“DIETRO LA SUA ARIA GIOCHERELLONA E SVANITA, ERA D’ACCIAIO” – JACOPO FO RACCONTA SUO PADRE, DARIO: “SUBITO DOPO LO STUPRO, MIA MADRE SI ERA CHIUSA IN CAMERA E IO LE STAVO VICINO, A PEZZI COME LEI. AVEVO 18 ANNI. QUANDO USCII DALLA STANZA DARIO ERA LÌ, IL VOLTO COME DI PIETRA. IO AVREI VOLUTO ROTOLARMI PER TERRA DAL DOLORE, MA LUI MI PRESE PER UN BRACCIO E DISSE: SIAMO COMUNISTI, DOBBIAMO METTERE IN CONTO CHE CI POSSONO SUCCEDERE DI QUESTE COSE. NON L’HO MAI VISTO PIANGERE - A MIA NONNA PINA UNA ZINGARA AVEVA PREDETTO CHE SUO FIGLIO SAREBBE DIVENTATO FAMOSO IN TUTTO IL MONDO. E LEI AVEVA STABILITO CHE DARIO, ALLORA 17ENNE, AVREBBE VINTO IL NOBEL. COSÌ QUANDO OLTRE MEZZO SECOLO DOPO, 1997, LO VINSE DAVVERO IN CASA NESSUNO SI STUPÌ TROPPO”
Estratto dell’articolo di Giuseppina Manin per il “Corriere della Sera”
[…] Jacopo Fo, figlio di Dario e Franca Rame, alle prese con i 100 anni della nascita e i 10 della scomparsa del padre. Gran giullare e premio Nobel per la Letteratura nato a Sangiano il 24 marzo 1926, morto a Milano il 13 ottobre 2016. […]
Tornando a quell’addio annunciato, come l’ha vissuto?
«Con stupore. All’ultima visita il suo pneumologo, viste le lastre, mi prese e disse: gli restano pochi giorni. Ha resistito quattro mesi. E di vita vera. Si è buttato su Darwin, l’ultimo progetto, ci ha scritto un libro, ha dipinto quadri. Alle soglie della morte voleva indagare le origini e i segreti della creazione. Un ultimo grande tuffo nella vita, da laico affascinato dal mistero».
Ha anche trovato la forza per un ultimo Mistero Buffo...
dario e jacopo fo e franco rame
«Il primo agosto a Roma ha tenuto banco due ore. Ho chiamato il medico: Dario sta cantando davanti a 3.000 persone. “Sono ateo — mi ha risposto — ma ora credo ai miracoli”. Poi il declino. In ospedale, imbottito di analgesici, ha iniziato ad avere allucinazioni. Vedeva le sue cattedrali, dal duomo di Modena a quello di Milano. Vedeva me in forme diverse: adesso sei una statua di marmo, adesso un groviglio di capelli... La parete di fronte la vedeva piena di strisce colorate. Voleva dipingerle sul muro, il primario gli dette via libera. La mattina dopo sarebbero arrivati i suoi assistenti con i colori. Ma se n’è andato nella notte».
franca rame dario fo foto di marcellino radogna
Le visioni del resto erano di casa. È vero che la madre di Dario aveva previsto il Nobel?
«A mia nonna Pina una zingara aveva predetto che suo figlio sarebbe diventato famoso in tutto il mondo. E lei aveva stabilito che Dario, allora 17enne, avrebbe vinto il Nobel. Così quando oltre mezzo secolo dopo, 1997, lo vinse davvero in casa nessuno si stupì troppo. La Pina l’aveva detto».
È stato quello il suo giorno più felice?
dario fo e franca rame - canzonissima 1962
«No, il più felice è stato quando, molti anni prima, mia madre l’aveva baciato dietro le quinte di un teatro. Aveva preso lei l’iniziativa, lui non osava. E poi la gioia di destinare il premio del Nobel per acquistare pulmini per disabili».
[…] Cosa direbbe suo padre dell’attuale governo?
«Piuttosto cosa avrebbe detto dell’attuale sinistra? Che ripete pari pari gli stessi errori fatti con Berlusconi. Allora aveva detto: “Sapete solo attaccare, non avete obbiettivi, non sapete raccontare”. Penso lo ripeterebbe anche oggi».
Geniale, imprevedibile in scena. Ma come padre?
«Dietro la sua aria giocherellona e svanita, era d’acciaio. Subito dopo lo stupro, mia madre si era chiusa in camera e io le stavo vicino, a pezzi come lei. Avevo 18 anni. Quando uscii dalla stanza Dario era lì, il volto come di pietra. Io avrei voluto rotolarmi per terra dal dolore, ma lui mi prese per un braccio e disse: siamo comunisti, dobbiamo mettere in conto che ci possono succedere di queste cose. Non l’ho mai visto piangere».
dario fo jacopo fo franca rame
Neanche quando è morta Franca?
«Non davanti a me. E poi per lui Franca non è mai morta. Ha continuato a parlare con lei, a chiederle consiglio su tutto. Un giorno non trovava più gli auricolari e dovevamo partire. “Franca, aiutami!” si è messo a gridare al cielo. Ed ecco che brilla qualcosa nel lavandino. Erano lì. Morta o viva, Franca arriva sempre in soccorso».
Non dev’essere stato facile avere simili genitori...
«A 60 anni sono andato dallo psichiatra. Gli ho detto della mia impossibilità di lasciarmi andare... Ilaria, la mia nuova moglie, è psicanalista. Mi ha incoraggiato a scrivere tutto questo in un libro Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo». […]
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