giorgia todrani

“UN RITOCCHINO? NON LO FAREI, MA PERCHÉ HO PAURA CHE POSSA ACCADERMI QUALCOSA DI TERRIBILE” – GIORGIA TORNA A “X FACTOR” E PARLA CON NATALIA ASPESI DI 30 ANNI DI CARRIERA, DI UN MATRIMONIO MAI CELEBRATO CON IL COREOGRAFO EMANUEL LO (“LUI ME L’HA CHIESTO, IO HO DETTO SÌ. POI NESSUNO HA ORGANIZZATO, QUINDI NON È SUCCESSO”) E DEL NO ALLA CHIRURGIA ESTETICA: “PER RINCORRERE UNA BELLEZZA E UNA GIOVINEZZA CHE STANNO ANDANDO VIA, NON SONO DISPOSTA A NON RICONOSCERMI” – LA "DIFFIDENZA" PER LE QUOTE ROSA, LE CRITICHE (“AGLI INIZI DELLA CARRIERA MI ACCUSAVANO DI ESSERE FREDDA. ECCO, FREDDA NO. E ANCHE ANTIPATICA NON MI PIACE, PERCHÉ MI SENTO SIMPATICISSIMA”) E LE NOZZE: “CI TENGO, E TANTO. PERÒ SO CHE NON BISOGNA MAI METTERE LA PROPRIA VITA NELLE MANI DI NESSUNO, TANTOMENO DI UN UOMO”

 

 

Natalia Aspesi per repubblica - Estratti

 

Come fa Giorgia a essere la cantante più nota, la voce più bella e amata da tutti, senza essere vestita da diva?

giorgia todrani 45

«Ma non è vero, dai. L’affetto del pubblico mi stupisce veramente. In realtà è proprio il tempo a dargli valore. Quando avevo vent’anni non ci avrei mai creduto. Adesso scoprire che c’è un legame, lo voglio chiamare così, mi responsabilizza perché è come ricominciare ogni volta per esserne all’altezza. Il canto è qualcosa che mi passa attraverso».

 

(…) L’unica che non mi è piaciuta risale agli inizi della carriera, quando mi accusavano di essere fredda perché evidentemente sembrava non trasparire tutto questo mondo che avevo dentro. Ecco, fredda no. E anche antipatica non mi piace, perché mi sento simpaticissima (ride)».

 

Però volevo tornare alla voglia che ha di cantare: non la stanca mai?

«Molto spesso. A seconda dei momenti della vita. Soprattutto adesso, è ancora più faticoso. Tante volte ho detto basta».

 

Perché adesso è più difficile?

«Perché ora il cantare è molto collegato all’apparire, e al vendere. Si può comunque fare un discorso artistico, ma se vuoi essere in questo tempo, devi tenere conto di una serie di “logiche”.

 

giorgia todrani

Devi mediare tra quello che sei e quello che vuoi dare al pubblico. Io l’ho fatto. Ho avuto anche periodi in cui facevo quello che volevo, punto. Li ho pagati, va bene. In questi ultimi anni mi sono proprio rimessa in gioco, vedere se ero ancora capace di scrivere canzoni».

 

E ne è capace?

«La gente dice di sì. Io non sempre mi sento capace, a volte va meglio, altre peggio. Nella nuova musica che arriva a breve c’è anche qualcosa di mio: avevo smesso di scrivere, non trovavo una chiave ma ci ho lavorato un po’, mi sono messa in ascolto e credo di aver tirato fuori qualcosa di coerente con me stessa e con la scrittura contemporanea».

 

Ma lei può pensare alla sua vita senza il canto?

«Questo pensiero non l’ho mai fatto. Però non sono di quelli che dicono che la musica è tutto. Forse proprio perché è sempre stata una parte di me. Essere cresciuta in questo ambiente, vedere mio padre che faceva le prove, i momenti bui, i momenti belli, forse l’ho data anche per scontata. Però mi piace anche fare altro, non voglio fare sempre e solo quello».

 

Si è mai data un termine?

«Sì, anni fa. E l’ho già superato. Volevo cambiare lavoro quando avevo 26 anni, poi a 35…».

 

(…)

Nel 1995 ha vinto Sanremo con Come saprei: quanto è stato importante per lei, come persona, non solo come artista?

giorgia todrani pippo baudo

«Non me ne sono resa conto. Gli ho dato importanza, certo, però non capivo il motivo per cui tutti erano così contenti. Anch’io lo ero, però più per le persone che lavoravano con me e che erano felici. E poi pensavo che non mi cambiasse poi così tanto la vita».

 

(…)

In quel Sanremo c’era Pippo Baudo: lei dice spesso che gli deve molto. C’è un’altra persona che ha influito tanto sulla sua vita e che vorrebbe ringraziare ora?

«Pippo ha creduto in me senza riserve e mi ha aiutato anche nei momenti bui.

 

Un’altra persona a cui devo molto è mia zia Diana, la sorella di mia madre, la prima a credere nel mio talento: mi veniva a prendere a scuola con la scusa di fare delle analisi e invece mi portava a fare i provini, mi ha fatto fare il primo servizio fotografico… Adesso non c’è più, ma spero possa vedere che in fondo aveva ragione.

 

GIORGIA TODRANI

Devo molto anche a Pino Daniele: mi ha aiutata a ricordare che c’è un’ispirazione che ci spinge a fare ciò che facciamo e che va sempre protetta e tutelata. Poi mio padre, un esempio di come si possa essere appassionati della musica a prescindere dal successo e dall’età. Anche l’incontro con Dee Dee Bridgewater, anni fa, fu importante: mi disse di proteggere la mia scrittura e che quando sei donna devi lottare un po’ di più per essere credibile. Anche Gino Paoli mi disse una cosa simile. Sono tante le persone a cui sono grata: il mio maestro di canto, la mia famiglia, il mio team attuale che è composto quasi di sole donne».

 

Comunque, lei adesso va avanti a cantare come se nulla fosse.

«“Come se nulla fosse” diventerà il mio mantra. Comunque, alle donne si perdonano meno le cose, anche l’invecchiare: per noi è vietato».

 

È vero. Vale anche nella vita normale, vedi un bell’uomo sui 70 anni e dici “Che divino”. Se fai vedere una signora, “Oh madonna!”. La verità è che il corpo cambia ed è inutile voler fare la giovinetta se non lo sei. Lei, come donna, crede che l’intervento chirurgico sia giusto?

giorgia todrani 1

«Io non lo farei, ma perché ho paura che possa accadermi qualcosa di terribile. Mi rendo conto, però, che molte vivono il passare del tempo come una fragilità e non mi sento di giudicare. Però io per rincorrere una bellezza e una giovinezza che stanno andando via, non sono disposta a non riconoscermi».

 

Tanto più che ho notato che, oggi, le ragazze di oltre 50 anni sono bellissime: così, naturali, non truccate. Noi, già a 25, eravamo da buttarci nel cesso perché sembravamo vecchie.

«Adesso c’è molta più cura, e va benissimo. Mi spaventa non essere più se stesse. Che, poi, è sempre qualcosa che si fa per rincorrere un modello esterno. Il messaggio è: se non sei più sessualmente appetibile non vai più bene. È questo che va cambiato».

 

È dura però.

«Molto dura, sì. Ho 55 anni, quindi devo strutturarmi mentalmente altrimenti si crolla. Però la vita è altrove, è molto di più, deve esserlo».

Lei è bellissima.

«Adesso le dirò una cosa: questo lo dobbiamo anche a lei».

Aiuto, perché?

«È vero, è quello che lei ci ha insegnato: devi essere te stessa».

 

Lei ha un compagno da tanti anni, il coreografo Emanuel Lo.

«Il padre di mio figlio Samuel, sì. Vivo con tutti maschi, per fortuna ho delle gatte femmine, parlo con loro (ride)».

 

Com’è il suo ragazzo?

giorgia todrani

«Ha 16 anni. È intelligente, ha molto senso dell’umorismo e quella è una salvezza. Noi litighiamo moltissimo, però grazie all’umorismo ne usciamo sempre. Adesso è in questa fase in cui afferma la sua personalità».

 

(...)

E lei che madre è? Severa, apprensiva, indulgente?

«Sono severa, ma la cosa più bella che suo padre e io facciamo è lasciarlo libero di scegliere chi essere. Poi, ovviamente, gli stiamo accanto, parliamo. Ma non gli abbiamo mai imposto lo sport da fare, quale musica ascoltare. Penso che i figli siano delle persone già fatte. Non sono tuoi. Tu li accompagni, impari con loro.

 

Le faccio un esempio: Samuel ha sempre avuto i capelli lunghi, li ha appena tagliati. Ha deciso lui, ha aspettato il suo momento. Poi, certo, sono una che rompe sui compiti, gli orari...

 

Anche il padre lo è, ma io di più. All’inizio, studiavamo insieme e una volta mi disse: “Piuttosto che fare i compiti con te esco alle 8 di sera da scuola”. Quest’anno è stato molto bravo, ha fatto la terza del liceo scientifico statale, è abituato a essere responsabile».

 

Ma perché non ha sposato il suo compagno?

GIORGIA TODRANI A SANREMO - FOTO LAPRESSE

«Allora, è andata così: lui me l’ha chiesto, io ho detto sì. Poi nessuno ha organizzato, quindi non è successo. Forse lui si aspettava che organizzassi io, ma io avevo da fare altre cose, non potevo stare a fare anche il matrimonio».

 

Un po’ ci tiene, però.

«Ma certo, e tanto. Però, ecco: io sono cresciuta in una famiglia di donne forti, sono abituata a essere indipendente. So che non bisogna mai mettere la propria vita nelle mani di nessuno, tantomeno di un uomo».

 

Non dipende da un uomo, sicura?

«Questa domanda è tremenda. Oddio emotivamente forse un pochino però ci lavoro tutti i giorni».

Glielo chiedo perché io so che alla fine, per le donne, è ancora bello aiutare gli uomini.

«Ma si aiutassero da soli (ride)».

 

Lei pretende troppo!

«E comunque, devo dirglielo: io sono cresciuta anche con le sue parole, con modelli come il suo. Prima di venire qui stamattina ho chiamato mia madre, le ho detto: “Vedi che qualcosa di buono nella vita l’ho fatto perché sto andando a incontrare la signora Aspesi”. E mia madre: “Finalmente figlia mia qualcosa di bello che ti succede”. Quindi non posso parlare con lei e dirle che dipendo da un uomo: mamma mi mena, non posso fare questa brutta figura (ride)».

GIORGIA TODRANI A SANREMO - FOTO LAPRESSE

 

(...)

Mi ha colpito una cosa che ha detto dopo l’ultimo Sanremo: che c’è qualcosa di antico, quasi di atavico, nel fatto che le donne non votino le donne. Ci vorrebbero le quote rosa nella musica come nella politica?

«Sono un po’ diffidente rispetto alle quote rosa, nel senso che anche quando si va a sottolineare il primato di una donna, la trovo un’ulteriore forma di limitazione. Non dobbiamo stupirci se c’è una donna al governo: c’è una persona che è anche una donna. È sulle nuove generazioni che dobbiamo lavorare. Quando mio figlio era piccolo gli spiegavo che le streghe erano un’invenzione e che quelle donne, probabilmente, erano dottori ma davano fastidio. Bisogna dare modelli diversi».

 

Per la mia generazione, purtroppo, era impossibile la complicità femminile. C’era così tanta gelosia. Perché comunque avere un uomo, magari anche completamente scemo, sembrava importante. Noi siamo state allevate veramente molto male. Se adesso le donne davvero si ribellano…

GIORGIA TODRANI A SANREMO - FOTO LAPRESSE

«Mia mamma si ricorda benissimo di quante volte lei, Natalia, ha scritto che non aveva bisogno di un uomo o di fare figli per essere una donna. Ecco, queste parole hanno fatto la differenza. Per più di una generazione il suo esempio è stato fondamentale».

 

(...)

Lei sembra sempre così sorridente, posata, non c’è mai un gossip. Che noia: possibile?

«In realtà quando entro in casa, mi dicono che sono insopportabile. Ho la mania del controllo, le cose le devo mettere a posto io, sono esigente. Tutto questo sorriso poi non è che ci sia sempre. Anche perché tendo… alla tragedia, a pensare che accadrà qualcosa di terribile. Per me arriva il meteorite fra cinque minuti e ci fa fuori tutti».

giorgia todrani

 

GIORGIA TODRANIgiorgia todranigiorgia todrani

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