imma battaglia

“QUANDO SCOPRÌ LA MIA OMOSESSUALITÀ MIA MADRE MI URLÒ: VERGOGNA, MI FAI SCHIFO” - L'ATTIVISTA LGBTQ+ IMMA BATTAGLIA SI RACCONTA IN UN LIBRO, DALLE BOTTE PRESE NELL’INFANZIA A PORTICI (“FAMIGLIA SEVERISSIMA”) AL SESSO, LE DARK ROOM, LE ORGE FINO ALL’INCONTRO CON EVA GRIMALDI: “HA MESSO ORDINE E PACE NELLA MIA VITA” – IL MUCCASSASSINA (“QUANDO ROMA INIZIÒ A FARE LA FILA PER LE SERATE CON LE DRAG QUEEN CAPIMMO DI AVER FATTO BRECCIA”), LA SFIDA ALLA CHIESA NELL'ANNO DEL GIUBILEO DEL 2000 E LA GESTAZIONE PER ALTRI ("DEVE ESSERE NORMATA”) - “NON ANDRO’ AL PRIDE DI ROMA, IL 20 GIUGNO. AVER ESCLUSO IL CARRO DELLA ASSOCIAZIONE EBRAICA ITALIANA, KESHET, È STATO UN ATTO GRAVISSIMO..."

Maria Novella De Luca per “la Repubblica” - Estratti

 

Questo libro me lo portavo dentro da anni. Ma dovevo aspettare che lei non ci fosse più per poter scrivere la verità. Lei, mia madre. Durezza e severità fatte persona. Immaginate Portici, il Sud, gli anni Sessanta, la chiesa, la morale bigotta. Lei che mi aveva cresciuta a mazz' e panell', a botte, lei che parlava soltanto il dialetto e quando scoprì la mia omosessualità mi urlò: vergogna, mi fai schif', alla fine dei suoi giorni mi disse: «Imma, tu neanche hai idea di quanto ti amo, te vogl'bene assai figlia mia».  Così abbiamo chiuso una vita di guerra nell'amore. E ho iniziato a scrivere». 

IMMA BATTAGLIA COVER

 

Imma è Imma Battaglia, sessant'anni, lesbica, tra le attiviste più famose del movimento Lgbtq+ italiano, atleta, matematica, ex presidente del Circolo Mario Mieli, organizzatrice dello "scandaloso" World Gay Pride di Roma nell'anno del Giubileo del 2000, ideatrice del Gay Village e fondatrice dell'associazione Di'Gay Project. 

 

Scomoda, dissonante, controcorrente. Oggi sposata — felicemente — con l'attrice Eva Grimaldi. Nel libro La mia battaglia d'amore, scritto con Roberta Savona, autobiografia dolorosa, irriverente, molto politica e molto privata, Imma Battaglia si mette nudo senza segreti. Sesso, orge e tradimenti compresi. 

 

Imma, andrà al Pride di Roma, il 20 giugno? 

«Assolutamente no. Aver escluso dal Pride il carro della associazione ebraica italiana, Keshet, è stato un atto gravissimo. Il Pride è un evento inclusivo per natura, è nato per combattere proprio la nostra esclusione di persone Lgbtq+ dalla società. E noi cosa facciamo?  Mettiamo i veti? Assurdo. Questa non è la comunità in cui mi riconosco, il Mario Mieli in cui ho militato. No, io me ne andrò a Portici, la mia città e lì sarò madrina di un Pride che accoglie tutti». 

 

imma battaglia eva grimaldi (3)

Eppure lei è stata una leader del movimento Lgbtq+ italiano. 

«Sì, fino a quando era possibile parlarsi e trovare tra le tante nostre anime un punto in comune che non escludesse nessuno. Sono approdata a Roma alla fine degli anni Ottanta e grazie a Rosaria Iardino — la ragazza sieropositiva che baciò Aiuti — iniziai a frequentare il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Erano le stagioni terribili dell'Aids che ogni giorno si portava via qualcuno che amavamo. Ecco in quello stanzone sgarrupato abbiamo davvero fatto una rivoluzione». 

 

(...)

Parliamo di Muccassassina? 

«Iniziammo ad organizzare serate di spettacolo per autofinanziarci. E perché c'era bisogno di gioia. Nacque Muccassassina. Quando Roma iniziò a fare la fila per le serate con le drag queen capimmo di aver fatto breccia». 

imma battaglia (2)

 

Nel 2000, anno del Giubileo, lo scandalo: organizzate il "World gay pride". 

«Cercarono di fermarci in ogni modo, il sindaco Rutelli ci tolse il patrocinio, Ruini tuonava dalle stanze vaticane. Che gay e lesbiche sfilassero a Roma nell'anno sacro era considerato blasfemo. Ma noi volevamo denunciare proprio l'omofobia della Chiesa. E alla fine eravamo un milione». 

 

Imma, anche sulla gestazione per altri, lei ha una posizione minoritaria nella comunità Lgbtq+. 

«La gestazione per altri deve essere normata e non certo con una legge assurda come quella attuale. Però non possiamo far finta che non ci sia uno sfruttamento del corpo della donna da parte degli uomini». 

 

In realtà viene utilizzata in maggioranza dalle coppie eterosessuali. 

«Cambia poco. Non nego che ci siano donne che scelgono liberamente di offrire il proprio utero, ma il rischio è il commercio. Detto questo i bambini nati con questa tecnica devono essere riconosciuti in Italia». 

 

Torniamo a Portici. Dove tutto è cominciato. 

imma battaglia

«Famiglia severissima e tradizionale. Quattro figli. Ero insofferente, sembravo un maschio e volevo essere libera. Impossibile. Tutto diventava trasgressione. Mia madre ci picchiava per ogni infrazione alle "sue regole". Ero felice soltanto quando mi allenavo e studiavo matematica». 

 

Nazionale di pallamano, trasferte, amori che si intrecciano dentro e fuori gli spogliatoi. 

«In quella situazione claustrofobica dove vivevo, tra le botte, gli urli di mia madre che mi rinfacciava sempre di non essere "giusta", lo sport era la mia fuga. Con le compagne di squadra ero felice». 

eva grimaldi imma battaglia (6)

 

Lei racconta di alcuni maschi e poi di Laura, Vittoria, Patty. 

«Patty Bragagna. La mia prima relazione vera. Compagne di squadra. Occhi blu meravigliosi. Andai da lei quando scappai da casa mia». 

 

Tornò mai a casa dei suoi? 

«Molti anni dopo. Mi avevano fatto troppo male». 

 

C'è molto sesso in questo libro. Dark room, esperienze collettive. 

«In realtà ci sono molti amori. E qualche situazione hard che mi sono divertita a raccontare. Fino a quando non è arrivata Eva che ha messo ordine e pace nella mia vita». 

 

È vero che grazie a Eva sua madre accettò la sua omosessualità? 

«Capì quanto fosse autentico il sentimento di Eva per me. E senza proclami ci riconobbe come famiglia». 

barbara foria imma battagliaimma battaglia (2)imma battaglia vladimir luxuria eva grimaldieva grimaldi imma battagliaeva grimaldi imma battagliaimma battagliaeva grimaldi imma battaglia (4)eva grimaldi imma battaglia (2)imma battaglia eva grimaldi gay pride 2025 imma battaglia (3)

 

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?