laura pausini

TORMENTONE, I LOVE YOU - LA FRASE USATA DALLA PAUSINI SULLA PASSERA IN VISTA (“YO LA TENGO COMO TODAS”) E’ STATA GIA’ STAMPATA SULLE MAGLIETTE, E’ TREND TOPIC SU TWITTER E PROMETTE DI ESSERE IL TORMENTONE 2014 - COME IL SELFIE HA UCCISO L’AUTOGRAFO

1 - HASHTAG - #YOLATENGO O #STAISERENO IL TORMENTONE DIVENTA TWEET

Stefano Bartezzaghi per “La Stampa”

Stefano Bartezzaghi Stefano Bartezzaghi

 

Un tormentone si può cercare o si può subire, ma non lo si può davvero preordinare. Tormentoni cercati erano Pippo Franco che dice «Giuallo» (ci rivolgiamo ai lettori archeologi), o Renzo Arbore che canta «La vita è tutta un quiz», o la pubblicità «Nuovo? No, lavato con Perlana».

 

È quel tipo di frasi che una volta Guia Soncini ha definito «a riempimento automatico». Stava commemorando Lucio Dalla. Basta dire «Caro amico» e qualcuno subito completa «...ti scrivo», come in quei programmi di scrittura in cui si incomincia “nov...” e il dispositivo propone subito “novembre”, anche se uno voleva digitare “Novalis”, o “novità”.

 

laura pausini con la patonza al ventolaura pausini con la patonza al vento

Il tipico tormentone subìto è il clamoroso «a mia insaputa» di Claudio Scajola. Magari in un momento di imbarazzo si usa una frasetta che si considera innocente. Ma invece, senza che il locutore possa farci niente (ma non certo a sua insaputa), la frase diventa un emblema, la fotografia esatta di un atteggiamento, una perfetta chiusura di mille vignette satiriche. Un tormentone.

 

laura pausini con la fica al vento 6laura pausini con la fica al vento 6

È il caso di «Yo la tengo como todas», la frase che la fulminea Laura Pausini ha coniato dopo che le era appena capitato un incidente letteralmente da incubo. Il sogno di esporsi nude o nudi in pubblico è comune e per quanto non sempre risulti propriamente angoscioso si è ben contenti, da desti, di appurare che la circostanza non si è mai realmente verificata.

 

A lei invece si è aperto l’accappatoio indossato alla fine di un concerto affollatissimo per un bis e non è parsa indossare biancheria. Se ne è accorta, si è coperta e con prontezza e praticità, che forse solo una romagnola potrebbe avere, ha detto nel microfono «Si has visto, has visto. Yo la tengo como todas». Se avete visto, avete visto. Ce l’ho come tutte. E con Il desiderio di essere come tutti Francesco Piccolo ha appena vinto il Premio Strega.

 

Dispiace ora ricordare l’incubo divenuto realtà, dopo che la stessa Pausini ha pregato di essere graziata dalle continue evocazioni dell’incidente. Ma in poche ore la frase è stata già ripetuta ovunque, è stata stampata su magliette, promette di diventare il tormentone dell’estate 2014. Non ci si può fare niente.

laura pausini con la fica al vento 5laura pausini con la fica al vento 5

 

La circostanza ha anche dimostrato che, se nessuno ha ancora inventato la macchina per produrre tormentoni industrialmente, la natura del tormentone è però cambiata. Non nelle sue origini: copywriters, parolieri, titolisti, umoristi, teste d’uovo della comunicazione possono sforzare al massimo la loro arte e la loro tecnica; editori, produttori, direttori marketing, politici possono investire milioni per dare visibilità a uno slogan. Ma il tormentone è tale solo se prende vita autonoma e se il passaparola (letteralmente) popolare e popolano lo adotta.

 

Si ride quando grandi capi poco in sintonia con Internet comandano: «Dobbiamo produrre un video virale». Non esiste il tormentone o il virus artificiale: c’è solo quello voluto, quello involontario, quello preterintenzionale. E questo si sapeva già.

 

È a valle che il tormentone ha cambiato natura. Con Twitter è arrivata una certa misurabilità del tormentone, che con l’aggiunta di un cancelletto (nome da tastiera del diesis) e l’abrogazione degli spazi fra le parole e dell’interpunzione si trasforma in hashtag (Yolatengocomotodas).

laura pausini con la fica al vento 4laura pausini con la fica al vento 4

 

L’hashtag viene computato e inserito in una graduatoria di quelli più popolari in quel momento. Sul modo in cui tale graduatoria venga prodotta dagli algoritmi circolano le voci più discordanti, perché non c’è nulla di più opinabile dell’aritmetica. Ma in un mondo in cui ha valore solo ciò che è denumerabile, vedere un tormentone entrare in una classifica non fa che aumentarne l’uso e la visibilità: lo rende una notizia in sé e lo indica come «quello che oggi tutti dicono» e di conseguenza «quello che bisogna dire oggi per dimostrare di essere nel trend».

 

laura pausini con la fica al vento 3laura pausini con la fica al vento 3

Da risorsa espressiva per battutari solitari l’hashtag è infine arrivato sino a Palazzo Chigi, con Beppe Grillo che twitta colpodistato e Matteo Renzi che ribatte sidicesole o con quell’enricostaisereno che ha generato una quantità pressoché infinita di varianti.

“Come tutti” è il vero hashtag del momento. Siamo un paese a vocazione maggioritaria.

 

Riempimenti automatici, riflessi condizionati, voglia di essere parte della corrente, comportamenti apparentemente volontari ma in realtà (quelli sì) obbedienti agli impulsi dell’empatia, del mirroring neuronale, del comando lasciato alle emozioni, del riso e del pianto come uniche forme di reazione inequivoche e quindi “spontanee”, “sincere”. Ce l’abbiamo, questo, tutte e tutti, come tutte e tutti. Non ci sono accappatoi che possano coprirlo.

 

2 - AUTOGRAFO ADDIO, C’È IL SELFIE

Da “La Repubblica”

 

mara carfagna   stefania prestigiacomo selfiemara carfagna stefania prestigiacomo selfie

Fine di un rito, meglio, sua evoluzione tecnologica. Per anni l’autografo ha avvicinato l’attore al suo spettatore, al fan, all’ammiratore. Un pezzo di carta, una firma per unirsi alla star. Ormai è arrivato il selfie, la foto col cellulare, la testimonianza elettronica che cancella la parola scritta. Nel West End, la zona dei teatri di Londra, ormai è prassi.

 

È un miracolo tutto britannico che la gente riempia i teatri per spettacoli di ogni tipo: l’anno scorso i biglietti emessi hanno superato quelli per le partite di calcio. Ma anche per le migliori commedie, per i drammi e l’opera più seri, la modernità si impone: nessuno chiede più autografi, tutti si fotografano con l’attore amato e ammirato. A pagina 3 del Sunday Times ieri c’era Carey Mulligan che si lascia selfare da una sua fan alla fine di “Skylight”.

selfie della cyrus in bagnoselfie della cyrus in bagno

 

L’attrice, che ha recitato con Leonardo Di Caprio, nel “Grande Gatsby” di Baz Luhrmann si concede alle foto col telefonino, sorridendo impostata. Ci sono 22 milioni di spettatori che ogni anno pagano un biglietto nei teatri di Londra e Robert Fox, il produttore di “Skylight”, dice che «gli attori sono felici di farlo, dipende solo dalla loro disponibilità, ma alla fine della recita rimangono sempre per 15 minuti con i loro ammiratori, e accettano i selfie con naturalezza». Il selfie è un passo in avanti rispetto all’autografo: col selfie siamo tutti accanto al nostro beniamino, con lui, allo stesso livello. Almeno in foto.

 

selfie giulia innocenzi daria bignardi myrta merlinoselfie giulia innocenzi daria bignardi myrta merlino

 

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?