stracult night show andrea delogu gmax marco giusti fabrizio biggio

TALMENTE GIUSTI DA ESSERE “STRACULT” - I VENT’ANNI DELLA TRASMISSIONE DI RAIDUE CELEBRATI DA MARCO GIUSTI: “VADO PAZZO PER IL TRASH, NON POSSO FARCI NULLA. MI VENGONO IN MENTE CERTE POLEMICHE DI GIORNALI DI ESTREMA SINISTRA DEGLI ANNI ‘70, SOSTENEVANO CHE PER COME I COSIDDETTI GRANDI AUTORI TRATTAVANO LA QUESTIONE FEMMINILE, A QUEL PUNTO ERANO MEGLIO NANDO CICERO, MARIANO LAURENTI E LE COMMEDIACCE…”

Antonio Dipollina per “la Repubblica”

 

marco giusti

Nel 2000 Marco Giusti aveva appena pubblicato un libro su cinema trash, b-movie e non solo, si chiamava Stracult e il direttore di Rai2 era Sal Mineo. Nel senso che quello era l'alias che si era dato Carlo Freccero - in una Rai2 memorabile ma vagamente in senso opposto a quella attuale. Freccero, quindi: che volle un programma tv su quelle cose e lo firmò appunto Sal Mineo, lasciando Giusti libero di navigare dentro un ruolo che esaltava il cinema detestato dai benpensanti a vario titolo, che adorava Tomas Milian e Bombolo, ma anche Sergio Leone - a cui si pensava di dovere un risarcimento - in un luogo di nicchia televisivo che magari sarebbe vissuto una stagione o due.

 

Stracult ha invece appena chiuso la sua ventesima edizione e la ricorrenza viene celebrata in questi giovedì fuori stagione con puntate speciali: si è partiti con Dino Risi, si andrà avanti con cose di montaggio di epoche storiche per il cinema di genere. La missione, adesso che Stracult è uno show con uso di musica live e conduttori sbarazzini (Fabrizio Biggio e Andrea Delogu), però non è cambiata di una virgola.

andrea delogu fabrizio biggio marco giusti

 

Giusti, lei sarebbe un critico anche serio, ma Stracult è la sala dei giochi di sempre e guai a chi la tocca. O no?

«Siamo passati attraverso sette direttori di rete, è un bel record. È l'eterna lotta con i cultori del cinema d' autore, quello che dagli anni 80 in avanti ha prodotto al massimo una serie di piccoli Nanni Moretti. Noi stiamo con l'altro cinema».

 

Definito: di genere. Anche se come definizione da noi non è mai stata granché popolare e usata.

«Ovvio, una volta non avrebbe avuto senso, il cinema di genere era nelle cose, era l'industria che mandava avanti l' intero baraccone e che, soprattutto, vendeva all' estero. E dentro poteva esserci di tutto, dal western nobile al poliziottesco. Poi certo, gli autori. E chi li tocca? Però guarda caso, adesso c'è fuori Bellocchio con un film di genere, e sta andando meglio di qualunque suo film precedente».

andrea delogu fabrizio biggio marco giusti roberto d agostino

 

Ma è ancora una battaglia ideologica o cosa?

«È la lotta per riconoscere il ruolo della produzione media, o medio-piccola, ma che ha fatto la fortuna del nostro cinema».

 

Ma non ha significato vivere in una bolla? Esempio: vi divertite un sacco con il cinema scollacciato degli anni 70, quando arriva un fenomeno come il Metoo, che fate?

«Non scherziamo, quelle sono cose serie e io sono anche uno storico della materia cinema e di quello che ci gira intorno. Dopodiché vado pazzo per il trash, non posso farci nulla. Non so se c' entra, ma mi vengono in mente certe polemiche di giornali di estrema sinistra degli anni 70, sostenevano che per come i cosiddetti grandi autori trattavano la questione femminile, a quel punto erano meglio Nando Cicero, Mariano Laurenti e le commediacce. Di che stiamo parlando?».

stracult night show andrea delogu gmax marco giusti fabrizio biggio

 

Di Stracult, appunto: che in teoria ormai è uno show in piena regola.

«Ammetto di rimpiangere la fase più nerd, quando era tutto un lavoro di studio e montaggio. Ma è giusto così, ci divertiamo e poi passiamo troppo tempo a litigare. Due fazioni opposte: quelli che vorrebbero solo il passato e parlarne all' infinito e quelli che cercano dentro il cinema attuale una continuità».

 

stracult night show andrea delogu gmax marco giusti fabrizio biggio

Lei sta coi secondi.

«E funziona. Abbiamo detto di quando eravamo maestri del cinema di genere che si vendeva all' estero: e oggi che succede? Prenda la serie Gomorra . È il western fatto a Napoli. Piace tantissimo all' estero, guarda caso. L' amica geniale ? È un melodramma, no? Idem. E Sollima chiamato in America a fare quel cinema, e Guadagnino che fa Suspiria . Ce lo vogliamo mettere in testa che sappiamo fare soprattutto queste cose?».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...