PARENTI SERPENTI – PERNA ‘PITTURA’ STEFANIA GIANNINI, LA MINISTRA DELL’ISTRUZIONE SCOPERTA DAL BANANA CHE BOCCIA IL SUO GOVERNO METTENDO A TACERE LA MADIA E BACCHETTANDO RENZIE

Giancarlo Perna per "il Giornale"

Entrando in un ambiente nuovo, Stefania Giannini lo fa in punta di piedi ma presto si trasforma in schiacciasassi e ruba la scena. Si era affacciata alla politica solo un anno fa come ultima ruota del carro di Scelta Civica, all'ombra di Mario Monti, che pareva un semidio.

Nove mesi dopo, era già segretario del partito mentre Monti finiva nel dimenticatoio. Due mesi fa,è stata l'unica di Sc a eccitare la fantasia di Matteo Renzi al punto da farsi nominare ministro dell'Istruzione lasciando basiti i vecchi volponi del suo partito che da lustri bazzicano il Palazzo con meno soddisfazioni di quelle che si è cavate lei in un anno.

La cinquantatreenne Giannini è una lucchese dalla lingua puntuta che ha messo questo suo agile organo al centro dei propri interessi diventando glottologa di fama. Se non avete letto La geminazione consonantica in latino , peggio per voi. Sappiate però che, quest'opera d'esordio,le propiziò nel 1991 la prima cattedra, quella di associata di Glottologia e Linguistica all'Università per Stranieri di Perugia.

Ateneo di cui - col solito passo: all'inizio cauto, poi prorompente- divenne rettore tra il 2004 e il 2013. Carica che lasciò, dopo tre rielezioni, solo per rispondere alla chiamata del collega cattedratico, Monti, che le offrì un seggio al Senato. Fu così che le si spalancò davanti un nuovo mondo da conquistare e che, come abbiamo visto, sta già colonizzando con foga bersagliera.

Insediandosi al dicastero dell'Istruzione, Stefania ha mandato sulle furie la sinistra scolastica. Gli insegnanti democrat non le perdonano due cose: il continuo parlare di«merito»come freno alla somaraggine, perché cozza contro il sacro principio dell'eguaglianza purchessia; la simpatia per la scuola privata considerata a sinistra uno sfregio a quella pubblica, suo tradizionale bastione.

Così, sia per l'aria biondo-oltremanica che per l'aspetto rigido,la prendono per i fondelli. La chiamano Stefania Parker Bowles, alludendo all'imbranata Camilla, consorte di Carlo d'Inghilterra o, in alternativa, Lagarde de noantri (da Christine, direttore del Fmi) che, sotto sotto, è però un riconoscimento del suo piglio condottiere.

In effetti, dopo avere fatto per mesi la gattamorta al Senato, diventata ministro, Stefania si è scatenata polemizzando con questo e quello. L'impressione è che le piaccia prendere il prossimo in castagna come fanno appunto i docenti agli esami. Ha vinto facile con la sprovveduta collega Marianna Madia, la trentatreenne ministro della Funzione pubblica che, per creare spazio ai giovani, voleva rottamare 85 mila anziani della Pa.

«Un sistema sano non mandaa casa gli anziani per fare entrare i giovani», l'ha fulminata severa e a Madia, che aspettava un bebè, sono venute le doglie anticipate. Poi se l'è presa anche col modo d'essere di Renzi come se lei fosse il suo precettore e non lui il suo premier. Come ricorderete, durante il dibattito sull'abolizione del Senato, Matteo ripeteva ossessivamente, presto, presto.

Al che Giannini, stufa,l'ha rimbeccato: «Il verbo aspettare non appartiene al vocabolario del presidente del Consiglio che ha fatto della rapidità la chiave del successo. Ma se il metodo diventa l'obiettivo, è pericoloso. Anche sul Senato la riflessione è necessaria ». Mancava solo uno scappellotto. Stefania è una figlia unica che ha radicalmente deviato dalle tradizioni di famiglia.

Nella frazione dov'è nata - Ponte a Moiano, a nord di Lucca in direzione Garfagnana - i Giannini avevano una gelateria-pizzeria e l'abitazione sopra il locale.Come Margaret Thatcher nella bottega del babbo droghiere, anche il futuro ministro aiutava i genitori servendo pizze e gelati. Brillante scolara, frequentò il Liceo classico Machiavelli. Zoppicava solo in Matematica, cosa che nell'anno della maturità la riempì di tanto terrore da sbiancarle le chiome da biondo oro all'attuale chiara d'uovo.

Mentre cominciava gli studi filologici stregò il coetaneo, Luca Rossello, che cadde come un mango, diventando suo marito. Rossello, ingegnere, è oggi pezzo da novanta della Tagetik, azienda informatica che fornisce software finanziari a banche e affini (Unicredit è suo grosso cliente). Hanno due figli, Enrico e Edoardo, nati negli anni Novanta, proprio quando Stefania, vinti i concorsi, si trasferiva di fatto a Perugia per ricoprire la cattedra sia all'Università per gli Stranieri che alla Statale.

Aveva dato la priorità alla carriera, piuttosto che all'influenza sui due ragazzi che vedeva solo per il fine settimana. Tant'è che nessun dei due ha scelto di fare il glottologo ma studiano entrambi Ingegneria come il padre.

Il senato accademico dell'Università per gli Stranieri la elesse rettore a 44 anni (2004), in sostituzione della veterana, Paola Bianchi De Vecchi, per rilanciare l'Istituto. Aveva infatti fama di energica, dura, intraprendente. Non deluse le aspettative. L'idea era quella di diffondere lingua e cultura italiana per incrementare i commerci. Puntò subito sulla Cina in espansione e ha tanto moltiplicato gli studenti cinesi che imparano l'Italiano che oggi Perugia sembra Shangai. La sua Università divenne di moda. E questo nonostante o forse anche per il caso Meredith Kercher.

A furia di sentirsi dire brava, Stefania si è fatta prendere la mano. Così, in queste settimane, la Corte dei Conti ha aperto un'indagine su un paio di episodi della sua gestione: un Falcon noleggiato a spese dell'Università (16.400 euro) per portare lei e Roberto Benigni a Bruxelles per una lettura dantesca nel centocinquantesimo dell'Unità nazionale ( 2011); 525 mila euro gettati al vento per affittare dei locali in cui creare una «Scuola internazionale di cucina italiana », in realtà mai aperta. Giannini, com'è moda ai tempi di Renzi, sta serena e si mostra sicura.

Il primo a scoprire politicamente Stefania fu, al solito, il Cav. La conobbe a cena da Luisa Todini, imprenditrice perugina, oggi consigliere Pdl della Rai, alla vigilia delle regionali 2010. Il Berlusca - allora premier - fu colpito dal cervello e dall'involucro.«Vuole essere la nostra candidata a Governatore umbro?» le chiese galante, ricevendone per risposta un eloquente battito di ciglia. Il progetto si arenò per la rivolta del Pdl locale che non voleva un'estranea calata dall'alto. Giannini allora capì che i partiti di massa non facevano per lei e si avvicinò a Italia Futura che, essendo del raffinato Luca Cordero di Montezemolo, era più consona a un rettore. Entrò così nel giro di Monti, ne scansò il fallimento e con un oplà è finita al governo.

 

MARIANNA MADIA MARIA ELENA BOSCHI STEFANIA GIANNINI FEDERICA MOGHERINI IN SENATO FOTO LAPRESSE GIANNINI STEFANIA FOTO LAPRESSE MARIANNA MADIA MARIANNA MADIA FOTO LAPRESSE RENZI MONTI MONTEZEMOLO RENZI E MONTI A PALAZZO VECCHIO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…