anna foa gad lerner roberto della seta eitan bondi

FINALMENTE UNA PRESA DI COSCIENZA DA PARTE DEGLI EBREI ITALIANI: "CI STIAMO RADICALIZZANDO" - CRESCE LA PREOCCUPAZIONE DOPO L’ARRESTO DEL CECCHINO DEL 25 APRILE, EITAN BONDI, APPARTENENTE ALLA COMUNITA’ EBRAICA – LA DENUNCIA DI GAD LERNER CHE PARLA DI “DEGENERAZIONE SQUADRISTICA” - LA STORICA ANNA FOA: “SONO STATA ISCRITTA ALLA COMUNITÀ ROMANA FINO A TRE ANNI FA E ME NE SONO ANDATA PERCHÉ NOTAVO QUESTA ESTREMIZZAZIONE” - ROBERTO DELLA SETA, EX SENATORE DEL PD: “LA BRIGATA EBRAICA FU SCIOLTA NEL 1946, QUESTI CHE SE NE DICONO RAPPRESENTANTI SONO EBREI ITALIANI DI DESTRA…” (A INSEGUIRE NETANYAHU SI FINISCE MALE)

 

Francesco Bei per la Repubblica - Estratti

 

La questione che solleva Gad Lerner, per chi ha qualche anno sul groppone, rimanda dritti al celebre articolo di Rossana Rossanda sulle Brigate rosse.

ANNA FOA

 

Non è che questo ragazzo romano, che alcuni hanno persino definito uno squilibrato, appartiene invece all'album di famiglia della comunità ebraica? La domanda, urticante quanto solo Lerner sa essere, il giornalista l'ha posta per primo appena saputo dell'arresto:

 

«Da tempo denunciamo una degenerazione squadristica di elementi che in nome dell'autodifesa minacciano e aggrediscono nelle scuole e per strada chi individuano come nemico di Israele. Basta omertà dall'alto per questi estremisti sospinti al fanatismo da leader irresponsabili. Chi sa parli».

 

Una chiamata di correità che ha provocato reazioni indignate nella comunità romana, ma anche a Milano le accuse di Lerner, subito rilanciate dall'Anpi, hanno trovato un muro in Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica meneghina, già protagonista di un frontale con l'Associazione partigiani in occasione del 25 aprile.

 

«Sono sciocchezze. Non abbiamo mai avuto bande armate», ha detto Meghnagi al Foglio, «per l'Anpi è solo un'occasione per sparare a zero. Siamo contrari a ogni forma di violenza. E anche qualora ci fossero personalità radicalizzate all'interno della comunità saremmo i primi a isolarle».

 

GAD LERNER

Eppure non tutti condividono questa minimizzazione. La storica Anna Foa, ad esempio, parla di qualcosa che ha vissuto sulla sua pelle: «Sono stata iscritta alla comunità romana fino a tre anni fa e me ne sono andata proprio perché notavo questa estremizzazione.

 

Da quando è uscito il mio libro (Il suicidio di Israele, ndr) sono stata insultata in tutti i modi, alla fine mi sono iscritta alla comunità torinese. Non mi stupirebbe se a Roma ci fosse un'ala estremista». Sono persone radicalizzate, «che se fossero in Israele sarebbero coloni», gente che ha importato in Italia la polarizzazione mediorientale. E dunque che fare?

 

ROBERTO DELLA SETA

«Sarebbe opportuno — suggerisce la figlia di Vittorio Foa — che l'Unione delle comunità ebraiche facesse opera di pacificazione, di educazione dei più giovani al dialogo, di apertura nei confronti dei "dissenti". Ora c'è una nuova dirigenza, speriamo riesca ad aprire a quelli che, come noi, sono considerati dei traditori».

 

Eletta a febbraio 2026, la nuova presidente Ucei, Livia Ottolenghi, ieri non era disponibile per un commento perché all'estero. Nel comunicato diffuso dall'Unione si esprime «la più netta condanna di ogni forma di violenza, da qualunque parte provenga», la «solidarietà alle vittime dell'aggressione» di Roma, ma anche «a tutti coloro che lo scorso 25 aprile in varie città d'Italia hanno subito violenze, ingiurie, minacce». Un riferimento a quanto successo a Milano, dove lo spezzone del corteo della Brigata ebraica è stato circondato e fatto oggetto di pesanti insulti.

 

LIVIA OTTOLENGHI

Chi c'era, come Emanuele Fiano, da sempre contrario all'esposizione di bandiere israeliane al corteo del 25 aprile, ricorda «le grida di "assassini, assassini", in una collettivizzazione della colpa del popolo ebraico che mi ha fatto pensare a momenti bui della storia». Detto questo, Fiano la pensa come Anna Foa sulla radicalizzazione: «La violenza che dal 7 Ottobre infiamma il Medio Oriente si è purtroppo trasferita in Occidente. Lo dimostra la virulenza del linguaggio contro Israele ma anche l'episodio di Roma, che è indice di una patologia, non so davvero quanto individuale, di questo ragazzo».

 

Per Fiano (...) anche a Milano «non so cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stato il cordone della polizia a separare chi stava gridando».

EITAN BONDI

 

E, a proposito di Brigata ebraica, Roberto Della Seta, ex senatore del Pd di antica famiglia ebraica romana, ieri ha affidato a un durissimo post il suo pensiero: «La Brigata ebraica fu sciolta nel 1946, questi che se ne dicono rappresentanti sono ebrei italiani di destra, appropriatisi della memoria della vera Brigata e di tanti partigiani ebrei». Un discorso in fondo speculare a quello che altri ebrei, di destra, fanno contro l'Anpi e i suoi attuali rappresentanti, che starebbero usurpando in chiave pro Pal la memoria dei veri partigiani.

 

Volendo uscire con un sorriso da questo conflitto si potrebbe ricordare allora il vecchio adagio rabbinico che cita spesso Riccardo Di Segni: «Dove ci sono due ebrei, trovate tre opinioni diverse». 

anna foaanna foa cover

 

(...)

livia ottolenghi presidente unione delle comunita ebraiche italianeeitan bondieitan bondianna foa

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