“SOFFRO DI DEPRESSIONE COME MIO PADRE. OGNI DIECI ANNI, IN MANIERA CICLICA, SI RIPRESENTA” – MASSIMO POPOLIZIO SI RACCONTA AD ALDO CAZZULLO: “CI SONO DEI MOMENTI IN CUI NON RESCO AD ALZARMI DAL LETTO. HO PRESO MOLTI FARMACI IN PASSATO, NON NE VOGLIO PIÙ. NON SONO CONTRO, SO CHE SERVONO. PERÒ QUESTA DEPRESSIONE VIENE ANCHE DAL MOMENTO CHE VIVIAMO. PUNTO MOLTO SUL LAVORO, MA MI CHIEDO: CHE SENSO GLI DO?” – STREHLER, RONCONI E QUELLA VOLTA E IL SUO MUSSOLINI NELL’ADATTAMENTO TEATRALE DI “M” DI SCURATI: “LUCA MARINELLI DICE HA CHE HO SOFFERTA A INTERPRETARLO IN TV? E SE DEVI FARE RICCARDO III, UN INFANTICIDA, QUANTO DEVI SOFFRIRE?” – IL NONNO RABDOMANTE, LA ZIA MEDIUM E L’AMICO CHE VEDE I MORTI: “DICE CHE SI TROVANO SOPRATTUTTO NEI SUPERMERCATI…”

Estratto dell’articolo di Aldo Cazzullo,Sandra Cesarale per il “Corriere della Sera”

 

massimo popolizio 1

Incontriamo Massimo Popolizio a Trinità dei Monti, lungo la scala in cui viene assassinato in Romanzo Criminale. Una scena di culto. «Non avevamo i permessi per girare. Otto ore rubate».

 

[…] È vero che lei da ragazzo disse no a Strehler?

«“Caro Massimo ti ho visto recitare, sei molto bravo, vorrei che interpretassi lo studente nel mio Faust”. Giorgio Strehler mi aveva mandato una lettera! Ero contentissimo. Poi ho scoperto che scriveva a tutti gli attori» (Popolizio sorride).

 

E lei rifiutò.

«Avevo già deciso di andare a Torino per lavorare con Ronconi. È durato trent’anni».

 

Si è mai chiesto come poteva cambiare la sua vita se avesse accettato?

«No. Ronconi era un altro mondo. Con lui ho conosciuto tutti i grandi: Mariangela Melato, Annamaria Guarnieri, Luciano Virgilio, Umberto Orsini, Massimo De Francovich...».

luca ronconi e massimo popolizio

 

Come è stato lavorare con lui?

«Non ho avuto un certo tipo di giovinezza perché facevamo anche due o tre spettacoli l’anno, ero sempre impegnato e anche impanicato. Luca ti permetteva di giocare in super Serie A, ti dava il cavallo. Però te lo dovevi meritare, anche alle prove. È quello che cerco di insegnare ai miei studenti dell’Accademia Silvio d’Amico: non basta essere bravi, recitare non è una fede, una missione, voglia di cambiare il mondo. È un lavoro».

 

Avete mai litigato?

«Era impossibile. Però mi è capitato due volte di piangere perché mi sentivo attaccato ingiustamente».

 

Quando?

pierfrancesco favino massimo popolizio e kim rossi stuart in romanzo criminale

«Ronconi era in Cina e aveva affidato ad Annamaria Guarnieri e a me la ricostruzione delle scene e la scelta degli attori per la tournée europea del Peer Gynt. A Cracovia, prima del debutto, era furioso: cosa stai facendo? Chi ti credi di essere? Io comincio a piangere, e Annamaria: “Non farti vedere...”. Ronconi rifiutò di assistere alla generale».

 

[…] E la seconda volta che ha pianto?

«Eravamo a Palermo, non ricordo per quale spettacolo. Dovevo essere frustato. All’attore che doveva farlo scappò la mano».

 

Tipo Corinne Clery in Histoire d’O.

«Mi sono fermato: “Non puoi frustarmi sul serio!”. E Ronconi: “Smettila di lamentarti e andiamo avanti!”».

 

Mai una parola buona?

«Prima che morisse eravamo al Piccolo per la Lehman Trilogy, era già in dialisi, mi invitò: mangiamo insieme. In trent’anni non era mai successo di pranzare da solo con lui. A tavola mi disse: grazie per la generosità. Mi vennero le lacrime, questa volta buone».

massimo popolizio 5

 

[…]  La morte le fa paura?

«Sì, tantissimo. Ho un blocco anche di fronte alla malattia, non riesco ad andare in ospedale e nemmeno ai funerali. È successo pure con i miei genitori, non ho li ho seguiti fino all’ultimo, c’era mia sorella con loro. Mi mancano molto, ma è come se non se ne fossero andati: rinuncio all’idea che si chiuda una cosa quindi la tengo sempre con me. È una finzione, ma è anche un’ancora di salvezza. Soprattutto ultimamente che sono più fragile, un po’ depresso. Sono stato sposato, divorziato ma non mi sono riprodotto. Credo sia diverso per chi ha dei figli, vedere la vita in loro aiuta».[…]

 

Lei Popolizio oggi è forse il più importante uomo di teatro che abbiamo in Italia. Come fa a essere depresso?

«Ne soffro come mio padre. Ogni dieci anni, in maniera ciclica, si ripresenta. Non parlo di malinconia, ma di momenti in cui non ti vuoi alzare dal letto, in cui non ce la fai a pensare, tutto è faticoso».

 

Come esce da queste crisi?

«Facendomi forza. Ho preso molti farmaci in passato, non ne voglio più. Non sono contro, so che servono. Però questa depressione viene anche dal momento che viviamo. Punto molto sul lavoro, ma mi chiedo: che senso gli do? Non posso sempre fare “Furore”».

 

Però ora lo rifà. Il capolavoro di Steinbeck a teatro.

«Un testo potente e profetico, che parla di cambiamento climatico, immigrazione e fa venire in mente quello che sta succedendo a Gaza».

tommaso ragno e massimo popolizio m il figlio del secolo

 

In teatro ha portato M. di Scurati, ma il personaggio di Mussolini era sdoppiato tra lei e Tommaso Ragno, che con quel ciuffo bianco non pareva proprio il duce.

«Qualsiasi stivalone o pelata indossi sul palcoscenico è meno forte di un docufilm o di un documentario dell’epoca. Più cerchi di avvicinarti a quello che era, più perdi forza e diventi finto. Io facevo un duce da varietà. Quell’idea un po’ grottesca era già nella scrittura di Scurati».

 

Luca Marinelli che l’ha interpretato in tv ha detto: io che ho una famiglia antifascista ho sofferto.

«E se devi fare Riccardo III, un infanticida, quanto devi soffrire?».

massimo popolizio sono tornato

 

[…] E l’aldilà come lo immagina?

«Un mio amico vede i morti, dice che si trovano soprattutto nei supermercati. Io spero solo che non sia un posto peggiore di questo».

 

Ci crede quindi?

«Avevo una zia medium, mamma mi raccontava le sedute spiritiche in cui i tavoli si muovevano. Non aveva motivo di dirmi falsità, magari era solo la sua immaginazione... non lo so. Però sono convinto che ci sia un rapporto tra questa vita e il dopo. E credo esistano persone con questo tipo di sensibilità che io non ho. In famiglia il nonno paterno era un rabdomante».

 

Come si chiamava?

«Arcangelo. Infatti il mio nome completo è Massimo Arcangelo Michele. Nonno era un rabdomante di quelli seri, che entrano in trance. Cercare l’acqua era un rituale cui assisteva tutto il paese, lui si vestiva come per un matrimonio: abito scuro, cravatta e il bastoncino di sambuco, quello a forma di y. Quando finiva era in un bagno di sudore».

 

beppe fiorello massimo popolizio nei panni di borsellino e falcone

Al cinema lei è stato Sbardella, lo squalo della Dc, e Falcone, un eroe civile.

«Mi piace cambiare, è il mio mestiere. Il cinema è soprattutto un modo per imparare altre cose. Da ragazzo ho girato fiction. Era terrificante, sempre in tensione. Mariangela Melato mi ha detto che pure lei soffriva molto, le veniva l’acne per il nervosismo. Allora la produzione escogitò uno stratagemma: le comunicavano quando doveva girare soltanto la sera prima». […]

MASSIMO POPOLIZIO LUCA RONCONI massimo popolizio 4massimo popolizio 2 massimo popoliziomassimo popolizioMASSIMO POPOLIZIOLUCA RONCONI E MASSIMO POPOLIZIOLUCA RONCONI E MASSIMO POPOLIZIOLUCA RONCONI E MASSIMO POPOLIZIOMASSIMO POPOLIZIO NEI PANNI DI BENITO MUSSOLINI - SONO TORNATO MASSIMO POPOLIZIO NEI PANNI DI BENITO MUSSOLINI - SONO TORNATO massimo popolizio 3

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…