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ROTTA A LEVANTE – “SONO UNA BASTIAN CONTRARIA”, PARLA LA CANTAUTRICE, NUOVA GIUDICE DI “X FACTOR”: “NON SEMPRE MI PIACE FARE LA COSA GIUSTA. SETTE ANNI FA MI CHIAMARONO PER IL PROVINO DI X-FACTOR MA RIFIUTAI. NON PARTECIPEREI MAI A UN TALENT” -  ORA UN PROGETTO CON TIZIANO FERRO – VIDEO

 

Andrea Spinelli per “il Giorno”

 

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Per il futuro televisivo di Levante nei prossimi mesi conterà molto il fattore "X", quello del talent di Sky che l' annovera quest' anno tra i giudici della sua undicesima edizione (al via il 14 settembre) assieme a Fedez, Manuel Agnelli e Mara Maionchi. Ma, stando a voci sempre più insistenti, per la sua carriera artistica conterà anche di più il fattore "T".

 

Già perché sembra che Tiziano Ferro sia intenzionatissimo ad averla tra i solchi di quella versione acustica de "Il mestiere della vita" che intende dare alle stampe in autunno per arrotondare ulteriormente le cifre di un anno eccezionale per i suoi bilanci d' uomo e d' artista. Non a caso gli accostamenti di Levante con la conterranea Carmen Consoli, grande protagonista del duetto de "Il conforto" nella versione «elettronica» del disco di Tiziano, si sono sempre sprecati.

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Se ai più la scelta di salire sulla corazzata di Sky Uno dopo la fatica fatta per posizionarsi sul mercato del disco con l' ultima prova in studio "Nel caos di stanze stupefacenti" era apparsa un azzardo che avrebbe potuto creare confusione nel grande pubblico, arrivato a scoprirla solo ora grazie a "Non me ne frega niente" o al duetto con Max Gazzé di "Pezzo di me", l' eventuale incontro di Claudia Lagona, pardon Levante, con Ferro tornerebbe a far pendere il piatto della bilancia dalla parte della musica.

 

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«SETTE ANNI fa mi chiamarono per il provino di un talent (proprio X-Factor, ndr) ma rifiutai perché pensavo che non fosse il momento, uscivo da un periodo triste della mia vita e sentivo solo il bisogno di andarmene lontano», ammette Levante. «Col senno di poi penso che accettare avrebbe accelerato il mio percorso, ma no so se sarebbe stato un bene. Suonare ovunque, infatti, mi ha molto irrobustita sotto l' aspetto emotivo. Comunque è inutile recriminare sulle "sliding doors" che la vita ci mette davanti perché non esistono certezze su come andrebbero se girassero in senso inverso. Anche se non parteciperei mai a un talent, sarei sciocca a pensare che non rappresentino realtà molto importanti per la musica d' oggi; ed è questa considerazione che mi ha spinto ad accettare».

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NATA a Caltagirone nell' 87, sposata dal 2015 con il dee jay mascherato Simone Cogo alias Sir Bob Cornelius Rifo alias The Bloody Beetroots (da cui però dice di essersi già separata), Claudia-Levante ha iniziato a farsi conoscere in radio quattro anni fa grazie alla «vita di m**» cantata nel singolo "Alfonso".

 

«Dei tre dischi che ho inciso, credo che "Nel caos di stanze stupefacenti" si avvicini di più al primo "Manuale distruzione" che al secondo "Abbi cura di te", traversato da una saggezza che mi appartiene ma in cui al momento non mi riconosco; perché sono bastian contraria e non sempre mi piace fare la cosa giusta» conferma la cantante, 30 anni, che porta la sua "Estate nel Caos" questa sera alla Festa di Radio Onda d' Urto di Brescia, domani al Festambiente di Rispescia, il 2 settembre al Carroponte di Milano e il 15 all' Arena del Lago di Modena. «E poi qual è la cosa giusta?

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Non esiste. Bisogna avere cura di noi stessi, ma a volte è giusto anche farsi un po' di male. Sono cresciuta accanto a donne forti come mia madre e come nonna Rosalia sviluppando uno spiccato senso d' orgoglio. Questo mi ha trasformato nella classica persona che, pur di non farsi aiutare dagli altri, si mette ancora di più nei guai. Ma sono abituata a uscire dalle difficoltà da sola. E ce la faccio sempre. Anche se, col tempo, ho imparato che chiedere aiuto non è un segno di fragilità, ma in alcune occasioni può diventare addirittura di forza».

TIZIANO FERROTIZIANO FERRO

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