso» di Antonino Monteleone. Primo.
È il più evidente innesto di un modulo retequattrista dentro Rai3: un trapianto che finisce per cancellare l’identità della rete e, insieme, quella storica del servizio pubblico. Un tempo erano le tv commerciali a inseguire la Rai; oggi è la Rai che rincorre le altre, e nemmeno sul terreno migliore.
Secondo. È ormai difficile trovare un talk show che stia al di sopra delle parti. Non basta invitare un abbronzatissimo Carlo Calenda, con una bella camicia denim firmata, per affidargli il ruolo dell’«attore inconsapevole». Giù botte contro il sindaco Lepore. Magari Calenda ha pure ragione, ma sembra non accorgersi di essere finito dentro un trappolone, dove il copione è scritto prima ancora che lui apra bocca. Terzo. Monteleone, a giudicare dai precedenti e attuali flop, assomiglia ad Andrea Pirlo allenatore. La differenza è che Pirlo non è stato confermato.
Dal punto di vista drammaturgico, Monteleone occupa tutto il campo, relegando Adele Grossi al ruolo di spalla. E se fosse lei la presenza più interessante?
Quarto. Quasi tutti i talk ripetono fino allo sfinimento che bisogna «lasciare lavorare la magistratura». Poi, puntualmente, la sostituiscono. Vale per la morte di Fakir, per l’assalto dei black bloc a Chiomonte (davvero le forze dell’ordine non potevano intervenire prima?), vale per il caso Lavitola. Straordinario esercizio di dissimulazione: Monteleone solidarizza con Ranucci, «che sta subendo un danno enorme», e intanto spara a pallettoni su Lavitola.
Quinto. Che cosa pensare di un talk show che parte dall’ennesima puntata sulla vicenda di Garlasco?
(...) Sesto. Come tutti i programmi costretti a riempire un’intera prima serata, «Filorosso» apre troppi cantieri. I temi si accavallano e si interrompono senza che nessuno venga concluso. Più che un filo rosso, finisce per essere un gomitolo.
antonino monteleone
ANTONINO MONTELEONE ADELE GROSSI
antonino monteleone adele grossi


