keith richards

“UN TOUR NEL 2027? PERCHÉ NO, SE È SOLO UNA QUESTIONE DI ENERGIA, NE ABBIAMO ANCORA” – KEITH RICHARDS, MA CHI TE LO FA FARE? IL CHITARRISTA DEI ROLLING STONES, DOPO ANNI DI SESSO DROGA E ROCK ‘N’ ROLL (CHE HANNO LASCIATO PIU’ DI QUALCHE STRASCICO) NON MOLLA UN CAZZO E IN VISTA DELL’USCITA DEL NUOVO ALBUM DEGLI STONES, “FOREIGN TONGUES” (IL 10 LUGLIO), VUOLE TORNARE A ESIBIRSI DAL VIVO: “MICK JAGGER È ANCORA IN SPLENDIDA FORMA. SE NON FOSSE COSÌ, LO LICENZIEREI” – NONOSTANTE L’ARTRITE ALLE MANI, IL LEGGENDARIO CHITARRISTA HA ANCORA VOGLIA DI SCATENARSI: “È SOLO UNA SECCATURA. NON È DOLOROSA, MI SONO FATTO COSTRUIRE ALCUNE CHITARRE CON LA PALETTA PIÙ LARGA…” – VIDEO

Traduzione di un estratto dell’articolo di Elias Leight per il “Wall Street Journal”

 

keith richards 1

Keith Richards non va certo a cercarsi i vecchi dischi dei Rolling Stones, a meno che non gli capiti di non ricordare uno dei suoi tanti riff ormai iconici. «Mi dico: “Come diavolo faceva quella canzone? Meglio ripassarla”».

 

Ma evitare la musica di una leggenda del rock non è facile. Richards ha quattro figli adulti e loro «mettono su la mia roba», ammette. «A volte la sento alla radio e arriva dal nulla». In quei momenti, il chitarrista rimane folgorato come tutti noi. «Mi colpisce», dice con un sorriso malizioso. «Accidenti, è proprio bella».

 

Sdraiato su una poltrona in un hotel di Midtown Manhattan, con vista sul Rockefeller Center avvolto dalla nebbia, Richards, a 82 anni, emana ancora un’energia da vecchio pirata del rock. […]

 

Sta parlando del nuovo album dei Rolling Stones, Foreign Tongues, in uscita il 10 luglio, che ha riunito la band a New York. […] Nel 2023 i Rolling Stones hanno pubblicato Hackney Diamonds, il loro primo album di brani inediti dopo 18 anni; ora ne arriva un secondo a meno di tre anni di distanza, un ritmo produttivo che la band non teneva dagli anni Ottanta. «I fan stavano reagendo molto bene alla nuova musica e questo ha dato loro slancio», dice Andrew Watt, produttore sia del precedente disco sia di Foreign Tongues.

 

[…]L’album è stato anticipato a maggio da “Rough and Twisted”, un blues vagabondo con riff simili al filo spinato, e da “In the Stars”. […] Logan Peterson, fan di 25 anni, definisce i due brani «nettamente superiori a quello che avevano pubblicato su Hackney Diamonds». «Mi è sembrato che si fossero scaldati con il progetto precedente», aggiunge. «Sembrano quasi i vecchi Stones».

 

keith richards 2

«DOPO ANNI DI FATICHE NELL’OSCURITÀ, questo è finalmente il loro momento», ha scherzato Conan O’Brien presentando la band davanti a un pubblico entusiasta a Brooklyn, durante un’anteprima di alcuni nuovi brani lo scorso maggio.

 

Quando O’Brien ha rivolto alcune domande a Richards, molte delle risposte del chitarrista erano incomprensibili: sembrava poco interessato a tenere il microfono vicino alla bocca. «Sto ancora cercando di rientrare nel giro», racconta Richards il giorno successivo, ricordando quell’apparizione. «Non si può dire che mi manchi l’allenamento».

 

Quando i Rolling Stones arrivarono per la prima volta negli Stati Uniti dall’Inghilterra, «era un altro mondo», ricorda Richards con meraviglia nella sua voce consumata dal tempo. «Eravamo arrivati in America. Era il sogno».

 

[…] A Brooklyn, O’Brien ha sottolineato con stupore come Jagger suoni ancora molto simile a com’era nel 1968. «Nel 1968 prendevo molte più droghe», ha replicato il cantante, senza svelare altri segreti sulla longevità della sua voce se non l’esercizio costante.

mick jagger e keith richards 2

 

«Non bisogna mai credere a quello che dice Mick», ride Richards il giorno seguente. Detto questo, «il fatto è che è vero», aggiunge il chitarrista. «Se non fosse così, lo licenzierei». Ride ancora. «Che Dio lo benedica, è pieno di energia», continua, usando la stessa espressione due volte nell’arco di mezz’ora, «e in questo disco suona anche un blues harp davvero straordinario».

 

Nel corso degli anni il rapporto tra Richards e Jagger ha attraversato alti e bassi. Uno dei momenti di maggiore affiatamento fu durante la registrazione di Wild Horses, pubblicata in Sticky Fingers, il capolavoro del 1971: «Stavano entrambi davanti allo stesso microfono con una bottiglia di bourbon che si passavano avanti e indietro, cantando insieme voce principale e armonie», ricordava il pianista Jim Dickinson nell’autobiografia di Richards Life.

 

All’estremo opposto c’è la registrazione di Undercover, nel 1983: tra litigi continui e frecciate, i due riuscivano a malapena a sopportarsi. Jagger lavorava nel pomeriggio, Richards nel cuore della notte, così da non incrociarsi mai. Il capitolo di Life dedicato a quel periodo si apre con la frase: «Era l’inizio degli anni Ottanta quando Mick cominciò a diventare insopportabile».

 

keith richards 5

Una certa dose di tensione può essere produttiva — «Uno va a sinistra e l’altro va a destra, ed è così che nascono le canzoni che amate», spiega Watt — ma quando l’attrito diventa eccessivo finire un album diventa un problema.

 

Durante la produzione di Foreign Tongues, Watt ha svolto il ruolo di intermediario e traduttore. «Il mio lavoro consisteva nel prendere qualcosa che Mick pensava Keith non avrebbe apprezzato e portargliela, se a me piaceva. E magari a Keith piaceva davvero e diceva: “Potrebbe essere ancora migliore se faceste così”».

 

Non è stato sempre tutto rose e fiori. «Spesso nessuno dei due riesce a prevedere correttamente come reagirà l’altro a quello che gli viene proposto», racconta Watt. «Ogni tanto ti staccano la testa. Poi però te la riattacchi, ti rialzi e ricominci».

 

Oggi Richards elogia Watt per aver imparato «a gestire il rapporto tra Mick e me».

 

ESISTONO MOLTE FAZIONI diverse tra i fan dei Rolling Stones, ognuna convinta di sapere quando la band abbia raggiunto il proprio apice e quando invece abbia iniziato a decadere. «La frase “Non mi piace la produzione dell’ultimo disco degli Stones” è qualcosa che la gente ripete da cinquant’anni», osserva Christian Bonner, co-conduttore del podcast Under the Radar: A Rolling Stones Podcast.

 

Eppure, mentre i fan discutono animatamente, continuano ad affollare i concerti del gruppo. I Rolling Stones restano una macchina da stadi, con più tournée da oltre 100 milioni di dollari d’incasso di qualsiasi altro artista nella storia.

keith richards 3

 

[…] La band, però, non ha ancora annunciato concerti per il 2026 e online sono iniziate le inevitabili speculazioni: forse è davvero finita e il gruppo non tornerà più in tournée. Negli ultimi anni Richards ha sofferto di artrite alle mani.

 

Forse perché nella sua vita si è perforato un polmone cadendo da una scala nella biblioteca di casa e in seguito si è fratturato il cranio precipitando da un albero alle Fiji, liquida l'artrite come fosse una semplice seccatura. «Non è dolorosa; è benigna», dice Richards. «Avevo solo bisogno di più spazio. Così mi sono fatto costruire alcune chitarre con la paletta più larga», in modo da dare alle dita maggiore libertà di movimento.

 

Rolling Stones1

Per quest'anno esclude un ritorno sulle strade. «Ma non vedo alcun motivo per cui non dovremmo andare in tournée l'anno prossimo», dice Richards. «Naturalmente potrei sbagliarmi». Ha anche accennato all'idea di una residency, una serie di concerti nella stessa città, invece della tradizionale tournée itinerante.

 

«Se è solo una questione di energia, sì, ne abbiamo ancora», conclude. «Bisogna conservarla e poi riaprire le valvole. Imparare a tenersi un po' di riserva e giocare con l'energia, invece di buttarcisi dentro a testa bassa».

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