"LASCIO IL GRUPPO SAN DONATO PER FARE IL RAPPER IN FRANCIA" - LA METAMORFOSI DI PAOLO ROTELLI, EX PRESIDENTE DEL GRUPPO, CHE ORA SI FA CHIAMARE "TRACTOPELLE MUSIK" ("TRACTOPELLE STA PER RUSPA, PERCHÉ LA RUSPA DISTRUGGE IL VECCHIO E COSTRUISCE IL NUOVO") E INDOSSA CATENE D'ORO, OROLOGI PIENI DI DIAMANTI E OSTENTA VALIGETTE ZEPPE DI CASH: "L'ESTETICA SI BASA SULL’OSTENTAZIONE DI RICCHEZZA, SULLA SUA ESAGERAZIONE. L’INTERPRETAZIONE È IRONICA, RACCONTIAMO UNA SOCIETÀ ULTRA CAPITALISTA CHE STA PERDENDO I VALORI" - NEL 2013, QUANDO MORI' IL SUO PAPA' GIUSEPPE, ROTELLI AVEVA 24 ANNI E ANDO' A GUIDARE IL GRUPPO - CHI LO SOSTITUIRA': "COME VICEPRESIDENTE, CI SONO GIÀ MIO FRATELLO MARCO E KAMEL GHRIBI. ALL’UNIVERSITÀ, È STATA SCELTA L’EX MINISTRO DELL’INTERNO LUCIANA LAMORGESE"

 

Estratto dell'articolo di Candida Morvillo per il "Corriere della Sera"

 

paolo rotelli Kamel Ghribi

Paolo Rotelli aveva solo 24 anni quando, nel 2013 alla morte del padre Giuseppe, diventa presidente del Gruppo San Donato, il più grande della sanità italiana accreditata: 1,3 miliardi di fatturato, che da allora sono saliti a 2,7 miliardi. È poi diventato anche presidente dell’Università Vita-Salute San Raffaele restando vicepresidente del gruppo, nonché frontman della famiglia.

 

Da un paio d’anni, quel ragazzo dall’aria ligia sempre visto in giacca e panciotto fa il rapper in Francia. Lì, si fa chiamare Tractopelle Musik, ha un’etichetta discografica e fa video in cui indossa chili di collane d’oro, orologi enormi tempestati di brillanti e ostenta valigette zeppe di cash. Una metamorfosi tale che in Italia quasi nessuno l’ha riconosciuto. La notizia, finora riservata, di cui gli chiediamo conferma è se è vero che nella serata del primo maggio si è dimesso da tutte le cariche del colosso ospedaliero.

tractopelle musik paolo rotelli 2

 

Ed eccolo qua, in videocall dalla casa che ha in Francia: jeans, maglietta azzurra e un sorriso grande. Dice: «Confermo, lascio perché il gruppo e l’università sono per me due missioni compiute».

 

Lascia davvero per darsi al rap?

«Lascio perché il mio lavoro è sempre stato creare cose nuove: anzitutto il brand, perché quando sono arrivato, la gente non sapeva che il Galeazzi, il San Raffaele, il policlinico San Donato e anche la Madonnina, insieme ad altre 16 strutture tutte accreditate, fossero parte di uno stesso gruppo d’eccellenza. Poi, con la tragedia della pandemia, abbiamo dimostrato di poter creare in due settimane i protocolli di cura di una malattia ignota, condividerli con tutta Europa e convertire tutti i nostri ospedali in ospedali quasi solo Covid in tre settimane.

 

paolo rotelli

Dopo questa crisi, il welfare è cambiato in tutta Europa e siamo dovuti diventare più attrattivi verso i pazienti solventi e assicurati. Missione compiuta anche qui e questo ciclo non cambierà per anni. Stiamo anche superando gli obiettivi del piano industriale 2030. Insomma, restava solo da lavorare bene sul quotidiano e io avevo voglia di esprimermi in altro. L’università, poi, è ormai la seconda Medical School del Paese. Tutto questo senza neanche un mio gran coinvolgimento negli ultimi due anni, perché abbiamo costruito una governance solida ed efficiente».

 

Oggi, ha zero catene d’oro, zero orologi di lusso. Nella vita, non segue l’estetica dei suoi video?

Paolo Rotelli

«Quello è il personaggio, non la persona. Però, una catena ce l’ho sempre a portata di mano» (da un cassetto della scrivania, Rotelli prende una collana incrostata di pietre luccicanti e massiccia da paura) «la metto quando accompagno i miei artisti in discoteca o se ho una performance o se viene a trovarmi qualche rapper americano.

 

Funziona come per i cardinali: se il cardinale ti apprezza, verrà con una croce semplice e abiti quasi civili, se vuole incutere timore reverenziale, arriva con la croce d’oro e la porpora. Lo stesso i rapper: se sono “in chill” con te, vengono in maglietta, se vogliono metterti soggezione, arrivano con ori, diamanti e il look “full catene”. Nel caso, tiro fuori anch’io la collana».

 

Chi è venuto «chill» e chi «full catene»?

«Quavo, solo la prima volta, era full catene. Rich The Kid, full catene, poi in maglietta. Alkpote, di cui produco un nuovo progetto in questi giorni, era chill. Lil Baby l’ho conosciuto a Dubai, senza catene». [...]

 

C’è un giorno esatto della folgorazione?

SAN RAFFAELE

«Sì, nell’ottobre 2022, a Los Angeles: ero lì per altro e mi dicono che si era liberato uno studio in Paramount, già pagato, disdetto all’ultimo. Vado col mio amico Antoine De Clos e facciamo tre canzoni nuove.

 

Torniamo il giorno dopo e quello dopo ancora: nove canzoni in tre giorni. Insieme, siamo poi diventati i Tractopelle Musik. Tractopelle sta per ruspa, perché la ruspa distrugge il vecchio e costruisce il nuovo».

 

Il suo giorno della ruspa qual è?

«È a marzo 2025, quando vado dal mio avvocato di Monaco, dove vivo, e gli chiedo come si fa ad aprire un’etichetta».

 

paolo rotelli

Com’è stato dirlo a suo fratello, a sua sorella, a sua madre?

«Loro sapevano tutto, passo passo. Poi, un mese fa, ho sollevato il tema di lasciare il Gruppo San Donato: mi sembrava inopportuno accostargli la mia nuova immagine di artista e produttore musicale».

 

Chi la sostituirà?

«Come vicepresidente, ci sono già mio fratello Marco, attentissimo all’attività, e Kamel Ghribi, che è tutti i giorni sul fronte soprattutto per l’internazionalizzazione. All’università, è stata scelta una figura istituzionalmente forte, che ha accettato: l’ex ministro dell’Interno Luciana Lamorgese».

 

paolo rotelli presidente del gruppo ospedaliero san donato

Nella lettera in cui comunica al Cda le dimissioni, parla di «un’avventura imprenditoriale personale»: l’etichetta non ha punti di contatto col gruppo o la holding?

«Assolutamente: è tutta mia».

 

Nella stessa lettera, chiede di accogliere questa sua passione «con indulgenza anche sotto il profilo iconografico». Immagino che per molti sia uno shock vederla col passamontagna, con ragazze sexy nel letto e i poster del padrino alle pareti.

«L’estetica non è quella criminale americana, ma quella francese: si basa sull’ostentazione di ricchezza, sulla sua esagerazione, e l’interpretazione è ironica. Raccontiamo una società ultra capitalista che sta perdendo i valori».

 

tractopelle musik paolo rotelli 6

Non vede il rischio che passi solo l’ostentazione del lusso e non il messaggio sui valori?

«Desideravo che mi facesse questa domanda. Quell’“effetto wow” serve ad attirare l’attenzione. L’algoritmo dà ai giovani quello che gli piace e questa roba piace. La strategia è scioccare per poter poi, a tempo debito, spiegare la nostra missione».

 

Mi faccia l’esempio di un video shock con una missione positiva.

«Quello su Swagg Man, uno che su Tik Tok faceva l’ultra ricco, ma è stato condannato in Tunisia come truffatore. Quindi, ora, il milione di persone che ha visto il nostro video sa che non deve più ascoltarlo».

 

Un suo brano si intitola «Vraie richesse». Cos’è la vera ricchezza?

«Swagg Man è la finta ricchezza. Sui social, è pieno di persone che fanno credere di essere ricche per vendere finti corsi. Oggi, i giovani credono di poter diventare milionari grazie a uno che è andato a Dubai, ha affittato una Lamborghini, ha girato un video e ti fa credere che ti insegnerà a fare soldi. I miei soldi, invece, vengono dal lavoro di tre generazioni. Quindi io dico: se vi parlo, ascoltatemi; dimenticatevi il mito che i soldi si fanno col vuoto, perché qualunque business — anche l’influencer — richiede lavoro».

 

paolo rotelli erede del gruppo di famiglia

[...] Come può fare rap uno che, immagino, non sia mai stato in un quartiere malfamato?

«Perché il rap non è più solo la musica dei ghetti. È la musica più ascoltata al mondo e attraversa tutte le classi sociali. Il gangster rap è solo una parte: esiste anche un rap ironico, narrativo. Il rap è come il rock: parla di ribellione, di successo, di identità».

 

Quando assunse la presidenza degli ospedali, era davvero quello che voleva?

«Lavoravo all’epoca a Parigi in un think tank, dopo la laurea a Sciences Po, e stavo costruendo un percorso lì, accademico, da opinion leader. Però, uno stage in ospedale nel 2011 mi era piaciuto. Accettai per senso del dovere, ma non solo: volevo dimostrare cosa sapevo fare».

 

paolo rotelli angelino alfano

Perché la copertina di Forbes che la immortalava a 28 anni compare in tutti i suoi video? E quante cose sono cambiate da allora?

«A parte un gilet in meno e qualche chilo in più, non è cambiato granché. Magari all’epoca dovevo essere più tradizionale per convincere. Oggi posso arrivare in canottiera e dire che ho preso un gruppo da 130 milioni di Ebitda e chiudo il 2025 a più di 350 milioni.

 

Non serve una giacca per dire che abbiamo raddoppiato la dimensione e triplicato il valore. Metto la copertina di Forbes nei video per ricordare a tutti che ho una storia e, se lancio un progetto culturale, devono aspettarsi che sia professionale, finanziato il giusto e che cambi l’industria musicale europea».

paolo rotelli

 

[...] Suo padre che avrebbe detto della decisione presa oggi?

«Quello che mi ha sempre detto: fai quello che vuoi, ma fallo al massimo delle tue capacità».

 

 

Che sentimenti l’accompagnano nell’annunciare le dimissioni? Timore? Fiducia? Sollievo? 

«Fiducia. Anzi, felicità. So che tanti diranno che non andrò da nessuna parte e non vedo l’ora di poterli contraddire fra qualche anno».

letizia moratti kamel ghribi gilda gastaldi marco rotelli foto di bacco

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paolo rotelli donut

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