IL DIVANO DEI GIUSTI - STASERA IN CHIARO TORNA, LO DICO PER DAGO, “MUTANDE PAZZE”, CINE 34 ALL’1,15, CON MONICA GUERRITORE E EVA GRIMALDI SUPERSEXY, RAOUL BOVA QUANDO ERA SOLO UN RAGAZZOTTO, VENANTINO VENANTINI, IL FINTO VITTORIO SGARBI DI GIOVANNI VISENTINI, IL FINTO TINTO BRASS DI ALDO RALLI, IL VERO ALDO BUSI DI ALDO BUSI CHE MOSTRA IL PISELLO. RIMANE L’UNICO O QUASI FILM DI SATIRA SUL MONDO DELLA RAI E SULLE MEZZECALZE CHE CI GIRANO ATTORNO. INVECCHIANDO MIGLIORA E CI MOSTRA INTATTE TUTTE LE RACCOMANDATE DI CECCHI GORI E DI BERLUSCONI. BEI TEMPI…. – VIDEO

 

 

 

 

 

nomadland

Il divano dei giusti 24 aprile

Marco Giusti per Dagospia

 

Lo abbiamo capito tutti. Il 26 riaprono i cinema, anche se non si sa bene quali e con che film, e dal 30 avremo a casa film importanti come “Nomadland” di Chloé Zhao fresco di corsa all’Oscar su Disney + e “Senza rimorsi” di Stefano Sollima con Michael B. Jordan su Prime.

 

freaks out

Ma per vedere almeno le perle dell’anno scorso, “Freaks Out” di Mainetti, “Diabolik” dei Manetti, “Tre piani” di Nanni Moretti, devono prima passare festival e probabilmente Natale e Capodanno, anche se sembreranno, ahimé, un po’ datati.

 

the new mutants 2

Intanto sulle piattaforme potete vedervi il nientedeché(anzi) “The New Mutants” di tal Josh Boone, su Sky, con cinque X men giovani e problematici, con ben due star ragazzette, la Maisie Williams di “Games of Throne” e la favolosa Anya Taylor Joy di “The Queen’s Gambit”, i più inediti Blue Hunt, Charlie Heaton e Alice Braga come professoressa dei marmocchi.

 

kate winslet saorsie ronan ammonite

 

O su Prime il più che decente “Ammonite” di Francis Lee, lesbo movie coi gonnelloni ottocenteschi, cioè storia d’amore tra una Kate Winslet cacciatrice di fossile e Saorsie Ronan sulle fredde spiagge inglese. Mah…

 

eva grimaldi raul bova - mutande pazze

Ieri i buongustai saranno passati da Travaglio e Cacciari, i Pio e Amedeo di Lilli Gruber ai veri Pio e Amedeo di Canale5 in quello che si rivela il programma dell’anno alla faccia di Lol. Stasera in chiaro torna, lo dico per Dago, “Mutande pazze”, Cine 34 all’1,15, con Monica Guerritore e Eva Grimaldi supersexy, Raoul Bova quando era solo un ragazzotto, Venantino Venantini, il finto Vittorio Sgarbi di Giovanni Visentini, il finto Tinto Brass di Aldo Ralli, il vero Aldo Busi di Aldo Busi che mostra il pisello.

 

eva grimaldi mutande pazze 2

 

A oggi rimane l’unico o quasi film di satira sul mondo della Rai e sulle mezzecalze che ci girano attorno, pieno di riferimenti che in tanti sapranno cogliere. Prodotto da Marione Cecchi Gori. Invecchiando migliora e ci mostra intatte tutte le raccomandate di Cecchi Gori e di Berlusconi. Bei tempi.

 

Senza arrivare a capolavori della notte, come “Love Birds – Una strana voglia d’amare”, Cine 34 alle 3, 05, capolavoro stracult diretto da Mario Caiano quando si sentiva Antonioni, film di una noia mortale su coppie che vogliono scopare con Claudine Auger, Tony Kendall, Christine Kaufman, o come “…e se domani” di Giovanni La Parola con Luca e Paolo, ma anche col grande Gigi Burruano, Italia 1 alle 2, 55, la prima serata, ve lo dico, non offre quasi nulla.

 

 

fantozzi 2000. la clonazione 1

James Coburn odiava “Una ragione per vivere, una per morire”, Cine 34 alle 21, diretto da Tonino Valerii con Bud Spencer, Telly Savalas, José Suarez e Ugo Fangareggi, sorta di “Quella sporca dozzina” dello spaghetti western.

 

miele di donna

In un primo tempo, almeno fino all’aprile del 1972, si era parlato di una coppia formata da Bud Spencer e Lee Van Cleef. Prima ancora, come ricorda lo stesso Valerii, doveva esserci Eli Wallach al posto di Bud Spencer. “Il film era nato come una co-produzione con una major statunitense e doveva essere interpretato, nel ruolo che fu poi di Spencer, da Eli Wallach.

 

 

james coburn bud spencer una ragione per vivere, una per morire

Ma, venuto meno l’accordo con gli americani, i produttori ed io pensammo di affidarlo all’attore che proprio in quel momento stava riscuotendo grande successo in Italia e all’estero”. Solo che, siccome Bud Spencer aveva poche settimane a disposizione, la sua parte si dovette girare in gran fretta.

Monica Guerritore - mutande pazze

 

Telly Savalas è un cattivo sadico, depravata e così gay che si accende i sigari sfregando i fiammiferi sulle palle delle statue maschili nude del suo regno.  Non è bello come la vecchia versione che del romanzo di Thomas Hardy ne fece John Schlesinger il nuovo “Via dalla pazza folla” diretto dal giovane maestro Thomas Vinterberg, Rai Movie alle 21, 10. Attorno alla sempre strepitosa Carey Mulligan ruotano le vite di tre maschi più o meno pazzamente innamorati, il pastore di pecore Gabriel Oak, l’ormai gettonatissimo Matthias Schoenarts, il ricco proprietario William Boldwood, cioè Michael Sheen, e il bel sergente Francis Troy, cioè Tom Sturridge, abile con la spada e con le femmine.

 

via dalla pazza folla

Vi dico subito che non è facile scordare il vecchio Via dalla pazza folla diretto da John Schlesinger nel 1967, scritto da Frederick Raphael, fotografato in un incredibile 70mm da Nicolas Roeg e che vantava attori come Julie Christie, una miss Everden fresca della Lara di Zivago, un Terence Stamp bellissimo nel ruolo di Troy, un Peter Finch perfetto come Boldwood e un Alan Bates solido come Gabriel Oak. E non scordare la grandiosa scena di quando Terence Stamp si spoglia nudo della divisa rossa da dragone e si butta nel mare d’inverno inglese.

carey mulligan via dalla pazza folla

 

Talmente forte che Vinterberg si deve inventare una messa in scena totalmente diversa, con riprese del mare dall’alto. Ma anche il copione che ha scritto David Nicholls, l’autore di One Day, già messo alla prova su Thomas Hardy con una versione televisiva di Tess d’Urbeville, è di gran pregio, la regia di Vinterberg, in un film chiaramente su commissione, è intelligente, elegante e scioglie i nodi melodrammatici più pericolosi del romanzo con belle costruzioni di montaggio e di costruzioni visive che, solo lì, rimandano a Festen e al cinema dogmatico.

 

Aldo Busi - Mutande pazze

 

Solo per i fan dei Taviani propongo il loro superclassico antifascista “La notte di San Lorenzo”, Rai Storia alle 21, 10, con Omero Antonutti, Margherita Lozano, Dario Cantarelli, che trovò anche allora infami critici che lo consideravano trashissimo. Il film del 25 aprile di rete 4 alle 21 è invece “Don Camillo monsignore… ma non troppo” di Carmine Gallone con Ferandel, Gino cervi, Leda Gloria, Gina Rovere e Saro Urzi. Ho sempre odiato la serie di Don Camillo, anche se ha cast meravigliosi.

 

fantozzi 2000. la clonazione

In seconda serata i fan di Clio Goldsmith e quelli ancora più scatenati di Donatella Damiani, scoperta da Fellini in “La città delle donne”, impazziranno per il pur non riuscitissimo “Miele di donna” di Gianfranco Angelucci detto Jeff, per anni ombra e braccio destro proprio di Fellini, Cielo alle 21.

miele di donna

 

Quasi ogni rete tira fuori dalla salamoia un film adatto al 25 aprile. La7 alle 21, 15 se la cava con lo stravisto “Mussolini, ultimo atto” di Carlo Lizzani con Rod Steiger che fa il Duce in fuga, Lisa Gastoni come Claretta, Henry Fonda come Schuster, Franco Nero e Lino Capolicchio come partigiani, Giusepe Addobbati come Cadorna, Luciano Pigozzi che fa il fascista. Era vecchio e un po’ sballato anche quando uscì, ma Steiger è bravo.

mussolini, ultimo atto

 

“Fantozzi 2000. La clonazione” di Domenico Saverni, ultimo film della saga con Paolo Villaggio, Milena Vukotich, Anna Mazzamauro, Dodi Conti come Ughina, e Guido Nicheli che insegna matematica nelle regioni leghiste, "Se in una fabbrica del nord ci sono 1500 operai, terroni naturalmente..." Rete 4 alle 23, 50, è terribile, odiato da tutti, ma me lo rivedrei volentieri.

 

 

Monica Guerritore - Mutande pazze

Era un curioso esperimento “Due uomini, quattro donne e una mucca depressa” di Anna Di Francisca, Rai Movie alle 00, 55, con Miki Majnolovic, la spagnola Maribel Verdù, Ana Caterina Morariu. Adoro, anche se ammetto che fu un disastro economico e una lavorazione piena di problemi perché Terry Gilliam era fuori di testa, “Le avventure del Barone di Munchausen”, Iris all’1, 35, con John Neville come Barone, Sarah Polley che rischiò la vita più volte, Oliver Reed meraviglioso, Uma Thurman come Venere,

 

Rai Tre all’1, 40 per celebrare il 25 aprile tira fuori un vecchio film di Luigi Faccini, “Nella città perduta di Sarzana”, Franco Graziosi, Riccardo Cucciolla, Bruno Corazzari, Piero Vida che ripercorre la vera storia di seciento camicie nere che nel 1921 cercarono di liberare dieci fascisti rinchiusi nelle prigioni di Sarzana per avere capitanato una spedizione punitiva che aveva fatto cinque morti. Certo, nessuna rete ha saputo tirar fuori un film sul 25 aprile davvero riuscito o di qualche interesse.  

una ragione per vivere, una per morire nella citta perduta di sarzanaeva grimaldi - mutande pazzevia dalla pazza folla via dalla pazza folla 1la notte di san lorenzo la notte di san lorenzomiele di donna 2the new mutantslove birds – una strana voglia d’amare the new mutants love birds – una strana voglia d’amarelove birds – una strana voglia d’amare le avventure del barone di munchausendue uomini, quattro donne e una mucca depressamiele di donnadue uomini, quattro donne e una mucca depressa eva grimaldi mutande pazze nella citta perduta di sarzanaEva Grimaldi - Mutande pazze

Ultimi Dagoreport

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTI L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...

renato schifani giorgia meloni

UN BEL CANNOLO PER IL CENTRODESTRA – RENATO SCHIFANI HA MINACCIATO DI DIMETTERSI SUBITO DA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PER FAR SALTARE IL GIOCHINO IMMAGINATO DA PALAZZO CHIGI: ELEZIONI REGIONALI SULL'ISOLA INSIEME ALLE POLITICHE E ALLE AMMINISTRATIVE, ALL’ELECTION DAY DI MAGGIO. CON LA PROBABILE VITTORIA IN SICILIA, SI BILANCEREBBE IL “TRAINO” A SINISTRA DELLE GRANDI CITTA’ AL VOTO (MILANO, ROMA, NAPOLI, BOLOGNA, TORINO) - QUANDO HA SAPUTO CHE LA SUA SCALATA AL CSM SI E’ FERMATA, SCHIFANI E’ ANDATO SU TUTTE LE FURIE E ORA TOCCA PLACARLO CON UNA NUOVA PROMESSA, ALTRIMENTI RENATINO SI RICANDIDA E ROMPE LE UOVA NEL PANIERE A TAJANI E A TUTTO IL CENTRODESTRA - LA GIUNTA È STATA CONVOCATA PER DOMANI: ADDIO IN VISTA?

flavio bolsonaro criminalita brasile

FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL SUCCESSO DI BOLSONARO JR AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN BRASILE È LEGATA SOPRATTUTTO ALLE SUE PROMESSE DI ORDINE E REPRESSIONE DELLA CRIMINALITÀ - IL SUDAMERICA È IL BUCO NERO DEL MONDO: IL 30-33% DEGLI OMICIDI MONDIALI SI CONCENTRA IN AMERICA LATINA (E IL BRASILE, CHE OSPITA QUASI LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DEL CONTINENTE, HA IL “RECORD” DEL 40% DEI MORTI AMMAZZATI DEL SUD AMERICA)

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)