2022divano1212

IL DIVANO DEI GIUSTI/2IN CHIARO COSA POSSIAMO VEDERE STASERA SENZA PARTITE? ALLE 21, TROVATE “IL COLORE VIOLA”, KOLOSSAL AFROAMERICANO DIRETTO DA STEVEN SPIELBERG, UNA SORTA DI “VIA COL VENTO” BLACK - SPIELBERG, CHE ERA STATO CHIAMATO DA QUINCY JONES, NON VOLEVA FARLO PERCHE' BIANCO, MA JONES LO CONVINSE. 'NON DOVEVI ESSERE UN ALIENO PER DIRIGERE E.T.?' - OCCHIO CHE ALLE 21, 15 TROVATE “THE LOBSTER” DI GIORGOS LANTHIMOS. NON È UN FILM FACILE MA… - VIDEO

IL CAMPIONE

Marco Giusti per Dagospia

 

E in chiaro cosa possiamo vedere stasera finalmente senza partite? Beh. Su Rai Uno alle 21, 25 avete un film dove si parla di calcio, una cosa nuova, “Il campione” di Leonardo D'Agostini con Stefano Accorsi come professore che insegna quel che può insegnare a un calciatore coatto ma non stupido, Andrea Carpenzano, Ludovica Martino, Mario Sgueglia. Non è affatto male, in realtà. Su Tv2000 alle 21 puntano tutto su “La Bibbia”, kolossal prodotto da Dino De Laurentiis, diretto da John Huston.

 

ulla bergryd michael parks la bibbia

In un primo tempo De Laurentiis chiama alla regia ben quattro grandi maestri, Fellini, Visconti, Welles e Bresson. Il primo a firmare il contratto per girare uno degli episodi è Luchino Visconti, come leggiamo sui giornali del tempo in data 2 dicembre 1962. Si legge anche che lo sceneggiatore Christopher Fry, quello di Ben-Hur, avrebbe concluso la stesura del primo episodio, che si pensa di poter terminare, come sceneggiatura a fine mese.

peter o toole la bibbia

 

La data delle prime riprese dell’episodio di Visconti è il 1 aprile 1963. Fino a aprile 1963 i quattro nomi sono ancora Welles, Visconti, Fellini, Bresson. Da qualche parte si fa anche il nome di Akira Kurosawa. Nella lunga intervista che gli fece Peter Bogdnavocih, Orson Welles ne ricorda però solo tre: “Dovevamo essere Fellini, Bresson e io, tutti e tre. Poi, per un momento Dino mi ha persuaso a fare tutto il film da solo. Be’, intanto non riuscivo a pensare di fare il Giardino dell’Eden. E poi non volevo prendermi la responsabilità dell’intero film. Così mi sono preso una specie di buonuscita per la mia sceneggiatura delle sequenze di Abramo e Giacobbe e la cosa è finita così. Bresson e Fellini non sono stati così fortunati; credo siano ancora in causa con De Laurentiis”.

la bibbia 3

Anche Robert Bresson venne scritturato da De Laurentiis come regista, ma dopo aver girato la prima scena, il diluvio, venne allontanato dal produttore, che chiamò John Huston al suo posto per dirigere non un episodio, ma tutto il film. Huston chiese una preparazione di sei mesi prima di iniziare le riprese. Avrebbe voluto Charles Chaplin come Mosé e Igor Stravinsky come musicista. Al posto di Chaplin si metterà lui stesso e al posto di Stravinsky arriverà il giapponese Toshiro Mayuzumi.

 

john huston pupella maggio la bibbia

Richard Harris è Caino e Franco nero, pre-Django, è un Abele che non conosce ancora una parola d’inglese. E’ uno dei primi kolossal anglofoni con dei nudi integrali, quelli di Adamo e Eva, visto che i giovani Michael Parks e Ulla Bergryd non hanno controfigure. Nicoletta Machiavelli ricorda che venne chiamata a Roma da Danilo Donati per il ruolo di Eva, venne messa sotto contratto da De Laurentiis, ma non ebbe mai la parte. Michael Parks, lanciato dal film, venne messo contratto dalla Universal, ma la sua carriera venne stroncata sul nascere per dissapori con qualche boss del cinema.

la bibbia 2

 

 Lo riscoprirà tanti anni dopo Quentin Tarantino, che gli ha fatto interpretare quasi tutti i suoi film e adora il suo accento texano. Ulla Bergryd interpreterà solo un altro film. Nella scena del Vello d’Oro è possibile riconoscere i ballerini di Julian Beck e Judith Malina. Dovrebbe esserci anche Pino Pascali, che fece qualche piccolo ruolo nel cinema. Lo scultore Leoncillo fece le statue di terra in cui si trasformano le donne.

fuga da reuma park

 Su Cine 34 alle 21 avete invece “Fuga da Reuma Park”, diretto da Aldo Giovanni e Giacomo con il loro vecchio socio, Massimo Venier e interpretato ovviamente da loro stessi con una divertente apparizione di Ficarra e Picone. Non era un film riuscito, funzionò anche male al botteghino, perché univa una storiella coi tre invecchiati a loro vecchi cavalli di battaglia. Quando si comincia con i best of è sempre un segnale di crisi. Su Warner tv alle 21 avete l’ottimo thriller “L’esca” di Antoine Fuqua con Jamie Foxx, David Morse, Kimberly Elise.

whoopi goldberg il colore viola

 

Ancora meglio, su Iris alle 21, trovate “Il colore viola”, kolossal afroamericano diretto da Steven Spielberg, tratto dal romanzo di Alice Walker con Whoopi Goldberg eroina di una epopea dove al razzismo si somma il machismo patriarcale, Danny Glover, Margaret Avary e Oprah Winfrey, una sorta di “Via col vento” black con pagine meravigliose e altre un filo disneyane. Ma attori e musica di Quincy Jones con partecipazioni speciali come Sonny Terry all’armonica sono favolose.

il colore viola

In un primo tempo Spielberg, che era stato chiamato da Quincy Jones, non voleva farlo, non si sentiva preparato per affrontare una storia simile, troppo bianco, ma Jones lo convinse. “No, io voglio te. Non dovevi essere un alieno per dirigere E.T.?” Il film prese undici nomination (e non vinse nulla), ma non per la regia di Spielberg. Ci furono critiche, soprattutto dalla comunità nera, anche perché Spielberg tagliò la relazione lesbica fra Celie e Shug. Poi se ne pentì.

bastille day 4

 

Su Canale 20, 05 un altro thrillerone, “Bastille Day” di James Watkins con Idris Elba, Richard Madden, Charlotte Le Bon, Kelly Reilly, José Garcia. Da vedere. In “Hostiles – Ostili” di Scott Cooper con Christian Bale, Rosamund Pike, Wes Studi, Adam Beach, Ben Foster, Jesse Plemons, Rai Movie alle 21, 10, ottimo film sulle guerre indiane con un taglio moderno che si vede con grande piacere. Almeno noi spettatori più vecchiotti.

christian bale hostiles

 

Perché il western, specialmente quello girato con veri nativi nei grandi spazi americani, è un genere ultimamente poco frequentato, a parte The Hateful 8 di Quentin Tarantino, considerato antiquato, ma è quella dell’infanzia e della giovinezza di molti e permette sagge considerazioni sulla natura della violenza della società americana e degli uomini stessi, mette a confronto razze e sessi diversi.

rosamund pike hostiles

 

Anche questo Hostiles sembra spesso sprofondare negli sterotipi del genere, soprattutto con ovvi legami a certi tardi film di John Ford, penso a Cheyenne Autumn, e deve sottostare alla nuova rilettura delle guerre coloniali indiane. Un po’ come gli western con aborigeni che ogni tanto ci arrivano nei festival dall’Australia. Così, non solo di devono chiamare gli indiani di un tempo “nativi”, ma devono essere rigorosamente interpretati da attori nativi, appunto. Non, come faceva lo stesso John Ford, da attori ungheresi dipinti di rosso, o da un Woody Strode nero con la parrucca.

timothee chalamet hostiles

 Questo limita molto lo sviluppo dell’avventura pura, come ai gloriosi tempi del Technicolor anni ’50 e dei grandi film western degli stessi anni. Così, anche il personaggio interpretato magnificamente da Christian Bale, il dolente capitano Jo Blocker, reduce da molte sanguinose guerre indiane, che deve scortare il vecchio capo Falco Giallo interpretato da Wes Studi assiema alla famiglia dal New Mexico alle verdi valli del Montana che un tempo erano sue, è una sorta di reduce ferito che sta sprofondando in un baratro di malessere esistenziale terribile. In un piccolo ruolo al suo esordio trovate il giovanissimo Thimothée Chalamet.

 

superman1

 Su Canale 27 alle 21, 10 potete fare un ripasso del primo film di supereroi di vasto successo internazionale, “Superman” di Richard Donner con Christopher Reeve, Marlon Brando, Margot Kidder, Gene Hackman, Glenn Ford, Maria Schell. Occhio che su Cielo alle 21, 15 trovate un film da festival che molto piacque al pubblico fighetto internazionale, “The Lobster” del greco Giorgos Lanthimos con Colin Farrell, Rachel Weisz, Léa Seydoux, Ben Whishaw, Olivia Colman, Aggeliki Papoulia.

 

lobster 8 cannes film festival 2015 the lobster colin farrell

L’idea è che se non riesci a trovarti un compagno o una compagna entro un certo tempo, verrai trasformato in un animale da chi detiene il potere. Hai solo la possibilità di scegliere. Che volete diventare, uno stambecco, un cane, un armadillo? Colin Farrel decide per l’aragosta. Va detto che il film, scritto assieme a Efthimis Filippou. coprodotto da mezzo mondo e girato in gran parte in irlanda, non è né facile né gradevole, ma volutamente oscuro e sgradevole, pieno di humour tra Azcona e Ferreri, ma senza la loro leggerezza.

the lobster

Ma lascia comunque il segno e il regista non perde la sua integrità e la sua visione assurda del mondo in questa operazione internazionale girata in inglese che cerca di descrivere, pur favolisticamente e con toni apocalittici, la mancanza di sentimenti dei poteri forti europei. In un mondo che potrebbe essere il nostro, gli uomini sono quindi obbligati a vivere in coppia. Chi rimane single è rinchiuso in un hotel-lager, dominato da una padrona, dove ha 44 giorni per trovare la sua compagna ideale. Se non la trova, verrà trasformato in un animale. A sua scelta.

john c reilly in the lobster

 

Il nostro protagonista, Colin Farrel, che arriva lì con il fratello Bob diventato un cane, sceglie come si è detto di diventare un'aragosta, perché vivono cento anni e possono procreare sempre. Beate loro. I giorni possono allungarsi se si colpiscono "i solitari", ribelli che vivono nel bosco. Ogni ribelle colpito, un giorno in più. Una donna senza cuore ne ha colpiti più di cento.

 

the lobster

Arrivato alla fine dei 44 giorni, Colin Farrell, dopo un tentativo di coppia poco riuscito proprio con la donna senza cuore, Angeliki Papoulia, che gli uccide il fratello, scappa e va a vivere con una banda di ribelli nella foresta guidato da una rivoluzionaria, la bella Léa Seydoux, che impone a tutti la condizione di solitario. Niente sesso, insomma, niente relazioni, chi trasgredisce verrà duramente punito.

c’era una volta il west

In seconda serata trovate alle 23 su Cine 34 la commedia stralunata “Io c’è” di Alessandro Aronadio con Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Massimiliano Bruno, Giulia Michelini, alle 23, 55 il capolavoro di Sergio Leone “C’era una volta il west” con Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards. Su La7 a mezzanotte il bel thriller inglese con vecchie spie “Page Eight” di David Hare con Bill Nighy, Rachel Weisz, Michael Gambon, Ralph Fiennes, Judy Davis, Tom Hughes. Bellissimo cast.

 

scherzi da prete

Mi piacerebbe, confesso, rivedere “Scherzi da prete” di Pier Francesco Pingitore con Pippo Franco, Lino Toffolo, Cochi Ponzoni, Oreste Vianello, Bombolo, Cine 34 alle 00, 50, seguito dal rarissimo “Ti ho sposato per allegria” di Luciano Salce, tratto dalla commedia di Natalia Ginzburg, con Monica Vitti, Giorgio Albertazzi, Maria Grazia Buccella. A teatro, al posto della Vitti, c’era Adriana Asti, e al posto di Albertazzi il grande Montagnani.

le ultime ore di vita di una vergine piccioli

Chiudo con “Le ultime ore di una vergine” di Gianfranco Piccioli, che poi divenne produttore di successo, con Massimo Farinelli, figlio di un esercente di Perugia che fece un paio di film,  Don Backy, Sydne Rome, Sebastiano Amara, Rete 4 alle 3, 10.

IL CAMPIONE IL CAMPIONE IL CAMPIONE ti ho sposato per allegria ti ho sposato per allegria 1TI HO SPOSATO PER ALLEGRIATI HO SPOSATO PER ALLEGRIATI HO SPOSATO PER ALLEGRIA 1IL CAMPIONEla bibbia 1la bibbia george c scott, gabriele ferzetti eleonora rossi drago la bibbia colin farrell in the lobsterio c e. 1the lobster io c e. 2the lobsterc’era una volta il west 4c’era una volta il west 1io c e. 3john huston la bibbiabait – l’esca rosamund pike hostiles christian bale hostiles rosamunde pike hostiles hostiles bait – l’esca 2superman3Supermangene hackman superman 1gene hackman superman 3gene hackman superman 2marlon brando supermanchristian bale hostiles rosamund pike hostiles superman2bastille day 1bastille day 2bastille day 3FUGA DA REUMA PARK FUGA DA REUMA PARK FUGA DA REUMA PARK FUGA DA REUMA PARK FUGA DA REUMA PARK il colore viola 2il colore viola 1il colore violaIL CAMPIONE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...