scuola di seduzione carlo verdone karla sofia gascon

“STAVO CAMMINANDO A ISCHIA, DE LAURENTIIS MI HA AVVICINATA E MI HA DETTO: DOVRESTI FARE UN FILM CON CARLO VERDONE” – L'ATTRICE TRANS KARLA SOFIA GASCON RACCONTA A “7” COME E’ NATO IL BINOMIO IMPOSSIBILE DI “SCUOLA DI SEDUZIONE” – “A CARLO NON POTEVO MAI DIRE DI NO, PERCHÉ È UNA ISTITUZIONE” – E POI PARLA DELL’OSCAR SFUGGITO E DELLE CONTROVERSIE LEGATE AI TWEET RAZZISTI (“MA CHI MI HA PARAGONATA A CHALAMET MI FA RIDERE, LO VIVO COME UNO SCHERZO”) - VERDONE: “NON CREDEVO CHE LEI AVREBBE ACCETTATO. POI, AVENDO VISTO EMILIA PEREZ ERO ANCHE UN POCO INTIMORITO…” – VIDEO

 

 

Chiara Maffioletti per 7 – Corriere della Sera – https://www.corriere.it/sette/26_marzo_26/carlo-verdone-karla-sofia-gascon-intervista-b464f0fc-7ed7-4da4-a003-80746575exlk.shtml

 

A intuire il potenziale della coppia che non ti aspetti è stato Aurelio De Laurentiis. Un po’ come chi conosce una persona e dopo un attimo sfodera il classico: «Ho un amico che devo assolutamente farti conoscere», così il produttore ha fatto con Karla Sofía Gascón. «Ero a Ischia per un premio» racconta l’attrice, «stavo camminando, lui mi ha avvicinata e mi ha detto: dovresti fare un film con Carlo Verdone». 

 

scuola di seduzione carlo verdone karla sofia gascon

E così, quello che sembrava un binomio impossibile, è diventato invece il centro del racconto con cui Verdone torna alla regia cinematografica, dopo cinque anni. Scuola di seduzione, film corale che parla delle più disparate fragilità che si possono sperimentare nell’epoca dell’immagine e dell’omologazione, è disponibile su Paramount+ dal 1°aprile.

 

Ma, tornando alla coppia protagonista, cosa avete detto quando De Laurentiis ha fatto a uno il nome dell’altra?

Gascón: «Io ho subito pensato che a Carlo non avrei mai potuto dire di no, perché è una istituzione. Conoscevo il suo lavoro e recitare per lui mi sarebbe piaciuto moltissimo. Poi ho letto la sceneggiatura e non ci sono stati più dubbi, l’ho amata».

 

Verdone: «Io in un primo momento sono rimasto sorpreso. Intanto non credevo che lei avrebbe accettato. Poi, avendo visto Emilia Pérez, ero anche un poco intimorito: interpretava un personaggio intenso, a tratti cupo...».

Poi?

Verdone: «Poi ci siamo incontrati e ho subito capito che lei è una persona serena e molto spiritosa. Siamo entrati in sintonia subito e si è creata una certa familiarità. Questo è successo poi con tutto il resto del cast: c’è ancora una chat attiva, in cui tutti ci sentiamo».

scuola di seduzione carlo verdone karla sofia gascon

Gascón: «È vero. Su questo set ho ritrovato una atmosfera di altri tempi, perché Carlo crede molto nella sintonia, nel creare un bel clima mentre si gira. Mi ha insegnato a lavorare in un modo nuovo».

 

Una scena tratta dal film "Scuola di seduzione", in uscita il 1° aprile su Paramount (Webphoto)

Quale?

Gascón: «Mi ha fatto capire che le cose si possono dire e fare con un ritmo più lento, rilassato. Senza alzare la voce. E mi ha insegnato ad essere più divertente».

Verdone: «In realtà, parlando lei spagnolo, naturalmente tende ad avere un ritmo molto veloce quando parla. Nel caso del suo personaggio, le battute andavano solo più calibrate giocando anche con lentezze e pause in più. Però lei è talmente brava che è riuscita a capire subito quello che intendevo dire».

scuola di seduzione carlo verdone karla sofia gascon

 

Nel film, Gascón interpreta una psicologa, maestra di seduzione e Verdone è uno dei suoi allievi. Viviamo l’epoca in cui tutti sembrano desiderosi di avere dei maestri che insegnino a fare ogni cosa, possibilmente in qualche clic.

Verdone: «Esattamente. Viviamo in un mondo sempre più fragile, impazzito. Siamo governati da capi di Stato potenti e mediocri che, uniti a una certa decadenza dei costumi, hanno portato allo sfascio dell’anima delle persone.

 

La gente, soprattutto i ragazzi, hanno avuto degli esempi non buoni, di disonestà, di mancanza di etica. Abbiamo bisogno invece di sacerdoti intelligenti, sacerdoti del bello. Ma ci troviamo soltanto delle persone che vanno avanti con la forza, con la prepotenza».

carlo verdone vita da carlo

 

Gascón: «Io a volte mi sento come la mia nonna, in questa epoca. Lei è morta nel 2011 ed era nata nel 1911: ha visto tutti i progressi, lei che da giovane non aveva l’elettricità, la radio, la televisione. Oggi mi sento un po’ così, come lei, in questo mondo che sta cambiando in una maniera per me tremenda. E tutto per via di una cosa molto semplice, il wi-fi. Internet avrebbe dovuto salvarci dalla solitudine ma alla fine ha fatto l’opposto: ha recluso la gente nelle proprie case, a parlare con tutti ma alla fine senza parlare con nessuno e questo per me è pericolosissimo».

 

Nel film, questa insegnante di seduzione dà consigli apparentemente strani, inusuali, per superare i propri traumi. A voi è mai successo di fare qualcosa di simile?

Gascón: «Le sfide che ho dovuto attraversare sono molte. Una volta una signora mi ha fatto il complimento più bello di sempre quando mi ha detto che sono così spiritosa perché si vede che ho conosciuto il dolore. Ecco, penso sia vero. Anche per questo sono convinta che il nostro sia un film che parla al cuore. La vita è piena di sfide, tutto dipende da come le affrontiamo».

CARLO VERDONE SINDACO PER UN GIORNO

 

Verdone: «Nel mio caso, quando incominciai ad avere successo in televisione con Non stop, nel lontano 1978, la gente cominciò a riconoscermi per strada. Io ero un ragazzo timido, essere riconosciuto ovunque mi aveva creato tanti problemi. Mi vennero degli attacchi di panico veramente penosi, non volevo uscire di casa. Uno psicanalista, famosissimo, amico dei miei, mi disse: “Non c’è niente da psicanalizzare, tu hai paura del futuro che sta arrivando e che cambierà la tua vita”.

 

Quindi, per risolvere questi attacchi, decise di mettermi alla prova: avevo una fidanzata – che poi sarebbe diventata mia moglie – che abitava verso Ostia. Ecco, io non riuscivo a muovermi ma lui mi suggerì di arrivare fino a lì in macchina e spingermi anche oltre. Credevo mi sarebbe venuto un infarto, invece, pur con grande fatica, ci sono riuscito. E mi ha aiutato a guarire».

 

carlo verdone a che tempo che fa

 

L’essere radicati a una vita il più normale possibile, nonostante la vostra sia eccezionale, sembra un’altra cosa che avete in comune...

Verdone: «È quasi 50 anni che faccio questo mestiere e per me il contatto con la gente vera, con la realtà, è determinante. A parte il fatto che, anche se dovessi smettere di lavorare domani, io continuerei a frequentare quella gente, quella che incontro la mattina presto.

 

Ho il mio rituale: devo parlare con il giornalaio, col barista, con il benzinaio. E poi con la tintora algerina o il mio fioraio egiziano, Magdi, che prendono tutti in giro pensando a Magda. In tanti hanno imparato l’italiano con i miei film e ne sono orgoglioso».

 

Nel film si parla anche di paternità. Il lavoro ha permesso di essere presente? Che genitori siete?

de laurentiis karla sofia gascon

Verdone: «Ho fatto del mio meglio, forse qualche volta avrei potuto fare di più. Poi c’è stata la separazione, anche se fortunatamente io e mia moglie abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto. Certo, anche con i miei figli mi sarebbe piaciuto essere più presente, ma il mio lavoro è sempre stato questo».

 

Gascón: «Anche io spesso non ci sono per il lavoro ma tutto sommato credo sia un bene: non amo i genitori che stanno addosso ai figli, con mille attenzioni. Mi ricordano rapporti che hanno a che fare con il possesso».

 

Nel film la mamma di Lino Guanciale è di quelle che trattano i figli da bambini anche quando sono decisamente adulti...

Verdone: «Sì, ma è anche lui che si fa trattare così e che è privo di iniziativa. Mia madre era molto affettuosa, premurosa ma allo stesso tempo anche un po’ severa».

Gascón: «Io ci penso ad esempio quando mia figlia, che ha 15 anni, esce di casa: se da un lato sono un po’ preoccupata, dall’altra sono anche felice che apra la porta e viva il suo mondo, fuori».

 

Parlando di seduzione, come siete messi? Vi sentite dei maestri di seduzione?

Verdone: «Beh, forse avrei potuto rispondere a 40, 50 anni... però per me seduzione significa avere empatia con le persone, stare bene con loro, conquistarle. Quello credo di saperlo fare ancora».

karla sofia gascon zoe saldana emilia perez

Gascón: «Forse dovrei dire di no, ma la verità è che mi sento una seduttrice. In effetti non faccio niente, ma mi viene tutto piuttosto naturale: le persone sono attratte da me. E confermo anche l’attrattività di Carlo: trasmette grande tranquillità, serenità e armonia».

 

Anche quando si ha una carriera affermata come la vostra, la vigilia di un nuovo film mette sempre un po’ di ansia?

Verdone: «Sempre. Fare un film è come ricominciare tutto da capo: questo è un lavoro dove non ti senti mai arrivato, c’è sempre un nuovo esame che devi passare, un tribunale che ti deve giudicare. Io non ricordo mai di aver presentato un film in maniera serena... la tranquillità viene dopo».

Gascón: «L’aspettativa si sente, noi lavoriamo per gli altri, per il pubblico, quindi il parere della gente mi interessa moltissimo».

 

jacques audiard karla sofia gascon

A questo proposito, lei si è vista sfuggire un Oscar perché negli Stati Uniti l’hanno criticata per dei vecchi tweet definiti razzisti. Agli ultimi Oscar hanno paragonato questo suo trascorso con le uscite di Chalamet su opera e balletto. Come vede tutto questo?

Gascón: «La verità è che dietro ogni cosa ci sono molti interessi mediatici, c’è la voglia di fare notizia anche con cose che notizie non sono. Chi mi ha paragonata a Chalamet mi fa ridere, lo vivo come uno scherzo. Ancora una volta, rispondo con una risata. Alla fine, sono tutte stupidate. Il paragone tra di noi non esiste e quello dello spettacolo — e ancora di più dei social —, è tutto un circo. In un momento arriva l’elefante, quello dopo il trapezista, poi tutto passa».

 

Ma vi piacerebbe vincere un Oscar?

Gascón: «Certo che sì. Da attrice è bello se qualcuno ti dice che hai lavorato bene. E alla fine gli Oscar, come tutti i premi, sono quello: persone che ti dicono che hai fatto bene il tuo lavoro. Sarei bugiarda se dicessi che non me ne importa, ma è anche vero che sono felice, proprio per questo, anche quando la gente per strada mi dice che ha visto dei miei film e li ha apprezzati».

karla sofia gascon 7

 

Verdone: «Beh, io ho fatto parte di un film che l’ha vinto, La Grande Bellezza di Sorrentino. Un film mio non credo proprio potrebbe vincere mai l’Oscar, magari se recitassi nel film di un altro... io faccio commedie e le commedie non hanno grandissime chance agli Oscar, come se non fossero film d’autore.

 

Comunque sia, io mi accontento di quello che ho avuto e mi interessa far contento il pubblico che mi viene a vedere. Vorrei continuare, finché mi andrà, con questa evoluzione: cercherò sempre di cambiare, soprattutto in quest’ultima fase della mia carriera. Voglio cercare di fare cose nuove. Quando ho iniziato mi davo quattro o cinque anni al massimo di resistenza, invece sono arrivato quasi a 50. Posso dire di essere felice anche così»

 

karla sofia gascon prima della transizionekarla sofia gascon 6karla sofia gascon 9

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