“HO PERSO 9 ANNI DI VITA E DI CARRIERA, MA QUI IN ITALIA MI SONO RIALZATO” – KEVIN SPACEY, OSPITE AL FESTIVAL “MONDE” DI FOGGIA, PARLA DELLE ACCUSE DI MOLESTIE SESSUALI (E’ STATO POI ASSOLTO) E DEL DANNO RICEVUTO: “QUELLO CHE CONTA È RIALZARSI CON GRAZIA, E QUESTO ESSERE QUI OGGI DAVANTI A VOI DIMOSTRA CHE L’HO FATTO. SENTO DI ESSERE STATO ADOTTATO DALL’ITALIA. SOPRATTUTTO GLI ULTIMI 9 ANNI SONO STATI DI AMICIZIA E SCAMBIO DI GRANDE PROFESSIONALITÀ. VI HO LAVORATO COME ATTORE, HO TENUTO DEI WORKSHOP, SONO STATO INVITATO DAI FESTIVAL, COME QUESTO CHE MI DÀ L’OPPORTUNITÀ DI CONOSCERE UNA NUOVA REGIONE…”
Estratto dell’articolo di Antonella W. Gaeta per “la Repubblica”
KEVIN SPACEY AL FESTIVAL MONDE A FOGGIA
Ospite al festival Mònde di Foggia, dove è stato premiato alla carriera, l’attore due volte premio Oscar si racconta: “Sento di essere stato adottato dal vostro Paese, ho trovato amicizia e scoperto luoghi incantevoli come il Gargano”
Kevin Spacey, lo sguardo infatuato e sornione di Lester Burnham sotto la pioggia di petali in American Beauty, o quello mutante e grandioso di Keyser Söze mentre si allontana dal commissariato nei Soliti Sospetti. Eppure, a Foggia al festival Mònde (che si conclude oggi) e che gli tributava un premio alla carriera e standing ovation, il due volte premio Oscar Kevin Spacey non recitava, non monologava, raccontava di sé, degli ultimi 9 anni passati dalla caduta […]
KEVIN SPACEY AL FESTIVAL MONDE A FOGGIA
«[…] Qualunque sia la tua professione, certe volte perdi la partita, la stagione, il lavoro, puoi perdere anche 9 anni di vita e di carriera. Ma quello che conta è rialzarsi con grazia, e questo essere qui oggi davanti a voi dimostra che mi sono rialzato con grazia». […]
[…] «Per me è un onore, sono momenti molto belli, mi commuove incontrare persone che vogliono celebrare il mio lavoro. E poi in Italia, un posto così ricco di storia del cinema, spero di continuare a lavorare con gli italiani. Anzi, accadrà presto, a ottobre, con un film intitolato Melodies in the Forest, dove interpreto un ex ufficiale nella Seconda guerra mondiale, implicato nei fatti di Terezín».
KEVIN SPACEY AL FESTIVAL MONDE A FOGGIA
Molti dei suoi colleghi americani amano riamati il nostro Paese.
«Io sento di aver adottato l’Italia e al 150 per cento di esserne stato adottato. Soprattutto gli ultimi 9 anni sono stati di amicizia e scambio di grande professionalità. Vi ho lavorato come attore, ho tenuto dei workshop, sono stato invitato dai festival, come questo che mi dà l’opportunità di conoscere una nuova regione. Sono stato sul Gargano, siamo arrivati molto tardi, di notte, e quindi l’ho potuto vedere solo al mattino, svegliandomi ed è stato incantevole, siamo scesi in spiaggia […]»
[…] Il suo collega Matthew Modine, proprio qui a Foggia, ha detto che non sceglie personaggi negativi perché gli rimangono addosso. Lei di villain ne ha interpretati tanti.
KEVIN SPACEY AL FESTIVAL MONDE A FOGGIA
«Infatti, per me non vale. Amo sapere di essere un attore che alla fine della recita appende il suo costume e va via. […] È per il pubblico giudicare un personaggio, ma a sorpresa spesso tifano per i cattivi. È quanto imparato dal Riccardo III, che mi ha aiutato quando mi preparavo per House of Cards. Shakespeare lì inventò qualcosa mai fatto prima, l’indirizzo diretto, ovvero quando l’attore guarda direttamente negli occhi del pubblico e lo coinvolge, lo porta dalla sua parte, alla fine lo fa sentire quasi un co-cospiratore fino a quando uccide i bambini nella torre e allora la gente si sente male per aver parteggiato per lui. Per House of Cards mi ricordai di quella sensazione, guardavo nella cinepresa e recitavo le battute direttamente al pubblico a casa». […]
KEVIN SPACEY AL FESTIVAL MONDE A FOGGIA
KEVIN SPACEY AL FESTIVAL MONDE A FOGGIA