loris loddi

“IL PAVIMENTO DEI CESSI DEL TITAN SEMBRAVA UN QUADRO DI POLLOCK” – IL GRANDE ATTORE E MAESTRO DEI DOPPIATORI, LORIS LODDI, SI CONFESSA AD ALESSANDRO FERRUCCI: “ANNO 1992: DISSI A ROBERTO D’AGOSTINO CHE NON AVEVO UNA LIRA E MI FECE FIRMARE IL CONTRATTO PER ‘MUTANDE PAZZE’” – “CONOSCO ROBERTO DA QUANDO LAVORAVA IN BANCA E LA SERA DIVENTAVA DJ AL TITAN DOVE TROVAVI TUTTI, DA RENZO ARBORE A GIANNI BONCOMPAGNI. LÌ ACCADEVA DI TUTTO, SI FUMAVANO TANTE CANNE, GIRAVA ANCHE L’EROINA, NON LA COCAINA; ANDARE NEI CESSI DIVENTAVA UN’IMPRESA PERCHÉ CI VOMITAVANO IN CONTINUAZIONE...” – QUANDO “TOCCAVA LE SISE” A LIZ TAYLOR IN “CLEOPATRA” – IL PADRE SCAMPATO MIRACOLOSAMENTE ALLE FOSSE ARDEATINE, L’INCONTRO CON WALT DISNEY, IL POLITICAMENTE CORRETTO: “VARIE DISTRIBUZIONI NON MI VOGLIONO PIÙ DOPO AVER DOPPIATO LA SERIE ‘DEXTER’” – VIDEO

 

 

Estratto dell’articolo di Alessandro Ferrucci per “il Fatto quotidiano”

 

loris liddi

Sulle ginocchia di Liz Taylor in Cleopatra, c’è lui. Sott’acqua per Bava, a “processo” per Lizzani, a cavallo per Ladyhawke davanti a Michelle Pfeiffer c’è ancora lui. Sulle corde vocali di Mowgli nel Libro della giungla, c’è sempre lui (“Scelto direttamente da Walt Disney”); dietro la follia di Palla di Lardo in Full Metal Jacket (“Kubrick mi chiamò per ringraziarmi”) e la ferocia di Dexter Morgan c’è Loris Loddi.

 

Enfant prodige della recitazione, giovane di talento, maestro di doppiaggio secondo i parametri in stile Arbasino, a 68 anni festeggia i 65 davanti alla macchina da presa. E così vita, cinema, teatro, voci, toni, di nuovo vita, le tasse da pagare, i ruoli da ottenere, le scene tagliate, il caso che dà il suo ottimo contributo, i nazisti, la rappresaglia, i tuffi a Ostia, le star di Hollywood, diventano una tavolozza dai colori squillanti. (“E alcuni non credono alla storia di Walt Disney”).

 

loris liddi con liz taylor durante le riprese di cleopatra

Invece?

Ci sono le prove. Per lui un bambino allevato dai lupi, cresciuto nella giungla, non poteva avere una voce squillante, bella. Doveva esprimere della sofferenza. E la mia leggera afonia la trovava perfetta.

 

Quindi lo ha conosciuto.

Varie volte si è presentato in sede di doppiaggio: restava in disparte, con accanto una gigantesca guardia del corpo. Stava lì, ascoltava e nel frattempo disegnava sul retro del copione.

 

Cosa?

Paperino, Topolino...

 

Ha preso qualche tavola?

Un Topolino con dedica.

 

È con lei?

loris loddi nel film lultimo degli invasori 1961

Quel foglio è scomparso dopo la fine di una relazione.

 

Doppia amarezza.

Stessa storia con un Rolex d’oro ricevuto da Visconti.

 

E due.

Visconti amava omaggiare le persone con le quali lavorava, eppure ero piccolissimo, avevo appena sei anni quando recitavo il diavolo in Il diavolo in giardino (al Teatro Massimo di Palermo); quaranta giorni di prove e trenta in scena.

 

Timore di Visconti?

Mai. Abbiamo pure discusso.

 

A sei anni, con Visconti?

loris loddi.

Il rapporto non era esattamente quello tra un bambino e un grande maestro; ricordo ancora una sua frase: “Il meglio è peggio del bene”. E aggiungeva: “Non avvitiamoci su delle cazzate”. Poi bestemmiava e fumava perennemente.

 

E questa discussione?

Contro il volere dei Beni Culturali, ottenne l’autorizzazione per tagliare alcune storiche assi del palco: il diavolo doveva uscire da una botola con un gioco di fuochi pirotecnici, con tanto di pompieri a presidiare. Io stavo al centro. All’ennesima prova azzardai: “Maestro, il diavolo non può stare seduto”. E lui, urlando: “Loris, esci come cazzo ti pare!”; (sorride) altre volte si avvicinava e mi mostrava come voleva la parte.

 

 

Bella scuola.

loris liddi con liz taylor cleopatra

Con registi del genere, da grande, non ho avuto bisogno di entrare in accademia di recitazione e di smutandarmi alla corte di qualcuno.

 

Ci siamo persi il Rolex.

L’ultima sera lo trovai in camerino, con il bracciale di coccodrillo, e sulla cassa la dedica; (silenzio, cambia tono) non c’è più, scomparso dopo la fine di un’altra storia d’amore.

 

Già da bambino in mezzo a star internazionali.

Nel 1969 sono stato scelto da Lewis Gilbert per il cast dell’Ultimo avventuriero (The Adventurers), peccato che dovevo recitare in perfetto inglese ma non lo parlavo. E le mie scene erano con Ernest Borgnine.

 

LUCHINO VISCONTI

Soluzione?

Mi mandarono un mese in Inghilterra, ospite della villa, fuori Londra, di uno dei produttori: ogni mattina mi spedivano in città dalla coach.

 

Le è bastato un mese?

28 giorni; (sorride) la coach, tal Amalia, viveva in uno scantinato, invaso dai gatti, una puzza de piscio terribile. Ancora oggi ho dei problemi con i gatti.

 

[...] E la sua vita a Roma?

(Alza i toni) Vivevo in una villa incredibile, in una situazione incredibile, seguito e coccolato e soprattutto ho toccato per la prima volta una ragazzina.

 

Eccola là...

Era la figlia di un pezzo grosso della BBC One; oltre alla villa, il produttore possedeva una bellissima barca e il weekend uscivamo per delle gite lungo il Tamigi. Il suo vicino di molo era il signore della BBC One

 

Bene.

silvana mangano e loris loddi il processo di verona

Ho conosciuto la figlia, le ho dato un appuntamento segreto, sempre lungo il Tamigi altrimenti mi sarei perso, ho preso l’autobus e per festeggiare ho comprato un bottiglione di Coca Cola. E alla fine ci siamo un po’ scoperti sessualmente.

 

Altro che Roma.

La vera educazione sessuale l’ho ricevuta da Andrea Giordana e Lino Capolicchio durante le riprese del Conte di Montecristo; due grandissimi e meravigliosi “figli di...” che si divertivano a mettermi in mezzo, a pormi domande spiazzanti.

 

Tipo?

“Toccavi le sise alla Taylor?”

 

Risposta?

Li mandavo a quel paese. In realtà sul set di Cleopatra giocavo sempre con la figlia. “Dai, le hai toccate alla Taylor?”.

 

 

Una fissazione, la loro.

ANDREA GIORDANA - IL CONTE DI MONTECRISTO

Venni scelto direttamente da lei perché Mankiewicz (il regista di Cleopatra) le disse: “Deve interpretare tuo figlio, quindi devi essere convinta tu”.

 

[...] Com’è arrivato al cinema?

Papà mi faceva tuffare in un famoso stabilimento di Ostia, il Kursaal, dotato di vari trampolini. Papà aveva due fisse: i tuffi e le motociclette. [...] Mi lanciava dalla piattaforma di cinque metri. [...] In una di queste giornate, proprio al Kursaal, c’era Jack Palance, impegnato a Roma per le riprese di Barabba. Vista la scena andò da mio padre, accompagnato dall’autista che traduceva: “Cercano un bambino come il tuo per un film...”. Il film era Gli invasori.

 

Papà di cosa si occupava?

ATTENTATO DI VIA RASELLA

Portava i camion, trasportava radar per il Cnr. Papà era di San Lorenzo e durante la guerra è stato rastrellato dai tedeschi dopo l’azione di via Rasella. Miracolosamente si è salvato prima di arrivare alle Fosse Ardeatine.

 

Come?

L’autocolonna si fermò, il soldato che li controllava scese per fumare una sigaretta; la famiglia di papà realizzava i teloni dei camion, quindi sapeva com’era l’intreccio, sapeva che c’era un punto esatto dove poteva infilarsi e scappare. Ci riuscì. Si aggrappò a un ramo, restò appeso il tempo necessario e tornò scalzo a San Lorenzo. Di notte. Con un piede aperto per una ferita profonda. I fratelli furono costretti a portarlo da un veterinario, in ospedale sarebbe stato pericoloso; (torna a Bava) papà mi portò da lui e mi scelse dopo un colloquio.

loris loddi

 

Che vi siete detti?

Non lo ricordo, ma ho in testa Bava che urla: “Fategli un contratto!”.

 

Da lì ha recitato in 17 film, più gli sceneggiati, in 9 anni. Economicamente sarà cambiata la vostra vita.

L’ingaggio più forte è stato per L’ultimo avventuriero: 8 milioni di lire, ma siamo pure stati tre mesi in Colombia.

 

[...] Salto in avanti, 1985: è nel super cast di Ladyhawke.

All’inizio c’era pure Kurt Russell, stavamo sempre insieme. Poi un giorno se n’è andato, mai capito il motivo, mi ha solo spiegato “è una questione di cuore”. Dopo una settimana è arrivato Rutger Hauer, soprannominato “mortadellone” da Vittorio Storaro (direttore della fotografia).

 

Mortadellone?

Perché non aveva il punto vita.

 

Michelle Pfeiffer la protagonista.

Arrivò sul set e vedemmo una ragazza gracile, piccolina, carina, silenziosa. Solo per il trucco Giancarlo Del Brocco impiegò quattro giorni lavorativi; (sorride) sul set si metteva da una parte, con in mano un ombrellino per non prendere il sole...

 

E lei, con Pfeiffer?

eva grimaldi e dago mutande pazze

Non era il mio tipo, e poi dopo una settimana si è innamorata, perdutamente, di Giancarlo Prete, ragazzo bellissimo. Una scuffiata clamorosa.

 

Ahi.

Giancarlo divideva la roulotte con me ed era disperato.

 

Addirittura.

Scattarono riunioni. Il panico. [...] Michelle era la protagonista, non poteva distrarsi, non poteva sentirsi in difficoltà.

 

 

[....] Altro film: Mutande pazze di Roberto D’Agostino.

Dago, dj al Titan Club, 1978

Anno 1992: non avevo i soldi per pagare l’Iva e poi conosco Roberto da quando lavorava in banca e la sera diventava Dj al Titan dove trovavi tutti, da Renzo Arbore a Gianni Boncompagni.

 

Locale storico...

Lì accadeva di tutto, si fumavano tante canne, girava anche l’eroina, non la cocaina; andare nei cessi diventava un’impresa perché ci vomitavano in continuazione; il pavimento di quei cessi sembrava un quadro di Pollock.

 

Quindi, Mutande pazze?

Dissi a Roberto che non avevo una lira e mi fece firmare il contratto.

 

[...] doppiare Dexter ha avuto qualche contraccolpo.

 

Dago Busi Guerritore - mutande pazze

Di che tipo?

Varie distribuzioni non mi vogliono più: secondo i nuovi parametri del politically correct, Dexter è un personaggio negativo, quindi la sua voce deve restare lì rinchiusa. Per loro oramai vado bene solo per i cattivi.

 

Lei chi è?

Un attore prestato al doppiaggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dago al titan club ralph fiennes con loris liddi sul set del conclaveVIA RASELLAloris liddi 2 loris loddi loris loddi in alto a destra ne il grande silenzio loris liddi nel 1964 sul set di maciste contro i mongoli loris liddi l ultimo avventurieroloris liddi in alto a sinistra ne il processo di veronaloris liddi cesarione in cleopatra

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