1. LETTA, FACCI IL BIS! LE SCENEGGIATE NAPOLETANE DI RE GIORGIO E DI LETTANIPOTE APRONO LA STRADA PUBBLICAMENTE A QUANTO CONTRATTATO PRIVATAMENTE CON LA BCE DI DRAGO DRAGHI A CASA DEL FONDATORE DI “REPUBBLICA” SCALFARI, LA SCORSA SETTIMANA 2. IL LETTA-BIS DEI SALVATORI DELL’EURO-PATRIA, NASCERÀ A METÀ DELLA PROSSIMA SETTIMANA GRAZIE ALLA STAMPELLA DEI SOLITI SENATORI “RESPONSABILI”. COMPRESI I SENATORI A VITA APPENA NOMINATI DA RE GIORGIO CON LOGICHE DI TOTALE BLINDATURA DEL GOVERNO. E COINCIDERÀ CON UN AUMENTO DELLE TASSE DA ADDEBITARE TUTTO AL BANANA 3. SE IL BANCHIERE DRAGHI NON HA SBAGLIATO I PROPRI CALCOLI, CI ASPETTANO UN PAIO DI SETTIMANE DI TURBOLENZA POLITICA, MA I MERCATI CI RISPARMIERANNO PERCHÉ FRANCOFORTE È CON NOI ED È PRONTA AD AIUTARE IL LETTA-BIS SUL FRONTE DELLO SPREAD

a cura di Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota)

1. ASPENIO, FACCI IL BIS!
Uno frena a stento il piantino alla commemorazione dell'ennesimo ex compagno seppellito. L'altro batte i pugni sul tavolo e verga personalmente il comunicato finale del Consiglio dei ministri.

Le sceneggiate napoletane di Re Giorgio e di Lettanipote aprono la strada pubblicamente a quanto contrattato privatamente con la Bce di Drago Draghi a casa Scalfari, la scorsa settimana. Il Letta-bis, nei propositi dei salvatori della Patria Eurocratica, nascerà a metà della prossima settimana grazie alla stampella dei soliti senatori "responsabili". Compresi i senatori a vita appena nominati da Re Giorgio con logiche di totale blindatura del governo. E coinciderà con un aumento delle tasse da addebitare tutto al Banana.

Se il banchiere Draghi non ha sbagliato i propri calcoli, ci aspettano un paio di settimane di turbolenza politica, ma i mercati ci risparmieranno perché Francoforte è con noi ed è pronta ad aiutare il Letta-bis sul fronte dello spread.

Del resto, Aspenio Letta piace ai banchieri e ai cosiddetti "circoli internazionali" che vivono nel culto della "stabilità". Ottenuta in che modo e a quale prezzo, sono tutti cavoli nostri. E comunque a questo ci penserà ancora una volta Re Giorgio, con il suo sapiente uso della Costituzione.

2. IL RUGGITO DEL CONIGLIO MANNARO
Per la sintesi, ottima la prima pagina della Repubblica dei commensali: "Scontro finale, governo verso la crisi. Liti e urla nel Cdm, aumenterà l'Iva. Letta: non ci sto più, chiedo la fiducia alle Camere. Giornata frenetica di colloqui, poi la drammatica resa dei conti che fa saltare la manovrina. Il presidente del Consiglio sale al Colle: inaccettabili le dimissioni di massa".

E ovviamente, ecco subito la propaganda di partito sulla supposta che ci attende per colpa delle bizze del Cainano: "Salta la manovra anti-deficit. Da martedì carrello della spesa più caro e si riavvicina la seconda rata Imu. Il deficit resta sopra il 3%. Legge di Stabilità in alto mare" (Repubblica, p. 9).

Risponde così il Giornale di Sallustioni: "Benzina sul fuoco. La sinistra vuole barattare l'Iva con rincari del carburante: salta il decreto, la stangata è (quasi) certa. Letta e Napolitano cercano lo scontro, tra i ministri volano gli insulti. Il rebus di una nuova fiducia. Ultimatum di Forza Italia: mettete subito mano alla giustizia" (p. 1). Va secco al punto il Cetriolo Quotidiano: "Napolitano ha pronto un Letta bis. Ora l'ostaggio è Berlusconi" (p. 1).

Toni più flautati sul Corriere di don Flebuccio de Bortoli, alle prese con una crisi interna che fiacca le forze. Oggi non c'è troppa fantasia neppure fra i retroscenisti: "Napolitano, via libera alla linea dura. Sostegno pieno al premier: fiducia in Aula per il ‘chiarimento definitivo'. Letta al ritorno da New York al capo dello Stato: "Ma lo sai che Kissinger fa il tifo per te? E' proprio cambiato il mondo" (p. 6).

Mentre sulla Stampa Feltri Mattia sottolinea il nostro declino familista: "Gianni ricevuto da Enrico. E per la prima volta zio e nipote trattano ‘alla luce del sole'. Vertice a Palazzo Chigi: l'emergenza fa cadere l'ultimo tabù. I due hanno sempre cercato di tenere al riparo la sfera privata da quella pubblica" (p. 2). Un'impresa che in effetti poteva riuscire solo in un sistema informativo corrivo come quello italiota.

3. NANO DECADENCE
Per i Ri-publicones "Berlusconi opterà per i servizi sociali ma non sa ancora se presentarsi in giunta. Lo show in diretta streaming potrebbe rivelarsi un boomerang. Sarà il penalista Franco Coppi a difendere il Cavaliere a Palazzo Madama" (p. 11).

Sul Corriere, "Il caso Quagliarello agita il partito. E Brunetta ‘separa' governo e Parlamento. Il ministro per le Riforme guida le trattative per l'ala moderata. Nel Pdl timore di defezioni tra deputati e senatori. La preoccupazione dei ‘falchi'. Oltre al ministro per le Riforme, anche Giovanardi non ha firmato la sua lettera di dimissioni" (p. 9).

Più mirato il lavoro di Mario Ajello sul Messaggero (p. 9): "Nel Pdl 20 senatori pronti al Letta bis. A Palazzo Madama riparte la caccia ai voti per garantire l'esecutivo anche in caso di strappo. Basterebbero 14 sì. Molti di più i neoresponsabili. Le manovre del siciliano Castiglione. E si parla di un nuovo gruppo: Italia popolare" (Complimenti per la fantasia)

4. NANO RESISTANCE
Ma è ancora sul Menzognero il pezzo più divertente di giornata, con Ettore Colombo che riporta un lungo sfogone virgolettato del Banana: "Si sono mossi anche quelli delle grandi centrali finanziarie italiane e, soprattutto, estere che agiscono come vogliono sui mercati, ci fanno crollare i titoli in Borsa, fanno schizzare in alto lo spread e, d'accordo con la Merkel, mi vogliono morto anche loro proprio come mi vogliono morto Napolitano, Letta, il Pd. Pensano di spaventarmi e provano a ricattarmi: Gianni Letta è venuto a dirmelo di persona, Fedele Confalonieri ed Ennio Doris temono che, dopo di me, i giudici e non solo loro faranno a pezzi l'impero che ho costruito dal niente in sessant'anni di duro lavoro. Si sbagliano. Io non mollo" (p. 6).

5. TELECOM-MEDIA
Occhio alle sceneggiate, e alle fughe di notizie pilotate, in corso anche al vertice di Telecom. "Bernabè getta la spugna, pronto a lasciare Telecom. Sarmi in pista per la successione. E l'Esecutivo non vara il golden power. Il presidente potrebbe dimettersi nel consiglio di amministrazione di giovedì prossimo. L'attuale numero uno di Poste era già stato contattato la scorsa estate dai soci Telco".

"Manager italiani e rilancio della rete. Così Alierta ha convinto Letta. Contatti segreti con il premier per evitare il veto del governo. Sotto esame l'ad Marco Patuano, tra i possibili sostituti Mauro Sacchetto, ex Pirelli Cavi" (Repubblica, pp. 27-28).

Ma perché una cosiddetta "azienda privata", così "privata" che Lettanipote dice di non potersene impicciare, pensa di reclutare l'ennesimo boiardo dal brillante mondo delle Poste? Forse che per mandare avanti la baracca - e tenersi il canone - serve qualcuno abituato a navigare tra le segreterie di partito, saltando da An al Piddimenoelle senza problema alcuno?

6. NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN
Stranamente, nonostante i successi mietuti a raffica prestando miliardi ai vari Ligresti, Zaleski, Alitalia e Telecom, le nostre banche non sono stimatissime a Washington. Su Repubblica, "Fmi: ‘Italia e banche vulnerabili'. Ue preoccupata, vola lo spread. Il Fondo monetario: rischio contagio e ripresa fiacca. Gli istituti di credito potrebbero aver bisogno di 6 miliardi" (p. 7).

Il Corriere dei Salotti marci invece sposta il tiro il più possibile su Siena: "Banche italiane, servono 6 miliardi'. Il Fmi: Mps è un rischio per il sistema. Bankitalia: non c'è un caso Siena. Il Fondo: incertezza sulla tempistica di uscita di Rocca Salimbeni dall'aiuto pubblico" (p. 52).

7. SCUCCHIAIANDO CUCCHIANI
Di ritorno dai suoi giretti americani, pare proprio che Cucchiani troverà una proposta che non può rifiutare: quella di andarsene anzitempo con la solita paccata di soldi. Casualmente, come scrive Repubblica, nel finesettimana si nasconderà sotto il tappeto anche la polvere del caso Zaleski. "Intesa Sanpaolo dice addio a Cucchiani. Martedì Messina nuovo capo della banca. Al capo della rete l'interim. Fondazioni: si torni al cda unico. Nel week end si ristruttura il debito di Tassara" (Repubblica, p. 28).

8. LA MISTERIOSA STORIACCIA DI RCS SPORT
Mettono le mani avanti ai piani alti di Via Solferino. Oggi è lo stesso Corriere a pubblicare un trafiletto in cui si fa capire che nella controllata Rcs Sport sono spariti dei soldi. "Qualcuno avrebbe utilizzato alcune transazioni finanziarie tra la società e le associazioni sportive per creare fondi da cui sarebbero poi stati sottratti i soldi. I controlli sono stati attivati dal nuovo management" blablablabla (p. 23). Forse sono in arrivo provvedimenti della magistratura, o forse è bastato sapere che anche a Repubblica sapevano. Infatti la notizia, in pochissime righe, compare anche sul giornale concorrente tra le brevi di economia.

9. IL FAMOSO MODELLO LOMBARDO
Lunedì si apre l'udienza preliminare per Roberto Formigoni e altri 11 nell'inchiesta sui presunti favori miliardari alla Clinica Maugeri. L'ex governatore di Comunione & Fatturazione è accusato di corruzione e associazione a delinquere. Sul Corriere, Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella tirano fuori un disarmante verbale di Pio Dario Vivone, dell'avvocatura regionale: "Il legale del Pirellone: ‘Soldi per la Sanità, nessuno controllava". Non a caso, la Regione si è costituita parte civile nel procedimento contro il Celeste (p. 17).

10. A COSA SERVONO I GIORNALI
Grande imbarazzo per una battuta di Paoletto Scaroni sui pochi investimenti italiani del Lingotto in fuga. I giornaloni si voltano il più possibile dall'altra parte, con piccoli pezzi infarciti dal duro lavoro degli uffici stampa. Il Corriere, nel dubbio che la polemica possa comunque dispiacere all'Eni, non "sporca" la marchettina sul nuovo spot con Servillo (p. 25) e tratta lo scazzo Scaroni-Marpionne in separata sede, nelle pagine economiche (p. 31). E così, doppia citazione per la campagna pubblicitaria del Cane a sei zampe.

11. A COSA SERVONO I TELEGIORNALI
Il Cetriolo Quotidiano non molla il senatore Minzolingua, da oggi Minzopalato: "Ammazzancolle al Tg1. Quanto mangia Minzolini. Ostriche, crostacei e vini pregiati. I menu che il senatore preferiva quando era in Rai. Adesso l'azienda gli contesta le cene troppo care" (p. 7).

colinward@autistici.org

 

 

MARIO DRAGHI ED ENRICO LETTA FOTO INFOPHOTO SCALFARI E NAPOLITANO ALLA FESTA DEL 2 GIUGNOOSCAR LUIGI SCALFARO E BERLUSCONI clb25 scalfari gianni lettaPALAZZO MADAMA - SENATO DELLA REPUBBLICAconfalonieri berlusconi letta Bernabe e marco patuano Zaleski BazoliCUCCHIANI-BAZOLIALESSANDRO PROFUMO ENRICO CUCCHIANI DAVID THORNE FOTO DA FLICKR AMBASCIATA USA MINZOLINI

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